SERAZZI & La Cucina: “FINALMENTE” è il nuovo singolo estratto dall’album “Á la carte”

SERAZZI-Finalmente.doc

Col sorriso sulle labbra e la consueta ironia, Paolo Serazzi si accomoda su un ritmo di beguine per lanciare i suoi strali contro la devastazione del paesaggio e l’abusivismo edilizio.

Coll’innocenza di un bambino fa esplodere qualche palazzo e la gente balla per strada di felicità (“guarda, si vedono le montagne!… chi mai pensava che fossero là?!?”). In un sogno metropolitano ad occhi aperti, Serazzi ricorda dalla riva di un bel lago che “qui posteggiavano in quadrupla fila…”

Nel suo album “Á la carte” Serazzi ci propone un menu di canzoni scritte nell’arco di alcuni anni, che abbracciano periodi diversi della sua vita.  Gli ingredienti sono a dir poco variegati: dinamite, nebbie, arrembaggi lunari, carillon, orde barbariche mondi esotici, calciatori arredatori, dormiglioni felici… 

Dai testi traspare molta ironia e un’atmosfera fondamentalmente positiva, priva di malinconie d’ordinanza.

Il singolo è accompagnato da un video molto divertente!

Guardalo qui: http://youtu.be/Y8ydhh8bnCA

AUDIOFOLLIA – Davvero un ottimo disco per un altrettanto eccellente cantautore che con passione e grazia canta di storie attuali, mischiando innata musicalità e liriche contemporanee: il tutto con originalità, gettando un ponte musicale tra passato e presente, in maniera decisamente riuscita!

OFF TOPICÁ la carte è un lavoro appassionato e appassionante che ci accompagna in un calmo vortice ricco di figure e metafore appoggiate su una varietà di stili e registri che ci fanno tuffare in esperienze emotive differenti.

MELITERRANEO – “A’ la Carte” mette in mostra tutti gli ingredienti per aprire un nuovo capitolo della musica italiana: prende ciò che di più genuino arriva dai cinque continenti e lo mischia in piatti sempre più geniali e gustosi.

ANDERGRAUND – Serazzi scrive in maniera intensa, raffinata, evocativa, onirica. Vere e proprie poesie in musica. (…) Un disco divertente, ironico, positivo: un esordio che ci lascia con l’acquolina in bocca e tanta voglia di assaggiare le altre portate che Serazzi e co. vorranno offrirci in futuro.

FASCINO ROCK – Prendete il menù di Serazzi, accendete lo stereo e invitate i vostri amici nella sua cucina che diventerà anche la vostra: alla fine ne chiederete il bis allo chef.

MUSIC MAP – Una grande sorpresa, per chi lo conosceva poco. Una splendida conferma, per chi già lo apprezzava.

SHAKE GRANDI PALLE DI FUOCO – Piatti ricchi e gustosi possono definirsi le canzoni protagoniste di “Á  la carte” esordio di “Serazzi e  la Cucina” che, metafore scontate a parte, sono un mix perfetto, decisamente godibile di ballo, poesia e riflessioni importanti.

MUSIC LIKE – Un mood divertente e divertito, dotato di un ritmo incalzante e versatile, con atmosfere che viaggiano da  Fred Buscaglione  a  Paolo Conte, dal teatro alla banda popolare, tutti apparentati da un comune registro di sur-realtà che invita all’ottimismo.

COLORI VIVACI MAGAZINE – un album fresco e divertito che, grazie alla sua proposta di ritmi e melodie accattivanti, si presta alla perfezione per un’estate spensierata ricordandoci, al contempo, che si può confezionare un prodotto ludico senza dover necessariamente mettere da parte la qualità.

BLOGFOOLK – Serazzi e la sua piccola orchestra La Cucina hanno, insomma, messo insieme un disco leggero e divertente, che non mancherà di entusiasmare coloro che lo ascolteranno.

Eclettico pianista, chitarrista, cantante e compositore, Paolo Serazzi ha suonato sui grandi palchi rock con artisti come Carmel, Africa Unite, Party Kidz, ed è altrettanto a suo agio nell’atmosfera raccolta dei piccoli club, da solo o in gruppo. 

E’ protagonista di numerosi progetti:

In “Á la carte”, album d’esordio di SERAZZI & La Cucina, apprezziamo sia la sua vena di AUTORE degli originalissimi testi, sia quella di COMPOSITORE delle musiche.

Nel suo album SKIN (2012) sfoggia il suo talento di raffinato ARRANGIATORE e si diverte a rileggere in modo imprevedibile alcune pietre miliari del rock (dai Doors ai Police, da Jimi Hendrix a Elvis…). Memorabile la sua sognante versione  bossa nova di “My Sharona”, uscita come singolo e passata da Radio Rai e Montecarlo.

Vero e proprio crooner, Serazzi è anche  impareggiabile INTERPRETE  di canzoni di ogni genere.  Nei suoi concerti dal vivo conquista per il suo garbato ma irresistibile stile di entertainer.

Nello spettacolo MOCAMBO rende un appassionato omaggio alIa musica di Paolo Conte, artista che più di ogni altro ha influenzato la sua formazione musicale (imperdibili alcuni video su youTube)

E’ inoltre COMPOSITORE di canzoni, musiche e colonne sonore per la televisione, il teatro e il cinema. Insieme ai Bluebeaters ha composto e suonato le musiche di “Ravanello pallido” di Luciana Littizzetto. Paolo Serazzi compone e produce musiche per la RAI, in particolare in trasmissioni per bambini e ragazzi come La Melevisione, cartoni animati come Matt & Manson e vari altri programmi. Ha composto e suonato dal vivo le musiche di numerosi spettacoli teatrali, a fianco di attori come di Michele Di Mauro, Lucilla Giagnoni, Massimo Giovara, Francesco Rossini, Alessandro Genovesi e molti altri.

