Scoperte shock: rinvenuto in Lombardia un rospo senza testa

Bergamo, 24 settembre – Nel 2016 fece scalpore la notizia di un rinvenimento davvero bizzarro e inspiegabile. In una foresta demaniale del Connecticut (USA) infatti venne fotografato e ripreso un rospo americano (Anaxyrus americanus) senza testa, che venne attentamente studiato soprattutto per la sua capacità di sopravvivere.

L’animale in questione presentava un solo ed unico foro che fungeva da bocca, mentre occhi, naso e buona parte del cervello sembravano essere spariti (vedi foto in alto).

La cosa che lasciò perplessi studiosi e scienziati era che l’animale si muoveva e saltava come qualsiasi altro rospo senza particolari difficoltà.

Si pensava che il ritrovamento rappresentasse un unicum, almeno fino ad oggi.

In realtà qualche giorno fa un ritrovamento simile se non identico è avvenuto anche in Italia, e più precisamente a pochi km da Treviglio, una cittadina in provincia di Bergamo.

Un uomo, Simone S. che si stava recando al lavoro in città, ha notato proprio nei pressi della sua automobile un bizzarro animale (vedi foto in basso) che si stava muovendo tra il fogliame, che ha prontamente fotografato con il suo smartphone.

Quel bizzarro animale era in realtà un rospo senza testa.

Pensando si trattasse di un fenomeno abbastanza diffuso l’uomo non diede peso alla cosa e solo una volta giunto a casa e dopo una veloce ricerca, decise di comparare il rospo che aveva visto con la fotografia del rospo americano scattata nel 2016.

Un’ipotesi non molto remota è che entrambi i rospi possano essere stati attaccati e feriti da un predatore e nonostante la perdita di gran parte della testa siano riusciti a sopravvivere. Un’altra è che possano essere invece essere stati attaccati da parassiti infestanti, in particolare da larve di rospo Lucilia bufonivora che si nutrono proprio della carne di questo animale.

In ogni caso è la seconda volta al mondo che un fenomeno di questo tipo viene osservato e immortalato.

 

 

Cervelli in fuga, è controesodo: in aumento chi decide di tornare in Italia

Aumenta il numero di lavoratori e di ricercatori emigrati all’estero che decidono di tornare a lavorare in Italia

Milano, 23 settembre 2020 – Non ci sono dubbi, un periodo di lavoro all’estero arricchisce qualsiasi curriculum vitae. In certi casi, anzi, un’esperienza oltreconfine è quasi un obbligo: si pensi, per esempio al settore della ricerca, all’interno del quale un CV che non conta nemmeno una breve parentesi all’estero viene spesso valutato negativamente a priori.

Per questo motivo, nonché per le condizioni spesso migliori garantite da Paesi come Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti e via dicendo, sono tantissimi gli italiani che negli ultimi anni hanno preferito accettare lavori in Paesi diversi dall’Italia, andando a ingrossare le fila dei cosiddetti cervelli in fuga.

Sono però tante le persone che – anche grazie agli incentivi introdotti dagli ultimi governi – decidono a un certo punto di tornare a lavorare in Italia, e che dunque si trovano di fronte alla necessità di ricollocarsi sul mercato del lavoro italiano. Un numero che in questo periodo post-lockdown è in deciso aumento. 

Come affrontare questo delicato passaggio?

Con Carola Adami, head hunter e CEO della società di selezione del personale Adami & Associati (www.adamiassociati.com), approfondiamo questo tema, per dare qualche prezioso consiglio ai professionisti italiani che hanno scelto di rientrare nel Paese di origine.

Quanti sono gli italiani che, dopo un periodo all’estero, decidono di tornare a lavorare in Italia?

Quella del “ritorno a casa” è certamente un strada che, ultimamente, è stata imboccata da un numero crescente di giovani emigrati all’estero. Ne abbiamo conferma quotidianamente, quando riceviamo i curricula di italiani che, pur essendo impiegati oltre confine, si candidano presso delle aziende italiane. E a confermarlo ci sono delle interessanti indagini effettuate negli ultimi mesi, a partire da uno studio effettuato dal Centro Studi Pwc mediante LinkedIn, secondo il quale 1 talento su 5 desidererebbe tornare in Italia.

Quali sono i motivi che spingono questi professionisti a tornare in Italia?

