Troppi oneri sulle scuole: i Dirigenti Scolastici soli nella bufera della Privacy

Roma, 20 marzo 2019 – L’ennesima tegola cade sulla testa dei Dirigenti Scolastici, e si tratta di una tegola importante ovvero quella della Privacy.

Oggi il percorso di adeguamento al mondo della Privacy, introdotto con il nuovo regolamento europeo 679/2016, non è ancora a regime e le fasi si preannunciano complesse.

Le scuole infatti sono importanti contenitori di dati sensibili, da quelli classici anagrafici, a quelli sanitari e giuridici, e la loro gestione tramite il principio di accountability potrebbe risultare estremamente complessa in un mondo non così abituato a focalizzarsi.

Ovviamente la forte componente formale introdotta dal nuovo regolamento carica le scuole di oneri aggiuntivi, tra nomine ed informative.

Da un’indagine conoscitiva svolta dal Gruppo Editoriale CCEditore risulta che più del 30% delle scuole Italiane non hanno ancora nominato il Data Protection Officer e che oltre il 40% non risulterebbero adeguate in un confronto sui siti istituzionali.

Per saperne di più abbiamo sentito Corrado Faletti, presidente del Gruppo CCEditore, ed esperto della materia.

“È veramente inaccettabile che ogni volta che esce una normativa nuova e complessa le scuole vengano lasciate in balia di loro stesse. Senza formazione, senza strumenti e sopratutto senza soldi. Parliamo delle classiche nozze coi fichi secchi” osserva Corrado Faletti.

D: Quindi ritiene che questo adeguamento al GDPR sia in pericolo?

R: “Guardi, se vogliamo essere sinceri, non si può pretendere che una scuola dove Dirigente e Direttore dei servizi generali appena entrano la mattina sono assediati dai mille problemi della quotidianità, tra cui l’endemica mancanza di fondi, possano risolvere problemi di così ampia portata senza gli strumenti adatti. E nemmeno possiamo pensare di scaricare sulle scuole delle norme complesse senza un adeguato periodo cuscinetto che le aiuti nel passaggio. Ma la cosa più grave è che poi si pretende che i Dirigenti divengano delle specie di super esperti e tuttologi di qualsiasi cosa. In ogni caso le scuole alla fine ce la faranno, ma di certo non con i tempi desiderati dal legislatore”.

D: Lei è DPO su alcune scuole, come stanno lavorando?

R: “Noi abbiamo adottato un metodo per aiutare le scuole fatto da formazione, consulenza e realizzazione da parte nostra di tutta la documentazione necessaria affinché la scuola possa almeno essere ad un livello sette di compliance. In pratica ci siamo caricati di parte del lavoro che le scuole avrebbero dovuto fare”.

D: Come valuta il profilo di rischio delle scuole rispetto alla gestione dei dati sensibili?

R: “Purtroppo in questa prima fase il rischio è molto alto perché molto si basa sulla sicurezza dei sistemi tecnologici che le scuole utilizzano, e qui c’è un forte divario tra scuole di primo grado e scuole di secondo grado, in pratica fra elementari medie e superiori. Molto è dovuto al fatto che nelle superiori è più facile trovare competenze tecnologiche che nelle elementari e medie, oltre che disponibilità economica. Non dimentichiamo inoltre che nel 2017 le scuole avrebbero dovuto compilare il questionario per le misure minime che identificava il rischio informatico complessivo. Questo questionario era veramente complesso e poco gestibile da un’istituzione scolastica, cosa che poi si nota dalla compilazione stessa che a voler essere gentili il più delle volte è stata semplicemente “abbozzata” ”

D: Quindi un percorso difficile…

R: “Difficile e che richiede competenze alte, ma ridicolmente è un problema del legislatore, perché chi crea una legge dovrebbe anche trovare i fondi perché la stessa possa essere applicata. Basta vedere l’esempio della legge sulla sicurezza degli edifici scolastici, responsabilità dei Dirigenti Scolastici su strutture non loro, senza fondi per metterle a posto, ma comunque responsabilità penali a loro carico. Troppo facile fare leggi così” conclude Corrado Faletti.

 

 

 

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Ufficio Stampa Betapress.it

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“Libero di rinascere”: al via il tour di Max Gentile, per liberarsi dalle catene e trovare la direzione della propria vita

Roma, 10 ottobre 2018 – È cominciato martedì 9 ottobre, a Genova, il tour di Max Gentile, autore del libro “Libero di rinascere” pubblicato con la Currenti Calamo editore.

Una prima serata che ha fatto registrare subito il tutto esaurito, e caratterizzata da una particolare presenza di imprenditori e di liberi professionisti, sempre più attratti dalla P.N.L. Max Gentile è infatti un coach “sui generis”, che si qualifica come formatore personale, prima che professionale. Una specificità che fa la differenza.

Max Gentile, con le oltre 5.000 ore di aula e 20.000 ore di coaching individuali, punta a quei professionisti, o a coloro che vogliono diventarlo, che hanno capito quanto sia importante l’armonia con sé stessi per raggiungere il successo, e non il contrario.

Responsabilizzare la persona, pulirsi dagli inquinamenti emozionali, liberare la mente dalle catene dei condizionamenti depotenzianti, hanno permesso a chi ha lavorato con lui di trovare la direzione della propria vita in piena felicità e serenità.

