Esce “Sasso dopo sasso”, nuovo capolavoro per la collana di poesie “AttraVersi”

Roma, 31 maggio 2018 – La collana di poesia ‘AttraVersi’ si arricchisce di un nuovo capolavoro, “Sasso dopo sasso” di Miriam Cividalli Canarutto. La collana, curata dalla fiorentina Caterina Bigazzi, nata nell’ottobre 2017 grazie a un editore, le “Edizioni del Poggio”, capace di valorizzare e promuovere la poesia, festeggia la pubblicazione del terzo libro.

Con questa raccolta l’autrice Miriam Cividalli è giunta alla sua quarta prova poetica. Classe 1931, allieva di Giorgio Bassani a Ferrara negli anni delle scuole medie e insegnante dal 1971 al 1996, dal 2000 a oggi l’autrice frequenta corsi di scrittura creativa a Firenze, mettendosi in luce per la sua infaticabile ricerca di una parola asciutta, precisa ed efficace.

Il forte senso di appartenenza alle proprie radici porta l’autrice a ripercorrere, sasso dopo sasso, una lunga e intensa carrellata di volti, voci, luoghi, avvenimenti e situazioni, tra il pubblico e il privato, come in un bilancio ancora aperto di vita tangibile, palpitante.

Il libro di 80 pagine, oltre che in vendita in tutte le librerie online al costo di € 7,50 può essere richiesto direttamente alla casa editrice all’ indirizzo www.edizionidelpoggio.it/index.php?mod=shopping_cart&f=prod&id=123.

Così la curatrice ha presentato il progetto della Collana: “Ogni verso è come il piccolo segmento di un percorso. Forse scrivere è sempre, in qualche modo, attraversare qualcosa, o qualcuno. È anche un po’ come un ponte. I ponti uniscono, permettono di viaggiare, di incontrarsi. Salire su un ponte è una sfida a proseguire, a non guardarsi indietro, o a non saltare giù.
Questa collana di poesia è fatta di libri piccoli come segmenti, ma tenaci come ponti, che un po’ attraversano, un po’ attraggono. E cercano di dare una forma, o un volto, a quel ‘qualcuno’, ‘qualcosa’. A un ‘dove’.
Ciascuna di queste raccolte compie un cammino, un viaggio. Ma l’importante alla fine non è tanto trovare quel che si cerca. È che i segmenti tracciati non si esauriscano nel vissuto personale, nell’esclusivo dato biografico.
Ognuno attraverso le parole di un altro può scorgere la propria riva”.

Per ulteriori informazioni sul libro e la collana visitare il sito internet www.edizionidelpoggio.it oppure scrivere alla mail redazione@edizionidelpoggio.it.

 

Project manager: 22 milioni i nuovi posti di lavoro nei prossimi dieci anni

Milano, 30 maggio 2018 – Stando ad uno studio del Project Management Institute – un’associazione internazionale no-profit che si occupa della divulgazione delle tecniche del Project management – nel prossimo decennio la domanda di project manager qualificati è destinata a salire del 33%, con 22 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale. Quella del project manager, dunque, si configura come una delle professioni che saranno più richieste nei prossimi anni. Ma quali sono le funzioni di questa figura manageriale? E quali i prerequisiti fondamentali per potervi accedere?

«In parole semplici, possiamo guardare al project manager come al responsabile della conduzione operativa di un progetto, pur non limitandosi ad una mera supervisione tecnica: il presidio che viene richiesto a questa figura, infatti, deve essere globale» ci spiega Carola Adami, fondatrice e CEO dell’agenzia di ricerca e selezione di personale qualificato Adami & Associati.

«Il project manager è il responsabile della qualità del prodotto o del servizio finale, nonché della gestione economica del progetto. È inoltre suo il compito di coordinare i contributi e le azioni di tutti gli attori coinvolti, stakeholders compresi» ha specificato l’head hunter dell’agenzia milanese.

La popolarità del ruolo di project manager, del resto, è andata aumentando di continuo negli ultimi anni. Sono cinque, spiega Adami, i settori in cui, a livello internazionale, c’è una marcata richiesta di project manager: «parliamo dell’ingegneria, dell’information technology, della finanza, della sanità e della difesa». E la coda delle aziende alla ricerca di un manager in grado di gestire progetti di qualità si ingrossa giorno dopo giorno: basti pensare che oggi, su LinkedIn, ci sono più di 1.700 ricerche che puntano in questa direzione. Attualmente si stima che si aprano 1.5 milioni di opportunità lavorative all’anno per questi professionisti.

«La grande richiesta di queste professionalità non deve assolutamente stupire: dei project manager preparati e capaci possono infatti trasformare le imprese in entità più leggere e più efficaci, in grado quindi di soddisfare in modo ancora migliore i rispettivi clienti» spiega ancora Adami. Insomma, le richieste sono già tantissime, ma sono ancora poche se confrontate con i numeri previsti dal Project Management Institute per i prossimi dieci anni.

Ma quali sono le esperienze formative indispensabili per questo ruolo?

Va sottolineato che ogni tipo di settore ricerca differenti tipologie di project manager. Non esiste del resto un percorso unico e codificato per intraprendere questa carriera: si potrebbe pensare che la via migliore sia quella degli studi economici, ma anche le lauree in ingegneria sono molto apprezzate, così come altri percorsi universitari più specifici. Va inoltre evidenziata la possibilità di frequentare delle scuole di Business management, nonché quella di partecipare a dei master appositamente mirati a formare dei project manager pronti per essere inseriti in azienda.

«Il project manager deve avere competenze tecniche e di business» sottolinea Adami, aggiungendo che «a queste competenze interdisciplinari vanno sommate particolari soft skills, quali le capacità di leadership e di problem solving: stiamo pur sempre parlando, in fondo, di una figura chiamata a dirigere e coordinare un variegato team di lavoratori».