Ci sono tanti fattori che spingono un expat a guardare nuovamente con attenzione al mercato italiano del lavoro. Indubbiamente, però, l’emergenza sanitaria ha rafforzato e ampliato questo fenomeno, un po’ per la volontà di poter stare vicino ai propri cari, un po’ anche per le azioni messe in campo dallo Stato italiano a partire da marzo 2020, le quali sotto molti punti di vista sono state percepite come più efficaci rispetto a quelle elaborate da altri Paesi europei.

Quale è l’errore da non fare in questi casi?

L’errore che fanno in molti è quello di buttarsi subito nella ricerca vera e propria, senza un momento di riflessione. Questo è uno sbaglio che potrebbe costare caro, perché prima di mettersi alla ricerca degli annunci di lavoro è bene riflettere sulla propria esperienza professionale e sui propri obiettivi, capire cosa si può offrire alle aziende proprio in virtù della propria esperienza all’estero e via dicendo. Solo nel momento in cui si sarà costruito uno storytelling professionale efficace e focalizzato sulle proprie peculiarità e sui propri obiettivi ci si potrà muovere con successo verso le nuove opportunità lavorative.

Qual è il primo passo per chi desidera ritornare a lavorare in Italia?

Si parte come sempre dall’aggiornamento del curriculum vitae, con l’inclusione dell’esperienza lavorativa effettuata all’estero. Quando si parla di CV ogni dettaglio può fare la differenza, ed è quindi bene soffermarsi su ogni singola informazione per comunicare in modo chiaro, idoneo e coerente.

Una volta perfezionato il curriculum vitae vale certamente la pena ottimizzare il proprio profilo LinkedIn, visto che la maggior parte dei selezionatori italiani, infatti, utilizza ormai abitualmente questa piattaforma per individuare nuovi talenti. A tal proposito noi abbiamo inserito nel nostro organico dei consulenti di carriera, che sono pronti ad aiutare i talenti che desiderano ricollocarsi al meglio sul mercato italiano, pianificando al meglio il ritorno in Italia.

 

 

 

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Per interviste e informazioni:

stampa@adamiassociati.com

 

 

 

 

 

A Ronchi dei Legionari presentazione del libro “Venezuela, l’Eden del diavolo”

Gorizia, 22 settembre 2020 – Il presidente Nicolas Maduro e membri di spicco del suo governo sono responsabili di crimini contro l’umanità in Venezuela. Lo ha detto il team di inchiesta delle Nazioni Unite nel suo primo rapporto, parlando di un uso sistematico tortura e omicidio a partire dal 2014. La popolazione venezuelana vive, ormai da anni senza medicine, affamata, vittima di un’iperinflazione incontenibile, brutalizzata da un regime repressivo e corrotto e dalla violenza di gruppi paramilitari che agiscono indisturbati.

La giornalista italo-venezuelana Marinellys Tremamunno in Venezuela, l’Eden del diavolo, descrive l’angoscia di un popolo attraverso la testimonianza diretta di undici vescovi e due cardinali, che nel corso di una straordinaria visita Ad Limina Apostolorum hanno incontrato Papa Francesco rendendosi portavoce delle tribolazioni dell’intero Paese.

Per approfondimenti sul Paese latinoamericano ci sarà un incontro con l’autrice che si terrà venerdì 25 settembre a Ronchi dei Legionari (GO), nell’ambito del Festival del Giornalismo, presso il Consorzio di Bonifica, via Duca d’Aosta, ore 19,30 per un Aperitivo letterario. In dialogo con l’autrice Marco Invernizzi.

Per avere maggiori informazioni sull’incontro visitare l’evento Facebook www.facebook.com/events/2712241202325715.

Il libro

Titolo: Venezuela, l’Eden del diavolo

Autrice: Marinellys Tremamunno

€ 14,00 – pag. 144

L’ autrice
Marinellys Tremamunno è una giornalista italo-venezuelana, nata e cresciuta a Caracas. Laureata in Comunicazione sociale, Master in Giornalismo digitale, ha fondato il giornale Tras la noticia (2003), che dopo sei anni è stata costretta a chiudere a causa della censura in Venezuela. Corrispondente dall’Italia per le testate messicane Excelsior Imagen Tv, è autrice del programma televisivo Efecto Naim per l’emittente latinoamericana NTN24. Scrive per La Nuova Bussola Quotidiana e collabora con diverse testate internazionali. È fondatrice dell’associazione Venezuela: la piccola Venezia Onlus che promuove attività di cooperazione allo sviluppo in Venezuela. È autrice dei libri Chávez y los medios de comunicación social (2002) e Venezuela: il crollo di una rivoluzione (2017).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per informazioni e interviste:

