Comprare casa: il 47% degli agenti immobiliari italiani non risponde alle richieste online

Torino, 20 giugno 2022 – Come si comportano gli agenti immobiliari alle richieste dei clienti? A rispondere la survey “The 2022 Real Estate Customer Experience”, un unicum sul mercato immobiliare italiano. Lo studio infatti ha provato a calarsi nei panni di un cliente sempre più bisognoso di un’assistenza all-inclusive, ed ha misurato la qualità del servizio erogato dalle agenzie italiane.

Cosa è emerso dallo studio?

Innanzitutto è emerso che in Italia il settore dell’intermediazione immobiliare è frammentato, tra 40.000 agenti e 26.000 agenzie immobiliari: il rapporto di operatori italiani per agenzia è tra i più bassi d’Europa, con un rapporto di 1.3 contro i 5 della Germania.

Un’anomalia che determina varie criticità, tra cui budget insufficienti per formazione e marketing e difficoltà nell’implementazione di nuovi processi: questa arretratezza strutturale del comparto si ripercuote naturalmente sulla soddisfazione del cliente.

L’INDAGINE SUGLI AGENTI IMMOBILIARI

Per valutare il livello di gradimento del proprietario immobiliare italiano che decide di affidarsi a un’agenzia per vendere casa, Vorrei.it ha fatto qualcosa mai tentato prima nel settore ed elaborato una customer satisfaction survey per l’edizione del 2022 del White Paper The 2022 Real Estate Customer Satisfaction.

L’indagine ha fatto chiarezza su come gli agenti immobiliari presentano oggi il proprio servizio, attraverso il loro sito web e nel first contact con il cliente.

Per effettuare un’analisi scientifica e rappresentativa del mercato italiano nella sua completezza, una risorsa dello staff di Vorrei.it si è calata nei panni di un erede di una proprietà immobiliare situata in 20 città italiane, tra cui i principali centri metropolitani del Paese. Sono state contattate oltre 350 agenzie tramite un portale leader, tra grandi franchise, brand locali e agenzie only digital, mantenendo le corrette proporzioni di mercato.

Successivamente sono state presentate le esigenze di vendita o tramite regolare contatto telefonico o compilando il form sul sito ufficiale.

L’indagine ha restituito un quadro eloquente, co tempi di reazione delle agenzie italiane ancora lunghi: ben il 47% degli intermediari contattati non ha risposto.

Più di metà del campione, quindi, non ha considerato in alcun modo la richiesta di prestazioni consulenziali e non ha ricontattato per mezzo dei canali a disposizione.

L’indagine rivela però al contrario come, tra chi ha risposto, la qualità nella gestione delle richieste è significativa: il 60% delle interazioni dimostra, da parte dei “professionisti del mattone”, attenzione, cortesia ed estrema competenza.

L’analisi è stata effettuata attribuendo un punteggio da 1 a 10 alla qualità dello scambio, con il 42% degli agenti che ha totalizzato risultati tra il 7 e il 10.

In conclusione, se i problemi strutturali del real estate italiano si ripercuotono sulla responsività delle agenzie, i nostri intermediari immobiliari hanno compreso come la customer centricity sia un fatto sempre più rilevante, in un settore in cui l’intero modello di business è basato sull’intermediazione e, di conseguenza, sulla fiducia reciproca.

Il Report Completo Formato PDF è online al seguente link:

The Real Estate Customer Experience 2022

 

A proposito della piattaforma

Vorrei.it è una piattaforma di valutazione immobiliare online che ha l’obiettivo di connettere i proprietari, futuri venditori, con i migliori agenti immobiliari.

 

 

Comprare casa: con le visite virtuali più velocità, meno commissioni e meno impatto ambientale

Da oggi meno commissioni, più velocità e meno impatto sull’ambiente per l’acquisto di una casa: le visite virtuali stanno cambiando per sempre la compravendita degli immobili

Torino, 14 aprile 2022 – Le nuove tecnologie stanno cambiando per sempre l’esperienza di acquisto e vendita delle case, sia per i venditori che per i compratori. La rivoluzione, che trasformerà per sempre il mondo dell’immobiliare, prevede un nuovo servizio di compravendita degli immobili senza più la presenza di un agente immobiliare durante le visite. Una scelta che abbassa i costi delle commissioni, velocizza la compravendita e abbassa l’impatto ambientale.  

