Violenza sulle donne: 42 tele, 42 donne, 42 storie per dire no

Colony

Riflettere su ciò che oggi è la donna e dire no ai crimini sulle donne l’obiettivo della mostra personale dell’ “Artista delle donne”, Matteo Fieno

Milano, 27 novembre 2019 – Venerdi 22 novembre ha preso il via la mostra personale “Declinazioni al femminile” dell’artista albese Matteo Fieno, nella prestigiosa Milano Art Gallery a Milano.

L’ “Artista delle donne”, come ormai Fieno viene riconosciuto per la sua predilezione a scegliere le donne come suoi soggetti, segna così un’altra importante tappa all’interno di un percorso artistico caratterizzato da una rapidissima ascesa, che gli ha tributato già numerosi riconoscimenti, premi e apprezzamenti da parte della più autorevole critica. 

L’evento è stato introdotto da Salvo Nugnes, il vero cuore e animatore della Milano Art Gallery nonché curatore della mostra, da Luciano Simonelli, giornalista ed editore e da Roberto Villa, fotografo di fama internazionale e grande amico dell’indimenticabile Pierpaolo Pasolini.

E mai come in questo caso una mostra, con ben 42 tele, si candida ad essere un prezioso racconto della realtà al femminile. Proprio nei giorni in cui il 25 novembre si celebra la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” l’attenzione del mondo è puntata su una delle pagine più drammatiche del nostro tempo, e considerando purtroppo anche i recenti casi di femminicidio e di violenza che si sono verificati negli ultimi giorni nel nostro Paese e in Cile.

“Viviamo in un Paese – ha tenuto a ricordare Villa – in cui ogni 15 minuti una donna subisce un reato di violenza e mai come oggi – ha puntualizzato – il rispetto dovuto alla donna viene calpestato nella vita di tutti i giorni”.

Ed è proprio dalla quotidianità che parte Fieno, quella quotidianità fatta di pose, di gesti, di azioni che trovano una loro centralità nella pittura del giovane e affermato artista piemontese.

Pose che paiono istantanee di un vissuto che traspira gioia, dolore, fatica, spontaneità, sensualità, generosità. Una varietà di sfaccettature e sentimenti che nascono nella realtà a cui Fieno dà corpo con i suoi quadri, ma che inevitabilmente si nutrono degli occhi di chi guarda, capaci di alimentare ulteriormente la rappresentazione di una realtà che chiede immedesimazione per essere compresa.

Un approccio, questo, in cui Roberto Villa ha rintracciato un lusinghiero parallelo con la pittura caravaggesca “dove la nobiltà del blasone lasciava spazio agli aspetti e alle persone più comuni che diventavano una cifra stilistica caratterizzante uno stile pittorico universalmente riconosciuto. Allo stesso modo oggi, Fieno afferma un modello fortemente riconoscibile, tanto da rendere le sue opere riconducibili direttamente ed in maniera evidente all’autore”.

Declinazioni al femminile” è un panorama di rara bellezza che conferisce una centralità alla donna letta nella sua complessità di “madre, moglie, figlia, amante e che invoca quel rispetto oggi troppo spesso assente dall’orizzonte culturale di una società che sotto questo profilo appare involuta”.

Un rispetto calpestato non solo dalla violenza ma da una concezione ben lontana da un’idea paritaria dei rapporti sociali.

“Viviamo in un mondo – afferma l’artista di Alba – in cui il concetto della diversità si è presto trasformato in un’idea di contrapposizione, di scontro permanente tra fazioni”.

“Nella mia pittura – spiega Fieno – la diversità diventa ciò che invece dovrebbe essere: un differente punto di vista con cui vivere e leggere la realtà, attraverso cui accogliere e fare proprio l’altro da sé”.

“E non trovo nulla che possa esprimere questo privilegiato punto di vista – ha proseguito Fieno – che non siano i corpi delle donne, la più alta manifestazione di una grazia e di un’anima in cui vorrei che tutti, uomini e donne, potessero riconoscersi”.

Fieno ha acquistato ormai il titolo esclusivo di artista delle donne, perché tutta la sua opera è un costante richiamo alla donna, travalicando i limiti banalizzanti in cui spesso viene contenuta.