Infinito edizioni: 059/573079 – 331/2182322

 

Prostata ingrossata: le nuove tecniche non invasive per curarla

Roma, 22 settembre 2020 – Il trattamento della ipertrofia prostatica ha visto negli ultimi tempi l’uso di numerose tecniche chirurgiche innovative che vanno dalla laser vaporizzazione alla acquablazione. Ma un passo ulteriore potrebbe essere il trattamento della ipertrofia prostatica con un approccio ambulatoriale non invasivo.

Un approccio in tal senso potrebbe essere l’uso della terapia termobilanciata.

Abbiamo a tal proposito intervistato il Dr. Andrea Militello Urologo (www.andrologiamilitello.it), eletto Miglior Andrologo Urologo d’Italia nel 2018:

“La terapia termobilanciata, fornita dal dispositivo terapeutico che contiene un termoelemento naturale – dice il Dr. Andrea Militello Urologo anche nella Repubblica di San Marino – viene applicata localmente nella proiezione cutanea della prostata, con lo scopo di migliorare la circolazione sanguigna nell’organo interessato. 

Un recente lavoro scientifico ha valutato l’efficacia del nuovo dispositivo terapeutico per il trattamento di pazienti con iperplasia prostatica benigna (IPB).

In questo studio il dispositivo terapeutico è stato somministrato a 124 pazienti con IPB come monoterapia. 

La dinamica delle condizioni dei pazienti è stata valutata dall’International Prostate Symptom Score (IPSS), dalla misurazione ecografica del volume prostatico (PV) e dall’uroflussimetria.

La valutazione basale (pre-trattamento) per entrambi i gruppi era paragonabile tra loro senza differenze clinicamente significative per quanto riguarda età, punteggio IPSS, Qmax e volume PV

“Lo studio clinico di due anni ha dimostrato che la terapia termobilanciata somministrata per 6 mesi fornisce un netto miglioramento nei pazienti che presentano adenoma prostatico sintomatico. Pertanto, gli urologi dovrebbero essere consapevoli della terapia termobilanciante come opzione di trattamento fisioterapico non invasivo per il trattamento dell’IPB”, conclude il dr Militello.

Per saperne di più su questa e altre patologie basta visitare il sito internet www.urologia-andrologia.net o scrivere alla mail andreami65@yahoo.it.

 

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Per informazioni e interviste:

 

andreami65@yahoo.it

 

 

 

 

 

 

Accordo di Pace Emirati Arabi – Israele: parla l’italiana del “Rinascimento arabo”

Accordo abramitico di Pace Emirati Arabi – Israele: da 20 anni una italiana Benedetta Paravia è protagonista del cosiddetto “Rinascimento arabo”, con iniziative interculturali e interreligiose

Roma, 21 settembre 2020 – L’accordo di pace tra Emirati Arabi e Israele è un accordo storico, che segna una tappa importante nell’evoluzione della società araba e del mondo intero. Un cammino che vede tra gli attori da oltre 20 anni anche una donna italiana, considerata una protagonista del cosiddetto “Rinascimento Arabo”.

Lei è Benedetta Paravia, e lavora da anni ormai al fianco delle donne arabe, dei bambini e dei disabili, promuovendo il dialogo interculturale, con lo scopo di creare una società che dialoga, e soprattutto in pace.

Dal 2018 Benedetta ha cominciato a produrre la serie TV, web e inFlight “Hi Dubai” (www.hidubai.ae) e “Hi Emirates“(www.hiemirates.ae ), dedicata alle donne del mondo arabo, che andrà in onda anche in Italia dal prossimo dicembre sui canali RAI.

L’intento è quello di spiegare in Occidente come sia realmente organizzata la società di un’autentica nazione islamica, quale appunto quella gli Emirati Arabi Uniti, paese che sta modellando la strada per una società più connessa e armoniosa.

Per questi suoi sforzi Benedetta è considerata un fattore chiave del “Rinascimento Globale Arabo”, presentato per la prima volta nel 2019 dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman al Saud, un movimento che pone la donna al centro della società del mondo arabo.

