La Generosità Circola: la catena solidale delle aziende italiane contro il COVID-19

Parte La Generosità Circola – La cordata della solidarietà delle aziende italiane a favore di chi combatte contro COVID-19

Milano, 27 marzo 2020 . In questi giorni di quarantena e di attività lavorative chiuse non manca la solidarietà in aiuto degli ospedali e delle organizzazioni attive nell’emergenza da Coronavirus. L’ultima iniziativa è “La Generosità Circola“, ispirata da un ristoratore trentino e abbracciata dal magazine online Betapress.it, prevede una raccolta fondi molto particolare. Ciascuno dei protagonisti ha messo a disposizione un proprio bene o servizio, il cui ricavato verrà interamente devoluto in beneficenza.

Un modo per questi generosi uomini e donne di avviare una macchina della solidarietà e far crescere le somme donate. Ogni imprenditore ha scelto un ente a cui devolvere quanto raccolto, a seconda dell’esigenza del territorio di appartenenza.

Ecco l’elenco dei primi imprenditori e imprenditrici che nelle prime 10 ore di passaparola hanno deciso di aderire all’iniziativa:

Osteria del pettirosso, di Rovereto (TN) il nostro simbolico capofila che, con l’iniziativa “Il Canederlo del sorriso”, devolverà in beneficenza l’intero importo di un Canederlo del costo di €12,00.

K2 Progetto Corpo, di Caronno Pertusella (VA) che con l’iniziativa “Il virus ci fa un baffo!” devolverà in beneficenza l’intero importo di un trattamento di epilazione baffetti al costo di €10,00.

La Dolce Vita “the beauty lounge experience”, di Novara che con l’iniziativa “Bellezza per la solidarietà” devolverà in beneficenza l’intero importo di un trattamento di un buono bellezza al costo di €10,00.

Angolo di Paradiso, di Allumiere (Roma) che con l’iniziativa “Il baffetto della solidarietà” devolverà in beneficenza l’intero importo di un servizio di epilazione baffetti al costo di €10,00.

Sublimando 2.0 di Oliviero Denni, di Carpi (MO) che con l’iniziativa “La ricarica del sorriso” devolverà in beneficenza l’intero importo di un Caricatore Wireless al costo di €10,00.

SpecialGas, di Carpi (MO) che con l’iniziativa “La ricarica del sorriso” devolverà in beneficenza l’intero importo di un Caricatore Wireless al costo di €10,00.

Revolutionbody, di Biella che con l’iniziativa “Il virus ci fa un baffo” devolverà in beneficenza l’intero importo di un trattamento di epilazione baffetti al costo di €10,00.

Amalaki di Messina Rosalba, di Bergamo che con l’iniziativa “Il virus ci fa un baffo” devolverà in beneficenza l’intero importo di un trattamento di epilazione baffetti e sopracciglia al costo di €13,00.

Magnolia di Stefania Guariso, di Moncalieri (TO) che con l’iniziativa “Il virus ci fa un baffo”, devolverà in beneficenza l’intero importo di un trattamento di epilazione baffetti al costo di €10,00.

Purtroppo questa azione non è adatta a tutti i piccoli imprenditori, ci sono quelli che non hanno beni o servizi adatti a questa raccolta fondi, però ci hanno tenuto tanto a farci sapere che loro volevano esserci pur donando in forma autonoma ai loro Enti locali.

È il caso di ACF GROUP s.r.l. – Assicurazioni Credito Finanza e ACF Finance di Antonio Consiglio di Parma.

Il magazine Betapress.it ha scelto di sostenere queste aziende con il totale supporto comunicativo del caso. È possibile partecipare a questa iniziativa e ricevere il supporto comunicativo di Betapress scrivendo a chiara.sparacio@betapress.it.

L’iniziativa ha puro scopo benefico e non verranno raccolti dati per proposte commerciali.

 

 

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ufficio stampa Gruppo editoriale CCEditore

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Coronavirus: tutto chiuso ma il personale scolastico deve andare a scuola

Roma, 18 marzo 2020 – Al tempo di Coronavirus è tutto chiuso, città deserte, strade vuote, serrande abbassate, nessuno in giro. Beh, non è vero, qualcuno in giro c’è, perché a parte i lavoratori delle imprese, ci sono i presidi ed i vicepresidi, i DSGA, gli ATA ed i collaboratori scolastici.

Non chiedetevi il perché ci sono in giro queste persone, nessuno lo sa, potrebbero tranquillamente stare a casa, ma il governo ha solo sospeso le attività didattiche quindi loro devono andare a scuola, ma speriamo che a breve il governo cambi idea.

Bastava scrivere chiuse le scuole invece che sospendere le lezioni e queste persone non avrebbero corso rischi inutili, ma nessuno ha riflettuto su questo, nessuna novità.

Però mentre tutta Italia osanna la foto dell’infermiera crollata sul posto di lavoro, nessuno dice niente rispetto a queste persone che stanno combattendo senza nemmeno la soddisfazione di sentirsi dire grazie.

Anzi i Dirigenti stanno prendendo bastonate dai genitori per il caos generato dalla didattica digitale, devono organizzare un servizio a cui le scuole non sono preparate, senza strumenti, o almeno senza strumenti consolidati ed in una selva di provvisorietà che lascia alla loro responsabilità far funzionare cose che in Italia non sono mai state standard, ma nemmeno testate correttamente.

Inoltre la didattica italiana non è ancora pronta per il digitale, le lezioni dei docenti sono ancora strutturate per un tipo di lezione frontale, salvo rari casi, per cui in due giorni non si possono inventare lezioni on line, e nemmeno si è in grado di bilanciare i compiti online.

Insomma un vero caos che si muove tra informative privacy, consensi, professori che vogliono google, altri che vogliono edmondo, altri che vogliono chissà quale tipo di piattaforma.

I genitori ancora più nel caos, che già abituarsi al registro elettronico non è stata una passeggiata.

Insomma scuola italiana come Brancaleone alle crociate.

Però Dirigenti Scolastici, Vicepresidi, DSGA, ATA, e Collaboratori scolastici sono gli altri eroi incompresi, perché nonostante l’assurdità dell’ordine ricevuto loro non mollano, combattono, escono di casa e compiono il loro dovere senza nessuno che li fotografa e li rende eroi virali.

