Al Festival Internazionale di Sharm El Sheikh ospiti il maestro Eugenio Barba e il regista Omodei

Sharm El Sheikh, 26 marzo 2019 – È tutto pronto per il Gran Gala di apertura del Festival Internazionale di Sharm El Sheikh che si terrà il 1° aprile prossimo.

Tra gli ospiti Italiani della più importante manifestazione teatrale dell’Area Afro-Asiatica invitati il maestro Eugenio Barba e il regista Fabio Omodei.

“Abbiamo scelto per il nostro festival il presente e il futuro del teatro italiano: Barba è l’ultimo grande maestro vivente, Omodei è un regista importante oltre che un grande professore di teatro. E vogliamo costruire un ponte tra il teatro italiano e il teatro egiziano, e Omodei può continuare la strada tracciata da Barba”, spiega il Direttore della kermesse Mazen Al Gharabawi.

Fondatore e direttore dell’Odin Teatret, Barba è ritenuto, insieme a Peter Brook, l’ultimo maestro occidentale vivente.

Il Maestro Barba presenzierà al debutto internazionale dello spettacolo “Illusion”, che vedrà in scena gli attori della “Sofia Amendolea” guidati da Omodei, vincitore della precedente edizione del Festival.

I costumi e le scenografie dello spettacolo sono di Monica Raponi. In scena Federica Baietti, Francesca Giancaspro, Gabriele Giusti, Lucrezia Guaita, Rebecca La Torre, Rosy Lo Calio, Federica Prencipe, Luisa Rolli, Diandra Selvaggio, Silvia Violante.

Numerosi i paesi in gara, per un concorso che si appresta a essere tra i più prestigiosi del panorama teatrale internazionale.

Un bellissimo esempio di come l’Italia esporti le sue eccellenze al fuori del territorio nazionale e di come queste siano apprezzate all’estero.

Il Tetro Egiziano si aggiorna in continuazione e abbiamo l’obiettivo di diventare uno dei Festival più importanti al mondo come Avignone” conclude il direttore Mazen El Gharbawi.

La cerimonia di inaugurazione inizierà alle ore 19.00 presso il Teatro Centrale della città di Sharm el Sheikh, a seguire lo spettacolo italiano “Illusion” di Omodei.

 

 

 

 

Eugenio Barba                                         Fabio Omodei

 

Mazen Al Gharabawi, Direttore del Festival Internazionale del Teatro di Sharm El Sheikh

Al Festival del Teatro di Sharm El Sheikh Eugenio Barba e “Illusion” del regista Omodei

Eccellenze italiane all’estero: al Festival Internazionale di Teatro di Sharm El Sheikh Eugenio Barba ospite d’onore alla prima dello spettacolo “Illusion” di Fabio Omodei

Roma, 27 febbraio 2019 – Sarà Eugenio Barba, il prossimo 1 aprile, l’ospite d’onore di Festival Internazionale di Teatro Sharm El Sheikh, uno dei più importanti di tutta l’Area Afro-Asiatica. Fondatore e direttore dell’Odin Teatret è ritenuto, insieme a Peter Brook, l’ultimo maestro occidentale vivente.

Barba, presenzierà al debutto internazionale dello spettacolo “Illusion”, con i scena i giovani allievi attori della Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea, guidati dal regista Fabio Omodei, vincitore della precedente edizione del Festival.

Numerosi i Paesi in gara, per una manifestazione che si appresta ad essere tra le più prestigiose del panorama teatrale internazionale. Un bellissimo esempio di come l’Italia esporta le sue eccellenze al fuori del territorio nazionale e di come queste siano apprezzate all’estero.

Accoglieranno i nostri artisti Italiani il Ministro della Cultura Egiziano , il Direttore Regista Mazen El Gharbawi, il presidente del festival, l’attrice Samiha Ayoub, presidente onorario del festival e la star egiziana Mohamed Sobhi.

Il Festival Internazionale di Sharm El Sheikh mira a promuovere le culture teatrali, lo scambio di esperienze teatrali e la trasmissione di promettenti artisti di talento provenienti da tutto il mondo a Sharm El-Shiekh – The City of Peace.

Grande merito per la realizzazione di questa importante kermesse va dato al Direttore Mazen Al Gharabawi, direttore del Sharm El-Sheikh Festival internazionale per il teatro giovanile, che ha ricordato alla stampa di come Eugenio Barba abbia modificato il concetto di lavoro dell’attore avviato dal regista polacco, attraverso una pratica teatrale che porta l’attore a contatto con la propria ricerca interiore.