Max riesce a rendere di facile comprensione i labirinti della mente e dei suoi comportamenti. Nel suo modo di operare crea interconnessione tra il mondo mentale, quello emozionale e quello energetico, per poter raggiungere i risultati desiderati.

L’esperienza maturata in un significativo e gratificante percorso professionale, si è convertita nella pubblicazione del libro “Libero di rinascere”.

Un successo editoriale che l’autore sta promuovendo con delle serate di incontro con il pubblico, costituito da seguaci fedelissimi, primi testimoni del suo talento, ma anche da nuovi appassionati, incuriositi dalla sua proposta.

Il calendario delle prossime serate è:

Lunedi 22 ottobre a Venezia

Martedi 23 ottobre a Verona

Lunedi 29 ottobre a Milano

Martedi 5 novembre a Torino

“Decidi il tuo futuro” è il leitmotiv del seminario con la possibilità di prenotazione on line della serata, dalle promesse entusiasmanti.

“Una serata stimolante nella quale chi partecipa apre la mente, il cuore e lo spirito a quanto non si sa, e che possa permettere di fare il salto di qualità. Si scoprirà un metodo semplice e concreto che permetterà di esprimere le proprie qualità. Perché quando scopri chi sei, non hai bisogno di una motivazione esterna per raggiungere i tuoi risultati” spiega Max Gentile.

“Il metodo utilizzato porta alla luce la consapevolezza di chi sei, i tuoi talenti, le tue qualità, la tua vera essenza per creare senza dubbio la tua reale ‘direzione di vita’ con passione, gioia e libertà” dice ancora Gentile.

Temi della serata:

  • Le 3 paure che sicuramente frenano le tue decisioni e come superarle
  • Qual è il meccanismo che usa la mente per creare una paura
  • L’ingrediente magico che usano i bambini e i professionisti di successo che non ti è mai stato rivelato da nessuno, anche se hai già fatto corsi di formazione
  • Qual è l’errore più grande che puoi fare per affrontare le tue paure e sul quali ci sei cascato almeno una volta o lo stai commettendo proprio ora.

Il potente strumento della visualizzazione creativa che viene utilizzato per rimuovere blocchi paure e creare il proprio successo”

Il costo della serata è di soli 26 € (ossia l’equivalente del prezzo del libro) invece che 56 €, e comprende:

  • Ingresso al corso “Libero di rinascere”
  • Copia del nuovissimo libro “Libero di rinascere”

Nel caso in cui si fosse già in possesso del libro, si potrà ritirare uno tra i video corsi ‘Atteggiamento Mentale Vincente’ o ‘Crea la Tua Vita’, con un risparmio di 30€.

Inoltre, con il pagamento online si potrà pagare la serata (libro incluso) 17 Euro invece che 26€.

Programma e Informazioni sulla serata:

19.30 – 20.00: Registrazione partecipanti

20.00 – 23.00: Corso “Decidi il tuo futuro”

Luogo dell’incontro: Verrà comunicato immediatamente attraverso la mail che si riceverà a prenotazione effettuata.

Un’occasione unica per conoscere e consapevolizzare il metodo che ha permesso a professionisti di liberarsi dalle catene di schemi mentali improduttivi per liberare la propria essenza interiore e scoprire ed usare al massimo i propri talenti.

 

 

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Ufficio Stampa Betapress

Antonella Ferrari

direttore@betapress.it

 

 

Salute: a ruba i libri su come star bene naturalmente

Roma, 28 agosto 2018 – È boom di vendite per 2 nuovi libri, freschi di stampa che danno consigli su come star bene in modo naturale, anche tramite l’alimentazione. Si tratta di ‘Dall’alba al tramonto di E. Gambacciani (CCEditore, 2018) e di ‘Vivere secondo natura. Alimentazione, stili di vita, felicità (CCEditore, 2018) di A. Angeleri, C. De Luca e A. Rossiello, scritto dai membri del team di Evolutamente, il più autorevole e noto blog italiano relativo alla salute e al benessere.

Nato come un’appendice dello storico forum www.lazonalibera.it, in cinque anni di vita il blog di Evolutamente ha raggiunto 2 milioni di visualizzazioni e settecentomila utenti diversi, grazie alla dedizione dei suoi membri, Angelo Rossiello, fondatore, proprietario ed editore del blog, Chiara De Luca, che si occupa della sezione “ricette” del blog e collabora con la realizzazione dei menù negli eventi organizzati dalla SIMNESocietà Italiana di Medicina e Nutrizione Evoluzionistica, Alessio Angeleri, functional trainer e biohacker, socio fondatore e membro del comitato scientifico della SIMNE  ed Emanuele Gambacciani, biologo,  nutrizionista e profondo conoscitore della dieta definita “paleolitica”.

Attualmente il blog vanta quasi 2000 articoli pubblicati e rappresenta una vera e propria enciclopedia degli stili di vita in Italia.

Il grande successo dei due libri è testimoniato non solo dal numero considerevole di copie vendute attraverso i canali di distribuzione online e offline, ma anche dalle numerose recensioni positive rilasciate da lettori e utenti sul web.