Fanno il loro dovere, con abnegazione, nel nome della scuola de dei ragazzi, come i legionari, nella difesa del decadente impero romano, combattevano, sapendo già di aver perso, nelle provincie di confine, ma Roma era Roma.

Oggi per loro la scuola è la scuola, impero di educazione e di conoscenza, la difendono nonostante tutto.

Noi vogliamo rendere loro omaggio e ricordarli, ringraziarli in nome di tutti.

 

I dirigenti scolastici italiani

 

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Ufficio Studi

Gruppo Editoriale CCEditore

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Legge: nasce Collegium Prudentium Juris la nuova Collana Giuridica della Casa Editrice Currenti Calamo Editore.

Roma, 19 febbraio 2020 – È nata Collegium Prudentium Juris, la nuova Collana Giuridica della Casa Editrice Currenti Calamo Editore.

Lo annuncia con orgoglio il direttore della casa editrice, il Prof. Corrado Faletti, presentando il Direttore Scientifico, Dott. Avv. Lupo Rosario Salvatore Migliaccio di San Felice, già membro del Chartered Institut Jurnalist, della Royal Society of Arts di Londra, del Cercle Amitiès Internationales di Ginevra, e Avvocato nell’Ordinamento Giudiziario e Forense Ecclesiastico.

Il direttore scientifico intende dare vita ad una collana nuova nel campo dell’editoria giuridica che interessi un nuovo aspetto antropologico di massa globale valorizzando temi di estrema attualità e risonanza futura.

I primi lavori si incentreranno sulla figura del “buon padre di famiglia” così come estrapolato oggi sia dall’attuale ordinamento giuridico che dalla consuetudine sociale.

Le pubblicazioni coinvolgeranno le maggiori università italiane ed estere e si concentreranno sulle tematiche giuridiche e filosofiche.

La Casa Editrice Currenti Calamo Editore è una casa editrice che conta quasi 400 pubblicazioni.

Opera dal 2011 ed è molto attiva nel campo scolastico ed universitario.

Opera in particolar modo nel campo della formazione e della consulenza alle figure apicali del mondo imprenditoriale ed è capofila di numerose compagnie specializzate nel campo della comunicazione e formazione.

Per informazioni ulteriori sulla collana scrivere a direzione@cceditore.it, oppure visitare i siti internet www.cceditore.it e www.gruppoeditorialecceditore.it.

 

 

Per tutelare le vittime di soprusi e mobbing nasce “Io ci ho provato”

Roma, 9 gennaio 2020 – Per tutelare chi subisce mobbing, cerca di denunciare i soprusi e non riesce ad avere giustizia nasce la rubrica “Io ci ho provato” a cura di Betapress.it

“Io stesso ci sono passato nel peggiore dei modi, a causa di un importante incarico al Ministero. E ci ho messo più di 10 anni per uscirne. Ero da solo, non mi ha aiutato nessuno ed ho dovuto combattere strenuamente per tutti questi anni (https://betapress.it/la-sicilia-non-e-italia-e-nemmeno-meridione)”, racconta Corrado Faletti, Direttore di Betapress.it.

“In pochi mi sono stati vicino, per questo abbiamo pensato, come comitato di redazione, di lanciare questa iniziativa per aiutare tutti coloro che cercano di denunciare malcostume o subiscono mobbing o peggio ancora soprusi psicologici ma non hanno il coraggio o le risorse per opporsi. Per questo il nostro team, avvocati compresi, analizzerà gratuitamente la situazione e fornirà la necessaria consulenza per capire come muoversi” continua Faletti.

In considerazione dell’enorme malcostume italiano, Betapress.it propone per questo a chiunque abbia avuto un sopruso, sia stato messo da parte perché faceva il suo dovere, di raccontare la sua storia tramite le sue pagine.

“Un nostro giornalista raccoglierà la testimonianza e pubblicheremo un articolo nella nostra rubrica “Io ci ho provato”, in cui racconteremo storie di soprusi e di malcostume che nessuno ha mai raccontato.

Siamo fermamente convinti che il silenzio sulle ingiustizie sia cosa ancora più grave dei casi stessi, pertanto incitiamo a scrivere alla mail iocihoprovato@betapress.it  e raccontarci cosa è successo. Sia se è successo dieci anni fa, ieri, o se sta ancora succedendo, noi lo racconteremo sentendo tutte le campane e portando alla luce tutta la verità, così come stiamo già facendo nel mondo delle scuole” conclude Corrado Faletti.

 

 

Corrado Faletti

 

alcuni link utili:

 

A Cerignola infiltrazioni mafiose nel Comune: i dubbi sull’espropriazione dell’Istituto Pavoncelli

Cerignola (Fg), 17 ottobre 2019 – È di questi giorni la notizia che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, a seguito di accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali, ha deliberato lo scioglimento per diciotto mesi del Consiglio comunale di Cerignola (Foggia) e il contestuale affidamento dell’amministrazione dell’ente a una commissione di gestione straordinaria.

Di Cerignola ne aveva già parlato la testata online Betapress.it, lo scorso gennaio, nell’articolo sul “genocidio culturaleperpetrato ai danni dell’I.T.I.S. Agrario Pavoncelli.

Giusto per rispolverare la memoria ai lettori ricapitoliamo la storia.

A Cerignola c’è un Istituto Agrario, il Pavoncelli, con una fiorente azienda agricola annessa.

Ogni anno aumenta il numero degli iscritti dell’Istituto ed i ragazzi dell’azienda agricola fanno ricerca e sperimentazione su nuove forme di “cultivar” autoctone, straniere ed ibridi genetici, oggi introvabili. Si arriva a produrre persino un olio certificato d’eccellenza seguendo ed amando, quotidianamente, 1650 piante di ulivo.

I terreni su cui coltivano sono un lascito testamentario del 1868. Il patrimonio immobiliare rimanda infatti ad una benefattrice, Anna Maria Raffaella Manfredi, vedova Pignatari, che nel suo testamento aveva lasciato i suoi terreni affinché fosse costituita l’Opera Pia Manfredi–Pignatari.