Mazen ha ricordato alla stampa estera di come Barba sia stato vincitore del prestigioso Premio Sonning, riconoscimento tributato, tra gli altri, a Winston ChurchillLeonard BernsteinAlbert SchweitzerBertrand RussellNiels BohrAlvar Aalto e Karl Popper.

La Cerimonia di inaugurazione inizierà alle ore 19.00 presso il Teatro Centrale della città di Sharm el Sheikh, a seguire lo spettacolo italiano ‘Illusion’ di Omodei.

 

 

 

 

 

Foto Spettacolo Illusion regia di Fabio Omodei

 

 

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Al “Festival Mondiale della Marionetta” di Cartagine l’Italia presente con 2 spettacoli

70 spettacoli e oltre 20 Paesi partecipanti da tutto il mondo, dal 22 al 29 settembre per il Festival Mondiale della Marionetta che si terrà a Cartagine in Tunisia: lo spettacolo GEA “The Epilogue”, regia di Fabio Omodei, avrà l’onore di essere lo spettacolo di apertura del festival

Cartagine, 19 settembre 2018 – L’Opera dei Pupi di Palermo e la Compagnia Sofia Amendolea di Roma rappresenteranno l’Italia al Festival Mondiale della Marionetta, che si terrà dal 22 al 29 settembre al Teatro Nazionale delle Regioni di Cartagine, in Tunisia.

Ben 70 gli spettacoli che si terranno nell’ambito dell’evento e oltre 20 i paesi partecipanti da tutto il mondo.

La tetralogia di GEA, con il suo “Epilogo”, con la regia di Fabio Omodei, sarà lo spettacolo di apertura di uno dei festival internazionali più importanti che mettono in scena le migliori produzioni mondiali di teatro dei burattini, burattini/sperimentale e di figura. Uno spettacolo scelto perché originale e visivo, ma soprattutto perché affronta una tematica e un problema molto attuale

Poi sarà la volta di quello che è considerato il patrimonio del teatro italiano ovvero l’Opera dei Pupi di Palermo con lo spettacolo “Orlando e Rinaldo VS Nofrio e Virticchio” dell’ Associazione per la Conservazione delle Tradizioni Popolari, Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.

Poi l’Opera dei Pupi di Palermo presenterà un ospite italiano molto speciale per le giornate di studi internazionali, ovvero Rosario Perricone, direttore del Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino di Palermo.

Il festival si propone di promuovere il teatro delle marionette in Tunisia, dare risalto alle principali opere tunisine nell’arte delle marionette e valorizzare l’esperienza tunisina nel campo, permettendo al grande pubblico tunisino di far conoscere le marionette nel mondo, stabilire reti tra gli attori del settore, le strutture e gli eventi di burattini di tutto il mondo.

A presentare l’evento la direttrice del festival, madame Habiba Jendoubi, marionettista da oltre 40 anni.

“La nostra tradizione dei burattini nasce da influenze straniere come quella turca, siciliana e francese. Il teatro dei burattini in Tunisia nasce nel XIX secolo, e addirittura nel XVI secolo per quanto riguarda la prima forma principale del teatro delle marionette: il teatro delle ombre e il suo famoso personaggio Karakouz. E subito dopo sotto l’influenza dalla Francia venne Guignol” spiega la direttrice del festival.

“Gli spettacoli di Guignol furono messi in scena nella città francese. La Tunisia conobbe poi, ancora nel 19° secolo, un terzo tipo di teatro delle marionette, l’Opera dei Pupi, i cui protagonisti sono marionette provenienti direttamente dall’Italia, in seguito all’immigrazione di massa dei siciliani che hanno mantenuto questa tradizione cara alla loro isola” continua madame Jendoubi.

“Vogliamo promuovere le arti di teatro di figura in Tunisia, e promuovere le opere tunisine permettendo al pubblico straniero di conoscere l’arte del teatro delle marionette di tutto il mondo. Il nostro intento è creare una rete tra gli attori, le strutture e le manifestazioni di tutto il mondo specializzate nel settore. Con la speranza di un futuro raggiante, sull’onda dello slancio che stanno vivendo gli eventi del genere” conclude la direttrice.

