La Spezia, “Quale il futuro dell’ Arsenale?”: la RSU scrive al Capo di Stato Maggiore

La Spezia, 22 giugno 2022 – La RSU dell’Arsenale Spezzino ha scritto al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare.

Questa la lettera inviata al CSMM dalla Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’ Arsenale Militare di La Spezia.

“La scrivente, su mandato dei lavoratori, desidera informare le SS.LL. rispetto a quanto accade nel nostro Arsenale.

Di fatto, giorno dopo giorno, viviamo una lenta agonia che stà generando sconforto e sfiducia verso un futuro sempre più incerto. Continuiamo a perdere personale, lavorazioni, livelli di sicurezza negli edifici, officine che chiudono, settori trasferiti per emergenze strutturali, parco automezzi con pochissimi autisti e veicoli obsoleti, ambienti di lavoro fatiscenti senza alcuna congruità col microclima e tanti altri aspetti negativi sui quali preferiamo non scrivere. Criticità in un contesto quasi di abbandono.

Ci dicono che sarebbero previste circa 130 nuove figure di personale civile, dopo anni di mancate assunzioni.

Condizione che, ancorché realizzata in tempi utili, non apporterebbe alcun miglioramento all’ attuale situazione per due semplici motivi:
– Il primo perché a fronte di una tabella organica prevista di 873 civili, ad oggi siamo 517 unità (da togliere il personale non impiegabile o parzialmente impiegabile per effetto di aspettative, part-time etc…);
– Il secondo motivo, quello più preoccupante, si riconduce al fatto che di questi lavoratori, 199 andranno in pensione al 31/12/2024. Pertanto un numero così esiguo in ingresso non inciderebbe in alcun modo.
Per praticità vi riportiamo di seguito, come esempio, la situazione inerente alla Sez. Personale dell’Ente.

A fronte dei previsti n. 39 unità, sono oggi in forza solo 22 operatori, di cui 14 andranno in quiescenza il prossimo anno. Stiamo parlando della sezione che si occupa di stipendi, pensioni, conteggio ore di permesso, segnalazioni infortuni, malattie professionali e tutto ciò che concerne la parte contabile-amministrativa.

In analogia alla suddetta analisi rientrano tutti i reparti, le sezioni e gli uffici di Marinarsen.
Una struttura come quella dell’Arsenale di La Spezia necessita comunque di un numero minimo di personale che ne garantisca la funzionalità amministrativa ma anche tecnico – operativa. Un servizio come quello
elettrico e/o servizio bacini sono determinanti per il funzionamento degli impianti strutture e supporto logistico delle UU.NN.

Eppure da sempre questo Arsenale ha svolto il nobile compito di dare il massimo ausilio alla M.M., in un contesto industriale che differisce dalla realtà degli Arsenali di Taranto ed Augusta, essendo un polo industriale in sinergia col tessuto economico della Città.

Dove abbiamo sbagliato?

Tuttavia, nonostante qualche promessa azzardata da taluno, ci sconvolge la totale indifferenza delle cariche Politiche e Militari.
Concludiamo questo breve contenuto rivolgendo a voi la domanda:
Quale sarà il futuro dell’ Arsenale?

Obbligo di vaccinazione: una mancanza di dignità per i lavoratori

Roma, 2 marzo 2022 – “L’articolo 1 della Costituzione Italiana recita che ‘L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro‘.  Nella cultura occidentale il lavoro è la colonna portante del sistema “vita”, tutto ruota attorno ad esso. Ciò che si realizza è il frutto degli sforzi di ognuno, del  Phatos con il quale ogni operante affronta l’attività giornaliera, della volontà dello stesso di sacrificare 2/3 della propria vita per contribuire alla crescita personale, allo sviluppo ed al progresso della società.

Tanti sono i doveri del lavoratore che sempre più spesso impattano sul vivere quotidiano e su una normale gestione familiare. Di certo qualcuno, meno fortunato, il lavoro nemmeno ce l’ha, una condizione che riflette non poco sulla vita stessa dell’individuo ma dalla quale trarre l’energia necessaria da destinare alla ricerca della propria dignità.

Ecco, vorrei soffermarmi proprio su questo ultimo termine: “DIGNITA‘”; un’accezione sempre più vana, un qualcosa di poco conto riportato negli antichi scritti o nei discorsi in piazza.