Per questo nei quadri di Fieno ci soni corpi capaci di parlare non solo di bellezza, ma possono esprimere una infinita varietà di stati d’animo, senza mai ridursi alla sola fisicità.

Nella sua pittura la donna incarna una sua unicità, che scaturisce proprio dalla sua diversità, una condizione che arricchisce, che fa riflettere e che interroga chi guarda.

“Vorrei che guardando i miei quadri – è l’auspicio di Fieno – si riflettesse su ciò che oggi rappresenta la donna, su quel debito di gratitudine che ognuno di noi sa di avere. Vorrei che tutti sentissimo forte il dovere di rispettare, valorizzare, capire e conoscere quel prezioso universo che è il mondo delle donne. Spero, da questo punto di vista, che i miei quadri possano essere uno dei tanti strumenti messi a disposizione per realizzare questo doveroso atto d’amore”, concluso il pittore delle donne.

 

 

Colony di Matteo Fieno

 

Alla Biennale di Milano “l’artista delle donne”, Matteo Fieno

Milano, 9 ottobre 2019 – Sarà presentata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi la Biennale di Milano, che si terrà dal 10 al 14 ottobre prossimi nel cuore di Brera a Milano. Durante l’evento si terrà l’esposizione di Matteo Fieno, conosciuto come l’ “artista delle donne”, per la sua passione di raffigurare le donne in tutte le loro forme.

Per saperne di più sull’evento abbiamo provato a sentire l’artista.

D: Appuntamento espositivo importante con Biennale Milano. Ci racconta qualche anticipazione sulle opere che hai deciso di esporre?

R: Sono sei le tele che ho deciso di esporre, del tutto inedite nell’ambito delle mie esibizioni artistiche, ma che confermano la mia voglia di raccontare delle storie che evocano il vissuto della gente e il desiderio comune di sentirsi più umani e, magari un po’ meno cinici e disillusi.

D: Cosa rappresenta per lei la città di Milano come prestigioso polo artistico culturale? Ha già esposto in altre occasioni a Milano?

R: Questa è la prima occasione in cui espongo a Milano e devo dire che sono molto entusiasta in quanto ritengo sia il
palcoscenico ideale per tutti gli artisti che cercano di intraprendere un percorso virtuoso. Milano mi rievoca grandissimi artisti che mi hanno appassionato soprattutto per la loro intraprendenza, su tutti il mio preferito è Manzoni.

D: Può farci un resoconto sulle varie esperienze espositive di questo 2019, e raccontarci quali altri progetti sta mettendo in cantiere per i prossimi mesi?

R: Sono contento delle esperienze che ho collezionato quest’anno, soprattutto perché mi hanno dato un “know how” che mi servirà sicuramente in futuro. Per quanto riguarda i progetti futuri sto lavorando sulla mia prima personale che si terrà tra novembre e dicembre alla “Milano Art Gallery”.

D: Le chiediamo un suo parere riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Come commenta l’autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”?

R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

D: Come commenta la citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”?

R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

D: E riguardo la citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni
che costituisce un quadro” cosa ne pensa?

R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.

Per approfondimenti sull’artista e le sue opere rimandiamo al sito internet www.matteofieno.it.

 

Titanium Symphony, in mostra alla Biennale Milano
“Gazebo”, una delle sei opere in mostra

 

Ballett Soldier, in mostra alla Biennale Milano

Spoleto Arte: il premio firmato Sgarbi va all’artista piemontese Matteo Fieno

Assegnato il premio speciale Milano Art Gallery al giovane artista figurativo piemontese Matteo Fieno

Spoleto, 23 luglio 2019 , 23 luglio 2019 – Il 22 luglio, all’interno della kermesse artistica umbra della mostra internazionale Spoleto Arte, nei prestigiosi saloni di Palazzo Leti Sansi è stato assegnato il Premio Speciale Milano Art Gallery.

La giuria artistica, composta dal direttore di Milano Art Gallery, nonché presidente di Spoleto Arte, Salvo Nugnes, dal prof. Vittorio Sgarbi, e dal sociologo Francesco Alberoni, ha assegnato all’artista piemontese Matteo Fieno il  Premio Milano Art gallery.