 

 

Teatro, al Festival Internazionale di Tangeri vince l’Italia con ‘Wood Prison’

Tangeri (Marocco), 10 novembre 2017 – “Una vittoria ‘Made in Italy’ che fa bene a tutto il teatro internazionale”. Questi i pensieri e le parole di alcuni dei componenti della giuria del Festival Internazionale di Tangeri riguardo ‘Wood Prison’, lo spettacolo teatrale italiano che ha vinto il Gran Premio Miglior Spettacolo del Festival.

Lo spettacolo è scritto e diretto dal regista italiano Fabio Omodei, co-direttore con Monica Raponi e Paolo Alessandri dell’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea. Regista ufficialmente candidato a diventare Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici,

Lo spettacolo porta a casa anche il Premio Migliori Scenografie e Costumi per Monica Raponi, Migliori Coreografie e Migliore Interpretazione Collettiva curate entrambi dallo stesso Omodei.

La regia di ‘Wood Prison’ ha un impatto contemporaneo ed internazionale, con un linguaggio fatto di movimenti ed emozioni che hanno come effetto la visione di una macchina perfetta, dove gli attori sono guidati da fili visibili che la regia ha tessuto come in un puzzle di milioni di incastri compiuti.

Un tessuto di seta quello su cui Omodei dipinge la tematica del suicidio.

Emozione e spettacolarizzazione, delicatezza e poesia sono le apparenti contraddizioni che comandano e muovono una danza perfetta.

Un bagaglio artistico importante da conservare e da tenere come esempio di stile e professionalità.

Alla fine dello spettacolo si capisce la sensibilità, il tatto e l’effetto dirompente, con il pubblico in piedi per un tempo interminabile.

Commovente è stato vedere gli attori in lacrime, e commovente è stato vedere il teatro dell’Istituto di Cultura Spagnolo di Tangeri gremito di gente, corridoi ed uscite di emergenza compresi, emotivamente toccante è stato vedere per strada, all’ingresso del Teatro, la folla di persone che non è potuta entrare perché il Teatro rischiava di esplodere.

All’esterno c’è chi ci racconta che ha fatto chilometri per vedere lo spettacolo, arrivando da Fes, Marrakesh, Essauira, Agadir e Casablanca,l.

C’è chi si è collegato in diretta Facebook con l’amico che ha trovato posto all’interno del Teatro e c’è chi è triste perché non potrà assistere allo spettacolo dell’Accademia Sofia Amendolea.

Un Importante vittoria che deve rendere orgoglioso il teatro italiano.

Forse possiamo credere che qualcosa si può fare. Forse possiamo credere che qualcosa può cambiare.

Qui, in Italia. Si, proprio in Italia.

 

 

 

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Violenza di coppia, la denuncia nello spettacolo “Doppio Legame”

Roma, 8 novembre 2017 – Andrà in scena al Teatro Abarico di Roma il 17 e 18 novembre alle ore 21.00 lo spettacolo “Doppio Legame” con la regia di Antonella Salvatore.

In scena la stessa regista, che ha scritto anche i testi, e l’attore Dario Carbone.

“Vorrei parlare dei lividi invisibili della violenza psicologica e vorrei esplorare i momenti in cui, in una coppia di persone che si amano avviene l’incongruenza tra quello che viene detto a parole e quello che viene espresso a livello non verbale, con gesti ed atteggiamenti” racconta la Salvatore.

‘Doppio Legame’ è il mondo infernale in cui si precipita quando da una parte ci si vorrebbe liberare dell’altro per i suoi aspetti negativi, mentre dall’altra il legame d’amore dato dagli aspetti positivi della relazione impedisce di dire basta e interrompere il rapporto.

I protagonisti sono incapaci di valutare la pericolosità del loro rapporto di coppia: loro sono stati esposti ad un doppio legame per lungo tempo, a partire dall’infanzia, con i loro genitori e poi  crescendo sono diventati adulti assuefatti e dipendenti da relazioni d’amore che ruotano solo attorno a continue tensioni.

La paura, l’affetto e l’adrenalina si mescolano in modo incontrollabile, impedendo a chi le subisce di riconoscere in modo chiaro la realtà.

Due vittime che si dirigono da carnefici verso un massacro comune e così come i protagonisti di ‘Doppio Legame’ sono bisognosi uno dell’altro come di una droga che calma solo per un istante.