Dunque, da più di un secolo, generazioni di allievi dell’Istituto agrario Pavoncelli hanno continuato a studiare la teoria, ed applicare la pratica, sui terreni dell’azienda agricola annessa.

Terreni che non erano del Comune, ma fondi rustici aziendali di proprietà del Pavoncelli.

Fino a che, un brutto giorno, sono arrivate le ruspe.

Di chi? Del Comune. Per fare cosa? Distruggere tutto.

L’imperativo categorico, a norma di legge, secondo l’amministrazione comunale vigente, è stato quello di fare spazio e costruire un Palazzetto dello Sport ed un centro commerciale.

Con quali soldi? Con quelli ottenuti dalla vendita dei terreni dell’azienda agricola.

Tutto a norma di legge, per il Comune.

Un pò meno per la redazione di Betapress.it che, più che perplessi, intervistarono il Dirigente Scolastico dell’Agrario in questione, il Prof. Pio Mirra.

Ed è stato così che avevamo scoperto le violazioni di legge perpetrate dal Comune ai danni dell’Istituto.

Dalla testimonianza del Dirigente, avevamo verificato che il Comune di Cerignola, enfiteuta, cioè locatario perpetuo dei terreni, si era comportato da proprietario.

Con D.G.C. n.54 del 27/02/2017 aveva inserito nel “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” il suolo, facente parte dell’azienda agraria, una superficie di 10.000 mq. (Peraltro, nella stessa delibera era precisato che il Comune ha il titolo di livellario e non di proprietario).

Con D.G.C. n.98 del 12/04/2017 aveva approvato il progetto esecutivo per la realizzazione del Palazzetto dello Sport sull’area individuata al foglio 276, p.lla 579 (parte ex95), facente parte dell’azienda agraria annessa all’Istituto Agrario Pavoncelli.

E come se non bastasse, si leggeva nella delibera: “…  si procederà ai sensi dell’art.191 del D.Lgs 50/2016, a finanziare l’opera, in toto, con la permuta di un’area di proprietà comunale, prevista nel Piano di alienazione e valorizzazione dei Beni comunali, giusta deliberazione n.54 del 27/02/2017, individuata nel Foglio 276 particella 94 (parte) di circa 10.000 mq. Zona F2 di Prg, per un importo pari a € 1.830.000,00 …”.

Cioè il Comune di Cerignola aveva finanziato i lavori di costruzione con l’esproprio dei terreni.

Infatti, la particella da permutare faceva anch’essa parte dell’azienda agraria annessa all’Istituto.

E per non aver problemi, il Comune di Cerignola, con Delibera del Consiglio n.55 del 25/07/2017 aveva inserito nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni dei Beni Comunali il suolo facente parte dell’azienda agraria dell’Istituto, come livellario.

Bel giochetto.

Giusto per intendersi, il “livello” non ha una definizione normativa, tuttavia la giurisprudenza di legittimità lo considera un istituto corrispondente di fatto all’enfiteusi e quindi ad esso applicabili le relative norme del codice civile.

Allora il “livellario” gode di un diritto reale che esercita su fondo appartenente ad altri, detto concedente. Quindi il Comune di Cerignola aveva disposto liberamente di un bene, peccato che, come enfiteuta, non potesse farlo e tanto meno alienarlo.

Ma, la vergogna nella vergogna, è stata che il fondo rustico permutato (foglio 276, p.lla 94) era investito a oliveto super intensivo con 1650 piante di varietà nazionali ed estere, impianto sperimentale realizzato con il contributo della Regione Puglia e la partecipazione attiva dell’Università di Bari (vedi relazione tecnica del Direttore del Dipartimento di Scienze agroambientali e territoriali Università di Bari).

Il 9 agosto 2018 – era sempre il preside Pio Mirra che ci parlava – abbiamo assistito all’estirpazione di 1650 piante di olivo con le ruspe, trattando le piante come mattoni.

Eppure in quel campo sperimentale si faceva ricerca, sperimentando nuove forme di allevamento di cultivar autoctone, straniere e ibridi genetici, oggi introvabili.

Le ruspe senza fare alcuna distinzione non hanno avuto alcun riguardo e annullato anni di ricerca.

“La logica del cemento sta affossando il nostro paese e i toni del dibattito non di rado ci autorizzano a pensare che la cultura, la scuola non siano più la bandiera dei nostri governanti. Nelle nostre terre i genitori contadini si spezzavano la schiena pur di fare studiare i figli e assicurare loro un futuro migliore.

Oggi sono diventati “eletti” coloro che magari a scuola occupavano l’ultimo banco e si è convinti che sport e ipermercati siano più importanti della scuola, rovesciata dalla cultura del danaro.

Chi, prima di stare in mezzo alla gente, si è fatto un giro in mezzo alle pagine dei libri, dovrebbe saperlo, ma a guidare il paese ci mandiamo quelli dell’ultimo banco” scrivono dalla redazione di Betapress.it.

Che non potè fare altro che condividere, pienamente ed amaramente, la posizione del dirigente scolastico e di tutto il personale del Pavoncelli.

Ed ora la notizia che il consiglio comunale di Cerignola è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.

Dopo 6 mesi di accertamenti da parte della commissione d’accesso, la relazione prefettizia giunta al ministero dell’Interno e portata in Consiglio dei ministri da Luciana Lamorgese ha stabilito che sono stati “accertati condizionamenti da parte delle locali organizzazioni criminali”. Per questo il Comune di Cerignola, quasi 60mila abitanti, è stato commissariato per 18 mesi.

Cerignola diventa così il terzo Comune della provincia pugliese, il secondo nell’ultimo anno dopo Mattinata, ad essere sciolto per i condizionamenti della criminalità organizzata. E resta aperta la procedura per il comune di Manfredonia, che a breve verrà portata in Consiglio dei ministri.

“Ma allora aveva ragione il Dirigente scolastico del Pavoncelli, e noi non avevamo dubbi sulle manovre intorno all’Istituto Pavoncelli. A questo punto le sue parole sono state davvero profetiche.