Decisamente attraente, infine, la retribuzione che spetta a questi professionisti, dai 55 mila euro lordi annui delle figure junior ai 130 mila euro dei project manager più esperti.

 

Moda e solidarietà: a Oggiono la raccolta fondi per la Fabio Sassi Onlus

Allo Stendahl di Oggiono (Lc) si è tenuta la raccolta fondi organizzata dall’Associazione Fabio Sassi Onlus

Maggio 2018 – Venerdì 25 maggio si è tenuta una serata all’insegna della moda e della beneficenza presso lo Stendhal Fitness Village di Oggiono (Lc), con sfilata a bordo piscina. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Fabio Sassi Onlus per la raccolta fondi destinata all’Hospice Il Nespolo di Airuno, per l’acquisto di una caldaia e un impianto di distribuzione calore.

Grande la partecipazione di pubblico per una “notte magica” a cui ha partecipato l’intera famiglia Tosetti dell’atelier Tosetti Sposa di Como, che ha aderito con grande entusiasmo a sostegno di questo progetto solidale.

Tra i protagonisti della moda italiana a sfilare in passerella le creazioni dello stilista Alessandro Tosetti, con le sue linee sposa e cerimonia, ma anche la linea più giovane e grintosa dell’atelier, la Tosetti Limited Edition, disegnata dallo stesso Alessandro, dalla madre Monica e dal fratello Gabriele Tosetti.

Protagonisti della serata anche una selezione di top brand della cerimonia uomo, scelti da Giovanni Tosetti, massima autorità in fatto di eleganza al maschile, come Carlo Pignatelli, Andrea Versali, Petrelli, Rocchini e Tosetti Cerimonia Uomo.

Ed è stato proprio Gabriele, modello ed attore amatissimo dagli americani, ad aver portato in passerella i look più “formali” della cerimonia uomo, alternandoli con uscite più “easy” dei capi must-have del brand di famiglia, la Tosetti Limited Edition, composti da t-shirt con il caratteristico bullgog stampato, pantaloni dalla vestibilità ampia e giacche slim.

Hanno incantato il pubblico i tessuti aerei della collezione bridal di Alessandro Tosetti, che ha portato sul catwalk cinque modelli 2018, un ensemble di leggerezza e romanticismo, con modelli scivolati dalle linee bon ton, e outfit princess-inspired con gonne maxi in vaporosi veli di tulle e corpetti rigorosamente minimal.

Raffinata la collezione Alessandro Tosetti dedicata alla cerimonia e alla sera con abiti in seta black e inserti preziosi in pizzo, e un audace outfit blu degradé dal corpino incrociato e gonna balloon.

Per la Tosetti Limited Edition sono stati presentate anche i nuovi capi donna: un applauditissimo mini abito nero con bordure off-white e maniche a pipistrello oltre alle gonne in tulle da abbinare agli shorts e alle canotte con maxi stampa.

Ad occuparsi dell’hair&make up il team Graziella Benvenuto ed Elisa Toaiari.

Link:

www.alessandrotosetti.com

www.tosettisposa.it

www.gabrieletosetti.com

www.fabiosassi.it

Segantini: a Caglio visite guidate gratuite per le opere del maestro divisionista

Le opere del grande pittore divisionista Giovanni Segantini in mostra nel borgo antico, dove visse, su nuove tavole a grandezza naturale. Il calendario dal 3 giugno al 30 settembre 2018.

Como, 30 maggio 2018 – Domenica 3 giugno prossimo si terrà la prima visita guidata al Percorso Segantini che va a inaugurare la stagione degli eventi turistico-culturali di Caglio, in Vallassina, a breve distanza dal lago di Como, paese di montagna tra i più suggestivi della Lombardia.

Il Percorso Segantini è una mostra permanente a cielo aperto, visitabile tutto l’anno.

I quadri più famosi di Giovanni Segantini, il grande pittore dell’800 che qui visse un anno e dipinse il capolavoro “Alla Stanga”, saranno raccontati da una guida turistica esperta.

Le opere del maestro divisionista, riprodotte a grandezza naturale, si potranno ammirare – e capire – passeggiando tra i vicoli e le piazzette del borgo medievale, un piccolo gioiello di architettura rurale perfettamente conservato.

Le tavole che riproducono i dipinti più significativi sono state rifatte con una lega di alluminio protetta da una pellicola di speciale materiale plastico, che esalta la lucentezza dei colori e la magia di luci e ombre tipica delle opere di Segantini, e li protegge nel tempo.

Chi se la sente può spingersi fino alla riproduzione di “Alla Stanga” collocata fuori dal paese, sul belvedere che domina proprio il paesaggio agreste scelto da Segantini come sfondo dell’opera.

L’evento è gratuito, organizzato da Pro Caglio, la proloco cittadina, e sarà riproposto per tutta l’estate, ogni prima domenica del mese.

La guida è disponibile anche su prenotazione, per piccoli gruppi, e anche in lingua inglese.

 

Questo il calendario completo delle visite guidate:

1 luglio alle 11.00 e 15.30;

5 agosto alle 21.30, in notturna, con le opere illuminate dai riflettori in un’atmosfera surreale;

2 settembre alle 15.30;

30 settembre alle 15.30.

 

Per informazioni: 

In sede, piazza Giovanni XXIII: domenica 10 -12, da marzo a ottobre; tutti i giorni 10 -12 e 16 -19, in luglio e agosto.

Telefono: 031 667378, negli orari di apertura, oppure mobile: 347 9893170

Mail: info@procaglio.it

Web:  www.procaglio.it e Facebook

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ufficio stampa Pro Caglio:

Ida Laura Cappiello – 340 3846691 – mail: comunicazione@procaglio.it

Ritorna ‘Pianeta Cultura’, la rivista del sapere

Foggia, 29 maggio 2018 – Dopo circa 7 anni di assenza riprende la pubblicazione di Pianeta Cultura, rivista del sapere con cadenza bimestrale.

