Spirulina: come e dove viene prodotto il superfood ”Made in Italy”

Tutto sulla spirulina, il superfood Made in Italy

Salerno, 15 gennaio 2020 – In questi ultimi anni in Italia si sente molto parlare della spirulina, una piccola microalga d’acqua dolce che può essere assunta come integratore alimentare naturale. La spirulina viene etichettata come superfood grazie al suo eccellente contenuto nutrizionale e ai numerosi benefici per la salute.

Questa preziosa micro alga è conosciuta fin dall’antichità. I primi utilizzatori sono stati gli Aztechi che la chiamarono “il cibo degli dei”. Negli anni 70 è stata riscoperta attirando l’attenzione non solo della comunità scientifica ma anche da vari enti internazionali come OMS, ONU, NASA ed UNESCO, per il suo un elevato contenuto proteico e vitaminico unico nel suo genere.

I benefici della spirulina

Le ricerche hanno dimostrato che la spirulina ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie oltre la capacità di regolare il sistema immunitario, e un profilo nutrizionale eccellente ed unico. Infatti può essere assunta per integrare proteine e vitamine nella dieta senza effetti collaterali. Un cucchiaino che corrisponde a circa 4 grammi corrispondono a 20 calorie, 4,02 grammi di proteine, 1,60 grammi di carboidrati, 0,54 g di grassi, 2 mg di ferro, 8 mg di calcio, 14mg di magnesio, 8mg di fosforo, 95mg di potassio, 0,7 mg di vitamina C. Inoltre contiene, tiamina, riboflavina, niacina, acido folico e vitamine B-6, A e K. Assumere spirulina nell’ambito di una dieta equilibrata può aiutare quindi una persona a rimanere ben nutrita.

In studi recenti (2016 – Effects of spirulina consumption on body weight, blood pressure, and endothelial function in overweight hypertensive Caucasians: a double-blind, placebo-controlled, randomized trial.) è stato dimostrato inoltre che la spirulina può aiutare a perdere peso aiutando a migliorare l’indice di massa corporea.

Grazie a queste sue proprietà la spirulina migliora la salute intestinale, preservando la flora batterica, ha effetti positivi sulla glicemia, aiuta a ridurre il colesterolo (LDL), riduce la pressione sanguigna, ha effetti anti infiammatori e antiossidanti, aumenta il metabolismo e riduce gli effetti delle allergie.

Come può essere introdotta nella dieta la spirulina

La spirulina è disponibile in diverse forme, a spaghettini frantumati, a  scaglie, in polvere, in compresse, in pastiglie e può arricchire vari alimenti come pasta, biscotti, dolci, ecc. Il modo ottimale per assumerla è attraverso la forma pura e può essere aggiunto a un frullato, a una bevanda calda, sulle insalate, nello yogurt oppure nelle zuppe,

Da dove proviene e come viene coltivata la spirulina

Fino a qualche anno fa la spirulina era un prodotto unicamente importato dall’estero (extra-EU) ma sono diversi anni che in Italia è iniziata la produzione diretta. Tra prime aziende italiane a coltivare e produrre la spirulina nel sud Italia, in provincia di Salerno, nel Cilento, troviamo la AlghePAM che si è  contraddistinta per aver adottato sin dal suo nascere, nel 2016, un metodo di produzione, innovativo e biologico basato sui fotobioreatori, che ha puntato tutto sulla qualità del prodotto finale.

Come viene prodotta la spirulina

La spirulina può essere prodotta in due modi: il primo fa uso di vasche molto lunghe, dove l’acqua viene fatta circolare attraverso delle pale e l’impianto, spesso vasto, viene costruito sotto serra. Il secondo metodo si basa sull’uso dei fotobioreattori, ovvero strutture trasparenti chiuse che isolano la coltura dall’ambiente esterno. Quest’ultimo sistema risulta versatile e molto dinamico.