Attraverso la lettura di queste stesse recensioni si evince che la caratteristica maggiormente apprezzata per quanto concerne Dall’alba al tramonto e Vivere secondo natura è la capacità degli autori di affrontare tematiche di matrice scientifica adoperando un linguaggio semplice e scorrevole, per nulla reso ostico dall’uso di tecnicismi e di un lessico specialistico.

L’obiettivo principale degli autori, infatti, è stato quello di coinvolgere i lettori nell’esplorazione di un argomento di interesse comune, ovvero l’alimentazione e il benessere psicosomatico, particolarmente sentito nella nostra società, rendendo accessibili e fruibili a tutti i consigli consapevoli degli esperti, sorretti e sostanziati da una serie di riferimenti scientifici.

Molti lettori hanno altre sì affermato di aver tratto giovamento dai precetti scientifici contenuti all’interno dei due libri e di aver conseguito, tramite la lettura del testo e l’alimentazione di tipo evoluzionistico, la risoluzione definitiva o l’alleviamento di alcune patologie come disturbi gastrointestinali, intolleranze alimentari, ipercolesterolemia e ipertensione e di aver migliorato il proprio stile di vita raggiungendo un soddisfacente e salutare stato di benessere psico-fisico, empiricamente confermato dal netto miglioramento dei parametri del sangue.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scuola: tra Privacy, DPO e Titolari del trattamento piomba sulla scuola la nuova complessa normativa

Roma, 14 maggio 2018 – È una ennesima beffa per il mondo della scuola il nuovo codice della privacy, che abolisce in toto la vecchia normativa contenuta nelle disposizioni del DLGS 196 del 2003.

Siamo di fronte ad una svolta epocale in materia di protezione dei dati personali in quanto sono talmente significative le nuove indicazioni contenute nel regolamento europeo 679/2016 che la vecchia norma non poteva nemmeno essere più aggiornata.

Dal 25 maggio prossimo avremo un’unica legge applicabile in tutta l’Unione Europea che regolerà in maniera uniforme il flusso dei dati tra gli Stati membri e tra questi e gli Stati extra-UE.

Ci sarà inoltre uniformità nella tutela dei diritti degli interessati.

Ottima cosa, non c’è che dire, ma come sempre sul mondo della scuola e sulla responsabilità dei dirigenti si abbatte l’ennesima “tegola” di difficile gestione e comprensione.

Il regolamento pone con forza l’accento sulla “responsabilizzazione” (accountability nell’accezione inglese) di titolari e responsabili, ossia sull’adozione di comportamenti proattivi e tali da dimostrare la concreta adozione di misure finalizzate ad assicurare l’applicazione del regolamento (si vedano artt. 23-25, in particolare, e l’intero Capo IV del regolamento).

Si tratta di una grande novità per la protezione dei dati in quanto viene affidato ai titolari il compito di decidere autonomamente le modalità, le garanzie e i limiti del trattamento dei dati personali, nel rispetto delle disposizioni normative e alla luce di alcuni criteri specifici indicati nel regolamento.

Il primo fra tali criteri è sintetizzato dall’espressione inglese “Data protection by default and by design” (si veda art. 25), ossia dalla necessità di configurare il trattamento prevedendo fin dall’inizio le garanzie indispensabili “al fine di soddisfare i requisiti” del regolamento e tutelare i diritti degli interessati, tenendo conto del contesto complessivo ove il trattamento si colloca e dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati.

Tutto questo deve avvenire a monte, prima di procedere al trattamento dei dati vero e proprio (“sia al momento di determinare i mezzi del trattamento sia all’atto del trattamento stesso”, secondo quanto afferma l’art. 25, paragrafo 1 del regolamento) e richiede, pertanto, un’analisi preventiva e un impegno applicativo da parte dei titolari che devono sostanziarsi in una serie di attività specifiche e dimostrabili.

Le principali novità introdotte sono:

  1. Privacy by Desing e Privacy by Default
  2. Le condizioni di liceità del trattamento.
  3. Il trattamento di categorie particolari di dati personali.
  4. La valutazione di impatto sulla protezione dei dati.
  5. L’informativa all’interessato.
  6. I nuovi diritti degli interessati: il diritto all’oblio e il diritto alla portabilità dei dati.
  7. Il Data Privacy Officer.

In questi giorni le scuole, già abbastanza oberate di lavoro per conto loro, hanno dovuto correre a seguire corsi di formazione, spesso a pagamento, cercare di capire tra circolari usr e avvisi sindacali chiaramente contro legge in quanto sostenitori della teoria “non fate nulla aspettate”.

“Udir ha organizzato un convegno gratuito per i dirigenti il 19 maggio 2018 a Palermo a cui ne seguiranno altri, perché siamo convinti che non è possibile mettere SEMPRE i dirigenti scolastici in queste condizioni” segnala Marcello Pacifico presidente di UDIR, il sindacato dei dirigenti scolastici.

Infatti, il 19 maggio a Palermo si terrà un convegno di aggiornamento per la dirigenza, anche per i non iscritti a UDIR, in cui si tratteranno temi importantissimi come sicurezza, privacy, legge 205, il nuovo contratto.