“Diciannove anni fa gli Emirati Arabi Uniti mi hanno accolta con amore e rispetto diventando la mia seconda casa. Mi hanno permesso di creare e guidare numerosi progetti interculturali, interreligiosi ed in favore del ruolo della donna nella società, rendendomi orgogliosa di far parte della saggia visione dei leaders di questo paese. Oggi pertanto la firma dell’accordo abramitico di pace tra gli EAU ed Israele rappresenta per me il coronamento del desiderio di pace in Medio Oriente che coltivo fin da adolescente”, racconta Benedetta Paravia.

Le tante iniziative interculturali e interreligiose, per il dialogo e la pace

Conosciuta anche con il nome artistico “Princess Bee”, Benedetta Paravia per il suo attivismo nella cultura e nel sociale degli Emirati è considerata l’ ”Ambasciatrice del mondo arabo“.

Nel corso degli anni è stata fautrice di molti progetti coraggiosi, così nel 2006 ha scritto “Angels – una canzone per la Pace” per la quale è l’unica artista al mondo ad aver ricevuto il Patrocinio dell’UNESCO “per l’importanza fondamentale per la pace e la solidarietà tra i popoli”.
Questa stessa canzone – che attraverso il canto dei bimbi che hanno perso la vita nei conflitti israelo-palestinesi esorta all’abbattimento dei muri, ha ottenuto anche il patrocinio della Santa Sede, Commissione Giustizia e Pace, e gli auspici ed una medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La canzone fu in molti ambienti boicottata, proprio per i valori di cui è portatrice ed il video, girato negli studi Dino di Cinecittà, fu bannato su Youtube molteplici volte, dietro segnalazione di utenti delle opposte fazioni.
Nel corso degli anni molte maestre delle scuole elementari e medie hanno scelto “ANGELS” per la recita di fine anno.
Autrice e produttrice, nel 2005 con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione Superiore degli Emirati Arabi Uniti, ha dato vita a “The Intercultural Project”, un programma educativo di formazione per studenti universitari emiratini e italiani, appositamente ideato per avvicinare le culture europea e araba in favore dello scambio e dell’integrazione interculturale.
Da sempre promuove il dialogo interculturale per la comprensione della diversità culturale combattendo discriminazione ed esclusione sociale.
È cofondatrice e ambasciatore della ONLUS A.N.G.E.L.S.– Associazione Nazionale Grandi Energie Latrici di Solidarietà (www.loveangels.it), nata nel 2008 per l’assistenza sanitaria in Italia ai bambini malati provenienti da zone colpite dalla guerra.

Con la collaborazione del Governo italiano e delle autorità israeliane, nel 2008 ha rinnovato l’Orfanotrofio Al Amal di Gaza fornendo agli orfani le attrezzature di base necessarie al loro sviluppo psicomotorio.

Nel 2008 ha creato un gioiello per beneficenza, chiamato “Fratellanza, figli dello stesso Padre“, che rappresenta i simboli delle 3 religioni monoteiste in ordine cronologico, per ricordare a ebrei, cristiani e musulmani la discendenza dal Patriarca Abramo.

Per questo gioiello le fu espressamente chiesto da una Sceicca degli Emirati Arabi Uniti di rimuovere la Stella di David in cambio di 2 milioni di dollari, ma rifiutò l’offerta, pertanto oggi la firma del trattato di Pace tra Emirati Arabi ed Israele ha per lei un significato molto profondo.

Nonostante le polemiche sorte per la creazione del gioiello per la Pace ed alcuni problemi diplomatici sorti nel corso del tempo, nel 2013 è stata nominata Ambasciatore Internazionale del Centro di Dubai Al Noor per bambini disabili (ora “per Persone Determinate”) e si è offerta volontaria raccogliendo donazioni per il centro.

Nel 2017 è stata proposta per la nomina di Ambasciatore di Buona Volontà UNESCO per l’Italia.

Per saperne di più sulle attività di Benedetta Paravia visitare il sito internet
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Per interviste e informazioni:
princessbeemusic@gmail.com
Benedetta Paravia, con il gioiello della pace “Fratellanza, figli dello stesso Padre”, con il simbolo delle 3 religioni monoteiste più grandi

Nuovi lavori: il network marketing come alternativa al posto fisso per guadagnare in autonomia

Roma, 18 settembre 2020 – Negli ultimi anni il mercato del lavoro ha subito un brusco arresto, oggi, in particolare, sono soprattutto i giovani ad avere difficoltà a trovare un posto fisso.