In un contesto sempre meno solido ed incerto, minato da una serie di eventi potenzialmente distruttivi, il Governo ha imposto a tutti i dipendenti, pubblici e privati, over 50 l’ obbligo del green pass con vaccinazione, senza il quale si è considerati assenti ingiustificati e privati della retribuzione per ogni giorno di assenza.

Premettendo la nostra non contrarietà alla vaccinazione se fatta in seguito ad una libera scelta, ne condanniamo il modus. Di fatto una scelta obbligata che inasprisce la tensione sociale in una situazione complessiva del Paese già molto difficile.  Il paradosso si realizza quando il diritto al lavoro è subordinato ad un vaccino obbligatorio per alcuni, in assenza di responsabilità da parte di chi obbliga.

Una circostanza che lede il principio stesso dell’ art. 4 della Costituzione che recita ‘La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

Tant’e vero che, secondo il Tar del Lazio, privare dello stipendio un lavoratore che non si è sottoposto all’ obbligo vaccinale costituisce un “pregiudizio grave e irreparabile”. Alla luce di quanto sopra e considerate le gravi conseguenze per un lavoratore e la sua famiglia, privato della propria retribuzione, faccio appello alla Politica affinché deliberasse sulla base di una approfondita disamina.

Garantire, a questi lavoratori, diritti sussidiari sostitutivi, al fine di mantenere quel valore sociale e dignità umana. Presupposti maturati proprio grazie al lavoro e solide basi sulle quali si sono edificate famiglie e certezze.

Christian Palladino, Dirigente Sindacale

Christian Palladino, Dirigente Sindacale

 

 

 

“Giovani attenti, la musica è piena di malaffari!”

Christian Palladino, un giovane cantautore emergente, denuncia le truffe ed i raggiri che lui, ed altri giovani artisti, sono costretti a subire per raggiungere il tanto agognato successo…

Roma, 30 gennaio 2017 – “Nell’ultima decade artistica ho vissuto molti spiacevoli inconvenienti, ascoltato promesse mai mantenute, supportato coproduzioni nelle quali io investivo ed il socio “produttore”godeva dei meriti, conosciuto case discografiche fasulle che si son fatte inviare brani inediti per l’ ascolto e dopo qualche mese ho sentito l’ intima melodia alla radio, cantata da un’artista conosciuto. Per questo consiglio sempre a chi comincia oggi di registrare sempre i propri brani in Siae prima di un qualsiasi invio”.

Comincia così la denuncia pubblica di Christian Palladino, un giovane cantautore emergente, contro il malaffare, le truffe e le prese in giro del mondo musicale italiano, e che solo dopo anni di sacrifici e lotte sta riscuotendo i primi meritati successi.

“Per fortuna poi le mie peripezie sono terminate ed ora sto lavorando al nuovo disco, che vedrà la pubblicazione in primavera, collaborando con persone straordinarie  che credono fortemente nella musica, nel progetto e senza alcun compromesso o contropartita economica, hanno deciso di supportarmi” continua il giovane cantautore.

“Visto quello che ho passato sento però di dover dire ai giovani artisti: fate attenzione alle coproduzioni con finte case discografiche, attenzione alle etichette indipendenti che chiedono soldi per un progetto, attenzione alle persone che si auto nominano “produttori” con i tuoi soldi, attenzione ai concorsi dove l’ unico paramentro per accedervi e’ il pagamento dell’ iscrizione, attenzione alle radio che per far passare un brano chiedono soldi”.

Il punto è che la musica negli ultimi anni è cambiata tanto. Prima la pirateria, e poi la rete in generale, hanno messo in ginocchio l’ industria discografica, facendo nascere etichette minori operanti nel settore ma che non hanno niente a che fare con la discografia che conta.

Il loro obiettivo è semplicemente promuovere, a spese dello stesso artista, la sua attività attraverso mezzi e strumenti che qualsiasi persona abile in rete e con minime conoscenze comunicative può fare.

“È inoltre modus operandi delle suddette etichette, rubare quei pochi contatti interessanti che ogni artista è riuscito a conservare nel tempo, come giornalisti, direttori artistici radio, redazioni tv, testate giornalistiche etc., per poterne usufruire a loro piacimento” continua il cantautore.

D’altro canto, a favore degli artisti volenterosi nel cercare un’ identità, oggi è nato un mercato di servizi destinato alla promozione indipendente, attraverso uffici stampa (non di etichette discografiche), più o meno qualificati, che vendono i loro servizi ideati per comunicare ad un vasto pubblico la musica emergente all’ interno del circuito radio e stampa indipendenti, in quanto i grandi network continueranno sempre a passare brani provenienti dalle solo cosiddette major.