“E siamo sempre stati convinti, anche noi di Betapress, che anche altri cittadini, fuori dal mondo della scuola, abbiano visto, nello scempio perpetrato contro questo istituto Agrario, un’assurda manovra politica contro la ricerca, l’istruzione e la scuola, ma soprattutto contro la libertà di chiunque di noi” dicono ancora da Betapress.it.

È vergognoso che sia stata violata la volontà di una benefattrice, che più di un secolo fa ha creduto nella cultura come riscatto sociale. È inammissibile che, con dei giochetti politici, ci si sia appropriati indebitamente di terreni di proprietà inalienabile di un Istituto scolastico. Ed è anticostituzionale che lo Stato abbia avvallato il sopruso di compromettere il diritto alla cultura, oltre che alla coltura, per assecondare delle logiche consumistiche.

Altro che insegnare che la cultura è libertà.

Gli alunni del Pavoncelli hanno visto abuso di potere politico, connivenza delle istituzioni con degli interessi economici di parte, e l’asservimento del diritto all’istruzione al connubio politica-marketing.

Il sogno proposto per le future generazioni non è più il riscatto sociale con la cultura, lo studiare per capire e l’imparare per migliorare. Il sogno, anzi l’incubo proposto alle nuove generazioni, è crescere per diventare un popolo ignorante, che consuma prodotti fittizi, secondo bisogni indotti.

E, magari, visto come sono andate le cose a scuola, vota per chi è ricco, potente, famoso e pure mafioso.

Un popolo costretto a diventare complice, lentamente, ma inesorabilmente complice, di chi gli ha tolto la stessa libertà di ribellarsi, convincendolo pure che è per il suo bene.

“Perché, non dimentichiamoci che il Consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, ma il Palazzetto dello Sport ed il centro commerciale sono lì, sotto gli occhi di tutti: di alunni, professori, dirigente del Pavoncelli, e pure sotto gli occhi di tutti i nostri lettori, costruiti nella più assoluta illegalità ed oggi si spiega anche il perché.

Ma non si poteva intervenire prima per bloccare i lavori e la distruzione di 2000 ulivi di altissima produzione, visto che tutti sapevano grazie alle denunce del Dirigente Scolastico?” dicono da Betapress.it.

Adesso che la Scuola ha perso un bene preziosissimo per essere mutilata da cemento peraltro di scarsa utilità ci si chiede cosa si può fare per rimediare.

Certo si potrebbe procedere abbattendo l’ingiusta costruzione, ma sicuramente non accadrà.

Sarebbe un sogno, anzi un’utopia.

“Ma non dimentichiamoci che siamo in Italia, dove la Legge esiste, ma si applica… mafia permettendo…” concludono da Betapress.it

 

 

Genocidio Culturale

 

https://tg24.sky.it/cronaca/2019/10/11/comune-cerignola-sciolto-mafia.html

 

 

Antonella Ferrari

 

Ambiente: con il patrocinio del Senato arriva la Conferenza contro il Riscaldamento Globale

Con il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero dell’Ambiente si terrà a Roma e Milano la “Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze: Protezione Nazionale Boschi e Foreste Riduzione del Global Warming”

Roma, 15 ottobre 2019 – Con il patrocinio del Senato della Repubblica e del Ministero dell’Ambiente  il 25 e 26 ottobre prossimo, rispettivamente a Roma e a Milano, si terranno le due giornate di studi della Conferenza Internazionale Prevenzione Emergenze: Protezione Nazionale Boschi e Foreste – Riduzione del Global Warming, promossa da IEMO (International Emergency Management Organization), in collaborazione con Accademia Costantiniana ONLUS e da Social Future Project Italia. La conferenza ospiterà relatori di rilevante spessore scientifico nel settore dell’Ambiente e del Clima.

I lavori verranno aperti con la prefazione del Premio Nobel Werner Arber.

Scopo della Conferenza è dimostrare che la Direttiva Europea RED II ed il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali (TUFF) italiano vanno emendati, disincentivando ulteriori disboschi e restringendo immediatamente il termine “biomasse” ai soli residui e scarti legnosi pena l’incoerenza alla neutralità sulle emissioni di gas serra (carbon neutrality) che sia l’Italia sia gli altri Stati Europei si sono obbligati a raggiungere per cercare di prevenire il collasso climatico.

Tagliare alberi per farne legname chippato o energia elettrica emette il 150% in più di C02 (Anidride Carbonica) nell’atmosfera rispetto al carbon fossile. Questo è il motivo per cui bruciare alberi contravviene ai Protocolli di Kyoto: perché le “biomasse legnose” non sono vere energie rinnovabili e, anzi, accelerano il collasso climatico e, non potendo venire rimpiazzate in tempo utile per scongiurare il collasso ambientale previsto da qui a pochi anni dagli scienziati dell’IPCC, il Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite.

In questa prospettiva, il taglio degli alberi è sicuramente da evitare, sia in ambito rurale sia urbano, in quanto gli sono gli unici difensori dell’ecosistema dal collasso globale. Anche le potature urbane vanno ripensate. Poco, infine, farebbe la riforestazione con nuove piantine, che impiegherebbero oltre 20 anni per sviluppare un’estensione fogliare sufficiente ad assorbire  quantità rilevanti di C02.

Preservare gli alberi esistenti, potenti assorbitori di CO2 é anche la soluzione pratica per  dare risposta alle richieste del movimento dei giovani dei “friday for future” di  Greta Thunberg. La conferenza è ad ingresso libero e prevede una larga partecipazione di oratori e di pubblico. Data la rilevanza dell’evento la stampa nazionale è invitata a partecipare numerosa, specialmente all’apertura dei lavori delle due sessioni, quando verranno fatte le prime dichiarazioni ufficiali supportate dai dati scientifici.