Un premio molto noto fra gli artisti emergenti perché è un riconoscimento fortemente voluto dalla prestigiosa galleria d’arte milanese, che conferma il suo impegno e il suo sostegno artistico ai nuovi talenti.

Il premio, oltre al suo valore intrinseco, permetterà al pittore emergente Matteo Fieno, già conosciuto come il pittore delle donne, di esporre numerose sue opere dedicate alla figura femminile nei prestigiosi spazi della celebre galleria. In questa location d’eccezione hanno trovato nel tempo un loro luogo d’elezione numerosi artisti, che l’hanno trasformata non solo in uno spazio espositivo molto ambito, ma anche in un luogo di alto confronto culturale.

Proprio il prof. Sgarbi si era reso autore di un riconoscimento del talento artistico di Fieno in occasione della Pro Biennale di Venezia, quando consegnò a Fieno l’ambito Premio Caravaggio.

Davvero significativo poi anche che la consegna del riconoscimento a Fieno abbia preceduto, nella stessa serata del 22 luglio, la cerimonia di consegna del premio dedicato alla memoria della nota e compianta astrofisica Margherita Hack, andato quest’anno per la sezione giornalismo al noto conduttore di La7 Massimo Giletti.

Un legame simbolico quello di Matteo Fieno con Margherita Hack, perché il giovane pittore si è reso celebre per le sue opere rivolte esclusivamente al mondo femminile e alla sua valorizzazione in chiave artistica.

Una valorizzazione che non trascura mai di mettere in risalto tutti quei dettagli utili a raccontare la donna in ogni suo aspetto quotidiano:

“Ogni corpo che sia svelato nella sua nudità o che manifesti la propria fisicità in una tenuta intima, glamour o fitness,  porta con sé la possibilità di immaginare la veste dell’animo a cui appartiene, di intravvedere la verità delle sue imperfezioni, di avvicinarsi al mistero” ha detto Fieno .

Un messaggio di attenzione alla forza e alla profondità del mondo femminile che sarebbe stato molto caro a chi, come Margherita Hack, ha costruito un’intera esistenza sul proprio impegno e il proprio lavoro al servizio della scienza.

Non va infatti trascurata la risonanza del contesto culturale in cui si è tenuta la consegna del  premio Milano Art Gallery 2019.

La mostra internazionale Spoleto Arte curata da Vittorio Sgarbi in cui Fieno ha avuto l’opportunità di esporre sei delle sue opere, è infatti una vetrina culturale che da anni racchiude i nomi più noti della cultura e dello spettacolo e che oltre ad Alberoni e Sgarbi, ha portato nella cittadina umbra nomi simbolo della creatività italiana come la stilista Anna Fendi o del mondo dello spettacolo come la cantante attrice Serena Autieri.

Il giovane pittore di Alba, reduce di un eccezionale incontro artistico nelle scorse settimane con il gruppo de Il Volo, con questo secondo prestigioso premio si conferma uno dei pittori italiani del momento.

 

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Ufficio Stampa Matteo Fieno – artista figurativo

www.matteofieno.it

 

 

 

 

Nugnes, Sgarbi e Fieno

 

Kaiser, nudo femminile ad acquerello di Matteo Fieno

 

Collisioni Festival 2019: l’arte di Matteo Fieno incontra “Il Volo”

Alba, 10 luglio 2019 – Lo scorso 6 luglio, a Barolo, in un contesto esterno al festival agrirock ‘Collisioni’, si è tenuto un incontro fra l’arte figurativa di Matteo Fieno e quella musicale del celebre gruppo deIl Volo“. L’incontro, nato dall’affinità artistica fra il giovane e già affermato pittore piemontese e i tre cantanti, è stata l’occasione per Fieno per consegnare a “Il Volo” tre delle sue opere.

La kermesse internazionale del Festival Collisioni 2019 giunta ormai alla sua undicesima edizione, anche quest’anno ha trasformato Barolo in una prestigiosa e vivace vetrina artistica e culturale, nella quale si sono alternati, tra conferenze, mostre e concerti, diversi nomi dello spettacolo, dell’arte, della letteratura e del giornalismo internazionale.