Come produttore Serazzi ha composto, arrangiato e prodotto le canzoni di Finally (Prestige-Elite, London,2006), primo cd della cantante inglese Patricia Lowe.

www.serazzi.net  www.youtube.com/user/paoloserazzi

www.facebook.com/pages/Paolo-Serazzi-Artista/50013402748

 

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ANTONELLA è il secondo singolo estratto dall’album d’esordio del “suonautore” SAIMON FEDELI

La storia del brano trae spunto da una vecchia vicenda realmente accaduta ma si chiude con un finale di speranza.

La cronaca racconta di un ragazzo che innamorato di una prostituta si apparta con questa  tutte le sere. Nasce cosi tra i due una tenera amicizia che di fatto li vede spendere molto tempo insieme raccontandosi la vita.  Accadde poi che una notte, tra un discorso e l’altro, il ragazzo intrattiene più del dovuto la donna nella propria auto per farle ascoltare il disco che  stava registrando in quei giorni. L’ascolto finisce molto male perché  appartati ormai da ore arriva alla ricerca di lei il suo protettore che visibilmente adirato per la scomparsa di quest’ultima (e di conseguenza dei suoi incassi) minaccia a suon di pugni il cliente innamorato che si vede costretto ad una precipitosa fuga in mezzo ai campi.  Questa la cronaca.  Nel brano invece il finale viene addolcito supponendo che lei,  scoperta la parte più artistica di lui attraverso l’ascolto di una sua canzone se ne innamora e accetta finalmente di fuggire insieme a lui verso una vita nuova.

L’album  Canzoni dal primo piano  è una collezione di brani che hanno avuto la forza di fuggire dal cassetto in cui erano stati riposti per finire registrati in questo disco. Il genere è quello della canzone d’autore con un vestito pop moderno. Le storie sono quelle vere di vita vissuta fuori e dentro casa e che gettano lo sguardo sui rapporti tra lui e lei, sul mondo e sul modo in cui stiamo vivendo, senza tralasciare l’ambiente, il tempo passato e i sogni. Si ha l’impressione di un messaggio confidenziale ed è questo che pone l’ascoltatore al centro del discorso coinvolgendolo e portandolo talvolta ad identificarsi.

Classe 1975, nato e cresciuto tra Milano e provincia mi approccio alla musica fin da ragazzo.

A 15 anni ho fatto il mio primo concerto. Suonavo la batteria in un gruppo rock e come spesso accade a quell’età pensavamo tutti di essere immortali. Tre anni dopo a causa del servizio militare ci siamo sciolti! Perciò sono passato alla chitarra con cui ho imparato a comporre musica sotto forma di canzone un po’ per gioco e passione; quasi sempre per stupire, regalare un pensiero o esprimere meglio chi ero.

Con il mio socio e chitarrista Luca a 19 anni ho conosciuto e frequentato per alcuni mesi  Lucio Dalla, esperienza umana e artistica che mi ha formato e convinto che la Musica sarebbe stata il mio destino. Cosi a 24 anni abbiamo aperto Suona.net (www.suona.net ) oggi piccola catena di 7 negozi di strumenti musicali grazie alla quale ho potuto occuparmi di Musica, Strumenti, Allestimenti audio e molto altro. Nel 2014 grazie all’aiuto di alcuni preziosi amici musicisti ho pubblicato il mio primo disco : “Canzoni dal primo piano” . Il primo singolo estratto dal titolo “questa estate”  è stato subito programmato con successo in moltissime radio locali. E’ l’inizio di una nuova avventura. Non sono un cantante ne un cantautore tradizionale. Non canto le mie canzoni. Mi considero  un autore in cerca di interprete. Sono stato cosi definito dalla stampa un “suonautore”.

Dove trovare il disco: iTunesAmazon Spotify

 

www.saimonfedeli.com

https://www.facebook.com/pages/Saimon-Fedeli-Song-Project/626288557447682

https://www.facebook.com/suona.net

 

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MISFATTO: ROSENCRUTZ è il secondo singolo estratto dal loro quinto album

Se il primo singolo Heleonor seguiva le impronte pop-rock del disco, il secondo singolo, Rosencrutz, rispecchia le influenze power rock dell’intero album.

Il personaggio epico e massonico si ritrova ad essere protagonista di un brano incalzante, potente e raffinato nelle linee melodiche . L’ignoranza global del  ritornello “fight fuego cum fuego” ricorda un canto di protesta sempre diffuso nei secoli.

I Misfatto sono reduci da un intenso Rosen Tour dopo l’uscita del loro quinto album Heleonor Rosencrutz e Rosencrutz è il simbolo dell’ultimo suono di insieme del gruppo.

I Misfatto sono una trip-rock band di Piacenza (60 km a sud di Milano) che vede la sua nascita nel 1990. Tutto questo avveniva nella sperduta campagna di Piacenza a Gragnano Trebbiense, paese bagnato dal fiume caro ad Hemingway, il fiume Trebbia.

La biografia viene dalla band sintetizzata in musica.