ULTERIORI PATROCINI  ISTITUZIONALI ESPRESSI ALLA CONFERENZA :

Senato della Repubblica  –   Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Roma Capitale, Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna, Regione Liguria, Regione Puglia, Regione Trentino Alto Adige, Città Metropolitana di Bologna, Città Metropolitana di Catania, Città Metropolitana di Genova, Città Metropolitana di Messina, Città Metropolitana di Palermo, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Roma, Provincia dell’Aquila, Provincia di Barletta Andria- Trani, Provincia di Arezzo, Provincia di Belluno, Provincia di Bergamo, Provincia di Brescia, Provincia di Brindisi, Provincia di Caserta, Provincia di Ferrara, Provincia di Forlì-Cesena, Provincia di Imperia, Provincia di Lecce, Provincia di Livorno, Provincia di Parma, Provincia di Pavia, Provincia di Pesaro e Urbino, Provincia di Pescara, Provincia di Potenza, Provincia di Rimini Provincia di Rovigo, Provincia di Salerno, Provincia di Teramo, Provincia di Vercelli

 

Programma

PRIMA GIORNATA  e  CONFERENZA STAMPA – 25 Ottobre 2019 ore 15.30 – Hotel dei Congressi, via William Shakespeare, 29 – Roma – EUR

 Saluto delle Autorità

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Allocuzione d’ingresso – Prevenzione Integrata Emergenze con Lettura del Messaggio di adesione del Premio Nobel Prof Werner Arber

Prof. Dott. Ugo Corrieri, Coordinatore di ISDE per l’Italia Centrale: le biomasse legnose non sono vere energie rinnovabili e il loro uso causa gravi effetti sulla salute – evidenze scientifiche e documentali

16,20 conferenza stampa

Ing. Sabine Becker (in video) e Prof. François Rouillay, Co-Fondateur de l’Université Francophone de l’Autonomie Alimentaire: Dall’Albero alla Foresta: L’Importanza dell’Ecosistema

Dr. Alessandro de Aldisio, Vicepresidente SFP Italia: le implicazioni del Cambiamento Climatico

Prof. Dott. Bartolomeo Schirone, Membro ISDE dell’Università degli Studi della Tuscia (Società Internazionale Medici per l’Ambiente): quanti boschi servono? Analisi dati tecnici e il perseguimento degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile

Dr. Leopoldo Rizzi, la gestione del territorio: risorse naturalistiche di sviluppo culturale 

Prof. Dott. Paolo Zavarella, Associazione Italiana di Medicina Forestale: La valorizzazione della biodiversità e la salute dell’uomo

Dott.ssa Chiara Sparacio, Cronista Betapress, Rispetto dell’Ecosistema e lineamenti di ecosofia. 

Dr. Arch. Mattero Sernesi: Progetti integrati come esempi di sostenibilità

Prof. Cav. Philip Bonn, Director-General, World of Hope International: Biodiversity Protection 

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Closing remarks

 

SECONDA GIORNATA  e CONFERENZA STAMPA – 26 Ottobre ore 15.30 – Hotel Michelangelo Milano (di fianco Stazione Centrale )

 

Saluto delle Autorità

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Allocuzione d’ingresso alla seconda giornata e Conferenza Stampa ai media presenti sulle tematiche affrontate nella sessione di Roma

Proiezione del Video “Burned” sugli effetti della deforestazione e cambiamento climatico

Dr. Alessandro de Aldisio, Vicepresidente SFP Italia: Le implicazioni del Cambiamento Climatico

Cav. Giulio Terzi, Segretario Generale IUIC: Le Convenzioni Internazionali di Protezione Ambientale 

Dott.ssa Carolina SalaLa prevenzione delle emergenze e la tutela dell’ aviofauna boschiva

Loris Chiovitto, Presidente MIPAD: esempi di sostenibilità

Dr.Arch. Mattero SernesiProgetti integrati come esempi di sostenibilità

Dott.ssa Bendetta Rosina: La riduzione del Global Warming, la tutela del patrimonio forestale primario e della qualità dell’aria

Dr. Alessandro Manini, Presidente IEMO – Closing remarks

 

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UFFICIO STAMPA

DOTT.SSA MILENA SAIA

GRUPPO EDITORIALE CCEDITORE

BETAPRESS.IT

INFO@BETAPRESS.IT

 

 

Star bene: “Basta non dare la colpa agli altri e sconfiggere le paure per evitare il rischio di non vivere”

Milano, 13 settembre 2019 – “Nella vita dobbiamo smetterla di dare la colpa agli altri, imparare a liberarci dalle paure, eliminare i vampiri d’energia, e imparare a scrollarci di dosso la ‘rimandite’ “.

A parlare è Max Gentile, con una storia incredibile alle spalle visto che da poliziotto è diventato coach.

“Bisogna poi evitare il rischio più grande, che non è quello di morire, ma quello di non vivere, o meglio di vivere al di sotto delle proprie possibilità, a causa delle paure che ci portiamo dentro” racconta ancora Max.

Sono 4 le nostre grandi paure: la paura della libertà, dell’abbandono, del giudizio, e dell’approvazione. Queste paure ci bloccano e rappresentano una gabbia” spiega ancora il coach, che nei suoi libri, e lezioni, insegna le persone ad uscirne, per poi affrontare la paura più grande che non è il fallimento, ma quella del successo.

Insegnamenti riportati anche nel suo ultimo libro “Libero di rinascere” (Currenti Calamo Editore), edito dalla Currenti Calamo Editore, arrivato già alla quinta ristampa in poco più di un anno.

Libro presentato con un tour, seguito e raccontato dalla redazione di Betapress.it, nelle maggiori città italiane, lo scorso autunno.

La prima serata, il 9 ottobre di un anno fa, nella sua Genova, aveva subito registrato il tutto esaurito, ed era stata caratterizzata da una particolare presenza di imprenditori e di liberi professionisti, sempre più attratti dalla P.N.L, ma non solo.

Un tema vasto quello del coaching, che gli appassionati potranno conoscere meglio, con tutte le novità del settore, all’evento che avrà luogo a Milano il 28 ed il 29 settembre prossimi presso il Novotel Milano Nord Ca’Granda, il “Mental Forum di Neuroscienze ed Ipnosi”.

Il primo affascinante congresso italiano con la partecipazione di quindici relatori internazionali, provenienti da sei paesi esteri propone l’incredibile sinergia e complementarietà tra le neuroscienze e l’ipnosi.

I migliori esperti nel campo dell’ipnosi, neuroscienze, comunicazione, emozioni, apprendimento, morfofisiognomica, memoria e benessere si alterneranno in un week end di informazione, dibattiti, conferenze e workshop.