“Facciamo della concretezza il nostro modello. Infatti il 19 maggio parleranno esperti che già oggi operano nel settore, abbiamo coinvolto un Data Protection Officer, il Dott. Corrado Faletti, che già da un anno segue più di 40 realtà tra scuole e pubbliche amministrazioni e che ha definito un modello che renderà l’impatto meno complesso per i Dirigenti, sulla Sicurezza l’esperto coinvolto, ing. Natale Saccone,  ha già aiutato decine di Dirigenti ad evitare grossi guai. In pratica UDIR vuole aiutare i dirigenti anche non iscritti perché la scuola è importante per il paese indipendentemente dagli interessi specifici di sindacati ed altri. Sul tema privacy inoltre abbiamo potenziato il nostro servizio di consulenza agli iscritti aggiungendo risorse operative sull’argomento” conclude il Presidente Pacifico.

 

 

Marcello Pacifico – Presidente UDIR

 

 

Privacy a Scuola, a maggio in vigore il Data Protection Officer

Roma, 23 aprile 2018 – Si terrà il 19 maggio a Palermo un convegno dell’UDIR, il sindacato dei dirigenti scolastici capitanato da Marcello Pacifico, per parlare sulle nuove normative della scuola in tema di privacy e di DPO, ovvero il Data Protection Officer.

Un ruolo che non può essere ricoperto da una figura singola, ma che deve essere affiancato da un team di professionisti per poter svolgere al meglio il suo lavoro, oltre che avere competenze normative, amministrative e di ICT, con particolare attenzione alla cyber security.

Le scuole italiane in questo periodo si stanno per questo muovendo per adempiere alle nuove incombenze previste dalla normativa sulla privacy che entrerà in vigore il 25 maggio 2018 e che prevede proprio la figura del DPO.

Al convegno dell’UDIR sarà presente l’ esperto di privacy e di tecnologiaCorrado Faletti, oltre che giornalista ed editore,  che sta seguendo un gruppo di scuole in tutta la penisola Italiana in questo importante momento di cambiamento.

“Stiamo cercando di semplificare la vita delle scuole rispetto ad una normativa che, come tante altre, complica la vita ai Dirigenti scolastici” spiega Corrado Faletti.

“Una scuola ha molti dati sensibili al suo interno – prosegue Faletti –  e la loro gestione non può essere sottovalutata. Implementare una normativa così complessa in un’istituzione scolastica non è un passaggio immediato, per questo abbiamo definito una soluzione smart in 4 passaggi che semplifica moltissimo la vita delle scuole e più in generale delle pubbliche amministrazioni, che abbiamo chiamata PrivacyEasyLife“.

Data le complicatezze della normativa sono molte le scuole a richiedere una mano a Faletti, che ad oggi sta aiutando scuola da Milano a Bergamo, da Palermo a Bagnoregio, Legnano, Gallarate, Pesaro, e Monreale.

Il problema infatti è che anche se prossimo alla scadenza il mondo delle istituzioni scolastiche non si è ancora mosso efficacemente:

“Stiamo ricevendo molte richieste di aiuto e adesione ai nostri servizi da parte degli istituti scolastici, anche perché al momento attuale girano cifre che vanno dai 300 euro ai 4000 euro. Ovviamente viste le attività in essere e da svolgere la cifra giusta è come al solito nel mezzo. Purtroppo le scuole per motivi di budget ma anche per mancanza di conoscenza rispetto agli adempimenti in essere stanno pensando che spendere poco sia la soluzione migliore, purtroppo per loro non è così, la tutela per la scuola e per i dirigenti è trovare professionisti che la conoscano bene per poter al meglio definire i trattamenti dati. Ecco perché non basta lo studio di avvocati o di tecnici informatici, ma servono professionisti esperti di scuola” conclude Faletti.

 

 

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Ufficio stamoa

Antonella Ferrari

info@betapress.it

A Monreale l’inaugurazione del ‘Museo del Mosaico’, unico in tutto il centro-sud Italia

Museo dell’Arte del Mosaico di Monreale, a cura dell’Istituto d’Istruzione Superiore “E. Basile – M. D’Aleo” di Monreale…

Palermo, 19 febbraio 2018 – Mercoledì 21 febbraio prossimo alle ore 9.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Monreale (PA) avrà luogo l’inaugurazione del Museo dell’Arte del Mosaico (MAM), importante realtà museale, unica in tutto il centro e sud Italia.

Un significativo percorso per recuperare i valori della tradizione culturale italiana che hanno visto, nel mosaico, importanti momenti di rappresentazione in tutte le epoche storiche del nostro paese ed in tutti i luoghi, da Pompei alla cattedrale di Monreale.

Monreale è oggi “Città del Mosaico”, grazie all’attività incessante del Dirigente e del gruppo docenti del liceo artistico D’Aleo, che hanno sostenuto in questi anni l’importanza che il percorso dell’arte realizza attraverso il mosaico, e per l’azione del Sindaco Piero Capizzi e della Sua Giunta che hanno concesso gli spazi per realizzare questa iniziativa.

Grazie a queste iniziative Monreale è diventata un percorso ideale per la storia del mosaico. Dalla prestigiosa cattedrale alla industriosa scuola artistica, passando attraverso il Museo, il mosaico diventa in questo modo “cosa viva”, che rappresenta l’essere più sincero dell’espressione artistica dei giovani ragazzi.