Secondo l’ISTAT, nel secondo trimestre del 2020 c’è stato un crollo dell’occupazione di circa 840.000 posti, crisi dovuta soprattutto all’emergenza Covid-19.

Ma se non contiamo questo periodo particolare, la disoccupazione è comunque pari all’8,8%, con il 27,6% di giovani, dati che sembrano essere destinati a salire.

Quando i giovani cercano di immettersi nel mondo del lavoro vanno alla ricerca soprattutto del posto fisso, mentre tendono a mettere un po’ da parte o a scartare del tutto l’idea di fare scelte alternative e innovative.

Il posto fisso era sinonimo di sicurezza

Perché questa preferenza del posto fisso? In passato, i nostri genitori credevano che avere il posto fisso fosse la sicurezza lavorativa, sia per lo stipendio, che per i vari benefici come le ferie pagate e le malattie pagate. Questa convinzione è stata trasmessa anche alle successive generazioni, motivo per il quale, oggi, la maggior parte dei neo laureati vanno subito alla ricerca del posto fisso.

Ma le condizioni attuali del mercato del lavoro non sono le stesse di trent’anni fa, le assunzioni a tempo indeterminato scarseggiano, i datori di lavoro preferiscono forme contrattuali brevi con possibilità di rinnovo e l’inserimento nella Pubblica Amministrazione è sempre più limitato.

Questa situazione porta molti giovani a non trovare un posto fisso e ad arrivare alla soglia dei quarant’anni molti frustrati.

Il posto fisso probabilmente non esiste più. Ci sono persone che hanno lavorato per anni presso delle aziende credendo di aver trovato la stabilità e la sicurezza economica, poi le attività sono fallite, e si sono ritrovate all’età di cinquant’anni a dover ricominciare da capo e cercare un nuovo lavoro, non con poche difficoltà.

Costruirsi un lavoro con il network marketing evoluto

È chiaro che con i tempi che cambiano continuamente e con la situazione non proprio favorevole del mercato del lavoro è importante creare un piano B o avere un’alternativa lavorativa valida puntando completamente su se stessi e sulle proprie capacità.

Un’alternativa concreta al classico posto fisso viene dal network marketing ad esempio, che permette a centinaia di migliaia di persone di vivere grazie a questa attività.

L’ultima proposta innovativa e interessante nel campo arriva da SynergyO2 e dal suo sistema di network marketing evoluto che permette a chiunque di creare un business autonomamente, puntando tutto sulla qualità dei prodotti del loro sistema di ossigenazione cellulare personalizzato.

Un sistema unico nel suo genere e non replicabile da nessuna azienda, questo fa si che il network marketing di SynergyO2 sia un business davvero efficace e producente, in quanto la concorrenza è pari a zero.

Come funziona il network marketing evoluto di SynergyO2?

Il tutto è basato sul “passaparola condiviso”, un termine che oggi viene usato solo da questa azienda per definire il suo piano commerciale per la diffusione del suo sistema di ossigenazione cellulare.

La rete commerciale comprende varie figure come gli influencer, i brand Ambassador, gli agenti di commercio, i venditori porta a porta, la multilevel marketer e la vendita diretta.

Entrando a far parte di questo sistema di network marketing è possibile sviluppare in completa autonomia un business di vendita senza doversi preoccupare di altre aziende, poiché nessun’altra vende prodotti simili.

Chi sceglie l’innovativa proposta di lavoro di SynergyO2, può ottenere ottime soddisfazioni e gratificazioni in termini di guadagno e di appagamento personale, trovando così la migliore alternativa al tanto desiderato posto fisso.

 

Turismo, con VauBoo.com gli Hotel si prenotano con l’asta

Da ottobre sarà possibile prenotare gli Hotel, per la prima volta, con le aste online: risparmio di costi per gli alberghi e prezzi vantaggiosi per chi prenota

Milano, 18 settembre 2020 – Le prentoazioni degli hotel presto non saranno più come prima. L’1 ottobre prossimo VauBoo presenterà infatti un servizio online che cambierà radicalmente il processo di prenotazione degli alloggi ,sia per gli ospiti che per gli albergatori.