Un evento ideato e organizzato da Paola Grassi, perché “tutti meritano di poter accedere alla conoscenza”.

Paola Grassi è una ricercatrice, coach professionista, counselor ad indirizzo olistico, oltre che filosofa, scrittrice e ipnotista, ed ha creato l’Associazione Italiana Ipnosi, di cui è Presidente e fondatrice insieme a Ester Patricia Ceresa e Vincenzo D’Amato.

Paola è l’ideatrice e l’organizzatrice anche di Accademia Summit Festival (evento annuale no profit), a cui l’anno scorso era stato invitato lo stesso  Max Gentile, oltre che Owner & Founder di Accademia Italiana di Coaching Integrato, community per la quale è Academy Master Trainer nei corsi di coaching e crescita personale.

La mente creativa di Paola produce in continuazione nuove idee che poi trasforma con successo in realtà.

Una dimostrazione pratica e stimolo vivente a pensarci, se vogliamo continuare il viaggio della vita alla scoperta della nostra rinascita e alla massima espressione del nostro potenziale mentale.

 

L’Agrario Garibaldi di Roma: un’indagine (con minacce) scopre interessi ‘particolari’ sui terreni della scuola

Roma, 2 settembre 2019 – “C’è del marcio in Danimarca” recitava un vecchio detto. E c’è del marcio anche nel nostro paese, in particolare intorno ad una struttura scolastica, scoperto dalla redazione di una testata online. Nello specifico stiamo parlando dell’Istituto agrario di Roma, di cui pare alcune decisioni non fanno il bene della scuola e dell’interesse pubblico.

In principio per la redazione di Betapress.it sembrava una vicenda facile.

Pareva che si dovesse raccontare la bella storia di un prestigiosissimo e storico istituto agrario delle capitale.

Da parte della redazione di Betapress.it si era pianificata una storia di crescita, lustro e buone speranze per il paese, una di quelle storie da leggere con leggerezza e speranza sotto l’ombrellone.

E raccontare una delle professioni del futuro che potrebbero far grande il nostro paese, come quello dell’agronomo.

E invece è bastato andare a guardare un po’ più da vicino fatti e numeri per vedere che dietro la storia dell’Istituto Agrario Garibaldi di Roma c’è del marcio.

Tanto marcio.

Talmente tanto che la redazione ha dovuto rinunciare alla storia da ombrellone, per districarsi tra la marea di notizie che hanno iniziato a venir fuori ogni giorno.

“È bastato infatti sollevare appena il coperchio della storia del Garibaldi per essere letteralmente investiti da informazioni, telefonate (alcune anche che ci invitavano a desistere dallo scrivere l’articolo), documenti e materiali di ogni tipo” raccontano dalla redazione di Betapress.it.

L’istituto nasce alla fine del 1800, e nei primi del 1900 trova una sulla collocazione geografica definita, diventando un fiore all’occhiello della formazione tecnica capitolina.

È bello e grande il Garibaldi.

Circa 100 ettari di terreno produttivo sul parco dell’Appia Antica, con attraversamenti con sentieri, integrato nella vita dei quartieri limitrofi, compreso convitto, scuola, maneggi, stalle e spazi costruiti per la  miglior crescita e formazione dei periti agrari.

Era bello il Garibaldi.

All’inizio del 2000 però e cominciato a cambiare qualcosa.

Nell’estate del 2005, all’interno del piano di cartolarizzazione dell’allora ministro Tremonti, i terreni del Garibaldi, vengono messi all’asta.

Per puro caso un gruppo di docenti si accorge del bando e si mobilita immediatamente: telefonate, riunioni e azioni concrete.

E chi amava quell’istituto non ha permesso che venisse chiuso.

Questa è una cosa che troveremo tante volte nel corso di questa storia (che non racconteremo tutta oggi), perché chi ha frequentato l’istituto ha con esso un debito di fedeltà e amore che non intende tradire.

Tanti di quelli che hanno studiato al Garibaldi sono infatti tornati ad insegnare lì spendendosi attivamente e hanno con esso un legame quasi filiale.

È così che il Garibaldi salvato cresce.

Una delle persone che si era occupata di salvare i terreni dall’asta, viene nominata dirigente scolastico: è il profFranco Sapia, ex studente del Garibaldi perito agrario e dottore in Agraria.

Intanto, non senza qualche ragionevole problema, l’Istituto cresce: cresce l’azienda agricola, crescono le attività, si collabora con una cooperativa sociale, viene creata una fattoria didattica, arrivano premi per il latte e per i prodotti, i capi di bestiame crescono e prosperano, alcune associazioni animaliste, addirittura, affidano dei capi all’Istituto affinché li protegga dalla vendita o dal macello, ci sono inoltre borse di studio e progetti internazionali:  l’Istituto Garibaldi è una eccellenza.

Gli studenti iscritti superano nel 2016 il numero di mille.

Terminato il mandato del prof. Sapia, riceve l’incarico la prof.ssa Patrizia Marini, diplomata presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica e laureata in scienze motorie.

Come è prevedibile che accada quando cambia il dirigente scolastico, cambiano anche le priorità e le modalità gestionali del Garibaldi e la professoressa Marini dal 2017 traccia e segue un nuovo piano.

Da qui la redazione di Betapress.it si prepara per intervistare la professoressa Marini e molti degli attori coinvolti, per avere un bilancio delle sue azioni, dei suoi motivi e delle sue operazioni, nel corso dei primi due anni pieni di mandato come dirigente scolastico che, stranamente, non terminerà i tre anni di mandato visto che non sarà lei la preside del Garibaldi per l’anno scolastico  2019-2020.

Preparazione che vede la redazione studiare le carte, e indagare, anche con l’aiuto di una agenzia di investigazioni private.

Il primo dato ad emergere dall’intervista è che su molti punti le informazioni in possesso della redazione di Betapress.it e le risposte del dirigente scolastico non erano perfettamente in linea.

Riportiamo qui l’intervista di Betapress.it.

Domanda: Come mai il numero dei iscritti al Garibaldi nel corso di questi  ultimi due anni è calato da 1200 a 900?