Una cornice che è stata ulteriormente valorizzata dalla presenza dei tre cantanti de Il Volo ai quali il giovane artista figurativo di Alba, Matteo Fieno (www.matteofieno.it) ha consegnato tre sue opere.

La storia artistica di Matteo Fieno è già costellata di premi e di una notevole attenzione da parte della critica specializzata e dalla stampa. Tra i riconoscimenti ottenuti può essere annoverato sicuramente il Premio Caravaggio, consegnatogli lo scorso maggio dal Prof. Vittorio Sgarbi, in occasione della Pro Biennale di Venezia. 

Per comprendere la sua arte, si potrebbe sintetizzare dicendo che si tratta di un omaggio alla donna, alla figura femminile. Ed è lo stesso Fieno a spiegare quale sia l’ispirazione da cui nascono i suoi quadri: “Il soggetto  femminile rappresenta per me l’ essenza del mistero, nonostante io sia stato  a lungo circondato dalla sua assidua presenza” racconta il giovane artista di Alba.

“Questa  profonda  affinità elettiva, mi spinge  continuamente a cercare di  immaginarne le infinite atmosfere interiori, quelle  stesse che da  sempre  hanno  accompagnato in  silenzio i  miei passi e che  attraversano  in maniera ancora diversa la mia quotidianità”

E Barolo e il Festival Collisioni, diventano così una cornice naturale per chi, come lo stesso Matteo Fieno ci tiene a ricordare, in queste meravigliose terre è cresciuto e vive tuttora: “Immerso  nella  vita bucolica nel cuore delle Langhe piemontesi, coltivo ogni giorno un “otium” visionario che dona forma concreta al mio immaginario “in rosa”.

Da questo occhio rivolto al mondo femminile è nato, nel 2018, il progetto “Female Art Design”: una serie di figure  di  donna che punta a scandagliare la complessità del mondo femminile senza mai cadere nella scontata ripetitività. E forse anche da qui, da questa estrema sensibilità verso la bellezza, nasce l’evento creato per Il Volo in occasione della loro partecipazione al Festival Collisioni.

Le opere che Fieno ha voluto consegnare a Il Volo sono tre quadri ad acquerello, raffiguranti rispettivamente due nudi femminili e una ballerina di danza classica.

“Ho sempre ammirato Il Volo e la loro musica – ha spiegato Fieno – ma ciò che mi ha spinto a voler dare vita a questo incontro e a voler donare loro le mie opere, è un attestato di profonda stima per la capacità che hanno dimostrato di avere non solo sul piano artistico ma anche su quello umano, affermandosi nel mondo e in particolare negli Stati Uniti”.

“Sono convinto – ha proseguito il pittore piemontese – che i giovani dovrebbero trarre un esempio concreto da Il Volo, puntando ad esportare il loro talento all’estero, non solo per mercificare la loro arte, quanto invece per promuovere quell’ideale di bellezza ed eccellenza che rende grande ovunque il Made in Italy”.

Un’eccellenza che Matteo Fieno punta a raggiungere attraverso la poesia racchiusa nei suoi quadri:

“Sperimento  una  materia visiva  morbida, quasi  fluida – spiega il pittore –  sottolineata  dalle tracce  del  processo di contaminazione tra le diverse tecniche: l’acqua sporcata dai pennelli, con gocce di un colore ormai indefinito, macchie e  ditate rimaste visibili, scie e sbavature del segno grafico trascinato sulla superficie, senza un esito mirato”.

E dietro questa tecnica, dietro questo modo unico di dipingere e raccontare la donna e il corpo femminile, c’è il senso di un’opera e di un approccio artistico in cui Fieno rintraccia l’elemento che unifica arte e vita: “le mie storie di corpi imperfetti, che conservano l’errore come valore costitutivo della persona”. 

Proprio in questa imperfezione, in questa dimensione misteriosa della donna, che è scoperta quotidiana, Matteo Fieno ritrova lo spirito che anima la vita della sua terra:

“Ogni corpo – secondo il pittore – che sia svelato nella sua nudità o che manifesti la propria fisicità in una tenuta intima, glamour o fitness, porta  con sé la possibilità di immaginare la  veste dell’animo a cui appartiene, di intravvedere la verità delle sue imperfezioni, di avvicinarsi al mistero  che sta all’origine della vita, lo stesso  che riscontro ogni giorno anche nella dimensione agreste”. 