Per la prima volta potremo usare infatti un sistema di prenotazione basato sul principio dell’asta, in cui ospiti e albergatori, comunicando direttamente, potranno concordare un prezzo per il soggiorno.

A causa della difficile situazione del settore turistico, Vauboo pensa di ridurre in questo modo i costi alberghieri pagando un abbonamento mensile minimo invece di pagare grandi commissioni sulle prenotazioni.

“Dopo aver analizzato il mercato dei servizi alberghieri in Germania, Polonia e Italia, oltre il 40% degli intervistati ha manifestato interesse a lavorare nel nostro sistema”, dicono i founder di Vauboo.

Tenendo conto dei desideri degli albergtori il team di VauBoo ha sviluppato un sistema ottimale che salverà sia i viaggiatori, grazie a prezzi vantaggiosi, e sia gli hotel, grazie ai costi bassi, e allo stesso tempo stimolerà la crescita del turismo nazionale e internazionale.

Il sistema VauBoo.com è attualmente in fase di test nei mercati di questi paesi , e dall’1 ottobre prossimo verrà annunciato il lancio ufficiale del sistema di prenotazione degli hotel di VauBoo. 

Lo scopo è quello di rendere i turisti più informati, e più accessibili agli stessi albergatori.

Prenotare un hotel online con un’asta sarà possibile dall’1 di ottobre all’indirizzo internet www.vauboo.com.

 

 

 

 

 

 

 

 

Immobili: nasce Invest-t.it, la nuova piattaforma di Crowdfunding Immobiliare

Continuano a crescere gli investimenti in progetti immobiliari, con raccolta fondi online

Roma, 17 settembe 2020 – Grandi novità nel mercato immobiliare italiano. È infatti online da pochi giorni Invest-t.it, una nuova innovativa piattaforma di crowdfunding immobiliare. 

Si tratta di un servizio rivoluzionario, che grazie alla tecnologia permette di investire nel mercato immobiliare, in determinate operazioni, con rendimenti e tempi certi sul rientro del proprio investimento.

La differenza con altri servizi similari è che questa nuova piattaforma dà spazio agli operatori immobiliari, che mettono a disposizione degli investitori la loro professionalità ed esperienza.

DIVERSIFICARE GLI INVESTIMENTI

In un contesto economico in continua evoluzione, una gestione oculata del proprio denaro e degli investimenti è ormai indispensabile, per una visione di lungo periodo sui rendimenti dei propri risparmi. 

Per questo è importante diversificare il proprio portfolio tra i diversi strumenti che il mercato oggi offre, tra cui appunto l’effervescente mercato immobiliare.

INVESTIRE NELL’IMMOBILIARE: UNA QUESTIONE DI INCONTRO E FIDUCIA

Il problema principale degli investitori immobiliari oggi è non sapere a chi rivolgersi, e di chi avere fiducia.

Altro problema degli operatori è spesso la mancanza di fondi per portare a termine le proprie operazioni immobiliari. 

Da qui l’idea dei fondatori di Invest-t.it di costruire uno strumento che possa permettere agli operatori immobiliari di pubblicare i propri progetti immobiliari online, incontrando chi desidera investire nel mercato immobiliare, in totale sicurezza.

INVESTIRE FACENDO DEL BENE

Le operazioni immobiliari che proporrà la piattaforma sono tra le più diverse. 

La prima operazione immobiliare pubblicata garantisce ad esempio il 9,46% di ritorno in solo 10 mesi.

Si tratta di un’operazione che derivando da un saldo e stralcio permette all’investitore, oltre che di portare a casa un guadagno, di supportare la società proponente, che mediante l’acquisto in saldo e stralcio, grazie ai fondi raccolti, potrà evitare l’asta dell’immobile, aiutando il proprietario ad azzerare i propri debiti.

Gli investitori così oltre ad un guadagno personale faranno anche del bene, aiutando il proprietario dell’immobile a risolvere i suoi problemi finanziari, evitando la messa all’asta della casa.

LA RIVOLUZIONE DELLA CONDIVISIONE

Invest-t nasce per puntare sui concetti di condivisione e per essere uno strumento alternativo ai tradizionali strumenti, a supporto soprattutto delle società immobiliari “locali” che hanno già una forte esperienza nel mercato, e che per questo rappresentano il vero motore dell’Italia.