Il merito di questa innovazione è della proptech Vorrei.it che, dopo 2 anni di test, estenderà presto a tutti i clienti il nuovo servizio di vendita immobiliare.

La società aveva infatti iniziato a testare questa modalità operativa al fine di impattare positivamente sull’ambiente, migliorare l’esperienza dei clienti e ridurre le commissioni sulla vendita.

Ma come funziona l’innovativo sistema della piattaforma immobiliare?

Per ogni immobile Vorrei.it realizza una visita virtuale che i potenziali compratori possono visualizzare comodamente da casa, attraverso uno smartphone, per poi richiedere la visita in loco nelle fasce orarie configurate in base alle esigenze del proprietario.

La piattaforma notifica al proprietario e all’agente incaricato della pratica il giorno e l’ora della visita virtuale.

In questo modo si filtrano di molto i visitatori e si arriva alla visita dell’immobile solo con i reali interessati all’acquisto.

Il proprietario alla fine riceverà quindi solo i reali potenziali compratori e si occuperà di mostrare personalmente l’immobile senza la presenza dell’agente. Al termine della visita la piattaforma raccoglierà le impressioni del compratore e il suo eventuale interesse per l’immobile attraverso l’intervento dell’agente immobiliare incaricato che si concentrerà sulla sua attività principale: la mediazione e l’accordo tra le parti.

Nessuno meglio del proprietario conosce la sua casa e il suo quartiere, i servizi e i vantaggi che può offrire a chi l’abiterà. Questa modalità, che abbiamo testato in questi 24 mesi, vede buona parte dei proprietari entusiasti per il rapporto che si instaura tra le parti durante la visita e consente di ridare la giusta professionalità al mediatore troppo spesso identificato come ‘apri porte’ “, spiega Ivan Laffranchi, esperto di proptech e fondatore di Vorrei.it.

La proptech non vuole distinguersi solo per un servizio moderno ed efficace, ma va oltre e vuole contribuire con un impatto positivo sull’ambiente attraverso la riduzione delle decine di visite necessarie per ogni compravendita. che comportano continui spostamenti in auto per l’agente e per i potenziali acquirenti. 

Questo approccio si traduce anche in un risparmio economico sulle commissioni che Vorrei.it applica ai proprietari che affidano la loro casa alla piattaforma.

Malgrado questa importante riduzione dell’impronta carbonica ottenuta nell’attività svolta grazie a questo nuovo approccio, la piattaforma va oltre e ha iniziato da alcuni mesi a piantare alberi, con il supporto di Treedom, in Guatemala e Nepal, per ogni immobile venduto.

Chi è Vorrei.it

Vorrei.it è una proptech specializzata in soluzioni per la compravendita ad alto valore tecnologico che attraverso il suo sistema di valutazione online e di simulazione dei costi per l’acquisto di casa supporta proprietari e acquirenti in una scelta consapevole.

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Immobiliare: sono le donne a decidere l’acquisto della casa

Milano, 7 marzo 2022 – Sono le donne ad avere l’ultima parola nelle scelte che riguardano uno dei progetti più importanti nella vita  familiare, e cioè l’acquisto di una casa.

A decretarlo una ricerca di mercato svolta da Vorrei.it, proptech specializzata nella valutazione immobiliare online, realizzata in occasione della Festa Internazionale della Donna, e incentrata su una specifica domanda:

Chi ha l’ultima parola durante la trattativa di acquisto di una casa?

Il quesito è stato posto, attraverso Facebook, ad un’ampia platea di agenti e consulenti immobiliari che svolgono la professione nella penisola italiana e che ogni giorno hanno stretto contatto con migliaia di acquirenti e venditori.

Dall’analisi è emerso che, per gli agenti e consulenti immobiliari italiani, è la donna ad avere davvero l’ultima parola durante la trattativa di acquisto.

I dati raccolti sembrano proprio confermare che in una coppia che desidera acquistare casa, le donne italiane hanno la decisione finale nell’acquisto o meno di una proprietà.

Il risultato finale del sondaggio parla infatti chiaro: in ben 80 compravendite su 100 la donna ha l’ultima parola sulla trattativa.