Legati da fili sottilissimi, intrecciati tra loro tra gocce di sangue e desiderio. La violenza psicologica causa lividi invisibili che portano ad una sofferenza che distrugge la mente, portandola alla follia.

Allora la voglia di elemosinare l’amore, ovvero la capacità di accettare qualsiasi cosa in cambio di una carezza.

Ad ogni fallimento della relazione ci si assume la totale colpa, ci si illude di avere la possibilità di controllare tutto ciò che accade.

Si conserva la speranza che il proprio amore sarà in grado di compiere i miracoli e non si riesce a vedere la persona che si ha davanti per quello che è realmente, ma solo per quello che si desidera nella propria fantasia.

Si cresce nel vuoto e non si riesce a colmare se stesso in alcun modo, allora si prova a controllare la persona che si ha accanto.

E più ci si sforza di controllarla e sottometterla tanto più se ne perderà il controllo.

Così lo spettacolo ‘Doppio Legame’ racconta dello scambio di ruoli, da vittima a carnefice e viceversa.

 

‘Doppio Legame’

Regia di Antonella Salvatore, con Dario Carbone e Antonella Salvatore

17 -18 Novembre 2017 ore 21.00

Biglietto intero 15€

Biglietto Ridotto 12€

PRENOTAZIONI: info@abarico.it

Tel. 348.5407895   –  06.9832488

Pagina Facebook:

www.facebook.com/doppiolegameSalvatore

 

Al teatro Abarico di Roma ‘Doppio Legame’, spettacolo sulle violenze psicologiche nella coppia

Roma, 20 ottobre 2017 – Si chiama “Doppio Legame” ed è il tanto atteso spettacolo che Antonella Salvatore porterà in scena al Teatro Abarico di Roma il 17 e 18 novembre prossimi.

Protagonisti la stessa Salvatore, che ne ha scritto il testo e curato la regia, ed il giovane e promettente attore Dario Carbone.

“Nello Spettacolo ‘Doppio Legame’ l’intento è di parlare dei lividi invisibili della violenza psicologica” racconta la Salvatore.

“Esplorare i momenti in cui, in una coppia di persone che si amano avviene l’incongruenza tra quello che viene detto a parole e quello che viene espresso a livello non verbale con gesti, atteggiamenti, voce, ecc”.

‘Doppio Legame’ è il mondo Infernale in cui si precipita quando da una parte ci si vorrebbe liberare dell’altro per i suoi aspetti negativi, mentre dall’altra il legame d’amore dato dagli aspetti positivi della relazione impedisce di dire basta e interrompere il rapporto.

I protagonisti sono incapaci di valutare la pericolosità del loro rapporto di coppia: loro sono stati esposti ad un doppio legame per lungo tempo, a partire dall’infanzia, con i loro genitori ed a poco a poco crescendo sono diventati adulti assuefatti e dipendenti da relazioni d’amore che ruotano solo attorno a continue tensioni.

La paura, l’affetto e l’adrenalina si mescolano in modo incontrollabile, impedendo a chi le subisce di riconoscere in modo chiaro la realtà.

Due vittime che si dirigono da carnefici verso un massacro comune. I protagonisti di ‘Doppio Legame’ sono bisognosi dell’altro come di una droga che calma solo per un istante. Legati da fili sottilissimi, intrecciati tra loro tra gocce di sangue e desiderio.

La violenza psicologica causa lividi invisibili che portano ad una sofferenza che distrugge la mente, portandola alla follia. Allora la voglia di elemosinare l’amore, ovvero la capacità di accettare qualsiasi cosa in cambio di una carezza.

Ad ogni fallimento della relazione ci si assume la totale colpa;  ci si illude di avere la possibilità di controllare tutto ciò che accade; si conserva la speranza che il proprio amore sarà in grado di compiere i miracoli;  non si riesce a vedere la persona che si ha davanti per quello che è realmente, ma solo per quello che si desidera nella propria fantasia.

Si cresce nel vuoto e non si riesce a colmare se stesso in alcun modo, allora si prova controllare la persona che si ha accanto.

Più ci si sforza di controllarla e sottometterla, più se ne perderà il controllo: un vero e proprio scambio di ruoli tra vittima a carnefice.