Se l’atto di fondazione di una rivista è un evento di grande portata, la sua rinascita assume una valenza ancor più rilevante quando a riproporla sono uomini e donne di cultura che hanno avvertito l’esigenza di riprendere un discorso interrotto, ma nei loro animi mai giunto al capolinea.

Direttore responsabile è stato confermato Giucar Marcone, vice direttore Antonietta Pistone, redattore capo Alfonso Maria Palomba, segretaria di redazione Antonella Mazzilli, redattori Piergiorgio Aquilino, Nazario D’Amato, Giovanni De Girolamo, Carmine De Leo, Liliana Di Dato, Marisa Donnini, Antonia Frazzano, Duilio Paiano e Giuseppe Osvaldo Lucera oltre ad altri validi esponenti della cultura che di volta in volta vorranno offrirci i loro preziosi contributi.

“Purtroppo dobbiamo anche segnalare la scomparsa di Giuseppe De Matteis e di Michele Maria Pernice, due pilastri della nostra rivista, ricordati in questo numero da Duilio Paiano e Giucar Marcone” dicono dalla redazione.

Responsabile editoriale è Giuseppe Tozzi, mai domo nelle sue iniziative culturali, che con tenacia vuol dimostrare come la cultura possa contribuire anche al benessere di un popolo, favorendo la conoscenza delle proprie radici e la divulgazione di eventi letterari, storici, folkloristici. Andando anche oltre i suoi confini territoriali e allargando lo sguardo su ciò che accade altrove nel nostro pianeta, nel nostro “Pianeta Cultura”.

Attualmente la rivista è disponibile su richiesta alla mail redazione@pianetacultura.com.

 

L’EDITORIALE DEL PRIMO NUMERO

Dopo alcuni anni di assenza torna Pianeta cultura, rivista del sapere con cadenza bimestrale.

Nata nel dicembre del 2008 da un’idea del responsabile delle Edizioni del Poggio, Giuseppe Tozzi, la pubblicazione della rivista si protrasse sino al febbraio 2011, allorché per motivi di natura economica, conseguenti ad una dilagante crisi che aveva coinvolto molti Stati Europei, Italia e Grecia in particolar modo, anche Pianeta Cultura, nonostante l’impegno volontario di valenti redattori e collaboratori, fu costretta  ad arrendersi  al variare della stagione che lasciava supporre un profondo mutamento nella comunicazione di ogni tipo, penalizzando soprattutto il cartaceo. Così non è stato: il fascino del libro stampato è inalterato, il libro rimane un punto fermo nelle abitudini della maggior parte delle persone ed è di gran lunga ancora più popolare del libro digitale. Non c’è niente che possa sostituire l’emozione di aprire un nuovo libro e il profumo della carta che emana.

Mi fa piacere ricordare, non senza emozione, che nella redazione di Pianeta Cultura 2008-2011 figuravano personaggi indimenticabili come Giuseppe De Matteis, docente universitario, e lo scultore Michele Maria Pernice, artista di fama internazionale, entrambi scomparsi dopo una vita dedicata alla cultura e alla sua diffusione. In questo numero della rinascita della rivista potrete leggere il ricordo intenso e commovente di De Matteis, ben delineato da Duilio Paiano, mentre a tracciare la figura artistica e l’umanità di Pernice è l’autore del presente editoriale.

Se l’atto di fondazione di una rivista è un evento di grande portata, la sua rinascita assume una valenza ancor più rilevante quando a riproporla sono uomini e donne di cultura che hanno avvertito l’esigenza di riprendere un discorso interrotto, ma nei loro animi mai giunto al capolinea. A raccogliere il guanto di questa nuova sfida è ancora una volta Giuseppe Tozzi, oggi presidente dell’Associazione di promozione sociale, sportiva e turistica “ASCD Paese mio” di Poggio Imperiale, con una proposta editoriale più ricca rispetto all’esperienza già vissuta.

Nella nuova redazione di Pianeta Cultura figurano prestigiosi esponenti della cultura e del giornalismo, i cui nomi sono elencati nella gerenza. A questi si aggiungeranno di volta in volta autorevoli collaboratori.

Pianeta Cultura vuol essere una rivista aperta a contributi culturali su qualsiasi argomento. Letteratura, filosofia, storia, psicologia, religioni, arte ed ogni altro frutto dell’intelligenza umana sono gli ingredienti per riflettere sul cammino dell’umanità.

«Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro» (Alberto Camus (1913-1960, scrittore, filosofo, saggista, drammaturgo).

La cultura è una pianta che bisogna alimentare continuamente, guai a lasciarla morire; la cultura è il deposito della storia dell’uomo, delle tradizioni di ogni popolo, è il pilastro solido costruito nel passato dai nostri antenati su cui costruire il futuro passando per il presente. Non c’è identità senza memoria del passato.

Parlando all’UNESCO di Parigi nel 1980, papa Giovanni Paolo II si soffermò sulle parole di San Tommaso d’Aquino: «Genus humanum arte et ratione vivit» (In Aristotelis “Post. Analyt”), ovvero «Il genere umano  vive di sapere e di ragione», «parole – affermò il pontefice – che portano al di là del cerchio e del significato contemporaneo della cultura occidentale sia mediterranea che atlantica. Esse hanno un significato che si applica all’insieme dell’umanità in cui si incontrano le diverse tradizioni che costituiscono la sua eredità spirituale e le diverse epoche della sua cultura». Parole di una stringente attualità in questa nostra epoca segnata da violenze di ogni tipo, morali e fisiche, da conflitti generati da interessi economici, da intolleranze religiose.