Il sondaggio ha mostrato in maniera evidente come la donna determina l’acquisto, ma non solo quando ha il ruolo di compagna o di moglie, ma anche quando è la suocera

Oltre alle donne di casa, dal sondaggio di Vorrei.it, emerge che un’altra figura che spesso condiziona la decisione finale nell’acquisto è il consulente improvvisato di famiglia, rappresentato simpaticamente dal ‘cugino’ tuttologo che si dichiara esperto d’immobiliare, perché nella vita fa il piastrellista o il muratore. 

“Le donne sono più attente ai dettagli della casa e alle esigenze della famiglia rispetto agli uomini che decidono più d’impulso. Difficilmente il compagno o marito prenderà la decisione finale sulla trattativa senza il benestare della donna di casa chiedendole ‘Cosa ne pensi, la prendiamo?’”, spiega Ivan Laffranchi, CEO di Vorrei.it.

Il parere femminile nella scelta della futura casa da acquistare e poi successivamente nella conclusione della trattativa ha quindi un potere decisionale più forte dell’uomo: questo perché appunto la donna risulta essere più attenta ad ogni minimo dettaglio, valutando la proprietà e il contesto dell’abitazione immaginando la propria vita futura al suo interno, in un connubio di emozioni e abilità di pensiero critico.

Vorrei.it è una proptech specializzata in soluzioni per la compravendita ad alto valore tecnologico e attraverso il suo sistema di valutazione online e di simulazione dei costi per l’acquisto di casa supporta proprietari e acquirenti in una scelta consapevole.

Link a infografica: https://www.vorrei.it/media/infografica-8-marzo.pdf

 

 

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Due cuori e un mutuo: ecco dove alle coppie conviene acquistare o affittare casa

In prossimità di San Valentino uno studio analizza dove conviene affittare o comprare casa per una coppia: Siracusa, Ravenna e Vicenza le città in cui conviene di più acquistare casa piuttosto che affittarla. Le città più care invece sono Milano, Bolzano, Firenze, Roma, Bologna…

Torino, 10 febbraio 2022 – Per una giovane coppia che sceglieranno di vivere insieme nel 2022 è più conveniente comprare casa o andare in affitto? Per rispondere alla fatidica domanda, in prossimità del giorno degli innamorati, è stato realizzato una ricerca di mercato, per aiutare a capire, a seconda di dove si abita se per una giovane coppia è meglio comprare o affittare casa. La ricerca è stata realizzata da Vorrei.it, proptech specializzata nella valutazione degli immobili online.

Il metodo di analisi

Innanzitutto si sono analizzati i prezzi medi di vendita e locazione per appartamenti da 45 metri in buone condizioni, in tutte  le 111 province italiane.

Inoltre è stata simulata una possibile rata mensile per un mutuo a tasso fisso under 36 trentennale con un piccolo acconto di diecimila euro al fine di poterlo confrontare con il canone di locazione mensile.

Le città più convenienti dove comprare casa

Dall’analisi emerge che per tutte le città è più conveniente acquistare che affittare, con un risparmio mensile che arriva fino a 242€ al mese. In alcuni capoluoghi come Siracusa, Ravenna e Vicenza diventare proprietario significa risparmiare addirittura fino a 2.800€ all’anno rispetto all’andare in affitto.

Le città più care per comprare casa

Per le giovani coppie che festeggiano San Valentino le città più care dove comprare casa sono Milano (221.000€), Bolzano (189.000€), Firenze (177.000€), Roma (147.000€), Bologna (140.000€), Siena (132.000€), Venezia (130.000€), Trento (126.000€), Como (121.000€) ed infine Napoli (120.000€). 

Per queste città bisogna avere un budget mensile di 540€/mese (Napoli) fino a 838€/mese (Milano) per affittare, ma per tutte conviene ancora acquistare in quanto, grazie agli incentivi fiscali under 35 e alla garanzia Consap che consente di mutuare l’intero prezzo, la rata mensile di mutuo è meno costosa del canone di locazione oltre a trasformare gli “innamorati” in “proprietari innamorati”.

Case a meno di centomila euro: ecco dove

Nell’85% dei capoluoghi italiani è possibile diventare proprietari di una camera, cucina e bagno per meno di centomila euro. In città come Cagliari, Pesaro, Modena e Grosseto ad esempio è possibile diventare proprietari pagando una rata di mutuo con un risparmio medio di 157€ al mese rispetto al canone di locazione.