La presenza delle autorità, sia civili che religiose, della associazione dei commercianti e di tutta la cittadinanza rappresenta, in modo forte ed univoco, come questa tradizione mosaicista sia l’essenza di una cultura che, in primis dai giovani, non è mai stata dimenticata.

Il Museo ospiterà mostre personali di mosaicisti di fama nazionale e internazionale, presentazione di libri, riviste, cataloghi del settore e verranno realizzati gemellaggi con le scuole del mosaico di Ravenna, Firenze, Spilimbergo (PN), Chartres (FR), seminari, convegni, dibattiti e mostre didattiche.

Il museo accoglierà anche il raduno dei mosaicisti associati A.I.M.C., l’Associazione Internazionale mosaicisti Contemporanei, e la prestigiosa Biennale del Mosaico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per informazioni:

Ufficio Stampa del MAM

info@mosaicomonreale.it 

 

Prof.ssa Concetta Giannino

Liceo Artistico Mario D’Aleo

Via Biagio Giordano, 14 90046 Monreale (PA)

Dirigente Scolastico – prof.ssa Concetta Giannino

Mail: pais00800l@istruzione.it

 

Google sconfitta in giudizio da un programmatore italiano

Messina, 25 settembre 2017 – Davide contro Golia. È quanto accaduto in questi giorni a Rometta, in provincia di Messina, dove Google costituitasi in giudizio per non aver voluto restituire 25 dollari, ha perso la causa contro il programmatore che l’aveva chiamata in giudizio.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa è successo esattamente.

A Martino Giorgianni, fratello dello sviluppatore software Davide Giorgianni, titolare della One Multimedia Srl, la chiusura ingiustificata del proprio account di distribuzione di App sul Play Store di Google non era andata giù.

Ancora meno era andato giù che, per aprirlo, aveva dovuto versare alla Google Payment Ltd la somma di 25 dollari, mai rimborsatagli dopo la chiusura dell’account che non aveva nemmeno avuto la possibilità di utilizzare.

Ma già Davide, vistosi “espulso” senza appello da Google dalla possibilità di vendere le proprie App per Android, si era dovuto rivolgere al Tribunale, inviando citazione alla società statunitense.

Martino, con l’assistenza dell’Avv. Andrea Caristi, del Foro di Messina, ha citato – azionando l’art 4 del Reg. CE n. 861/2007 c.d. “procedimento europeo per le controverse di modesta entità” –  la Google Payments Ltd, innanzi il Giudice di pace di Rometta, in provincia di Messina, per richiedere la restituzione dei 25 dollari.

Google si costituiva in giudizio, producendo corposa memoria difensiva e sollevando numerose eccezioni di giurisdizione, asserendo la competenza dei Tribunali U.S.A. di Santa Clara (California) ovvero del Regno Unito (Galles) ma il Giudice di Pace di Rometta (ME) ritenuta la sua competenza e giurisdizione ha condannato il colosso a restituire a Martino i 25 dollari ed a pagargli le spese del giudizio.

“Finalmente una prima linea di indirizzo che si muove contro queste multinazionali che schiacciano l’utente utilizzando la loro caratura ed il fatto che non hanno problemi a buttare milioni in cause legali” ha commentato Corrado Faletti, direttore di Betapress.it (www.betapress.it).

“Dobbiamo fare molta attenzione allo strapotere dei colossi del web perché se non ci rendiamo conto che oggi tutto ormai passa per il web, che è in mano a pochissimi giganti, allora manco ci accorgiamo che in pochi hanno in mano il mondo intero” ha concluso il direttore Faletti.

 

 

 

Nasce Alumnimatica, per trasformare le tesi di laurea in libri

Roma, 21 luglio 2017 – È nata oggi Alumnimatica, la prima collana editoriale interamente dedicata alla trasformazione delle tesi in libri a disposizione per tutti i laureati.

L’idea è del presidente dell’associazione Alumni dell’Università Telematica Pegaso, Corrado Faletti, che ha così ritenuto di realizzare un servizio importante per tutti gli iscritti.

Il laureato potrà sottoporre la propria tesi ad un comitato editoriale che avrà il compito di valutare il lavoro da un punto di vista editoriale commerciale e deciderne la trasformazione in libro.

Raffaele Falzarano, vice presidente dell’associazione ci racconta: “Il nostro presidente ha lanciato questa sfida importante che abbiamo subito raccolto. L’obiettivo è quello di valorizzare dei contenuti importanti che di solito vengono persi subito dopo la tesi, in quanto oggi difficilmente il lavoro di tesi viene poi evidenziato dopo la laurea. Abbiamo subito costituito il comitato editoriale e siamo già al lavoro sulle prime tesi”.

“L’iniziativa vuole riscoprire un valore perduto – racconta Faletti – che va ben oltre la semplice necessità di realizzare qualche cosa per potersi laureare. Spesso la tesi è frutto di un lavoro di ricerca, di interpretazione, di analisi che non è giusto perdere“.