La cultura non è contrapposizione, la cultura è civiltà, tolleranza, solidarietà: la cultura è ricchezza che non va dispersa nei rivoli delle incomprensioni o delle diversità etniche. Pianeta cultura con i suoi contenuti vuol promuovere, secondo quanto affermato nella convenzione UNESCO del 2005, «la consapevolezza del valore della diversità culturale nella sua capacità di veicolare le identità, i valori e il senso delle espressioni della cultura, riaffermando nel contempo a tutti i livelli il legame tra cultura, sviluppo e dialogo».

Nel piccolo borgo di Poggio Imperiale, i. provincia di Foggia, opera una piccola casa editrice “Edizioni del Poggio” nata da oltre un decennio. Ne è titolare Giuseppe Tozzi, appassionato di libri e di scrittura. Oltre 120 libri pubblicati e tante manifestazioni culturali organizzate, in particolar modo il premio internazionale “Emozioni in bianco e nero – fiabe, poesie, racconti … storie di carta”, che raccoglie adesioni in ogni angolo del mondo.

La sua strategia è mirata a pubblicare solo lavori in cui crede. Per Giuseppe Tozzi editoria vuol dire soprattutto indipendenza, un termine non astratto ma che si realizza quotidianamente nella scelta dei volumi da stampare: saggistica, storia locale, poesie, romanzi, narrativa rosa e polizieschi, fantascienza e fantasy, sono gli ingredienti che costituiscono l’ossatura della casa editrice.

Mai un libro è pubblicato per caso. Solo dopo attenta lettura e profonda valutazione, l’editore procede alla fase successiva curando personalmente grafica e copertina. Il suo è un lavoro certosino fatto di capacità, pazienza ed amore.

Le “Edizioni del Poggio”, nonostante la presenza nel settore di colossi dell’editoria, grazie all’impegno di Tozzi sono riuscite a raggiungere un traguardo significativo e ad aprirsi una strada di cui oggi raccolgono meritatamente risultati lusinghieri.

“Pianeta Cultura” è la dimostrazione concreta del successo di Giuseppe Tozzi e della sua casa editrice una rivista che ha la pretesa di voler arricchire i suoi lettori di ogni aspetto del sapere, e se ciò si è reso possibile, la nostra gratitudine è inevitabilmente diretta a Giuseppe Tozzi “editore per passione”.

 

Il direttore

Giucar Marcone

 

 

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Contatti:

redazione@pianetacultura.com

 

A Bologna il Premio Miglior Banconista: “un’ arte che rischia di scomparire”

Domenica 10 giugno ore 11 si terrà la fase finale del Premio Miglior Banconista d’Italia presso FICO Eataly World Bologna, Spazio Forme – Parmigiano Reggiano…

Bologna, 29 gennaio 2018 – A tutela di un mestiere e di una vera e propria arte che rischia di scomparire si terrà a Bologna il 10 giugno prossimo il Premio al Miglior Banconista con il contributo del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Media Partners Agrodolce.

Perché la nascita di questo nuovo premio? Perché quella del banconista è una vera e propria arte che rischia di scomparire. Manca una formazione specifica al riguardo e i giovani disertano l’apprendistato. Le botteghe gastronomiche di qualità fanno sempre più fatica a trovare giovani che vogliono imparare questo mestiere che, se ben fatto, ha ottimi ritorni professionali e il piacere di un contatto con una clientela che è sempre più preparata e desiderosa di scoprire ingredienti d’eccellenza.

Il premio è opera dell’organizzazione di Witaly, che dopo aver ideato e portato avanti da tanti anni prima il Premio al miglior Chef Emergente e poi l’analogo al miglior Pizza Chef Emergente, si è avvicinata in seguito anche al mondo delle botteghe gastronomiche di qualità con il relativo premio realizzato nelle ultime edizioni del Festival della Gastronomia di Roma e di Milano.

L’appuntamento per il premio è presso il FICO di Bologna, Spazio Forme – Parmigiano Reggiano, domenica 10 giugno prossimo alle ore 11. Qui converranno gli 8 candidati selezionati da una rete di esperti, che, di fronte a una giuria qualificata, tra cui dovranno presentarsi e mostrare di avere delle spiccate capacità dialettiche ed interazione con il cliente, solida preparazione sulle tematiche gastronomiche. Alla prova orale, seguirà una prova pratica con l’assaggio e il taglio del parmigiano reggiano.

La competizione è aperta al pubblico, dalle ore 10 del mattino all’ora di pranzo.

Per maggiori informazioni sull’evento scrivere alla mail eventi@witaly.it.

 

 

 

 

Terremoto centro Italia: “Burocrazia lenta e cinica. Bisogna ricostruire i paesi per ricostruire le vite”

Amatrice, 29 maggio 2018 – “La burocrazia italiana non può arrogarsi il diritto di decidere con lentezza sulla vita delle persone, e nessuno può rimanere indietro. Le macerie non possono diventare il paesaggio del futuro di un’Italia che per bellezza e arte non ha rivali al mondo”. A dichiararlo la scrittrice Barbara Appiano, a conclusione della sua visita nelle zone terremotate del centro Italia.

A partire da Saletta, frazione di Amatrice, accoglienza, coralità e fratellanza hanno accolto la scrittrice nei luoghi sofferenti, che ha incontrato tanta gente semplice e determinata a ricostruire la propria vita, ancora prima della propria casa andata in briciole nella notte del 26 agosto 2016.

Tante le storie raccolte dalla scrittrice.

Come quella di Giuseppe, 70 anni, che non coltiva più l’orto perché bloccato in una depressione post terremoto che gli impedisce di vivere nel presente. Narra il suo dolore, di quando aveva l’orto e le galline e della sua vita tranquilla e semplice fatta di affetti e abitudini che gli sono stati tolti con violenza dalla Natura.