Risposta: il Garibaldi non ha mai avuto 1200 iscritti, questa è una informazione errata. Quando sono arrivata io c’erano circa 950 iscritti, lo scorso anno erano circa 900. La differenza di 50 studenti fa parte dei normali  andamenti dovuti al calo demografico.

(Ndr: nel 2017 dai registri di Istituto risultano più di 1000 iscritti)

D: Nel suo piano di riorganizzazione ha deciso di chiudere l’azienda agricola: le vacche sono deperite, il frantoio chiuso, il bestiame sparito, quali sono i motivi di queste scelte?

R: Le scelte sono dovute ai problemi di gestione non adeguata degli anni precedenti che sono state in passivo ininterrottamente per 15 anni. (NdR. questo è strano perché per i regolamenti di contabilità delle scuole dopo tre anni si sarebbe dovuta chiudere l’azienda agraria)

Da quest’anno, invece, con la mia gestione, per il primo anno, abbiamo chiuso in attivo.

Non c’è bestiame perché la stalla non era a norma ed era tenuta aperta senza tener conto delle indicazioni dell’ASL.

In più ho scelto di dedicare tutti i terreni per i seminativi così da poterli utilizzare a pieno.

Le vacche erano un investimento deficitario perché avevano bisogno di mangimi mentre i seminativi sono una azione in attivo.

Per quanto riguarda il frantoio, è chiuso ma ne verrà aperto uno nuovo tecnologicamente più avanzato.

Il mio lavoro in questi anni è stato quello di rimettere in sesto il  business plan del Garibaldi.

(Nota della redazione di Betapress: dalle nostre ricerche risulta che le stalle non erano a norma perché, tra le altre cose, la dirigente chiedeva ai dipendenti la pulizia di queste a mano con le pale anziché l’utilizzo di appositi bobcat. Alcuni dei capi affidati all’istituto con l’impegno di prendersi cura di loro a vita, sono stati invece ceduti)

D: Dal primo anno dei suo incarico ad oggi circa 60 persone tra docenti e personale di segreteria hanno fatto domanda di trasferimento, come mai?

R: Non mi risulta siano andate via tutte queste risorse; alcuni sono andati in pensione, altri si sono avvicinati a casa loro, nulla che non abbia a che fare con la normale vita delle scuole

(Nota della redazione di Betapress: ecco i numeri risultanti delle richieste di trasferimento dai documenti consultati: 26 docenti in uscita nel corso dell’anno scolastico 2017/2018, 11 docenti in uscita nel corso dell’anno scolastico 2018/2019, 13 ATA in uscita nel corso dell’anno scolastico 2018/2019)

D: Prima di fissare l’intervista mi ha chiesto di anticiparle a grandi linee i punti di interesse e quando ho nominato la cooperativa, lei mi ha detto che non esiste nessuna cooperativa. A me, dalle informazioni raccolte, risulta l’esistenza della cooperativa, può chiarirmi questo punto?

R: La cooperativa c’è ma non ha nulla a che fare con il Garibaldi. Già l’ex dirigente scolastico Franco Sapia aveva interrotto i rapporti con essa. Ho però attivato rapporti per la creazione di una nuova cooperativa da inserire all’interno delle attività del Garibaldi.

(Nota della redazione di Betapress: in questa sede riportiamo solo quando indicato sul sito della cooperativa “fantasma”: “La storia della Cooperativa sociale integrata agricola Giuseppe Garibaldi è parte ormai della centenaria storia dell’Istituto Tecnico Agrario “Giuseppe Garibaldi” […] è nata come laboratorio della scuola per rispondere alle esigenze degli allievi con disabilità e delle loro famiglie, […] è nata […] per la realizzazione di un progetto di inclusione scolastica degli allievi con Autismo iscritti all’Istituto “Garibaldi”. (https://garibaldi.coop/cosa-facciamo/)

È chiaro a chi ha avuto la pazienza di leggere fino a questo punto che la comunicazione non è così collimante con i fatti e non è facile definire la verità.

La verità per noi sta solo nelle carte ufficiali e contiamo di trovarla nelle sentenze dei giudizi in corso.

L’impressione però che si ha leggendo le carte relative alla storia del Garibaldi (e non delle persone) è che forse sull’Istituto ci sono interessi ben più grossi.

È ricorrente infatti l’idea di far chiudere il Garibaldi per poter prendere, vendere e riutilizzare quei 100 ettari di terreno nel centro di Roma (a chi non interesserebbero?) che già due volte si è cercato di mettere all’asta.

Sarebbe brutto se fosse così (anche se sembra proprio così), perché con quelle proprietà verrebbero venduti anche l’impegno, la fatica e le grandi speranze degli studenti, dei professori e di chi, fino ad oggi ha amato questo Istituto.

“C’è del marcio in Danimarca” dicono dalla redazione del quotidiano online.

“Certo è che Betapress andrà avanti e scoverà tutto quello che c’è da scoprire, non ci fermeremo, abbiamo già ricevuto telefonate con velate minacce per desistere con commenti tipo ‘lasciate stare, vi mettete contro i potenti, non sapete cosa vi possono fare’. Ebbene lo sappiamo benissimo lo hanno già fatto non è la prima volta, ma ci siamo stufati di vedere questo malaffare imperversare, coperto da mantelli di ermellino che nascondono cadaveri puznzolenti. Noi tireremo fuori tutto, per la scuola, per chi ci lavora e ci ha buttato l’anima, per il nostro paese che può davvero farcela solo se la scuola sarà sempre più efficace, raggiungendo quell’eccellenza che era tipica del Garibaldi” dicono dalla redazione di Betapress.it

Appello ai cittadini romani

“Betapress.it pubblicherà ancora altri articoli e inchieste sull’Istituto Garibaldi, sulla sua storia e sulle sue sorti.

Pertanto chiediamo a chiunque abbia notizie sull’Istituto Agrario Garibaldi e voglia collaborare anche in forma anonima di contattare l’indirizzo info@betapress.it 

Questo è solo il primo di una serie di interventi e interviste che Betapress farà nel prossimo periodo per sostenere la scuola agraria Garibaldi, che merita di esistere e di essere riconosciuta sia nella sua storia che nell’impegno che centinaia di persone negli anni hanno messo per mantenerla al massimo dell’eccellenza” concludono dal giornale.