Discobiografia

1990 “IL PESO DELL’INNOCENZA” musicassetta

1991 “RISPARMIATECI” musicassetta

1992 “QUEL CHE RESTA” musicassetta

1993 “LA BESTIA NERA” mai stampato per la vendita

1997 “LA FINE DEL GIORNO” CD

2000  “MISFATTO”  CD ed MP3

2006  “INVISIBLE”  CD ed MP3

2008  CAOSDUEMILA di Gabriele Finotti  – Libro CD

2010  CAOSDUEMILA10 MP3

2012  “UNDICI EROIMORTI” CD ed MP3

2012  “ELEVEN DEADHEROES” solo in vinile ed MP3

2013  HELEONOR singolo MP3

2014  HELEONOR ROSENCRUTZ CD e MP3

Il nuovo progetto e il nuovo album si ispirano al libro LA CHIESA SENZA TETTO – Trentacinque sogni a Lisbona di Gabriele Finotti , scrittore, chitarra e unico dei fondatori della band, rimasto dall’anno della  nascita del gruppo. L’ultima fruttuosa era dei Misfatto nasce dall’incontro  di Finotti con Melody Castellari nel 2008,  e da allora la band non si è quasi più fermata a livello compositivo e di live . Il nuovo album HELEONOR ROSENCRUTZ – aprile 2014 – richiama  molteplici visioni oniriche sempre nel segno della melodia delle voci e del sound power delle ritmiche di chitarra e rock. Dopo anni di uscita discografica con l’etichetta LEVEL49 di Maria Chiara Ferri, l’ultimo album esce con la neonata ORZOROCK MUSIC, fondata dallo stesso Gabriele Finotti.

MISFATTO 2014
Gabriele Finotti (Chitarra) – Melody Castellari (Voce) – Alberto Zucconi (Voce e Chitarra) – Pierpaolo Baioni (Organo, Piano e tastiere) – Andrea Farinelli (Batteria) – Simone Cavallaro (Basso).

www.facebook.com/misfattoband

www.twitter.com/misfattoband

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ENDI: il rapper del Lago di Garda al suo esordio con il singolo L’ULTIMA FERITA

Nel brano cerca di descrivere la difficoltà nei giovani di trovare una stabilità e la difficoltà di realizzare i propri sogni.

Sento la pistola che punta la mia testa”: è un verso ricco di significato dove traspare la pressione che i giovani d’oggi sentono addosso nel voler fare qualcosa per realizzarsi, concretizzare i propri sogni, ma senza trovarne il modo. Questo spesso porta ad adeguarsi e rassegnarsi ad una realtà che sta stretta e non porta serenità e soddisfazioni.

L’Ultima Ferita è il singolo d’esordio che anticipa l’uscita del primo album ufficiale di Endi.

Descrive la difficoltà di una generazione che in un modo o nell’altro è costretta a gettare la spugna e abbandonare la propria “via d’uscita”, ossia le proprie ambizioni, trasformandola nell’ultima ferita.

Tutti i brani sono stati scritti ideati da Endi, la parte musicale è stata realizzata da Martino Cuman (componente del gruppo rock Non voglio che Clara).

 

Enrico Petillo in arte Endi, nato a Milano il 3-3-1986 dove ha vissuto per circa 5 anni, dopodiché la famiglia decide di trasferirsi a Peschiera Del Garda (verona) dove vive tutt’ora.

All’età di 16 anni si avvicina alla cultura Hip Hop, da prima con il writing poi successivamente con l’arte del rap. Quindi inizia a scrivere le sue prime rime e le prime canzoni arrivando così all’estate del 2006, anno in cui realizza il suo primo demo dal titolo Capro Espiatorio.

Nel 2008 ha pubblicato, progetto non ufficiale, un primo album dal titolo Il Canto del Diavolo.

Dopo l’esperienza di un web album, nasce alla fine del 2012 il singoloGelido, che vede la partecipazione e collaborazione del cantante italianoDiego Barbati.

Il singolo riscuote un buon successo a livello indipendente arrivando ad essere diffuso in diverse radio locali sparse nella penisola italiana e viene presentato live alla Mondadori di Milano come uno dei migliori singoli emergenti dell’anno, conquistando un posto importante al debutto su Itunes e nella classifica IML – Indie Music Like, come uno dei brani più diffusi a livello indipendente sia sul web che tra le varie stazioni radio locali.

Inizia quindi a prendere forma il nuovo lavoro, il primo album ufficiale, anticipato dal singolo L’ultima Ferita con la partecipazione della cantante torinese Gloria B Vega.

www.facebook.com/endiofficialwww.twitter.com/ioendiwww.youtube.com/ilritrattochannel

 

 

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FABRIZIO CONSOLI esce con il singolo MARTINA dall’ep SAPER DOVE ANDARE

Un singolo che ritorna dopo 20 anni per anticipare il nuovo concept album Ten Whispers.

Martina. Perchè scegliere una canzone vecchia di 20 anni come singolo? Intanto, ho scoperto, è la prima Martina nel maremagnum delle dediche a un nome di donna, nel repertorio italiano. Nel corso di questi vent’anni, sono state decine le persone che me ne hanno chiesto notizia, se e dov’era possibile acquistarla, per chi era stata scritta etc.. e ancor di più quelle che mi hanno scritto lettere e mail, anche toccanti, in cui mi esprimevano quanto ci fosse di profondamente loro in questa canzone (che consideravo “giovanile“).. Tutto questo, mi ha spinto a proporla nei miei spettacoli live, con risultati sorprendenti. Alla fine di Martina, il pubblico canta da solo il refrain, anche se la ascolta per la prima volta, al punto che io e la band smettiamo di suonare e li ascoltiamo, ogni volta sorpresi. In più, è ormai prassi che qualcuno mi chieda in quale disco può essere trovata, e la delusione alla mia risposta (“in nessuno..”) mi ha convinto elaborarne una versione più contemporanea, vicina alla versione live. Martina è un discorso che non avevo mai veramente chiuso, come una vecchia amica che torna a scriverti di tanto in tanto, ricordandoti che forse poteva essere qualcosa di più, per te. Sarebbe per me un grande piacere scoprire che in fondo le devo qualcosa.