Poi c’è Antonia, 65 anni, che ha narrato con lucidità la sua esperienza. Sepolta per più di otto ore sotto le macerie di casa sua insieme a Liliana pensava di essere morta, mentre era viva e sentiva gridare il suo nome e le voci degli amici e dei famigliari che la cercavano.
Antonia ha subìto 18 interventi chirurgici per poter ritornare o almeno provare a vivere come viveva prima del terremoto, dato che il bacino e varie fratture l’hanno costretta ad intermittenza a cure ospedaliere e ricoveri per un periodo di circa 8 mesi, ma nonostante tutto rimane spigliata, concreta e positiva.

Poi c’è la storia di Marisa, romana, titolare di una lavanderia che a Saletta ha perduto i genitori anziani nella notte maledetta del terremoto, ma che ha fatto in tempo a ricostruire i rapporti allentati con mamma e papà.

Una comunità piccolissima quella di Saletta, che ha l’orgoglio di esistere e non vuole essere dimenticata.

Il comitato ‘Ricostruiamo Saletta’, rappresentato da Andrea Ciucci vicepresidente, ha accolto Barbara Appiano con generosità nei luoghi della sofferenza, illustrando le finalità del comitato che è quello di conservare la memoria di coloro che sono morti nella notte del 26 agosto 2016, attraverso iniziative sociali e di aggregazione. Oltre quello di evitare lo spopolamento di queste terre bellissime, portatrici di valori universali, quali la dignità e la fratellanza, e dove l’agricoltura e l’allevamento sono le fonti dell’economia.

Il comitato ‘Ricostruiamo Saletta‘ (www.ricostruiamosaletta.org) ha raccolto finora circa 58.000 euro con i quali è stata costruita una piccola e accogliente chiesetta per le funzioni eucaristiche tenute dai frati dell’ordine di Padre Pio, che si alternano al sabato per officiare la messa.

Immense le montagne di macerie che potrebbero essere degli Appennini in miniatura.

“Sarebbe interessante portare questo campionario di distruzione davanti ai palazzi del potere per creare con queste macerie e detriti di ogni foggia, un vero e proprio Monumento ai Caduti” ci racconta Barbara Appiano.

Masserizie, valigie aperte, televisori a gambe all’aria, una parabolica che penzola da un balcone divelto e ancora una coperta all’uncinetto che spunta fra una tavolo ancora apparecchiato appollaiato su un solaio spaccato in due. Ovunque materassi che sbucano dai detriti come se volessero stare a galla nel mare delle macerie che tutto ingoia, una visione da fine del mondo , dove il mondo vuole ricominciare a vivere.

Passando dalla Via Salaria per arrivare a questi luoghi è la visione di quello che un tempo è stata Pescara del Tronto a gettare inquietudine, un paese costruito sul tufo che non potrà più essere ricostruito perché il terreno potrebbe sprofondare.
Pescara del Tronto non esisterà più quindi, se non nella memoria dei sopravvissuti che vivono ora dalla parte opposta della Via Salaria, in casette prefabbricate, di fronte alla collina che ospitava il loro paese ora diventato un cumulo di macerie.

Macerie custodi di tante storie e vite, salite alla ribalta per mano della natura. Voci di un mondo che non vuole sprofondare e che reclama un posto dove stare.

Come il ristorante pizzeria “La Lanterna”, realtà imprenditoriale che sopravvive al terremoto traslocando ad Amatrice in un area che si chiama “Area Food”, che raccoglie tutti i ristoratori che prima del 26 agosto 2016 erano nel centro storico di Amatrice.

L’aggregazione dei ristoratori, che per spirito di sopravvivenza sono raccolti in un’unica area, in una recinzione senza recinto in cui ad identificarli è la comunanza del terremoto.

“Ad Amatrice non vi è più l’ospedale, ormai scomparso. Al suo posto un enorme cratere, in attesa di essere riempito da altro ospedale fintanto che la burocrazia faccia il suo corso e impari a correre come un ghepardo e non come una lumaca” racconta ancora l’autrice.

Il nuovo ospedale pare sarà ricostruito su promessa della cancelliera Angela Merkel, sperando che almeno la teutonica cancelliera non venga anche lei paralizzata dalla burocrazia lumaca, categoria prettamente italica.

Nel frattempo tutto scorre in modo lento, precario e provvisorio. Tante le vite provvisorie che di definitivo non hanno nulla e che per passatempo guardano dall’alto del dolore e del ricordo le macerie, diventate compagne inseparabili di questa gente che nelle macerie vede il mondo che non c’e’ più e che fatica a vederne uno nuovo.

Saletta, Amatrice, Accumoli, Rocchetta, Torrita (in quest’ultima frazione è stata ospite la scrittrice presso l’agreste fattoria Santarelli) sono dei punti su una cartina geografica che non vogliono essere cancellati.

Per questo occorre sbloccare presto i fondi i raccolti, nell’ordine di diverse decine di milioni, raccolti dai generosi italiani a colpi di sms e ancora fermi e inutilizzati a causa della burocrazia lumaca italiana.

La burocrazia italica non può arrogarsi il diritto di decidere con lentezza e far aspettare, nessuno può rimanere indietro. Le macerie non possono diventare il paesaggio del futuro di un’Italia che per bellezza e arte non ha rivali al mondo.
Un simbolo dell’imprevedibilità della natura e della lentezza dell’uomo che racconto anche in ‘Città senza semafori e case con le ruote‘, il mio secondo romanzo” racconta ancora Barbara Appiano.

Catastrofi, ingorghi esistenziali, decreti e lentezze, chi paga è sempre colui che non ha più nulla e che per legge non può rientrare in casa propria anche se questa non è crollata, obbligato a guardarla da un container, vedendo la sua vita sbriciolarsi come le case condannate dalla forza della natura a diventare ormai solo un ricordo.

Saletta è una comunità ben organizzata, al pari di NewYork, Parigi o Venezia, tranne che per posizione e dimensione. Grazie al suo comitato c’è la voglia di vincere scommettendo sul futuro: anche se piccola, sconosciuta e decimata dei suoi abitanti vuole vivere delle sue tradizioni, che non possono essere ingoiate da un terremoto.