 

 

I Costi del DPO nel settore Scuola: rischioso scegliere la tariffa più bassa

Roma, 6 maggio 2019 – Il GDPR 679/2016 ha introdotto la figura del D.P.O., ovvero una funzione complessa a metà tra il consulente ed il controllore, che svolge principalmente un ruolo di informazione e sorveglianza, affine alle attività tipiche della consulenza specialistica.

Nel mondo delle istituzioni scolastiche questo tipo di figura è abbastanza poco conosciuta, forse solo l’RSPP ha una qualche similitudine per chi opera nella scuola, ma a differenza di quest’ultimo il DPO ha anche un ruolo di garanzia nei confronti dell’organismo di controllo nazionale, ovvero il Garante della Privacy.

La scelta del DPO da parte delle Istituzioni scolastiche diviene quindi un elemento di particolare complessità perché non è meramente legato al “prezzo”, ma bensì ad una serie di considerazioni che lo rendono particolarmente difficile da identificare  in modo semplice.

Dopo il primo anno di avvio ora è il momento della resa dei conti: il mercato è infatti impazzito e vi sono prezzi che vanno dai duecento ai tremila euro.

Per le scuole purtroppo il DPO oggi è legato ad un mero rapporto di prezzo per via di una mancata consapevolezza di quale sia il vero ruolo di questa figura.

Spesso infatti è possibile vedere dei bandi di gara per la scelta di questa figura fatti al prezzo più basso, una cosa gravissima e sicuramente contestabile vista l’importanza del ruolo.

Intanto esiste un meccanismo di conflitto di interesse per il quale il DPO non potrebbe essere fatto da chi svolge il ruolo di RSPP o di amministratore di sistema, o che sia una figura interna pertanto con difficile dimostrabilità di indipendenza dal titolare del trattamento.

In ogni caso in tema di prezzo la verità è più verso i tremila euro che verso i duecento, anzi più ci si muove verso il basso e più si rischia che il Garante in fase di controllo giudichi poco congruo un prezzo che a livello di mercato non preveda nemmeno una disponibilità del DPO di 5 ore anche solo on line.

Se ci si pensa un meccanico costa mediamente 33 euro l’ora, quindi un prezzo di 200 euro porterebbe ad una disponibilità di circa 6 ore, impossibile da sostenere in quanto solo per la verifica offline dei documenti sono necessarie almeno 20 ore annue.

Se poi il DPO oltre alla responsabilità oggettiva nei confronti del Garante deve anche rispondere ad eventuali quesiti, verificare i percorsi di formazione, magari erogare lui stesso dei corsi di formazione (cosa però che non ha l’obbligo di fare), visitare almeno una volta l’ente servito, allora le cose cambiano, e di molto.

Infatti la configurazione minima per il DPO dovrebbe prevedere una verifica documentazione tempo medio necessario (20 ore), supporto tecnico per quesiti (15 ore), verifica percorsi formativi e organizzativi (5 ore), analisi delle misure informatiche e dei sistemi (10 ore), eventuale erogazione della formazione (4 ore) e eventuali interventi extra su chiamata diretta (5 ore).

Questa la configurazione minima che l’esperienza di quest’anno dei DPO scolastici ha indicato, alla quale va aggiunta la responsabilità della sola nomina davanti al Garante.

Come è facilmente verificabile si parla di almeno 59 ore di consulenza specialistica, il cui prezzo oscilla dalle 50 euro alle 100 euro in base alla presenza in loco o meno, più ovviamente i costi di trasferta, per un totale di 4.400 euro esclusa iva e spese.

Possiamo anche considerare che quasi sempre le scuole non dispongono di queste cifre e pertanto il mercato ha calmierato il prezzo intorno alle 1500 euro, ma già questa cifra non è adatta al lavoro che viene richiesto.

Una soluzione è stata la configurazione in rete degli istituti scolastici che ha permesso di ottimizzare alcune delle voci indicate, portando le cifre addirittura intorno alle 800 euro, e naturalmente anche in questo caso le attività svolte dal DPO seppur minimali non sono garantite dalla cifra indicata.

Cosa ci dobbiamo aspettare dunque da questo mercato?

Purtroppo le scuole continueranno a scegliere il DPO sulla base della tariffa più bassa e pertanto assumendosi un rischio altissimo per la scuola stessa perché la responsabilità ricade sempre e comunque in carico al Titolare del trattamento e, limitatamente al loro incarico, ai Responsabili da lui nominati.

Il DPO infatti non ha responsabilità ulteriori a quelle direttamente connesse alle sue mansioni – come ad es. la comunicazione obbligatoria al garante in caso di Data Breach rilevante, anch’essa peraltro su impulso obbligatorio della scuola.

Ecco perché alle scuole non conviene giocare al ribasso e dovrebbero scegliere un DPO che si dimostri affidabile invece che scegliere quello più economico.

 

Musica, nasce la nuova rubrica di Betapress.it: “Per raccontare una musica mai vista prima”

Nasce un nuovo punto di vista sul mondo musicale, con interviste reportage e retroscena mai raccontati prima

Firenze, 29 aprile 2019 – Rockography, blog di promozione musicale fiorentino, e BetaPress, periodico di cultura e attualità di origini marchigiane, hanno deciso di dare vita ad una collaborazione volta ad arricchire il racconto dell’universo musicale, che da origine alla nuova rubrica musicale di Betapress.it.

Il taglio giornalistico permetterà anche di capire retroscena e situazioni che normalmente non vengono rappresentati ai lettori, spesso per motivi di opportunismo commerciale.

Interviste, recensioni di concerti, approfondimenti, reportage, dagli artisti più blasonati fino alle band emergenti, la nuova rubrica darà spazio a tutti i fattori che contribuiscono a dare vita a questa splendida arte chiamata musica.

L’universo della musica si arricchisce quindi di una nuova collaborazione, volta a dare il proprio contributo alla narrazione che viene fatta sulla musica, fortemente convinti di ciò che a suo tempo ebbe a dire Friedrich Nietzsche: “Senza musica la vita sarebbe un errore”.

 

 

 

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