FABRIZIO CONSOLI è protagonista, dagli anni ’80, di un’intensa attività di session man al fianco di diversi artisti di primo piano della scena musicale italiana, quali Eugenio Finardi, Alice,C. De Andrè, Mauro Pagani, PFM, O Fado, “La notte delle Chitarre” e moltissimi altri, intraprendendo anche una lunga serie di tournèe dal vivo, sia in Italia che all’estero. Dagli anni’90 ad oggi il suo percorso professionale lo porta a pubblicare diversi dischi, vincere la selezione di Sanremo Giovani ‘94 guadagnandosi il passaggio al 45° Festival della Canzone Italiana del febbraio successivo (è sul palco del Teatro Ariston per San Remo 1995), scrivere e produrre diverse canzoni di successo (per artisti quali Dirotta Su Cuba ed Eugenio Finardi), creare “Forgive us” (un progetto che vedeva alla voce Giovanni Paolo II), vincere premi e riconoscimenti importanti (come il premio Ciampi 2004), scrivere colonne sonore e… recitare in commedie teatrali!?Ma non c’è dubbio che la dimensione che più predilige sia l’attività Live, passione che lo porterà a pubblicare, dopo “18 Piccoli anacronismi” (2004),  e Musica Per Ballare (2009), “Live In Capetown” (2012), album che gli consentirà di intensificare in Germania, Austria e Svizzera, dove, dal giugno 2007 si esibisce spesso e il suo concerto, un raffinato “crossover” tra jazz, canzone d’autore e un’ allegra e malinconica?“voglia di Sud America”, è molto apprezzato (oltre 60 concerti, solo nell’ultimo anno).

Saper Dove Andare“ anticipa di qualche mese il nuovo disco, “Ten Whispers”, un concept album che, rimarcando vocazione e sonorità internazionali, unite alle radici italiane, toccherà tematiche importanti e delicate.

 

www.fabrizioconsoli.it

www.facebook.com/fabrizioconsolimusica

https://www.facebook.com/groups/fabrizioconsoli

www.myspace.com/fabrizioconsoli

 

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AMORI IMPERFETTI è il singolo d’esordio della giovanissima ALESSIA LUCHE

Un singolo che racconta storie d’amore, brevi ma intense, che spesso capitano nella vita delle persone.

Amori imperfetti racconta di quegli amori senza “promesse o progetti” che alcuni condannano o rinnegano semplicemente perché non corrispondono al classico cliché del “vissero felici e contenti”. Storie che al contrario, a modo loro, sono comunque in grado di muovere forti sentimenti e profonde emozioni.

Al momento Alessia è impegnata con i suoi autori alla realizzazione del suo primo disco.

Nata a Monza, giovanissima si avvicina al mondo della musica partecipando a vari concorsi locali con buoni risultati; nel 2003 arriva alla fase finale dello Zecchino d’oro. Partecipa poi al progetto Jam n’ dreams contro il bullismo. Continua ad ottenere ottimi risultati in diversi concorsi canori fino al 2011, anno in cui è vincitrice del Cantabrianza. Il 2012 e 2013 la vedono impegnata nelle selezioni di Amici di Maria De Filippi arrivando alla puntata televisiva della formazione della classe. Nel 2013 partecipa anche al concorso Milano Teatro in Festival del quale è vincitrice. Nel 2014 inizia il suo percorso discografico con Bazee, opportunità che tra l’altro le consente di girare a Parigi il video del suo primo singolo, Amori imperfetti, con il regista Enrico Bartolucci. Contemporaneamente si reca ad Amsterdam per una serie di esperienze musicali, tra cui uno stage con la cantante jazz Erika Kertesz.

 

www.bazee.it

www.alessialuche.it

www.facebook.com/alessia.luche

www.youtube.com/user/alessialuche

 

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Il cantante Pop-Lirico GANTCHO partecipa all’Eurovision 2015 in Svizzera con il brano YOU ARE MY FANTASY insieme col compositore Stefano Beretta con il video curato dalla regia di Marco Gradara

Dopo la sua presenza in Top 30 per la Indie Music Like (classifica degli indipendenti italiana dei top radio dal Mei) che gli ha portato grande visibilità anche nel suo paese d’origine, la Bulgaria, partecipa per la seconda volta al contest europeo

Qui il video che può essere votato per il contest dell’Eurovision fino al 17 novembre: http://esc.srf.ch/en-ch/gantcho-feat-stefano-beretta

 

Qui il video su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=GqGmoQ40pI0

 

Il suo singolo GET OUT OF MY HEAD ha avuto passaggi in 600 radio e il relativo video su 150 emittenti tv.

 

 

Gantcho Boyadjiev nasce a Sofia, Bulgaria, nel 1971 e sin dall´infanzia sviluppa la sua passione per la musica, che in seguito si evolverà in occupazione professionale. A nove anni inizia a prendere parte a diversi corsi e lezioni di musica, solfeggio e pianoforte ed a partecipare in esibizioni pubbliche di diversi cori. A 18 anni, Gantcho studia già canto lirico con vari maestri dell’ Opera di Sofia.

Le sue prime esperienze internazionali avvengono a Parigi e ad Aix-en-Provence (Francia), dove vive nel periodo 1990-1991. Lo studio all’ Istituto per studenti stranieri (Aix-en-Provence) e l´occasione di frequentare il festival musicale di Aix-en-Provence,  contribuiscono moltissimo alla sua formazione culturale ed artistica. Tra il 1991 ed il 2009, Gantcho Boyadjiev visita diversi paesi ed entra in contatto con culture e generi musicali molto diversi tra loro: Inghilterra, Francia, Spagna, Canada, USA, Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Olanda, Russia, Corea del Sud, Austria, Germania, Finlandia, Svezia, Israele, Tailandia, ecc. Soggiornare per lunghi periodi di tempo in città come Londra, New York, Los Angeles, Philadelphia, Washington DC, Parigi, Barcellona, Madrid, Zurigo, Mosca, Amsterdam, ecc., lo porta ad avere nuove esperienze artistiche, che generano diversi cambiamenti nella sua visione artistica. Dal 1992-1994 Gantcho collabora con il 1° Canale della TV di Stato a Sofia dove sviluppa la sua abilità come autore di musica e testi di canzoni di genere Pop.