Saletta è l’orgoglio stesso di essere italiani, portatori sani di bellezza e arte di cui l’Italia detiene come un museo a cielo aperto il 70% dei beni del pianeta.

Ora vi è necessità di un centro polifunzionale che possa accogliere anche un ambulatorio medico e un parco giochi per bambini e chi volesse contribuire può farlo consultando il sito internet Ricostruiamosaletta.org.

A discapito delle sue dimensioni Saletta è il mondo che non vuole essere ingoiato dalla memoria collettiva, che diventa sempre più corta fino a scomparire.

Sul treno del ritorno, sull’onda emotiva di sguardi che non potrò mai dimenticare ho scritto un nuovo libro ‘Tutto in una vita, tutto in un minuto’.

Altre macerie diventate dei campanili senza orologi mi aspettano ancora a giugno per continuare la mia esperienza di libera pensatrice e portatrice sana di empatia, un ruolo socialmente utile, senza scadenza contrattuale. Altri tour mi aspettano, in giro per l’Italia delle discariche e delle fabbriche killer. Attrazione fatale e sete di verità: la mia scrittura non può vivere senza” conclude la scrittrice.

 

A Casalnuovo la finale del premio ‘Una Città Che Dipinge’

Casalnuovo di Napoli, 28 maggio 2018 – In una sala gremita si sono svolte sabato sera le premiazioni del Premio Letterario Una Città Che Scrive. Con oltre 1800 partecipanti, l’ultima edizione del concorso letterario, fondato da Giovanni Nappi, ha confermato il successo dello scorso anno.

Tra le novità di quest’anno la finestra che Nappi ha voluto dedicare all’autismo: “Il nostro Premio si pone, con la finestra dedicata all’autismo attraverso un concorso di pittura e disegno a loro riservato, come uno straordinario strumento di piena inclusione”, così dichiara Giovanni Nappi.

Insieme alle sezioni ordinarie del Premio, ‘Poesie’, ‘Racconti’, ‘Scuola’, e alle sezioni speciali ‘Dislessia’, ‘Visso nel Cuore’ e ‘Poesie in lingua napoletane’, anche il concorso riservato agli amici autistici, dal titolo “Una Città Che Dipinge”, ha decretato  sabato sera  i suoi vincitori.

Dieci finalisti, ma solamente quattro di loro hanno ottenuto una borsa di studio in denaro.

Queste le opere giunte in finale:

 

– “Il Guerrierodi Fabrizio Landini (Sesto San Giovanni, Milano) classe 1995

– “La Città e la luna“ di Francesca Lussignoli (Ghedi, Brescia), classe 2002

– “L’albero dei miei pensieri” di Ametrano Gianluca (Casalnuovo di Napoli), classe 1986

– “Il Mondo Perfetto” di Concetta Esposito (Casalnuovo di Napoli), classe 2005

 

I quattro lavori sono stati anche pubblicati nella terza antologia legata al Premio Letterario Una Città Che Scrive, dal titolo “Emozioni, Colori e Potere della Scrittura”.

I lavori degli amici autistici ci accompagneranno fino alla prossima edizione, grazie alla pubblicazione nell’antologia e grazie ad alcune mostre che organizzeremo con le dieci opere scelte e portate in finale”, conclude Nappi.

Nell’antologia, oltre alle immagini, i testi dei vincitori del Premio Letterario.

 

 

 

 

 

Esce “Le favole del borgo incantato”, l’ultimo libro di Maria Francesca Tommasini

Roma, 28 gennaio 2018 – È uscito “Le favole del borgo incantato” (Edizioni Del Poggio 2018), l’ultimo libro di Maria Francesca Tommasini. L’autrice, vincitrice di numerosi premi nazionali ed internazionali, ha fatto il suo esordio nel mondo della letteratura per infanzia con il volume dal titolo “Il mondo invisibile” (Edizioni Il Gabbiano 2009), cui sono seguiti “La Costituzione per i bambini ed altre filastrocche” (Ed. Kimerik 2014); “I sogni di Alice” (Giovane Holden Edizioni 2015) e “Tutti matti per i miti” (Iride di Rubettino Editore 2016).

Le favole del borgo incantato” rappresentano un cambiamento di rotta nel percorso artistico dell’autrice messinese dedicatasi, sin dagli inizi della sua carriera, alla composizione di filastrocche che catturano con i versi in rima l’attenzione dei più piccoli.

Far comprendere al bambino i valori attraverso la favola non è cosa semplice. Ma la sensibilità dell’autrice, il suo spirito di osservazione, la sua capacità di immedesimazione nel mondo dell’innocenza sembrano realizzare le aspettative dei lettori in erba. L’utilizzo di elementi comico-surreali, un approccio morbido a realtà talvolta scomode rendono il testo attraente e la prosa, leggera ed essenziale, diventa mezzo per sviluppare la fantasia e la creatività dei lettori.

Le sette favole del borgo incantato originano dalla tradizione locale e raccontano un percorso che si snoda lungo la dorsale peloritana tirrenico-messinese. Tra borghi e villaggi, incorniciato da una interminabile successione di picchi, crinali e corsi d’acqua, sorge Borgo Pantano. Su questo sfondo si alternano personaggi inventati ed effettivamente esistiti, ben caratterizzati, simpatici per le loro particolarità, dalla grande efficacia educativo-sentimentale.

Gli accadimenti sono narrati in maniera chiara e divertente, i dialoghi sono inframmezzati da riferimenti al dialetto locale che rende ancora più incisivo il costrutto. Il libro, corredato da disegni, appartiene al genere per bambini ma è anche evidente la disposizione dell’autrice a comunicare ed a sentirsi solidale con tutti gli spiriti sensibili e capaci di sognare, senza distinzione di età. Anche gli adulti, dunque, accostandosi alle pagine di questo libro carico di suggestioni possono attingere l’incanto dell’infanzia e scoprire che il segreto della felicità è nelle piccole cose di ogni giorno.