“Prevediamo per i prossimi mesi un considerevole aumento degli acquisti da parte delle giovani coppie a scapito della locazione che accentuerà la flessione registrata nel 2021. Evidenziando che nel Sud dell’Italia le giovani coppie avranno modo di acquistare la propria casa e realizzare il proprio progetto immobiliare ad un prezzo decisamente inferiore rispetto alle coppie stabilite nelle città del Nord d’Italia”, spiega la dott.ssa Giorgia Murgia, Head of marketing di Vorrei.it.

Tra i dati dello studio emerge che Bolzano, classificata tra le migliori cinque città dove vivere (secondo il Sole 24 Ore), è anche tra le più care dove comprare 45 mq per vivere insieme, con un prezzo medio di quasi 190.000 euro e pochissime opportunità per chi decide di andare in affitto per testare la vita insieme.

Le città più economiche

Per le coppie che vogliono risparmiare senza rinunciare al proprio nido d’amore troviamo infine Taranto, dove è possibile acquistare un bilocale con soli 43.000€, Alessandria e Trapani con 41.000€, Reggio Calabria a 38.000€ e pagare una rata di 220 € senza nessun acconto, Carbonia e Biella con poco più di 30.000 €.

Riguardo Vorrei.it

Vorrei.it, è una proptech specializzata in soluzioni per la compravendita ad alto valore  tecnologico e attraverso il suo sistema di valutazione online e di simulazione dei costi per l’acquisto di casa supporta proprietari e acquirenti in una scelta consapevole.

Link a infografica: www.vorrei.it/media/infografica-san-valentino.png

Link a dati completi: www.vorrei.it/media/ricerca-san-valentino.pdf

 

 

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Per informazioni ed interviste:

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Immobiliare: il 2021 è stato l’anno dei record

Torino, 4 gennaio 2022 – Il 2021 è stato un anno record per l’immobiliare in Italia con oltre 700.000 compravendite. Complice un 2020 molto difficile per il settore immobiliare a causa del lungo lockdown, nel 2021 ricco di incentivi fiscali per la ristrutturazione e dei tassi di mutuo per la prima casa molto vantaggiosi, gli operatori del settore immobiliare hanno infatti registrato un anno record, il migliore degli ultimi 15 anni.

Secondo il sondaggio realizzato online questa settimana da Vorrei.it, proptech specializzata nella valutazione degli immobili online, il 69% degli agenti immobiliari intervistati ritiene che il 2021 sia stato un anno eccezionale, forse irripetibile.

All’inizio del 2021 si prevedeva un anno di ripresa, dopo un 2020 frenato dal Covid-19, ma non così importante.

La possibilità di acquistare casa con imposte ridotte per gli under 36 e mutui a tasso fisso inferiore all’uno per cento hanno invece attratto molti giovani, decisi ad abbandonare la locazione per diventare proprietari immobiliari.

Gli agenti immobiliari, scelta preferita dagli italiani

L’aumento delle compravendite registrate dagli agenti immobiliari ha confermato inoltre la tendenza dei proprietari a rivolgersi ad operatori qualificati per vendere casa, affidando il loro immobile a uno dei 17.000 agenti immobiliari attivi in Italia, prevalentemente organizzati in piccole realtà imprenditoriali, con agenzie che nel 43% dei casi sono composte da meno di tre addetti.

Il mediatore immobiliare è visto in Italia come il brutto anatroccolo della filiera del mattone, mentre all’estero è ritenuta una delle migliori professioni da esercitare. È un lavoro che necessita di molte soft skill per essere svolto con successo e molto spesso ci si dimentica che innesca business per geometri, architetti, notai, banche, assicurazioni e imprese edili per milioni di euro!“, afferma Ivan Laffranchi, Ceo di Vorrei.it.

Le previsioni per il 2022

“Per il nuovo anno ci si aspetta un primo semestre in crescita per i settori business, affari, immobiliare con un aumento dei prezzi, in particolare sulle piazze di Milano e Torino. A meno che il mercato venga raffreddato da nuove limitazioni o da nuovi lockdown, che naturalmente nessuno si augura”, conclude Ivan Laffranchi.

 

 

 

Immobiliare: il valore delle case aumenta grazie al superbonus 110%

Torino, 20 dicembre – Il superbonus 110% potrà rivalutare del 27% gli immobili sottoposti agli interventi edilizi correlati agli incentivi statali.

Secondo lo studio realizzato da Vorrei.it, una casa sottoposta agli interventi di ristrutturazione previsti dal superbonus potrebbe aumentare in modo rilevante il suo valore di mercato.