Oltre all´educazione musicale Gantcho si laurea in Ingegneria Chimica all’ Università Tecnologica di Sofia e parla correntemente Inglese, Francese, Italiano e Russo.

Nel 1995 Gantcho Boyadjiev si stabilisce in Italia e da allora risiede permanentemente a Milano. Studia canto lirico, tecnica vocale e repertorio operistico per cinque anni in diverse scuole private a Milano e con diversi maestri , tra i quali Giuliette Bisazza. Preziosissimi anche i contatti con il M° Carlo Bergonzi.  Perfeziona la sua tecnica vocale da tenore drammatico con la Sig.ra Ghena Dimitrova con la quale rimane a studiare per quattro anni tra Monte Carlo, Verona, Genova e Milano. Nel 1999 Gantcho debutta al festival estivo di Roma nella produzione per giovani cantanti dell`opera “Don Giovanni” di Mozart. Nella stagione teatrale 2002-2003 partecipa nella produzione congiunta del Teatro “Dante Alighieri” di Ravenna e del Teatro “Del Giglio” di Lucca dell’ opera di Benjamin Britten “Il Piccolo Spazzacamino”. Nell’ arco degli ultimi 15 anni Gantcho partecipa a numerosi eventi musicali, concerti ed esibizioni pubbliche, e a diversi concorsi, tra i quali il concorso della RAI “Maria Callas”, “Giuseppe Verdi” di Bussetto, “Iris Adami Corradetti” di Padova, “Riccardo Zandonai” di Riva del Garda etc.

Dopo una breve pausa dall’attività concertistica, Gantcho Boyadjiev ora si dedica alla composizione di musica d`autore cercando di fondere la voce d´opera con un sound puramente elettronico, più innovativo e contemporaneo. Collabora con diversi musicisti e DJ  di Milano, Los Angeles, Londra, Mosca e Sofia, da cui trae ispirazione nel cercare di abbinare un sound di voce con impostazione classica, con una base musicale moderna che varia dalla House alla Techno, dal Trance al R&B.

Dalla collaborazione con il compositore Boris Chakarov nasce il progetto dell’album “Music is the Answer”, registrato tra Milano e Sofia ed integralmente prodotto da Gantcho Boyadjiev.

 

 

www.gantcho.net

www.facebook.com/GantchoMusic

twitter.com/GantchoArt

www.ganrecords.com/

 

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L’AME NOIRE: LO SPECCHIO è il disco d’esordio della band cuneese

Atmosfere cupe e malinconiche, spezzate da aperture stilistiche e temi trattati che spaziano dal nichilismo all’amore, dall’abbandono alla speranza.

A discapito dell’uscita del precedente ep “Il Deserto”, la band considera questo suo nuovo lavoro come proprio primo disco.

La scrittura dei brani ha richiesto circa un anno, mentre le registrazioni sono durate circa 4 mesi.

Prodotto da Ettore Diliberto, “Lo Specchio” si caratterizza per un maggior impatto sonoro ed un più ampio ventaglio di contenuti rispetto al precedente ep.

L’artwork, realizzato dall’artista Danilo Manigrassi, ed il suo layout grafico, realizzato da Isabella Rinaudo, rispecchiano i sentimenti ed i temi proposti dagli autori del disco.

EXTRA! MUSIC MAGAZINE: bravi e mai banali, intelligenti e trasversali, da ascoltare nel momento giusto, quando sentite di avere le orecchie ben aperte per ascoltare e la mente libera da pregiudizi e luoghi comuni.

WIKITESTI: questo disco, con una forte impronta rock ma decisamente malinconico, appare profondo e maturo.

ECO DELLA NOTIZIA: L’Ame Noir: espressione nostrana di rock “azzeccato” e di grande fermento musicale nella Provincia Piemontese. Da ascoltare a pieni sensi.

BLOGFOOLK: Se in apparenza “Lo Specchio” ha i tratti del classico disco indie, andando più a fondo si scopre un songwriting profondo e riflessivo, che rappresenta il vero valore aggiunto di questo gruppo. 

CLAP BANDS MAGAZINE: Tanti i brani interessanti e graditissima chicca come penultimo brano del disco: una cover davvero intensa di  My Guitar Gently Weeps dei Beatles.

MUSIC MAP: Davvero un lavoro che fa ben sperare, questo ”Lo Specchio”: da assaporare con attenzione, se amate il rock e la buona musica.

VIVA LOW COST: L’Ame Noire ha un’impronta personale molto netta e riconoscibile che passa attraverso uno studio preciso e sistematico delle proprie potenzialità. Questo permette loro di essere consci delle proprie possibilità e di alzare man mano l’asticella per spingersi sempre un pò oltre. Complimenti!

FASCINO ROCK: Un bell’album di dark rock cantato in italiano, con un omaggio a George Harrison dei Beatles che arriva diretto a chi lo ascolta.

AUDIOFOLLIA: Credo che si tratti di una band estremamente valida:questi ragazzi sanno davvero suonare e comporre grande musica.

ANDERGRAUND: si tratta infatti di un album intelligente, emozionante, coinvolgente e dotato di una buona dose di carica esplosiva.