Curriculum artistico di Maria Francesca Tommasini

Maria Francesca Tommasini, docente universitario presso il Dipartimento di Scienze politiche e giuridiche dell’Università degli Studi di Messina, ha fatto il suo esordio nel mondo della letteratura per infanzia con il volume dal titolo “Il mondo invisibile” (Edizioni Il Gabbiano 2009). Nell’anno 2014 ha pubblicato il volume dal titolo “La Costituzione per i bambini ed altre filastrocche” (Ed. Kimerik); nell’anno 2015 “I sogni di Alice” (Giovane Holden Edizioni) e nell’anno 2016 “Tutti matti per i miti” (Iride di Rubettino Editore).

Nella sua carriera letteraria ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in concorsi internazionali che nazionali. Tra i più importanti si segnalano:

Premi in concorsi internazionali

  • Prima classificata al Premio internazionale di poesia e narrativa “Amici senza confini” Edizione 2012.
  • Seconda classificata al Premio internazionale di rime, narrativa e teatro “Speciale infanzia 2017” (IX Edizione anno 2017).

Premi in concorsi nazionali

  • Prima classificata al premio Kiwanis Club Lentini per l’infanzia “Ciccio Carrà Tringali – Opere edite- XIV Edizione 2010-2011.
  • Prima classificata al Premio Nazionale città di Marostica Arpalice Cuman Pertile 2011.
  • Prima classificata al Concorso letterario artistico “Tra sassi e versi” bandito dall’Associazione Una voce sola, I Edizione anno 2014.
  • Prima classificata al concorso nazionale “… E adesso raccontami Natale” indetto da incostieraamalfitana.it –Festa del libro in Mediterraneo, Edizione 2015.
  • Vincitrice del concorso “Ninna nanna… ninna oh” 2012 indetto dal Gruppo Amici della Scuola dell’infanzia di Rogeno e dalla Biblioteca Comunale di Rogeno.
  • Vincitrice della Seconda edizione del Concorso nazionale Scarpetta rosa di poesia e narrativa per ragazzi e bambini (anno 2015) indetto dalla Casa editrice Apollo Edizioni di Cosenza.
  • Vincitrice della Terza edizione del Concorso nazionale Scarpetta rosa di poesia e narrativa per ragazzi e bambini (anno 2016) indetto dalla Casa editrice Apollo Edizioni di Cosenza.
  • Vincitrice del Trofeo Monterosi d’Argento 2016 indetto dalla Proloco di Monterosi in collaborazione con l’Associazione Culturale Biblos di Monterosi.
  • Vincitrice della Quarta edizione del Concorso nazionale Scarpetta rosa di poesia e narrativa per ragazzi e bambini (anno 2017) indetto dalla Casa editrice Apollo Edizioni di Cosenza.
  • Seconda classificata al Premio Grimm 2013 VII Edizione indetto dalla Casa Editrice Edigiò.
  • Seconda classificata alla Prima Edizione del Concorso a premi di poesie e filastrocche “Giochi di parole 2015? Sezione seconda Poesia e filastrocche (adulti).
  • Terza classificata al concorso “Filastrocche Magiche 2011” indetto dalla Casa editrice Le Gemme.

 

Menzioni di merito e premi speciali in concorsi nazionali ed internazionali

  • Menzione di merito conferita per la poesia nel Premio Internazionale di poesia e narrativa per l’infanzia “Amici senza confini” Edizione 2010.
  • Menzione d’onore conferita per la sezione filastrocche al 2° Concorso nazionale “La Fiabastrocca” 2013.
  • Menzione di merito conferita per la sezione filastrocche al Concorso Nazionale “La Fiabastrocca” 2014.
  • Menzione di merito conferita per il Premio nazionale di poesia, narrativa, fotografia e cortometraggi Albero Andronico VIII edizione 2014.
  • Premio Speciale San Pietro in Bevagna – Settima edizione anno 2015 del Concorso Letterario Nazionale di Scrittura creativa Antonio Bruni.

L’autrice è risultata finalista con diritto di pubblicazione in numerosi premi e/o concorsi nazionali ed internazionali e le sue filastrocche sono presenti in prestigiose raccolte antologiche: Speciale infanzia 2010 (collana M.A.R.E.L.); Speciale infanzia 2011 (Collana M.A.R.E.L.); Favolette lette e rilette (favole minime e filastrocche) a cura di Irene Caliendo (Edizioni Albus 2011); Raccolta antologica “Da piccoli” della Collana “Les Cahiers du Troskij Cafè” (Montegrappa Edizioni 2011); Antologia Arpalice Cuman Pertile 2011 (Grafiche Leone 2011); Raccolta antologica “In carrozza” della Collana “Les Cahiers du Troskij Cafè” (Montegrappa Edizioni 2012); Speciale infanzia 2012 (collana M.A.R.E.L.); Le ninnastrocche, (Edizioni Edigiò 2012); “Dai … un’altra ancora! Filastrocche e rime della buona notte” promosso da Gruppo amici della scuola dell’infanzia “Ratti” di Rogeno (Ed. Effegiemme – Lecco 2012); Giornalino del Raduno Nazionale delle Befane e dei Befani (Fornovo Taro 2013); Antologia del 2° Concorso Nazionale “La Fiabastrocca”,  (Digitalpress Salerno 2013); Speciale infanzia 2013 (collana M.A.R.E.L.); Antologia “I racconti del Faro”, (Officinae s.r.l. Palermo 2013); Speciale infanzia 2014 (collana M.A.R.E.L.); Antologia “Colpiti al cuore” vol. 3, Torino 2014; “Speciale infanzia” 2015 (collana M.A.R.E.L.); Scarpetta rosa volume 2° (Apollo Edizioni 2015); “Sotto l’ombrellone ti racconto una favola”  (Apollo Edizioni 2015); “L’amore diverso spiegato a mio figlio” (Apollo Edizioni 2015); “Per mangiarti meglio” volume I, Fiabe e filastrocche, (Tracce per la meta Edizioni- Milano 2015); “C’era una volta un bambino come me” (Caffè delle Arti pro I bambini di Antonio – Roma 2016); “Sotto l’ombrellone ti racconto una favola”  (Apollo Edizioni 2016).

