Premio PMI verso il futuro: 2 aziende piemontesi vincono il premio per l’eccellenza della PMI

Milano, 12 maggio 2021 – Si è svolta ieri a Milano, presso la sede Federimpreseitalia, la cerimonia di premiazione dei vincitori del primo premioPMI verso il futuro”, un concorso istituito da Federimpreseitalia centro, basato su un modello per l’eccellenza EFQM con l’intenzione di premiare, con un onorificenza simbolica, le piccole medie imprese che si siano distinte per capacità imprenditoriali e innovative nel corso del biennio 2020/2021.

Il primo premio, rivolto ad imprese con meno di 10 addetti, è andato a Trattoria svizzera di Mauro Brusco. Un imprenditore dell’alto verbano che, ha creato in località Re, un piccolo paesino racchiuso tra le alpi, un ristorante di altissima qualità eno-gastronomica che spezza la tradizione montana di struttura rurale agreste, importando un innovativo modello di ristorazione di estrema eleganza, pur conservando la peculiarità della cucina regionale.

La sede, ricavata ristrutturando finemente un antico casale del 1870 evidenzia una fusione di architettura incredibilmente riuscita, fra alpino ottocentesco e il più contemporaneo catering urbano.

Il primo premio, destinato a imprese con oltre 10 addetti, è invece andato a Nova Verde srl di Novara. L’azienda, operativa nel settore del verde sia pubblico che privato, affrontando due crisi epocali è riuscita a raggiungere livelli di sviluppo imprevedibile, nonostante le avverse condizioni economiche dell’ultimo decennio, arrivando ad accaparrarsi servizi per aziende come Amazon.

Grazie ad un modello organizzativo di estrema flessibilità e motivazione interna, Nova Verde è riuscita senza alcuna aiuto di Stato (tra quelli fruibili negli ultimi periodi) a conservare tutti i posti di lavoro, anzi aumentandoli, mantenendo invariati redistribuzione del lavoro e orari.

Il modello aziendale basato su una forte motivazione e formazione interna del personale ha dimostrato il conseguimento di ben 6 punti del modello EFQM.

Federimpreseitalia: “Il Recovery fund non porterà crescita ma maggiore disoccupazione”

Roma, 30 aprile 2021 – Il Recovery fund non porterà crescita ma maggiore disoccupazione. Ne è convinto Luca Ripamonti, presidente nazionale di Federimpreseitalia.

Si parla tanto in questo periodo di Recovery Fund, il cui significato letterale è “fondo di recupero”. Il finanziamento di questo fondo per ripartire avviene attraverso una raccolta di liquidità da parte dell’Europa con l’emissione di particolari “Recovery Bond”.

Il primo ministro Draghi ne parla in termini entusiastici :”…Potremo dare il via a investimenti senza precedenti…”

Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel già a maggio 2020 ha dichiarato che il fondo è “mirato ai settori e alle aree geografiche dell’Europa maggiormente colpiti e destinato a far fronte a questa crisi senza precedenti”.

A sentire parlare politici, riviste di settore, si tratta della Panacea Paneuropea per la soluzione dei problemi di occupazione e ripresa.

Eppure associazioni di categoria come Federimpreseitalia, vedono il Recovery fund con il fumo agli occhi, e interviene al riguardo proprio il presidente nazionale Luca Ripamonti.

“Il primo Ministro Draghi parla di 750 Mld di Euro di recovery fund, peccato che fonti interne molto attendibili, riferiscono un importo di circa la metà, ovvero 350 Mld di euro, cioè lo 0,16 % del Pil.

Questo importo da un punto di vista macroeconomico è niente. E mentre Draghi si affanna a contrabbandare queste chimere, il Pil dell’Italia si avvicina ad un deficit del 15%.

Tra un anno, quando l’Italia dovrà far quadrare i conti, secondo le rigide regole dell’Unione europea, per ridurre un deficit del 15%, ci vorranno come minimo 10% di tagli, che inevitabilmente ricadranno su sanità, pensioni, scuola”, dice il presidente di Federimpreseitalia.

Eppure il primo ministro Draghi, ha chiarito i punti del Recovery fund, e sono previsti investimenti per la sanità, per la scuola.

“Si parla di investimenti di 45 Mld per la digitalizzazione, 36 Mld per la sanità, ma questi soldi saranno impiegati per acquistare tecnologia che sostituirà le persone, non per assumerne di nuove. Voglio ricordare cosa ha detto il professor De Masi dell’Università La sapienza in una recente intervista. Oggi l’intelligenza artificiale non solo sta sostituendo operai nelle fabbriche, ma arriva a sostituire giornalisti, dentisti, chirurghi. La tecnologia nell’ultimo anno, ha fatto progressi superiori a quelli degli ultimi 15 anni. Sono totalmente d’accordo con il professor De Masi e ribadisco che se qualcuno pensa che il recovery fund porterà soldi e benessere agli italiani si sbaglia di grosso”.

Quindi secondo lei il primo ministro Draghi ci sta prendendo in giro?