L’Ame Noire è una band che propone un rock grezzo e potente, sostenuto da forti melodie e testi struggenti e malinconici. Il gruppo cuneese, tratta i temi della solitudine esistenziale, dell’incomunicabilità, fino a scoprire i veli di un pessimismo originato dall’ineluttabile bisogno d’amore che risiede in ogni individuo.

L’Ame Noire è un progetto per chi comprende l’amore nella sua forma più elevata e pura. Il sacrificio, il dolore e la morte sono tra i volti dell’unico sentimento che domina il mondo, l’amore appunto.

L’Ame Noire è un progetto, dunque, di amore e morte, di tiepida luce e di insondabile buio.

L’Ame Noire nasce alla fine del 2009 a Cuneo, in Piemonte,dalle influenze che i 4 componenti portano a partire dai propri background musicali,che si fondono dando una forte impronta rock.

Nel 2010 pubblicano un Ep autoprodotto con 5 brani inediti più una cover del pezzo “L’appartament ” del gruppo francese Noir Desir.Contemporaneamente si dedicano ad una forte attività live che li porta ad aprire,nel novembre 2010, una delle due date italiane della band finlandese Poisonblack. La band sviluppa un sonorità melodiche,riuscendo a farsi notare da alcuni addetti del settore. L’attività live del 2012 è molto intensa e li vede suonare in tutta Italia.

Nell’agosto 2012 Valter Sacripanti (Nek, Cristicchi, Bertè ) collabora con la band nella fase di pre produzione del nuovo ep.

Il nuovo Ep dal titolo “Il Deserto” è uscito il 24 giugno 2013 in tutti i negozi (in particolare nei punti ascolto Mondadori) ed in digitale (Cataloghi Mondadori, Feltrinelli, iTunes, Amazon), prodotto da Ettore Diliberto (Custodie Cautelari) affiancato dall’Et Team, edito da Top Records e distribuito da Edel Italia. Il master del singolo “Il Deserto” é stato curato da Simon Gibson (vincitore di 2 Grammy Awards per la rimasterizzazione dell’opera omnia dei Beatles) presso gli Abbey Road Studios di Londra. É inoltre disponibile l’ascolto gratuito dell’Ep tramite Spotify. L’estate del 2013 ha visto la band impegnata nel tour promozionale de “Il Deserto” che oltre alle altre date, ha dato la possibilità ai L’Ame Noire di aprire concerti a Custodie Cautelari, Giuseppe Scarpato (E.Bennato), Ricky Portera (L. Dalla, Stadio), Federico Poggipollini (Ligabue), Maurizio Solieri (Vasco Rossi), Paolo Zanetti (E.Ruggeri). Il tour promozionale de “Il Deserto” si è concluso il 28 Novembre con un live al Nambucca di Londra.

Negli stessi giorni la band è tornata agli Abbey Road Studios con Simon Gibson per il mastering di quello che sarà il primo singolo del prossimo disco in uscita. La produzione è nuovamente guidata da Ettore Diliberto e coadiuvata da Anna Portalupi ed Alex Polifrone.

http://www.amenoire.it/ Facebook: www.facebook.it/amenoireband Twitter: @AmeNoireBand

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MAX MANFREDI: DREMONG è il suo nuovo album

Un album dove l’inquietudine è musa ispiratrice per quattordici canzoni senza tempo. Brani nuovi e altri antichi che vedranno la luce con una veste volutamente “vintage”.

Il progetto è stato realizzato grazie al crowdfunding su MusicRaiser.

Il nuovo album di Max Manfredi si intitola “Dremong”: “Dremong” l’orso tibetano totem dell’album è un inquieto ed inquietante essere dal carattere – tradizionalmente – malvagio e che tende spesso ad alzarsi sulle zampe in posizione eretta, simile agli Umani, tanto da aver dato origine, secondo alcuni, alla leggenda dello Yeti, l’Abominevole Uomo delle Nevi. Un orso imprendibile che abita le altitudini e le solitudini himalayane, e ogni tanto si mostra al consesso umano… I suoni delle tastiere vintage si sposano con quelli della chitarra classica, della chitarra elettrica, di strumenti tradizionali come il glockenspiel, la concertina, gli orientali gu-qin e go-zen, i flauti, il violino, la batteria, le percussioni e il basso fretless.

Dremong” è un disco trasversale: progressive solo nei timbri, nostalgico della world music europea, affamato di accenni rock. In sostanza, è un album fatto da musicisti, con canzoni originali e inconfondibili, realizzate con passione artigianale senza imposizione di confini. Se infine di stile bisogna parlare, ecco lo stile “Dremong“!

Il progetto Dremong è stato realizzato con il sistema del crowdfunding, avviato e concluso su MusicRaiser, con la partecipazione di 201 raisers.

Trasversale, imprendibile sotto un’etichetta, vagabondo dalla musica al teatro, dalla letteratura alla didattica, Max Manfredi è un artigiano di musica e parole, ma anche uno dei pochissimi artisti della canzone che vale la pena di conoscere e amare oggi. Sulla scena da oltre vent’anni, Max Manfredi racconta di viaggi, climi, città e metropoli, storie d’amore e di disincanto, prende a schiaffi e carezze, evoca scene meridiane o crepuscolari in cui per riconoscersi basta un minimo di abbandono, e lo fa accompagnato da musicisti provenienti da esperienze disparate, eccezionali per tecnica e passione.

Una musica onnivora, meteoropatica, poeticissima. Una presenza magnetica sul palco. Un poeta della scena che, per lucidità ironica e potere visionario non ha eguali oggi in Italia.

Nel corso degli anni è nato nei suoi confronti un crescente culto, sin dalle vittorie della Targa Tenco e del Premio Recanati.