Marco Giugliano, segretario dell’associazione, aggiunge “I laureati in Unipegaso non avrà nessun costo perché grazie ad accordi con le case editrici sarà possibile realizzare il lavoro interamente a carico dell’associazione. Stiamo ancora chiudendo qualche accordo, ma per ora siamo riusciti a garantire un primo lotto di libri”

Domenico Terlizzi, presidente del consiglio dei rappresentanti degli studenti di Unipegaso, ci tiene a raccontare “abbiamo lavorato duramente per 2 anni ma siamo riusciti a costituire due organismi importanti, l’associazione alumni ed il CRSU, che stanno dando avvio ad iniziative veramente uniche nel loro genere. E’ il modo per valorizzare un percorso di studi che spesso è molto sottovalutato“,

Insomma appena laureato e già con un libro alle spalle, cosa chiedere di più?

 

 

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Info:

Roberto De Duro

Betapress.it

 

Nuovo concorso Dirigenti Scolastici, il MIUR dimentica precari, vicari e ricorrenti

Roma, 20 giugno 2017 – Voci, voci, voci, eppure sembra che ormai sia prossimo l’avvio del bando di concorso per dirigenti scolastici.

Al MIUR servono 2.000 presidi per colmare le sedi vacanti sulle scuole che ormai da anni vivono di reggenze, in una situazione di precarietà dell’azione amministrativa che mal si accorda all’importanza del ruolo che la scuola sempre più oggi dovrebbe avere.

Le regole d’ingaggio per l’assunzione dei 2.000 nuovi dirigenti prevedono il titolo di studio, laurea, 5 anni di ruolo in qualità di docenti, il superamento della prova di esame con due scritti ed un orale e la perfetta conoscenza del ruolo e delle norme collegate.

Fin qui tutto bene, ma ora iniziano le dolenti note e l’attenzione del MIUR si perde nei meandri della indifferenza rispetto a quello che veramente è la scuola reale.

Il MIUR infatti si è completamente scordato di avere almeno 10.000 persone che il ruolo di Dirigente Scolastico lo conoscono benissimo da anni, cioè i collaboratori dei Dirigenti, gli ex vicepresidi, che svolgono una importante funzione di supporto ai Dirigenti, spesso in realtà sono i veri dirigenti della scuola, conoscendo perfettamente il ruolo stesso.

A queste persone il MIUR non si è nemmeno rivolto dicendo un grazie per il lavoro svolto riconoscendo in questo concorso un punteggio per ogni anno svolto nel ruolo di collaboratore del Dirigente, anzi, ha praticamente ignorato queste fondamentali figure di riferimento della scuola italiana.

È gravissimo che venga dimostrato in modo così grossolano di non apprezzare una figura che spesso si sacrifica in maniera totale per la scuola e per gli alunni.

Ma non ci fermiamo qui: nel valutare i cinque anni di ruolo come docenti il MIUR ha ancora utilizzato un trattore per passare sopra i poveri precari della scuola, ignorando bellamente la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, ove i giudici amministrativi hanno ribadito che per partecipare al concorso per dirigenti non è indispensabile essere docenti già di ruolo.

Sullo stesso piano si pone anche un’altra sentenza, sempre del TAR Lazio, la n. 9729 del 16 settembre 2014, patrocinata dall’Anief, attraverso cui si è stabilito che il servizio pre-ruolo deve essere valutato come quello di ruolo, seguendo quanto statuito dalla Corte di Giustizia Europea con la sentenza emessa nel procedimento C-177/10 pubblicata l’8 settembre 2011.

Insomma MIUR pasticcione e incapace di capire il mondo che gestisce, ignorando bellamente anche le sentenze dei magistrati.

Infine, per non farsi mancare nulla, il MIUR non ha considerato che ancora ha in sospeso ricorsi del concorso precedente, circa 200, che potrebbero essere alla fine accettati ed il MIUR avrebbe fatto danno all’erario avendo più assunzioni in essere di quelle necessarie.

Il fatto che lascia stupiti è che nessun sindacato di categoria ha segnalato al MIUR queste “piccole” sviste, se non ANIEF ed UDIR, che sono in questo momento gli unici guardiani dei diritti dei lavoratori del mondo della scuola.

Marcello Pacifico, Anief Udir, tuona contro queste discriminazioni segnalando che “la sua sigla interverrà prontamente ad impugnare legalmente il bando in uscita qualora non venissero ripristinate tutte le sfaccettature legali ad oggi bellamente ignorate”.

Insomma solito pasticcio all’Italiana … anzi alla MIUR.

Per una tale incredibile situazione una frase di Einstein ci sembra molto appropriata:

“La teoria è quando si sa tutto ma non funziona niente. La pratica è quando tutto funziona ma non si sa il perché. In ogni caso si finisce sempre con il coniugare la teoria con la pratica: non funziona niente e non si sa il perché”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Contatti stampa:

Corrado Faletti

Direttore Responsabile

Betapress.it

direttore@betapress.it

Fondi per la scuola, fondi europei e scuole belle: ovvero il buio oltre la siepe

Roma, 7 giugno 2017 -Oggi non c’è sicurezza nelle scuole, di cui molte vanno chiuse, ed i Presidi stanno insorgendo come mai prima d’ora.

Forse la prima volta in decenni che si vede una vera reazione dei Dirigenti Scolastici rispetto ad un tema che dovrebbe essere nel cuore di tutto il Paese, e cioè il futuro dei ragazzi.