“Si può e si deve fare a meno di produttori truffaldini quindi: esistono strumenti di autoproduzione e promozione finalizzati a far conoscere la propria arte affinchè qualcuno di importante si accorga dell’esistenza di un’ eventuale talento e decida di investire tempo, denaro e anima sul tuo progetto. Se ciò non avviene in un periodo medio-lungo, diciamo al massimo 10 anni, vuol dire che qualcosa, del prodotto, non convince gli addetti ai lavori, ed a questo punto o si cambia registro o si cambia mestiere” racconta ancoraPalladino.

Infine un appello “Amici musicisti, per qualsiasi consiglio contattatemi, sarò ben felice di aiutarvi ad evitare le trappole, dandovi le dritte giuste” conclude il cantautore.

Per seguire e contattare Christian lo si può fare tramite la pagina Facebook www.facebook.com/christianpalladinoofficial.

 

Gli ultimi video di Christian Palladino

 

OFFICIAL VIDEO “UN’ ESTATE FANTASTICA” :

https://youtu.be/dX7okuGWS7I

 

 

OFFICIAL VIDEO “MIA SIGNORA”CON LA SENATRICE STEFANIA PEZZOPANE :

https://www.youtube.com/watch?v=9chSAahIkVk

 

 

 

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Diventa virale il post degli “auguri piu’ belli d’Italia”

Firenze, 2 gennaio 2017 – È un post di auguri ai lavoratori ed agli onestista spopolando sui social in queste ore, toccando il cuore di tanti.

Gli auguri sono opera del cantautore toscano Christian Palladino che li ha pubblicati sulla sua pagina Facebook (www.facebook.com/christianpalladinoofficial), e sono stati definiti “i più belli d’Italia“. A solo poche ore dalla pubblicazione la lettera ha cominciato ad essere condivisa ed a spopolare sul web raggiungendo oltre 3.000 like, 400 commenti e oltre 400 condivisioni.

Questo il post integrale degli “auguri più belli d’Italia”:

“Buon feste a tutti ma soprattutto a chi diventando grande ha smesso di crederci.

Alla signora di Manduria, incontrata qualche giorno fa all’ ospedale di Sarzana, sola, accompagnata da una pensione sociale pari all’ affitto di casa che non può riscaldare e preferisce passare le feste nel caldo letto di un’ infermeria.

A tutti gli ambulanti che passeranno le notti al freddo per provare a vendere qualcosa in più e poi multati per uno scontrino non fatto, ai fornai, lavoratori operosi che in questo periodo raddoppieranno le ore di veglia per portare avanti la “baracca”, ai musicisti che lavoreranno a capodanno ed ai locali che li ospiteranno, sperando che gli ispettori Siae possano essere più buoni a Natale e preferire un caffè ad una penale.

tutti i militari che passeranno le feste lontani dalle famiglie, lontani dai caldi abbracci delle loro donne e le donne degli uomini, lontani/e dai figli, con l’ illusione di poter guadagnare di più ma poi qualcuno decide di convertire in ore quelle notti trascorse senza nemmeno una carezza.

Ai giornalisti, soprattutto quelli freelance e mal pagati, chinati sulla scrivania nelle notti che verranno per coprire il foglio del giornale.

Buone feste ai vecchi nelle case di cura, sperando che non vengano maltrattati da alcuna assistente frustrata, ai figli dei divorziati che forse preferiscono festeggiare per strada anziché dividersi tra uno e l’altro, alle donne maltrattate da compagni ubriaconi ed egoisti che berranno dalle botti confondendo la nascita del bambinello con il Dio Tavernello.

Buone feste ai parcheggiatori abusivi che in questi giorni lavoreranno come muli pur di portarsi il pane a casa, ai filippini con le rose, ai magrebini con i calzini, alle prostitute sbattute al freddo della notte, col dolore nel cuore ed il ricordo del sole.

Buone feste ai gay, donne vestite da uomini ingannate nell’aspetto e dalla finta società, buone feste ai portatori di handicap e dignità, a chi lotta per la salute e a chi la salute non basta.

Buone feste alla povera gente che non sa vivere senza soldi e ai ricchi che riescono a vivere senza tasche.

Buone feste a chi ha imparato ad amarsi e ad amare qualsiasi simile senza derubarlo.

Buone feste quindi a tutte le persone buone, che a prescindere dal ruolo che hanno, sappiano dare valore umano ad un fratello”.

 

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Una lettera dedicata alla gente comune
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