La AlghePAM utilizza ad esempio un sistema innovativo e a circuito chiuso e il processo di coltivazione si sviluppa da marzo a novembre. Avviata la produzione, il raccolto è svolto da due a quattro volte a settimana, attraverso un opportuno filtro. La biomassa viene raccolta, estrusa in sottili spaghetti ed essiccata a bassa temperatura. Dopo di che, Il prodotto è pronto per la vendita. Il tutto accade nell’arco di una singola giornata.

La spirulina importata proviene nella maggior parte dei casi dai principali paesi produttori come la Cina. Viene venduto in farmacia, nel supermercato e in erboristeria. L’acquisto va fatto con attenzione  leggendo “l’origine della materia prima” perché nel 90% dei casi il prodotto è importato.

In Italia la presentazione della spirulina avviene a danno del “Made in Italy” e del consumatore. La legge consente che sulle etichette si usi il termine “prodotto” anche quando la spirulina, proveniente dall’estero viene solo importata e confezionata. In questo modo il consumatore non viene informato correttamente compromettendo la sua conoscenza del prodotto e la sua facoltà di scelta.

La produzione della spirulina è però molto importante. Deve evitare che la coltivazione sia esposta agli inquinanti esterni come smog e polveri sottili, e a quelli  trasportati dal vento perché possono alterare la qualità del prodotto. E’ anche importante la localizzazione dell’azienda che coltiva e produce spirulina. Ad esempio la AlghePAM è ubicata nel cuore del Cilento, ad Acciaroli, è ben lontana da fonti di inquinamento e utilizza i fotobioreattori che garantiscono l’isolamento della micro alga durante tutto il processo di crescita.

Quando si sceglie di acquistare la spirulina è quindi opportuno leggere attentamente l’etichetta, accertarsi se la vendita si sta effettuando direttamente dal diretto produttore, con informazioni sul sistema di coltivazione e dove è ubicata l’azienda produttrice.

Per maggiori informazioni sulla spirulina visitare il sito internet www.alghepam.bio/benefici-proprieta-spirulina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

###

Contatti stampa:

email: info@alghepam.bio

cell: +39 350 0079 771

 

Dalle bambole di gomma ai corsi online: ecco come è rinata a 50 anni un’artigiana pugliese

Angela Avarello aveva un hobby: realizzava bambole di gomma. Poi l’idea di insegnare la sua arte online, ed è stato subito boom….

Taranto, 7 gennaio 2020 – Angela Avarello, 50 anni, brillante artigiana creativa di Ginosa di Puglia, ha letteralmente trasformato la sua vita con una scelta coraggiosa e controcorrente: ha smesso di tenere i piedi per terra per dare spazio al suo talento e alla sua creatività attraverso il web.

Angela crea su commissione bambole in gomma crepla fatte a mano, riproducendo con uno stile particolare il personaggio gommoso che le viene chiesto di modellare.

È brava, e le richieste aumentano. Ma i prodotti fatti a mano portano via molto tempo. Per questo, non riesce mai a far quadrare i conti, come la gran parte degli artigiani delle regioni del sud.

Ma il destino l’aiuta. Succede qualcosa: alcune clienti, infatti, le chiedono di sapere come si costruiscono quelle bambole. Vogliono imparare il mestiere. E sono disposte a pagare per avere quel tipo di know how.

A questo punto Angela capisce che forse si trova di fronte a una svolta. Una svolta che può trasformare il suo talento nel creare bambole fatte a mano in una professione più profittevole. Comincia a pensare di sviluppare delle guide, dei tutorial o persino dei video corsi da vendere online.

Ma in che modo? Questa domanda, a cui molti in Italia non sanno darsi ancora una risposta, la porta a conoscere Carlo D’Angiò, un coach noto nell’ambiente per aiutare gli ultraquarantenni in difficoltà che vogliono cambiare il proprio sistema di vita e di lavoro, tramite Phoenix, un programma a loro dedicato.