Dai dati raccolti dalla proptech i compratori sono sempre più attenti alla classe energetica durante la ricerca dell’immobile da acquistare, non solo per un effettivo risparmio su costi di riscaldamento, ma anche la crescente attenzione per la sostenibilità anche nel settore immobiliare. 

Contrariamente a quanto si possa pensare le pratiche completate per il superbonus 110% non sono per la maggior parte nelle regioni italiane più fredde, ma distribuite su tutto il territorio nazionale con ai primi 6 posti Lombardia, Veneto, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Sicilia (Fonte: Enea, aggiornati al 31 agosto 2021).

Le opere di coibentazione come il cappotto termico, l’isolamento del tetto e l’impianto termico più performante o con pompa di calore faranno aumentare il valore degli immobili più nelle regioni del nord e sui mercati dove sono presenti immobili più vecchi e case indipendenti.

Dai dati elaborati da una serie di simulazioni effettuate attraverso gli algoritmi di valutazione immobiliare emerge che l’aumento del valore è compreso tra un 10% e un 25%, con punte del 27% per le case indipendenti collocate nelle provincia di Milano e di Torino.

Gli appartamenti del centro nord potranno subire rivalutazioni comprese tra il 15 e il 20%, ad esempio un appartamento degli anni 60 a Milano in zona Niguarda da 95 mq che oggi vale mediamente 350.000 €, circa 3.700 €/mq, potrebbe rivalutarsi fino a 400.000 €.

Una villetta indipendente degli anni 90 in provincia di Torino acquistata a 310.000 € potrà arrivare a valere fino a 395.000 dopo l’intervento del bonus 110% e degli interventi trainati come l’installazione degli impianti fotovoltaici come accumulatore.

Gli effetti sui prezzi delle case oggetto d’intervento si vedranno l’anno prossimo, ma sono già visibili oggi gli aumenti di richieste con il conseguente aumento dei prezzi delle case che più si adattano agli interventi edilizi che accedono al superbonus 110%”, spiega Ivan Laffranchi, fondatore e AD di Vorrei.it, piattaforma web che offre servizi per rendere le compravendite immobiliari semplici, trasparenti e smart attraverso l’utilizzo della tecnologia e la valutazione immobile online.

 

 

 

 

 

 

Arriva il Black Friday: lo studio sulle consumatrici italiane

Pubblicato uno studio su come si muoveranno le consumatrici italiane nel giorno del Black Friday 2021

Torino, 18 novembre 2021 – Nella settimana che precede il Black Friday, è stata realizzata una ricerca di mercato per analizzare gli acquisti delle consumatrici italiane, durante il giorno dedicato agli acquisti super scontati.

Lo studio è stato realizzato da Twelab, brand specializzato in skincare, al quale hanno partecipato oltre 300 ragazze e donne delle principali città italiane con età compresa tra i 20 e 40 anni. 

Twelab ha innanzitutto chiesto alle consumatrici se approfitteranno del Black Friday per realizzare i loro acquisti di Natale per le amiche o per concedersi uno sfizio in più per sé stesse.

Dai dati emerge che oltre un terzo delle intervistate non farà gli acquisti di Natale nella settimana del “venerdì nero”, il 38% acquisterà infatti principalmente per sé stessa e solo il 24% coglierà l’occasione degli sconti per realizzare una parte dei regali di Natale.

Ma quale sarebbe l’entità dello sconto che spingerebbe le consumatrici ad acquistare? 

Secondo lo studio Twelab emerge che la percentuale di sconto sui prodotti cosmetici minima per spingere la potenziale cliente ad acquistare è del 20% e che la metà di loro, esattamente il 51%, realizzerà gli acquisti solo tramite i siti online.

Secondo Giorgia Murgia, head of marketing di Twelab, “malgrado gli sconti applicati nei giorni vicini al Black Friday, i dati confermano la tendenza delle consumatrici ad attendere gli ultimi giorni per realizzare i regali di Natale”. 

Per comprare cosa?

Dai dati dello studio emerge che la maggior parte di loro, ovvero ben il 43%, acquisterà cosmetici per il viso, mentre il 23% acquisterà accessori e prodotti di make up.

Gli autori dello studio

Twelab è un brand specializzato in skincare in 3 fasi, studiato per le ragazze e le donne che vogliono avere un viso luminoso e sentirsi belle senza i filtri del web.