“Mario Draghi è un oligarca dell’unione europea. Gli oligarchi si amano. Gestiscono il potere e il denaro e così decidono la sorte di milioni di cittadini credendo sempre di saper fare la cosa migliore. Qualcuno si ricorderà Michail Borisovi? Chodorkovskij, oligarca russo. Pensava di poter aiutare milioni di persone, in buona fede sicuramente ma come è andata a finire poi si è visto.

Ma quindi secondo lei cosa si potrebbe fare di meglio?

“Tra qualche mese, quando ci sarà lo sblocco dei licenziamenti ci sarà un’impennata dei disoccupati e di nuovi poveri. Il professor De Masi parla di almeno 15 milioni di poveri in Italia. Non ci saranno nuove imprese pronte a dar lavoro. Le imprese sono allo stremo. Per aiutare davvero le imprese dovrebbero essere erogati sostegni ‘veri’ non quelle farse del decreto sostegni. Ma vi rendete conto che a un impresa che si avvale del decreto sostegni, se è fortunata gli arriveranno nella migliore di ipotesi 5.000 euro, come risarcimento delle perdite per il Covid!! E con 5000 euro un impresa cosa ci fa? Paga utenze e affitto per sei mesi, forse. In più ora riaprono con dei limiti che sono a dir poco demenziali: ristoranti all’aperto, coprifuoco fin dalle 22, E perché i contagi non si possono trasmettere prima delle 22? E perchè non permettere le consumazioni al chiuso se vengono rispettate delle distanze? Non mi sembra che gli esercenti non si siano adeguati prontamente ad apportare le misure preventive richieste”.

Le prospettive di una ripresa effettiva sembrano quindi ancora molto lontane secondo il presidente della Federimpreseitalia.

“Da parte nostra attendiamo di vedere se in previsione dello sblocco licenziamenti sarà prevista una manovra di contenimento a questa possibile emergenza”, conclude Luca Ripamonti.

 

 

Confederazione Datoriale Autonoma della PMI

 


###

 

Contatti:

Email. federimpreseitalia@email.it

Pec: pecfederimpreseitalia@pec.it

Tel. Segreteria: 800 978321

 

 

 

Federimpreseitalia: “Soddisfazione per il nuovo Decreto Fiscale varato dal Governo”

Roma, 20 ottobre 2020 – Il Consiglio dei Ministri ha appena varato il Decreto Fiscale 2020, che contiene misure essenziali per le aziende come la proroga della Cassa Integrazione Covid-19 completamente gratuita, fino al 31.12.2020 e l’estensione fino alla fine dell’anno della sospensione di versamenti di somme dovute da cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi e pignoramenti di stipendi e pensioni.

Previsto anche lo stop dell’invio delle nuove cartelle esattoriali che da lunedì l’agente della riscossione avrebbe potuto ricominciare a recapitare.

Previsto infine anche un bonus contributivo triennale per i nuovi assunti under 35 su tutto il territorio nazionale.

Riguardo queste disposizioni del Decreto Fiscale esprime soddisfazione Federimpreseitalia.

“Queste misure, rappresentano un traguardo, seppur provvisorio, per le imprese e per i nostri associati”, ha commentato al riguardo il Presidente nazionale di Federimpreseitalia (www.federimpreseitalia.org), dott. Luca Ripamonti.

“Lo scorso settembre infatti una nostra delegazione aveva sottoposto al Parlamento una serie di emendamenti che ricalcavano precisamente le misure attuate con il Decreto. Segno che il Governo non è stato insensibile alle misure da noi proposte” ha detto ancora il Ripamonti.

“Riteniamo che in questo momento sia necessario, più che mai, supportare le imprese, per affrontare l’attuale congiuntura che  tra Covid-19 e Recovery Found (slittato a tempo da definire) vedono sempre più scarne le misure di sostegno per la loro sopravvivenza”, conclude il Presidente di Federimpreseitalia.

 

Confederazione Datoriale Autonoma della PMI

Coronavirus: è allarme crisi economica anche per il 2021

Roma, 14 ottobre 2020 – È il direttivo della Federimpreseitalia a lanciare l’allarme sul prorogarsi della crisi economica anche per il 2021. Dopo il pesante indebolimento delle imprese italiane, registrato dopo le misure anti COVID agli inizi dell’anno, un ulteriore lockdown, come velatamente sta preannunciando il Governo, farebbe sprofondare le sorti delle imprese nell’incubo della crisi.

Sono queste le parole del presidente nazionale della Federimpreseitalia,  il Dott. Luca Ripamonti, allarmato dai dati sulla nostra economia, trasmessi dall’osservatorio economico di Pescara della Federimpreseitalia.

Dall’inzio dell’anno sono oltre 30 mila le imprese che hanno chiuso i battenti. A questo si aggiunga che la spesa delle piccole medie imprese è aumentata, nell’ultimo triennio 1 Mld e 176 Mln di euro, con + 7,4%, e le ore di cassaintegrazione sono aumentate del 2802%.

A questi dati vanno aggiunti il calo preoccupante degli indicatori di commercio: prenotazioni ristorante a -40,14%; prenotazioni alberghi internazionali a -58%, mentre si registra un -31% su strutture ricettive nazionali.