Angela segue Carlo per circa un anno, e si fa aiutare a mettere in piedi il suo progetto con il suo portale. E a giugno del 2019 lancia sul web Tuts, il suo corso completo, unico in Italia, su come creare bambole di gomma crepla.

Ed è subito boom. In meno di una settimana ha più di 1.600 persone che la seguono. In centinaia comprano il suo corso e il suo Messenger diventa infuocato. Angela per seguire tutti crea un gruppo di supporto per ottimizzare la comunicazione e gestire quella valanga di richieste che oramai riceve ogni giorno da giugno a questa parte.

Ad oggi Angela, in poco più di 6 mesi ha più di 12.000 persone che la seguono quotidianamente.

E sulla sua pagina Facebook qualche giorno fa ha scritto: “Per me il 2019 è stato un anno di grandi cambiamenti. Ho intrapreso la strada del mio lavoro online”.

Spesso ci si domanda se a 50 anni sia ancora possibile rimettersi in gioco con efficacia, soprattutto dopo i 50 anni. Angela l’ha fatto, con intelligenza, e la sua vita è cambiata proprio a 50 anni, grazie al web.

 

 

Quarantenni: sempre più poveri e infelici a causa del lavoro

«I quarantenni e il lavoro», il documentario shock sulla perdita dei posti di lavoro che sta facendo il giro del web

Roma, 13 dicembre 2019 – Il lavoro operaio è in via di estinzione. E fin qui niente di nuovo. Ma ciò che sorprende, e un po’ spaventa, è il dato relativo al lavoro impiegatizio e manageriale: nel prossimo decennio infatti anche gli impiegati e i manager saranno ridimensionati nella stessa misura degli operai.

Secondo uno studio di Domenico De Masi, professore emerito di sociologia del lavoro presso l’università La Sapienza di Roma, a causa dell’automazione nei prossimi anni ci sarà un calo drastico dell’occupazione sia di operai che di impiegati.

Si stima infatti in circa 4 milioni i posti di lavoro che saranno sostituiti dai robot, e rimpiazzati dagli algoritmi.

Dati ben peggiori quelli diffusi dallo studio di McKinsey, “A Future That Works: Automation, Employment, and Productivity”, che prevede per l’Italia la metà dei posti di lavoro, cioè circa 11 milioni di posti, andare in fumo.

A pagarne di più il prezzo i quarantenni di oggi, stretti nella morsa di una crisi che è anche culturale. Una generazione di mezzo, costretta tra quella dei padri analogici e quella dei figli digitali, definita dei “tardivi digitali“. Una generazione di eterni precari, imprigionati tra i vecchi che hanno beneficiato dei “bei tempi andati” e i giovani che vivono incollati allo smartphone senza colpo ferire.

I CAMBIAMENTI NEL MONDO DEL LAVORO

Cosa accadrà quindi ai quarantenni di oggi? E quali mosse serviranno già a partire dal 2020 per non rimanere completamente fuori dal mercato?

A rispondere a queste domande Carlo D’Angiò, ricercatore e studioso della materia da oltre 25 anni, nel video documentario «I quarantenni e il lavoro». Una sintesi cruda ma efficace di una serie importante di dati, interviste e informazioni tecniche e socio-economiche, raccolti per questo contenuto di straordinaria visione.

Operai e impiegati non serviranno più al sistema; tuttavia, c’è una nuova figura professionale che non può essere sostituita dalla tecnologia. Ed è proprio questa figura, verso cui dovrebbero orientarsi i quarantenni di oggi, trasversale nei ruoli e nei mercati, che occuperà lo scenario del lavoro nei prossimi anni” dice D’Angiò.

Per capirne di più si rimanda alla visione del documentario «I quarantenni e il lavoro», disponibile gratuitamente online alla pagina  https://phoenix.carlodangio.academy/documentario-i-quarantenni-e-il-lavoro.

 

 

Exit mobile version