 

 

 

 

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Info: www.twelab.it

Ufficio Stampa Twelab: info@twelab.it

Agenzie immobiliari, perché non sempre funzionano come dovrebbero

Scarsa organizzazione e scarso uso delle nuove tecnologie le pecche fotografate da uno studio sul lavoro degli agenti immobiliari italiani

Roma, 4 ottobre 2021 – Perché molte agenzie immobiliari, protagoniste dell’acquisto più costoso che una persona possa realizzare nella sua vita, molto spesso non godono di buona fama e sono considerate ‘poco professionali‘?

Per saperne di più è stato effettuato uno studio su 400 agenzie immobiliari italiane, per capire perché ci sia una così diffusa percezione negativa dell’agente immobiliare.

Lo studio ha preso in esame diversi aspetti del lavoro dell’agente immobiliare, come qualità dell’informazione ricevuta, empatia dell’agente, visita dell’immobile, materiale informativo, soluzioni alternative offerte, inserimento nelle banche dati, pre-qualifica delle esigenze e rispetto delle normative sulla privacy e Gdpr.

L’obiettivo della ricerca, effettuata da Vorrei.it, rete immobiliare digitale, era comprendere l’opinione del consumatore durante il primo contatto con un agente immobiliare ed è stata realizzata attraverso un potenziale acquirente che ha contattato oltre 400 agenzie immobiliari in 11 città italiane: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Napoli, Palermo e Cagliari.

Tra i dati i dati più sconcertanti il white paper evidenzia che il 44% degli agenti non ha mai risposto o non ha mai ricontattato il potenziale cliente in seguito alla sua richiesta, che naturalmente in questi casi si sente trascurato. Altro dato significativo è che in un periodo storico in cui è necessario sfruttare le tecnologie utili al contenimento del Covid-19 solo il 21.6 % ha proposto una visita virtuale dell’immobile.

Dalla ricerca emerge scarsa organizzazione e scarso utilizzo degli strumenti tecnologici da parte degli agenti immobiliari, in un’epoca dove siamo abituati ad utilizzare servizi delle multinazionali del web affidabili e performanti“, afferma Ivan Laffranchi, fondatore di Vorrei.it, autore della ricerca.

Dal punto della distribuzione geografica dei risultati evidenziamo che le città con gli agenti immobiliari più smart, empatici ed efficaci sono Milano, Venezia e Palermo.

Gli agenti immobiliari del capoluogo siciliano sono stati i più preparati sul fronte delle visite virtuali, utili ad evitare inutili sopralluoghi all’abitazione.

Maglia nera per Torino e Napoli: solo il 10% degli agenti partenopei ha risposto al nostro potenziale cliente o lo ha richiamato in un secondo momento.

I cambiamenti che sono in atto potrebbero mettere fuori gioco molti operatori del settore, ma se gli agenti immobiliari sapranno far vivere al consumatore un’esperienza insostituibile, unica e sicura, avranno davanti a loro un futuro radioso e ricco di soddisfazioni, facilitato da un uso intelligente della tecnologia e del web” conclude Laffranchi.

Per saperne di più sull’esperienza degli italiani con gli agenti immobiliari è possibile scaricare il white paper completo in formato PDF al seguente link The 2021 Real Estate Customer Experience (www.vorrei.it/media/The-2021-Real-Estate-Customer-Experience.pdf).

A proposito di Vorrei.it

Vorrei.it è una rete immobiliare digitale, che a differenza delle reti tradizionali, usa la tecnologia per far vivere una migliore esperienza immobiliare ai venditori e ai compratori, consentendo agli agenti immobiliari che operano con la piattaforma migliori performance ed una stabilità finanziaria.

 

The 2021 Real Estate Customer Experience

 

Social e bellezza: le donne italiane vorrebbero meno filtri sulle influencer

Torino, 12 maggio 2021 – Nelle scorse settimane è stato realizzato uno studio sull’utilizzo dei filtri nei social network, secondo il quale oltre l’80% delle intervistate ha dichiarato che vorrebbe vedere le persone come realmente sono e non modificate dai filtri. 

Secondo lo studio che ha realizzato Twelab, brand specializzato in cosmetica per under 30, al quale hanno partecipato oltre 800 ragazze e donne, è emerso che l’84,3% ritiene che le immagini su Instagram siano troppo modificate e non rappresentano la realtà, mentre il 15,7% pensa che la questione “non crei nessun disturbo”.