Definito da Fabrizio De André “il migliore in assoluto”, da Roberto Vecchioni “uno che non posso limitare col termine di cantautore”, apprezzato oltremodo da Dave Van Ronk (il musicista che ha ispirato il recente film dei fratelli Cohen), ascoltato dall’insigne linguista Tullio De Mauro, Max Manfredi è l’esempio di come si possano fare canzoni senza appoggiarsi a un genere o a un’etichetta, ma esplorando il “proprio” linguaggio, senza dimenticarne altri.

Poterlo ascoltare è, per chi già lo conosce e lo ama, un’occasione preziosa. Per i semplici curiosi può diventare un incontro fortunato, lampante e necessario.

Canzoni struggenti, sarcastiche, visionarie, liriche, a volte persino goliardiche; dove le parole sono musicali e la musica, poetica. Non “post” qualche “cantautorato”, non “dopo” la “canzone d’autore”, e non solo al suo fianco, ma attraverso e oltre le categorie.

BIO

Nel 1990 esce il suo primo album, “Le parole del gatto” (BMG Ariola / Cantare in Italiano) che si aggiudica la Targa Tenco per la miglior opera prima dell’anno. Nello stesso anno, vince la prima edizione del Premio Città di Recanati (l’attuale festival di Musicultura) con il brano “Via G. Byron, poeta” e duetta con Sergio Endrigo nel 45 giri “Tango rosso”.

Nel 1994 pubblica il secondo CD, “Max”, con la partecipazione di grandi musicisti e artisti, primo fra tutti l’indimenticabile Fabrizio De André, che canta con Max “La fiera della Maddalena”.

Ma Max non limita alla musica la sua attività di autore: sempre nel 1994 pubblica per Vallardi il “Libro dei Limerick” con Manuel Trucco, postfazione di Stefano Bartezzaghi.

Nel 1997 viene premiato dalla Regione Liguria come “Capostipite della nuova generazione dei cantautori genovesi”. Nel 1999 mette in scena lo spettacolo-concerto “La leggenda del santo cantautore” su testi di Giampiero Alloisio.

In questi anni, si dedica ad una intensa attività di concerti propri, ma anche di spettacoli di musica medievale, antica e folk. Collabora con il gruppo La Rionda, dedito alla rielaborazione del patrimonio musicale tradizionale ligure. Svolge attività didattica nelle scuole, nel corso di conferenze-concerto sulla sua musica oppure, insieme alla Accademia Viscontea, diretta dal Maestro Maurizio Padovan, proponendo lezioni sulla musica del Medioevo e brani eseguiti con strumenti d’epoca.

Nel 2000 è direttore artistico della “Festa della musica” di Genova e nel 2001 della rassegna “Via del canto”. Dopo il 2000 svolge acclamati concerti anche all’estero, a partire da Saint Malo, Monaco e Berlino. Nel 2001 esce, edito da Storiedinote, il terzo cd, “L’intagliatore di santi”, un album definito epocale, che accresce ulteriormente il suo seguito di pubblico.

Nel settembre del 2002 viene invitato, come rappresentante della musica italiana, alla Biennale di Belèm, in Brasile. Del 2002 è anche l’opera letteraria “Trita provincia” per i tipi di Liberodiscrivere. Come attore, svolge diversi “reading” di poesie, sue e soprattutto dei suoi autori preferiti, da Dante a Gozzano.

Nel 2004 partecipa al Concerto del Primo Maggio al Palasport di Genova. In autunno pubblica il cd dal vivo “Live in blu”, registrato a Milano qualche mese prima, e tiene uno spettacolo-concerto al Teatro Duse di Genova, dal titolo “I girovaghi sedentari” (con la partecipazione dell’attore Andrea Nicolini). Collabora attivamente con l’Academia do Fado del chitarrista Marco Poeta come coautore dell’album “Il poeta e la chitarra”. In questi anni scrive anche per Le Voci Atroci e Armando Corsi.

Nel 2005 riceve tre importanti riconoscimenti: il Premio Lunezia, il Premio Lo Cascio ed il premio come “miglior solista italiano” al MEI (Meeting Etichette Indipendenti) di Faenza. Il 24 maggio del 2006 tiene un concerto all’Auditorium di Santa Cecilia, a Roma, nella rassegna Generazione X.

Ospite, il musicista e sassofonista Daniele Sepe. Nello stesso anno presenta alla Galleria d’Arte Moderna di Genova la sua “silloge gracidante” “Batrax”: una lettura attenta e scanzonata de “Le ranocchie turchine” del poeta futurista Enrico Cavacchioli.

Intanto si occupano di lui riviste (Spiegel), giornali (Sueddeutsche Zeitung) e tv tedesche. In particolare, la Bayerisches Fernsehen nel 2005 trasmette uno speciale televisivo su Max ambientato nei luoghi tipici di Genova, in onda in tutti i paesi di lingua tedesca. Continua intanto una sempre più fitta attività dal vivo nei teatri, nei festival e nei più prestigiosi locali italiani, dal Folkclub di Torino, al Piccolo Eliseo di Roma. Nella primavera 2007 collabora, come musicista ed attore, con il Teatro della Tosse di Genova al recital “Poeti vs Cantautori”, con la regia di Tonino Conte. In estate si esibisce in Sardegna, in luoghi come l’anfiteatro di Orosei e la casa di Grazia Deledda a Nuoro. In autunno tiene un intero tour in Francia, Belgio, Svizzera, Germania e Turchia. Nello stesso anno è nuovamente ospite del Premio Tenco, dove presenta fra l’altro un inedito, “Il regno delle fate”.