Ma non basta: anche la bilancia commerciale Import area Euro registra un -11,52%, mentre l’Export – 6,44%. Nell’Area EXTRA UE non va meglio, visto che troviamo l’Import a -17,46% e l’Export a -8,08%.

In questi giorni il Governo sta ipotizzando di avviare una nuova ‘stretta’ a partire da cinema, teatri, sport, bus, treni e metropolitane (benchè non siano state segnalate particolari criticità riguardo il trasporto pubblico locale); che potrebbe estendersi, sempre in base alle indicazioni dei cosidetti ‘specialisti’ ai pubblici esercizi.

Infine, nei giorni scorsi, lo scontro tra Parlamento EU e Consiglio, ha bloccato gli accordi per l’avvio del ‘Recovery Found’, il Pilastro proposto dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel che metteva sul piatto del pacchetto di proposte di rilancio europeo post crisi pandemica, 750 miliardi di euro.

Di certo il Covid non è colpa di Conte, ma è altrettanto certo che, già a partire dall’inizio dell’anno nuovo, alle imprese, che hanno anche visto prorogare con il Decreto ’Agosto’ le tempistiche per i licenziamenti, con un ulteriore aggravamento delle loro condizioni, non resterà che chiudere baracca e burattini.

A questo va aggiunto, come già stato addirittura denunciato dalla Consulta Nazionale Antiusura, l’assenza di un efficace meccanismo di esdebitamento, porterà molte imprese a cadere nella rete di usura dilagante, della criminalità organizzata.

E nonostante la grave congiuntura si riscontrano ancora troppi interessi economici, come banche e fondi speculativi, che si basano sul mantenere l’indebitato italiano escluso dal circuito creditizio, in una condizione numerica (molti milioni) in continua crescita.

La condizione delle imprese italiane è ormai quella di un malato terminale. Ma fin quando non si comprenderà che la vera e unica fonte di ricchezza di un Paese è l’impresa questa situazione non cambierà.

Se le imprese muoiono, muore un Paese. Poiché sono le imprese che tramite il loro ingegno o il loro intuito imprenditoriale, creano dei beni e/o dei servizi di cui tutti abbiamo bisogno e danno da vivere a milioni di persone.

 

 

Decreto Agosto, Federimpreseitalia: “A rischio la sopravvivenza delle PMI italiane”

Per Federimpreseitalia tante le preoccupazioni per le imprese: l’incontro con i senatori di Italia Viva

Roma, 11 settembre 2020 – Mercoledì 9 settembre una delegazione della Federimpreseitalia, Confederazione Datoriale Autonoma della PMI,  ha incontrato una delegazione di senatori di Italia Viva, guidata dal senatore Comincini.

Obiettivo dell’incontro, proporre emendamenti al testo del cosiddetto “Decreto Agosto“, cioè il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia.

Già Presidente nazionale della Federimpreseitalia, il dottor Luca Ripamonti, ha espresso preoccupazione per alcuni punti del Decreto Legge:

“Se non saranno emendati alcuni punti essenziali del Decreto Legge, i problemi che ne deriveranno, porteranno inevitabilmente alla chiusura di migliaia di esercizi, già dal 2021″.

LE PROPOSTE DELLA DELEGAZIONE

A capo della delegazione Federale, il dottor Luca De Gennaro, presidente della regione Abruzzo che ha esposto i punti di seguito riportati, sinteticamente:

IMPRESE

INDEBITAMENTO
La scelta di far indebitare le aziende, ha provocato un peggioramento del rating bancario; e la maggior parte delle micro imprese e dei professionisti hanno dovuto utilizzare i prestiti per sopravvivere e non per investimenti per lo sviluppo, posticipando di qualche mese la loro inevitabile fine.

FINANZIAMENTI DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE
I provvedimenti economici e finanziari attuali non sono nè veloci, nè certi;

 

PROFESSIONISTI

VOUCHER

Destinati alle imprese per:”consulenza specialistica di manager per l’innovazione e ammodernamento assetti gestionali, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali”. Dovrebbero permettere ai professionisti di inoltrare più richieste alla volta, magari fissando un tetto per le consulenze, ciò permetterebbe, anche ai professionisti, di incrementare il loro giro d’affari;

LAVORATORI

CIG
Sono troppo poche 18 settimane, che sono poco più di 4 mesi. E poi è troppo lenta l’erogazione così come poco chiara la modalità di accesso. Ad oggi ci sono persone che hanno ricevuto le competenze del mese di maggio.

LICENZIAMENTI
Riteniamo che tale misura sia svantaggiosa per le imprese e potrà causare l’effetto contrario a quello desiderato, cioè ottenere un boom dei licenziamenti nel 2021, poichè non c’è e non si vede una reale ripresa del sistema economico.

 

FederimpreseItalia resta fiduciosa nel riscontro delle proposte da parte del Governo, auspicando adeguati ed essenziali emendamenti in merito.

 

 

Confederazione Datoriale Autonoma della PMI

 

 

 

 

 

Exit mobile version