 

DOPPIO LEGAME

Regia di Antonella Salvatore, con Dario Carbone e Antonella Salvatore

17 -18 Novembre 2017 ore 21.00 – Biglietto intero15€  – Biglietto Ridotto 12€

PRENOTAZIONI: info@abarico.it  348.5407895   –  06.9832488

 

L’ Accademia Teatrale di Roma dà il via alle audizioni per il 2017/18

Roma, 28 agosto 2017 – L’ Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea, dopo aver vinto 2 nuovi prestigiosi premi internazionali che la confermano una delle migliori scuole di teatro a livello internazionale, da il via alle audizioni per il nuovo anno accademico 2017/2018.

I 2 nuovi premi conquistati dagli allievi dell’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea sono il prestigioso Premio della Giuria al Festival Internazionale di Varsavia-Polonia e il premio per il Miglior Spettacolo al Festival di Teatro Internazionale di Casablanca-Marocco.

Due nuovi successi della Scuola di Teatro Sofia Amendolea che si aggiungono ai numerosissimi premi vinti all’estero, con oltre 100 partecipazioni a festival internazionali in tutto il mondo e oltre 50 premi Internazionali vinti.

Partecipazioni e premi che confermano da ormai 10 anni l’Accademia come eccellenza italiana nello studio del teatro,  rappresentando la didattica teatrale italiana all’estero.

Le lezioni di teatro dell’Accademia Sofia Amendolea

Gli allievi attori della scuola di teatro “Sofia Amendolea” grazie a queste partecipazioni internazionali hanno la possibilità di incontrare centinaia di strutture didattiche teatrali provenienti da tutto il mondo.

All’Accademia, dedicata alla grande “Sofia”, attrice e docente di Teatro, prematuramente scomparsa e che ha fatto del teatro una scelta di vita, si lavora 11 mesi l’anno per 3 anni (il minimo che uno studente di teatro dovrebbe fare), con classi rigorosamente a numero chiuso.

Oltre 5.000 le ore di lavoro, e solitamente si entra in Accademia con il sole e si esce che è già buio. Numerosi i viaggi studio all’estero, 16 i docenti di ruolo e numerose le materie di studio tra cui Interpretazione, Espressione Corporea, Improvvisazione, Costume, Uso dell’Oggetto, Dizione, Lingua Inglese, Teatro Greco, Mimo, Portèes Drammatici, Commedia dell’Arte, Recitazione Cinematografica, Lettura Interpretativa, Storia del Teatro, Storia del Cinema, Storia del Costume, Canto Corale, Musical Coach, Teatro Comico, Spada Medievale.

Nel programma anche Boxe ed Equitazione che si svolgono in due strutture di eccellenza della capitale.

Prima di prenotare un’audizione (gratuita)  bisogna avere ben chiaro che si tratta di un percorso lungo e faticoso, si deve avere una forte motivazione ed una grande passione per il teatro, oltre ad avere il “talento” per fare questo mestiere, ovvero avere il teatro “dentro di se”.

Le opportunità per gli attori dell’Accademia Sofia Amendolea

L’Accademia, per le sue caratteristiche è la scelta ideale per gli allievi attori che hanno in mente l’idea chiara e decisa di “trasformare la propria passione per il teatro in una professione”.

L’attore diplomato della “Sofia Amendolea” si trova ad avere infatti ad avere alla fine del triennio un curriculum da far invidia ai più navigati attori.

Per questo sono durissime le audizioni rivolte a chi vuole intraprendere un percorso professionale. Le uniche cose che contano sono il talento, la passione e la motivazione dei 15 studenti che costituiranno la nuova classe accademica, che affronterà un percorso lungo e faticoso.

Dentro la prestigiosa Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea

A vedere gli interni e le sale si capisce subito che ci si trova in un luogo sacro. Sacro è il palco, sacri i camerini, sacro è il lavoro quotidiano che vediamo fare agli allievi della “Sofia Amendolea” (tutti rigorosamente vestiti di nero). Nero è il palco, nere sono le quinte, nera è la divisa del teatro, perché con il nero non si hanno distrazioni nell’insegnamento e tutto è focalizzato sul viso e sul movimento.

 

Il team dell’Accademia

Fabio Omodei, Paolo Alessandri e Monica Raponi, Docenti dell’Accademia si occupano anche della Direzione. Affiancano la didattica numerosi Maestri di Teatro del panorama nazionale ed internazionale come Elisabetta De Vito, Flavio Albanese, Pierre Massip, Sara Mangano, Marta Iacopini, Adriano Evangelisti, Ramona Genna, Flavia Martino, Danilo Butcovich, Valeria Fiore, Francesco Felli, Michele Costantini, Roberto Ferri.