Eppure la scuola sembra essere il ricettacolo delle peggiori schifezze: una legge che ha fatto più danni che altro, fondi dati alle scuole per soddisfare altre esigenze, vedasi scuole belle, fondi europei buttati a pioggia che per venti e passa anni non hanno mai funzionato, almeno non come avrebbero dovuto funzionare.

Quando si parla di fondi europei generalmente si pensa che la loro erogazione sia una macchina perfetta, una specie di meccanismo carro armato che prosegue con perfezione assoluta.

Ma non è proprio così.

Intanto sarebbe da osservare che i fondi europei ci sono da vent’anni appunto nelle regioni obiettivo convergenza, Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, ma di risultati sul sistema scolastico non ne hanno portato tantissimi. 

In compenso sono serviti per bilanciare gli stipendi bassi e mortificanti degli insegnanti e dei Dirigenti, nonché delle segreterie che grazie ai fondi europei rimpinguano un poco i loro portafogli.

Oggi sono stati allargati a tutte le regioni italiane, aumentando significativamente il peso amministrativo sulle segreterie scolastiche e mantenendo lo stesso meccanismo di erogazione a pioggia dei fondi che tanto poco ha fruttato al nostro paese.

Quindi stessi fondi stesso meccanismo, solo più regioni.

Intanto è vergognoso pensare che un paese civile paghi la sua classe insegnante solo 1500 euro al mese, lo stipendio dovrebbe essere doppio, come minimo, e i professori dovrebbero essere formati per poter gestire queste nuove generazioni, perse dal punto di vista educativo anche per la grave carenza delle famiglie.

Per non parlare poi del difficile ed incerto cammino che un docente deve intraprendere per poter arrivare ad insegnare, incivile e tragico.

Alla fine il docente, come il dirigente, sono presi di mira da chiunque, senza esclusione di colpi.

Persino il Papa dice ai genitori: “non sgridate i professori ma i vostri figli”, frase bellissima ma paradossale dal punto di vista educativo, appunto.

Ma torniamo ai fondi Europei, ma se i risultati non sono così fenomenali, ci sarà qualche cosa che non va?

Sembrerebbe di no, eppure la seguente intervista ci racconta un’altra storia.

Nel 2012 avviene un fatto che nessuno ha mai riportato: tutto un ufficio di ispettori dei fondi europei del MIUR viene cancellato dopo che gli stessi Ispettori hanno fatto una serie di ispezioni con risultati molto negativi.

L’ufficio era composto da 4 persone più 5 consulenti, a marzo 2012 l’ufficio viene completamente smantellato ed il personale viene o allontanato, o mandato in pensione forzata o trasferito d’ufficio, i consulenti vengono immediatamente sostituiti da altri tramite un bando quantomeno sospetto.

Oggi ci risponde uno degli ispettori di allora:

Domanda: lei era un componente dell’ufficio di audit durante quegli anni (2009-2011)?

Risposta: si ero una delle persone che operavano nell’unità di audit, avevamo la funzione di controllo ispettivo sulla regolarità dei fondi europei assegnati alle scuole.

Domanda: lei ci ha pregato di non dire il suo nome, come mai?

Risposta: dopo quello che è successo e gli attacchi che sono stati fatti pur di mettere a tacere tutto quanto l’ultima cosa che voglio è che si sappia il mio nome.

Domanda: perché questa intervista e perché ora?

Risposta: perché per questi sette anni ho covato un tale schifo per quello che successe che non sono mai riuscito a dormire bene, ora spero, dopo questa intervista, di riuscire a tornare a dormire.

Domanda: è vero che nel 2010 la commissione europea ha fatto un’ispezione sanzionando il Miur per la scarsa qualità dei controlli dell’autorità di audit?

Risposta: verissimo, era l’aprile 2010. La commissione europea venne a fare un’ispezione sull’autorità di audit e diede un ultimatum: o si mettevano a posto i sistemi di controllo o i fondi sarebbero stati sospesi.

Domanda: perché non erano a posto i controlli?

Risposta: in realtà non venivano nemmeno fatti. Si cercava solo di dire che andava tutto bene per non interrompere l’erogazione dei fondi.

Domanda: e questa cosa non era giusta? Se si fossero interrotti i fondi non sarebbe stato un enorme danno?

Risposta: certo che sarebbe stato un danno, ma se non vengono fatti i controlli non possiamo essere sicuri che i fondi non vengano male utilizzati o peggio ancora vadano a finire alla malavita, ricordiamoci che i fondi europei vanno alle regioni Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.

Domanda: non è un poco prevenuta la sua risposta?

Risposta: no, è che i fondi vanno solo a quelle regioni…

Domanda: quindi dopo la venuta della commissione?

Risposta: si certo, ci diedero un ultimatum, ovvero entro settembre avremmo dovuto rifare il sistema dei controlli per poter poi attuare una politica di audit corretta.

Domanda: tutto qui?

Risposta: ahahah e lei dice poco??!! Al Miur non c’era nessuno in grado di pensare e realizzare un sistema di controlli in così poco tempo.

Domanda: allora cosa successe?