All’autrice è stata dedicata una pagina sul sito www.fiabastrocca.it nella rubrica Filastrocche nuovi autori 2012.

L’autrice ha partecipato alla mostra di autori e di illustratori sul sito www.illustramente.it  ed alla mostra itinerante che si è svolta in tutta Italia dal mese di dicembre 2013 a tutto il 2016.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si è spento il Prof. Lucio Covello, fu tra i fondatori del premio Penisola Sorrentina

Parigi, 28 maggio 2018 – Si è spento Lucio Covello, psicanalista di fama internazionale.  Il professore aveva insegnato clinica delle malattie nervose e mentali all’Università di Parigi e viveva tra la Francia e la Penisola Sorrentina, nella splendida riviera di San Montano, a Massa Lubrense.

Amico medico dei Presidenti della Repubblica Francois Mitterand e Francesco Cossiga, Covello è stato tra i fondatori del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”, il prestigioso evento che si svolge da 23 anni a Piano di Sorrento e che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha riconosciuto di rilevanza nazionale ed internazionale.

Fu del prof. Lucio Covello la volontà di assegnare, nel 2004, il Premio Penisola Sorrentina a Francesco Cossiga per il volume: “Per carità di patria”.

Tra gli altri interventi rilevanti in senior  alla kermesse culturale, si segnala il contributo di studio “Il malinteso di Narciso”: il testo, ideato e redatto dal medico ricercatore nel 1975 per il Congresso internazionale di psicanalisi di Milano venne, a distanza di trent’anni, adattato, rielaborato e dedicato in esclusiva alla mostra “L’unità: mito e storia” dell’artista sannita Giuseppe Leone: la mostra si svolse all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, in collaborazione con il Gruppo industriale Viziano.

Il testo critico-scientifico di Covello è pubblicato all’interno del volume “Ritratti – percorsi saggi ed esperienze del Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®, curato da Mario Esposito per Il Denaro Libri e presente ancora oggi in alcune delle biblioteche nazionali più prestigiose tra cui la Malatestiana, la prima biblioteca civica di Italia e di Europa.

Lucio Covello trovò nei “Narcisi” di Giuseppe Leone l’espressione artistica più sincera ed efficace del superamento della concezione classica e banale di narcisismo inteso come innamoramento di se stessi e della propria bellezza. Ed è qui che risiede il malinteso! Il narcisismo secondo Covello – ed è quello che anche Leone bene riesce a comunicare attraverso i suoi disegni – è intimamente connesso a frustrazioni, perversioni ed inconsci e complessi legami parentali, in particolar modo con la figura materna.

Il direttore del Premio “Penisola Sorrentina” Mario Esposito e l’artista Giuseppe Leone, nell’esprimere solidarietà alla moglie Grazia e all’intera famiglia, desiderano ricordare commossi l’amico Covello, proprio attraverso la sua voce con un breve stralcio, che costituisce il cuore delle riflessioni esposte dallo studioso, tratto dal saggio “Il malinteso di Narciso”:

« (…) Quindi dall’inizio Narciso sarebbe obbligato a guardare l’immagine che gli presenta lo specchio, e che lo fissa nell’impotenza a guardare dietro, senza doverne morire. Per Narciso guardare sarebbe conoscere solo la metà del suo desiderio; l’altra metà trovandosi nello sguardo della madre.

E non c’è dubbio che lo sguardo di Liriope fu amoroso più di ogni altro, perché suo figlio non fosse in pericolo. Infatti non si contano le ninfe che Narciso respinse, fortificandosi, di fronte alla tentazione dei sostituti materni. In tal modo, riservandosi alla madre, egli si preservava dal destino mortale che gli era stato profetizzato.

La ninfa Eco rappresenta il parossismo del tentativo di inganno, nello scenario dei boschi mitologici, là dove Liriope, come un deus ex machina , orchestra quest’ultima prova prima che la purificazione possa permetterle di possedere, per sempre, l’oggetto amato. Cosa avrebbe potuto temere Narciso dall’amore delle ninfe e di Eco in particolare, se dietro non ci fosse stato lo spettro del mostro materno?

Eco eliminata, Liriope dovette considerarsi ormai tranquilla: il suo Narciso per lei, puro, viatico innocente del su desiderio, che lui non conoscerà mai. Che non conoscerà mai se non conoscerà se stesso! Ma gli Dei, per i quali l’incesto è di prammatica, non potevano mostrarsi tolleranti; tanto più che loro sapevano bene che il desiderio era dentro  Narciso, ma che esso era inoffensivo finché non fosse riflesso.

E spinsero Narciso, ormai liberato dalle attenzioni materne, verso una semplice sorgente: da un lato la pietra generatrice,da cui sgorga l’acqua pura, dall’altra il fiume che sfocia, turbolento, nel mare; una nuova alternativa, quindi, per il figlio di Lirioep: ritornare alla sorgente materna/paterna, o discendere il fiume, rappresentante di questo stesso padre? (…)» .

 

 

 

L’opera di Giuseppe Leone “Narciso e Liriope” sulla interpretazione incestuosa del narcisismo
Lucio Covello fu amico medico del Presidente francese Francois Mitterand
Nel 2004 Lucio Covello propose alla giuria di assegnare il Premio “Penisola Sorrentina” al Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga, il quale accettò di buon grado il riconoscimento sorrentino., tratto dal saggio “Il malinteso di Narciso”:

 

 

  

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