Difficile non ritrovare nelle sue parole il senso di una presenza artistica e di un desiderio di aprirsi alla conoscenza, all’arte, al confronto con la realtà, a voler rimarcare un legame profondo con la terra, che è poi lo spirito da cui ogni anno prende vita a Barolo, Collisioni.

 

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Contatti stampa:

Matteo Fieno

matteofieno@gmail.com

www.matteofieno.it

 

 

Matteo Fieno e i ragazzi de “Il Volo”

 

 

The Proprietor, Agatha e Kaiser, le tre opere di Matteo Fieno consegnate a Il Volo

 

 

A Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi “l’artista delle donne” Matteo Fieno

A Spoleto Arte di Sgarbi il vincitore del Premio Caravaggio l’artista piemontese, di Alba, Matteo Fieno

Spoleto, 26 giugno 2019 – Nell’ambito della mostra internazionale d’arte “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi, che si terrà dal 29 giugno al 22 luglio prossimi, verranno esposte in via eccezionale 6 opere di colui che viene definito da alcuni “l’artista delle donne”, ovvero Matteo Fieno.

Una definizione particolare per il vincitore del Premio Caravaggio della Pro Biennale 2019, presentata dallo stesso Sgarbi, che deriva dai suoi quadri visto che hanno spesso come protagoniste le donne. 

Figure femminili dalle movenze aggraziate, che non nascondono mai i loro difettiUna vera e propria celebrazione delle donne che amano se stesse, con tutti i loro pregi e difetti.

Una celebrazione della donna vera, senza infingimenti, e senza nascondere nulla, raccontata anche dai piedi stanchi e rovinati di una ballerina ad esempio, per parlare della sua vera identità, e del suo vero vissuto.

Perché dietro ogni quadro di Matteo Fieno (www.matteofieno.it), piemontese di Alba (Cuneo), vi è un preciso personaggio, con una sua atmosfera, e una sua storia, che parte già dal titolo della stessa opera. E perché “life is now”, la vita è ora, e per questo bisogna cogliere l’attimo fuggente in ogni cosa.

Fieno per le sue opere si ispira al tardo ‘800, inizi del ‘900, e a artisti come Modigliani e Degas, che dipingeva le ballerine che si misurano con se stesse, e con la fisicità estrema. Un soggetto preferito proprio dallo stesso Fieno.

Un artista che ha un suo stile unico, senza stili a mo’ di marchi di fabbrica come tanti artisti moderni cercano di creare, anche se le sue opere si riconoscono dai suoi soggetti e dal modo inconfondibile con cui le ritrae.

“Ogni corpo, che sia svelato nella sua nudità o che manifesti la propria fisicità in una tenuta intima, glamour o fitness,  porta con sé la possibilità di immaginare la veste dell’animo a cui appartiene, di intravvedere la verità delle sue imperfezioni, di avvicinarsi al mistero che sta all’ origine della vita, lo stesso che riscontro ogni giorno anche nella dimensione agreste” dice l’artista nel suo statement.

E poi ancora:

“Nell’ affrontare i tratti essenziali dei miei personaggi, annullo le distanze tra me e loro fino a immedesimare me stesso in quei corpi, isolando un frammento di storia in comune che li rende pubblicamente credibili e fruibili in un diario collettivo di consapevolezza umana, reso attraverso la grazia e il non detto dell’universo femminile, da cui ciascuno può così attingere per costruire una nuova narrazione propria” conclude Matteo Fieno.

Per approfondimenti sull’artista e le sue opere consigliamo il sito internet www.matteofieno.it.

“3,2,1, GO!” – Tecnica mista su carta, 30×42 cm, Pezzo unico – anno 2019
“Empty” – Olio su tela, 100×100 cm, Pezzo unico – anno 2018

 

 

 

 

“Insider” – Acquerello su carta, 35×51 cm, Pezzo unico – anno 2018. Opera esposta alla mostra “Animus et Anima” presso il complesso di San Severo al Pendino, Napoli
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