Le partnership dell’Accademia Sofia Amendolea

Fondamentale è la simbiosi e la sinergia con il Roma Teatro Festival (Prima Edizione nel lontano 2003), un festival teatrale internazionale organizzato e gestito dall’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea che seleziona gli spettacoli delle migliori scuole e accademie di tutto il mondo.

Tanti i giovani attori da tutto il mondo che si incontrano, scambiano esperienze e creano opportunità di lavoro.

Numerosi i gemellaggi e gli scambi didattici con numerosi Festival del mondo, grazie a cui gli allievi attori della Scuola di Teatro Sofia Amendolea hanno l’opportunità concreta di partecipare ad esperienze all’estero, a Workshops con maestri di livello internazionale, oltre all’opportunità di andare in scena presso i più prestigiosi Festival e teatri del mondo.

Queste caratteristiche uniche fanno della Sofia Amendolea di Roma un’isola felice di studio, di disciplina e di sacralità dedicate esclusivamente al teatro, in un momento particolare del nostro Paese, che nella cultura, teatro e spettacolo potrebbe vedere delle grandi opportunità di rilancio.

Per maggiori informazioni sull’Accademia consigliamo di visitare il sito internet www.accademiateatralediroma.com.

 

 

 

 

 

 

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Al Teatro Quirino di Roma “La caduta di Gea” di Fabio Omodei

Roma, 21 giugno 2017 – Il 28 Giugno prossimo alle ore 21.00 presso il Teatro Quirino Vittorio Gassman (Via delle Vergini 7, Fontana di Trevi – Metro Barberini) si terrà lo spettacolo “LA CADUTA DI GEA”, con la regia di Fabio Omodei, ed a cura de Le Nuvole Teatro in collab.ne con Legge n. 180 del Teatro.

Lo Spettacolo nasce dalla Trilogia Teatrale sui danni che l’uomo provoca a se stesso, ha partecipato ad oltre 30 festival nel mondo ed ha vinto 25 Premi Internazionali.

Dopo il debutto al Teatro Quirino lo spettacolo, dal 4 al 10 luglio prossimo, rappresenterà l’Italia al Festival Internazionale di Casablanca-Marocco in due dei più grandi teatri della città e poi sarà ospite del Teatro Italia presso il Consolato Italiano a Casablanca.

Gea era nella mitologia greca, la dea che personificava il nostro pianeta.

Gea è la Terra, Gea è il nostro pianeta, Gea siamo noi. La Caduta di Gea, ovvero la fine del mondo, è la possibile conseguenza che subirà l’uomo se non ferma la sua violenza e la sua brutalità nei confronti dei bambini.

Quando non ci sarà più neanche un bambino ci sarà la fine del mondo. Un favola che inizia dal momento in cui i bambini vengono pensati da coloro che, se preserveranno l’amore, saranno poi i loro genitori.

Una volta nati, la frenesia della vita e la mancanza di tempo dei loro genitori farà mancare loro l’amore che non sarà più lo stesso di prima.

Così il bambino cammina da solo ed inizia una battaglia nei confronti dell’uomo che ha causato la guerra, la fame e la violenza. Una battaglia tra l’uomo ed il bambino, tra le barbarie e la necessità di volare.

Autore e Regia: Fabio Omodei, Costumi e Scene: Monica Raponi, Direttore di Produzione: Gianni Afola, con Emma Aquino, Giulia Balbi, Gioele Barone, Roberto Bonfantini, Valentina Guaetta, Biagio Iacovelli, Miriam Messina, Paola Moscelli, Giorgia Narcisi, Luca Pastore, Beatrice Pellegrino, Noemi Quercia, Daniele Tagliaferri, Donatello Tagliente, Maria Teresa Taratufolo, Marco Tomba, Lodovico Zago, Andrea Zatti.

i Video Trailer: LA CADUTA DI GEA – LE PROVE https://www.youtube.com/watch?v=_1IF-ZJrras&t=14s

LA CADUTA DI GEA – IL PROLOGO https://www.youtube.com/watch?v=PzxbN7IVHlQ&t=15s

LA CADUTA DI GEA – IL DESERTO https://www.youtube.com/watch?v=DH0wVDi0WWY&t=2s

 

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