Nel 2008 partecipa allo spettacolo teatrale “Viaggiatori viaggianti” di Sergio Maifredi, per i Teatri Possibili, e mette in scena, in luglio, lo spettacolo “Le vie del sale” (con la partecipazione di Gianni Ansaldi) che apre la rassegna “L’Isola in collina” di Ricaldone . Il 26 settembre esce il nuovo album, “Luna Persa”, pubblicato da Ala Bianca Group e distribuito da Warner. Come bonus track compare “La fiera della Maddalena” cantata con Fabrizio De André. Il brano “L’ora del dilettante” diventa la sigla del Mei (Meeting etichette indipendenti) di Faenza, mentre l’album viene insignito del Premio Lunezia Canzone d’Autore 2009. Da ottobre parte un lungo e fittissimo tour in tutta Italia. A fine anno, Gianni Mura, su “Repubblica”, lo inserisce fra i 100 personaggi dell’anno.

Nel 2009, in febbraio, viene pubblicato “Nitrito in velocità” (M&M edizioni), racconto per ragazzi di Max Manfredi con illustrazioni di Serena Giordano ispirato al dipinto di Fortunato Depero. In allegato Dvd con il racconto letto da Max.

In autunno “Luna persa” vince la Targa Tenco come miglior disco dell’anno al Premio Tenco.

Negli ultimi anni si sono susseguiti centinaia di altri concerti in club, piazze cittadine e teatri di tutta la penisola e nel mondo, manifestazioni e varie apparizioni in trasmissioni radiofoniche (radio nazionali e radio libere).

Seguono, negli ultimi anni, diversi altri spettacoli e concerti in Italia e in Europa. Fra l’estate 2013 e gli inizi del 2014 Max ha lavorato al progetto musicale del Cd “Dremong”, che esce ufficialmente con il 1 settembre 2014 per Gutenberg Music. Il progetto è stato curato da Primigenia Produzioni, con lo stesso Max e Fabrizio Ugas quali produttori artistici e si avvale della collaborazione di Matteo Nahum, Elisa Montaldo, Marco Spiccio e di numerosi altri musicisti. Fabrizio Ugas ha curato gli arrangiamenti, le chitarre e l’impostazione musicale generale, oltre a firmare 10 delle 14 canzoni del Cd quale autore insieme con Max. Altro progetto in corso è quello in collaborazione con il musicista torinese Giorgio Licalzi.

Sito: http://www.maxmanfredi.com

Facebook: https://www.facebook.com/maxmanfredi?fref=ts https://www.facebook.com/massimo.manfredi.948?fref=ts

Pagina: https://www.facebook.com/manfredimax?fref=ts

Pagina facebook dremong: https://www.facebook.com/groups/715546815163576/?fref=ts

Youtube: https://www.youtube.com/user/MaxManfrediPuntoCom?hl=it&gl=IT

Progetto Dremong su MusicRaiser:

http://www.musicraiser.com/it/projects/1615-dremong-il-nuovo-album-di-max-manfredi

Primigenia Produzioni: www.primigenia.it

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PIUTTOSTO è il secondo singolo di GIACOMO LARICCIA estratto dal suo album SEMPRE AVANTI

Una canzone che parla di grammatica? 

Si può fare, ma è solo una scusa per parlare dei vizi del nostro bel paese.

Giacomo Lariccia, il cantautore-romano-che-vive-a-Bruxelles, con il suo nuovo singolo “Piuttosto” affronta il vezzo linguistico di utilizzare “piuttosto che” invece di “oppure”. Una canzone dal ritmo vagamente reggae e dal ritornello-tormentone, per ricordare che “piuttosto che” indica una preferenza e non l’inizio di un elenco: l’accademia della Crusca ha già dato il suo assenso.

E se l’Accademia della Crusca ha approvato, piuttosto che continuare a leggere, non ci resta che ascoltare: https://www.youtube.com/watch?v=4jHQB8iFi3M

SEMPRE AVANTI è l’energia che ci permette di guardare il futuro a testa alta, è il desiderio di non arrendersi, di continuare a cantare alla vita.

SEMPRE AVANTI è la ricerca di quell’equilibrio che fa vivere meglio. Quella miscela misteriosa di energia e nostalgia, impegno e leggerezza.

DICONO DI LUI:

“Con il suo nuovo album Sempre avanti si conferma autore di mano felice” (P.Canei, Internazionale)

“Un disco che sa stare elegantemente in bilico tra impegno e divertimento, un ottimo lavoro per il cantautore italiano emigrato in Belgio” (G. Zito, Storia della musica italiana)
“Un equilibrio quasi perfetto tra la canzone più marcatamente impegnata, e quella più venata d’intelligente ironia”
(F. Antonelli, L’isola della musica italiana)
“Un lavoro che mette in risalto l’acquisita maturità di Giacomo Lariccia” (G. Pezzana, Musicamag)
“Un rotocalco di stili e suoni che mescola sacro e profano, storia e passione, con ironia e serietà amalgamata con consumata passione da chef delle sette note”
(M. Zatterin, La Stampa)

Giacomo Lariccia è un cantautore che lascia l’Italia e trova l’America in Europa.

Dopo aver percorso in autostop le autostrade d’Europa, chitarra in spalla, Giacomo Lariccia si innamora di Bruxelles. Pianta le tende, si diploma in chitarra jazz e pubblica il suo primo disco da jazzista (Spellbound/Label Travers).

Un giorno, dopo anni passati a suonare in festival in giro per il mondo, scopre la potenza della parola, inizia a scrivere canzoni e pubblica il suo primo disco da cantastorie, Colpo di sole, che in Italia si aggiudica premi prestigiosi e le finali del Premio Tenco (nella categoria migliore opera prima) e del Premio De Andrè.

Dopo Colpo di sole ll 20 febbraio è uscito, in Italia e in Belgio, SEMPRE AVANTI: 13 canzoni inedite, 13 ritratti dell’Europa dei nostri giorni.

www.giacomolariccia.com

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