“Forza della condivisione, unione collettiva per il raggiungimento di un traguardo comune, sostegno, professionalità, capacità, etica sono i concetti che vogliamo trasmettere con il nostro progetto”, dicono i fondatori della piattaforma, Teddy Corso e Bruno de Sarro e Francesco Perino, che funge anche da amministratore del servizio.

GLI INVESTIMENTI IMMOBILIARI DEL NUOVO MILLENNIO, GRAZIE ALLA TECNOLOGIA

“La piattaforma tecnologica è stata costruita da zero da noi, senza alcun appoggio di aziende informatiche di settore o pacchetti preconfezionati, ed abbiamo investito tante notti in bianco insieme al nostro programmatore”, continuano i fondatori di Invest-t.it.

Il servizio di crowdfunding nasce con la voglia di cambiare, e supportare il mercato immobiliare e gli investitori con umiltà, determinazione e professionalità, al servizio di ogni protagonista del settore.

Con l’obiettivo di diventare la principale piattaforma di Lending Crowdfunding Immobiliare in Italia entro i prossimi 12 mesi.

IL MERCATO DEL FUTURO, A VANTAGGIO DI TUTTI

“L’intento è quello di far capire che questo è il mercato del futuro, lo dicono i numeri in forte crescita del settore in tutto il mondo, e che può esistere solo con l’impegno e la fiducia di tutti gli attori della filiera, cioè gli operatori, gli investitori e noi”, continuano i fondatori della piattaforma.

Piattaforma che sarà sempre gestita nella massima trasparenza, con la voglia e la consapevolezza che tutti possono partecipare ad un progetto rivoluzionario comune.

“Siamo dei professionisti e mettiamo al servizio della piattaforma, e quindi dei nostri clienti tutta la nostra esperienza, e vorremmo che i nostri clienti ci vedano sempre vicini a loro, perché siamo professionisti ed investitori come loro” concludono i soci fondatori di Invest-t.it.

 

 

 

Invest-t, logo della piattaforma di crowdfunding immobiliare

 

 

Lotta al Covid: positivi i risultati degli studi sulla Quercetina

Da una ricerca internazionale importanti risultati che danno il via al lancio sul mercato di prodotti innovativi a base di Quercetina

Roma, 17 settembre 2020 -La scienza continua senza sosta la sua ricerca per affrontare e vincere la battaglia contro il Coronavirus. L’ultima scoperta è che la Quercetina è un’arma molto efficace, in grado di contrastare efficacemente il Covid 19.

Lo dicono i soddisfacenti risultati di numerosi studi su questo flavonoide presente in molti alimenti vegetali, come cipolla rossa, capperi e radicchio.

Una ricerca internazionale condotta da esperti italiani e spagnoli ha dimostrato come la Quercetina può agire da inibitore del Sars-CoV-2, perché è in grado di destabilizzare la 3CLpro che è una delle proteine principali che causa il replicarsi del virus.

La ricerca internazionale

Il lavoro di ricerca è stato portato avanti da Bruno Rizzuti dell’Istituto  di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr-Nanotec di Cosenza, in sinergia con alcuni ricercatori di Zaragoza e Madrid ed è stato pubblicato sulla rivista “International journal of biological macromolecules”.

Dallo screening sperimentale la Quercetina è risultata un inibitore potente dell’enzima 3CLpro, bloccando la replicazione del virus.

Sul mercato prodotti innovativi

In seguito a questi risultati le case farmaceutiche stanno già proponendo le prime soluzioni, come Quercetina Advance, un integratore di Quercetina pura, potenziata con bromelina, vitamine e minerali, della  PromoPharma.

“Cerchiamo di unire la continua ricerca scientifica interna ai frutti degli studi nazionali ed internazionali per offrire prodotti innovativi che possano aiutare e proteggere la salute delle persone” – ha dichiarato Filippo Borsani, Ceo di PromoPharma, mostrando la sua soddisfazione.

Grazie alla sinergia di quercetina e bromelina, un antinfiammatorio naturale, il nuovo prodotto di PromoPharma svolge una potente azione antiossidante.

Inoltre vitamina C, vitamina D e Zinco contribuiscono ad un forte sostegno delle difese immunitarie.

Perchè il Coronavirus si batte soprattutto con la prevenzione e il buon funzionamento del sistema immunitario.

Per saperne di più visitare il sito internet www.promopharma.it.

 

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Struttura chimica della Quercetina
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