Lo studio di Twelab, che ha coinvolto ragazze delle principali città italiane con età compresa tra i 18 e i 30 anni, nasce in seguito alla decisione dell’ASA, l’autorità di controllo della pubblicità inglese, di vietare l’uso dei filtri nei post  sponsorizzati degli influencer per prodotti di make up e skincare. 

Altri paesi si stanno muovendo nella stessa direzione, a partire dalla Francia che già nel 2017 ha promulgato una legge con la quale si obbligano ad indicare con il termine “fotografia ritoccata” tutte le immagini commerciali nelle quali il soggetto è stato ritoccato.

Le autorità si stanno focalizzando in particolare su tutti i filtri che possono cambiare la grana, il colorito della pelle ed alterare l’effetto dei prodotti pubblicizzati.

In Italia non esistono normative a riguardo e per questo Twelab ha deciso di promuovere la causa inserendo il payoff forget filters, cioè dimentica i filtri, in tutta la sua comunicazione, vietando alle influencer con cui collabora di usare filtri che alterino i risultati dei prodotti delle sue linee per la skincare.

 

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Info: www.twelab.it

Ufficio Stampa Twelab: info@twelab.it

 

 

 

Smart working: ecco quanto costa una camera in più, per lavorare da casa

Lo studio in varie città italiane su quanto costa avere una casa più adatta al lavoro

Roma, 19 gennaio 2021 –  La richiesta delle aziende a proseguire lo smart working, anche dopo i lockdown, porterà alla ricerca di abitazioni più grandi, con una stanza in più da destinare al lavoro, con un grande impatto sulle tasche degli smart workers. È quanto scoperto da una analisi del portale Vorrei.it.

Lo smart working di questi ultimi 12 mesi ha sicuramente molti risvolti positivi: lavorare da casa significa meno spese di trasporto, di parcheggio, meno pranzi al ristorante e soprattutto meno stress con un guadagno di almeno 5 ore a settimana risparmiate negli spostamenti.

Ma non ci sono solo vantaggi.

I costi all’interno delle abitazioni legati al consumo dell’energia elettrica per l’uso del computer, del riscaldamento, raffrescamento per l’illuminazione di casa che altrimenti non ci sarebbero durante il giorno si fanno sentire. E non solo.

Secondo uno studio di Vorrei.it le famiglie, che hanno almeno un membro in smart working, stanno valutando o iniziando a cercare case più adatte a questa nuova vita.

In particolare l’esigenza di una camera in più, passando da un quattro locali a un cinque locali, sta diventando sempre più frequente con un impatto non trascurabile sul budget di spesa per l’acquisto di una casa.

Questo accade perché nel mercato immobiliare c’è un’offerta ridotta di appartamenti con 3 camere, e perché chiaramente c’è un aumento legato alla superficie che di conseguenza innesca un aumento del prezzo complessivo.

Secondo i dati che Vorrei.it ha analizzato prendendo come riferimento le principali città italiane emergono differenze sostanziali: si passa da città come Bolzano dove la differenza è solo del 4,7% a città come Genova dove si parla di investire quasi un 65% in più tra un appartamento da 95 mq e uno da 130 mq.

Tra i comuni analizzati emerge che a Torino, Milano, Bologna, Rimini, Firenze, Bari e Mestre, paradossalmente, al crescere della metratura cresce anche il prezzo al m² a causa di un’offerta ridotta, mentre in altre città come Roma, Bolzano, Napoli, Cagliari e Palermo con l’aumento della superficie diminuisce il prezzo al m².

Ai Navigli di Milano bisognerà spendere invece quasi il 38% in più per avere una casa adatta allo smart working, mentre a Roma bisognerà mettere il 33% in più per avere un appartamento con stanza ufficio dedicata.

Dallo studio emerge la necessità di avere uno spazio in più dedicato allo smart working che sembra entrare nelle nostre abitudini per lungo tempo. Le persone si stanno rendendo conto della necessità di avere uno spazio separato dal resto della casa per gestire riunioni online e attività lavorative con la massima concentrazione. Uno spazio meno promiscuo di quello vissuto in questi mesi”, conclude Ivan Laffranchi, esperto di proptech e founder di Vorrei.it.

 

 

Infografica con dati estratti dallo studio:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per interviste e informazioni:

info@vorrei.it

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