Risposta: venne dato l’incarico ad un dirigente a tempo determinato che si occupava di altro e che era appena arrivato dall’esterno, non era di ruolo.

Domanda: che cosa c’entra questo?

Risposta: c’entra moltissimo: al Miur tutti i dirigenti sapevano che questo incarico sarebbe stato difficile e pericoloso, e quelli in carriera se ne guardavano bene da prendersi questa gatta da pelare

Domanda: e perché invece questo dirigente accettò?

Risposta: non l’ho mai capito, in realtà lui venendo dall’esterno aveva esperienza su questa materia, ma di certo non aveva capito che prendere quest’incarico sarebbe stato un altissimo rischio.

Domanda: quindi cosa successe?

Risposta: il dirigente prese l’incarico ed iniziò a disegnare un nuovo sistema, lo fece anche molto bene tanto che a settembre la commissione europea fece i complimenti per la realizzazione del nuovo modello di audit (modello ancora utilizzato).

Domanda: e allora quale fu il problema?

Risposta: fu che il sistema funzionava davvero bene! Appena lo applicammo iniziarono ad uscire una serie infinità di irregolarità, dalle meno gravi alle più gravi fino alle gravissime, cosa che iniziò ad agitare le alte sfere.

Domanda: perché le alte sfere si agitarono?

Risposta: semplice, se lei per dieci anni dice che va tutto bene, viene la commissione e dice che non stavamo facendo i controlli, noi iniziamo a farli a regola ed escono un sacco di irregolarità, lei che ha detto che andava tutto bene per dieci anni, in che posizione si trova?

Domanda: mi può dire che irregolarità trovaste?

Risposta: preferirei evitare, comunque da stipendi falsi a firme false a gare inesistenti a laboratori fantasma…

Domanda: ma voi segnalaste tutte queste cose?

Risposta: il dirigente fece tutti i verbali e noi tutti li sottoscrivemmo, e li mandò alla corte dei conti, alla procura della repubblica, nonché ovviamente alle alte sfere, alla commissione europea…

Domanda: cosa successe?

Risposta: il finimondo! La commissione europea voleva bloccare i fondi, intervennero tutti per far tacere la cosa ma noi andammo avanti, ci arrivò anche una lettera che ci diceva che avevamo fatto troppi controlli!!

Domanda:Da chi vi arrivò?

Risposta: in pratica ci arrivò da coloro che dovevamo controllare, che però gerarchicamente erano tre livelli sopra di noi.

Domanda: quindi il controllato ordinò ai controllori di smetterla di controllare?

Risposta: in pratica successe questo e molto altro ancora.

Domanda: molto altro?

Risposta: arrivarono lettere anonime, fu imbrattata la moto del dirigente…

Domanda: voi sporgeste denuncia?

Risposta: si al comando dei carabinieri del ministero che era in stretto contatto con le alte sfere.

Domanda: e cosa successe?

Risposta: successe che il dirigente fu indagato per simulazione di reato per la moto che gli avevano rotto, per le lettere anonime il comandante del nucleo carabinieri disse che le aveva spedite il dirigente che era una specie di mitomane (secondo lui) e fecero partire una serie di indagini sul dirigente che sono andate indietro di vent’anni.

Domanda: e a voi dell’ufficio?

Risposta: noi avevamo tutti i giorni i carabinieri che scorrazzavano in ufficio con aria inquisitoria e minacciosa, capisce che il clima non era il migliore, anzi…

Domanda: cosa successe?

Risposta: guardi io posso solo dirle i fatti: non uscimmo più per un periodo a fare ispezioni, cercavamo di continuare la nostra azione ma non ci venivano pagate le trasferte, ogni nostra uscita veniva ostacolata in qualche modo, al dirigente vennero fatti veri e propri atti di persecuzione con una regia perfetta. So anche che intervenne l’allora ministro per dirgli di lasciar perdere.

Domanda: la commissione europea?

Risposta: stava per sospendere le erogazioni dei fondi, la situazione era veramente critica, a questo punto il dirigente venne obbligato a cambiare il rapporto (gli stava scadendo il contratto), ma lui non lo fece, noi rimanemmo al suo fianco fino all’ultimo, quasi una guerra, ogni giorno una battaglia ma avevamo tutti contro e non c’erano appoggi politici.

Domanda: la conclusione?

Risposta: le cito ancora i fatti: al dirigente fu scaricato addosso un mare di fango, guardi nemmeno fosse stato un capo mafioso, fu rimpiazzato da un altro dirigente, noi tutti continuammo nell’opera iniziata ma nel giro di tre mesi fummo spostati, furono cancellati i nostri contratti, qualcuno fu mandato in pensione nonostante avesse chiesto di rimanere, altri furono trasferiti d’ufficio. Nel giro di quattro mesi dell’ufficio originario non c’era più nessuno.

Domanda: e il nuovo dirigente?

Risposta: mah, visto quello che era successo secondo lei cosa fece? Inoltre il nuovo dirigente era di carriera, quindi con ben altri interessi.

Domanda: lei cosa ha fatto poi?

Risposta: nulla ognuno di noi deve lavorare e portare a casa lo stipendio. Le forze in gioco erano più grandi di noi, abbiamo perso, ma le posso dire che ci abbiamo provato.

 

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