Giuseppe Improta alla conquista del fashion system

Milano, 31 ottobre 2016 – Nuovi importanti traguardi per il giovane casertano Giuseppe Improta: dopo i recenti successi durante la Milano Fashion Week e il grande riscontro in diversi servizi fotografici, che lo hanno visto presente anche su numerose testate giornalistiche, la carriera di Improta assume un carattere sempre più internazionale.

Il primo importante evento che l’ha visto protagonista, nella prestigiosa location di Milano Congressi, si è tenuto il 24 ottobre in occasione dell’edizione “On Hair 2016” by Cosmoprof, dove ha rappresentato l’agenzia svizzera Sunshine Events, in veste di ospite speciale e testimonial.

Nel mentre è confermata anche la sua partecipazione all’imminente seconda tappa del concorso internazionale World Fashion Contest, dove oltre a sfilare, sarà presente in veste di vicepresidente di giuria.

A dicembre sarà poi ospite, sempre in Svizzera, durante una serata a Lugano per un importantissimo evento benefico.

Intanto la sua immagine di modello e fashion influencer si è spinta fino in Inghilterra: imminente infatti un importantissimo servizio fotografico che lo vedrà impegnato proprio nella città di Londra.

Per Giuseppe Improta, la sua fresca immagine, la sua bellezza mediterranea e la sua italianità si stanno dimostrando il miglior biglietto da visita per la sua strabiliante e crescente carriera.

Per chi volesse saperne di più il sito ufficiale di Giuseppe Improta è www.giuseppeimprota.com.

 

 

GIUSEPPE IMPROTA
GIUSEPPE IMPROTA

Unione Nazionale Revisori Legali: dai revisori una mano tesa agli ordini

Dai Revisori Legali una mano tesa agli Ordini

Roma, 31 ottobre 2016 – La parentesi estiva non ha rallentato l’attività dell’Unione Nazionale Revisori Legali (www.revisori-legali.com), attenta più che mai alla fase di chiarificazione in atto all’interno della composita galassia degli Ordini cui è demandato dalla normativa, europea e nazionale, il complesso sistema di attestazioni, controlli, revisioni, valutazioni e consulenze tecniche d’ufficio e di parte.

Il riconoscimento e la tutela di questa professione, così peculiare e necessaria, entrano di diritto nelle attività associative e sindacali svolte, anche da decenni, da parte dei vari Ordini nazionali.

Va da sé che, nel dibattito in corso all’interno dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili per il rinnovo dei propri organi statutari, le rivendicazioni di difesa e maggiore attenzione verso la professione dei Revisori legali avranno certamente il loro peso. Tenendo oltretutto presente che l’UNRL propone una valorizzazione di tutti i soggetti (commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, notai, attuari ed anche praticanti) che di fatto svolgono questa attività e sono iscritti al Registro dei Revisori Legali.

L’attività del Revisore legale è stata riconosciuta dalle Direttive europee n. 43/2006 e n. 56/2014 e, in Italia, dal Dlgs n. 39/2010 e dal Dlgs n. 135/2016 come professione regolamentata, ma non è attualmente organizzata in un Ordine o Collegio legalmente costituito.

Per tutti questi motivi, nello svolgimento delle elezioni dei Consigli degli Ordini dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e del Collegio dei Revisori (in carica dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2020), la tutela e la valorizzazione delle peculiarità dei Revisori legali non possono mancare come elemento dirimente in un’ottica di riconoscimento e rilancio di questa specifica attività.

Il rapporto stabile con gli enti pubblici, compresi soprattutto alcuni ministeri-chiave come il Mise, il Mef ed il Ministero della Giustizia, e gli enti privati che, da normativa, si servono della revisione legale, è esso stesso testimone continuo e coerente della necessità di una più stretta regolamentazione della professione del Revisore legale che contenga la sua stessa valorizzazione.

L’UNRL pone l’accento, all’interno del dibattito ormai da tempo iniziato, su una serie di tematiche ritenute centrali nella professione e che presentiamo in ordine sparso: la rappresentanza tributaria; la cassa di previdenza; la possibilità di iscrizioni delle pec dei Revisori Legali sul sito INI-pec; l’indipendenza della figura del Revisore e dalla revisione; il cosiddetto “visto pesante”; l’attestazione dei piani di risanamento; la tariffa dei Revisori legali per gli enti pubblici e privati; l’eliminazione o la rivisitazione delle sezioni A e B all’interno del Registro dei Revisori legali secondo altri criteri più equi; la formazione specialistica, continua e di preparazione dei praticanti; l’accreditamento, presso il MEF, per il riconoscimento dei crediti formativi.

Come si vede, l’Unione non si tira indietro su nulla e pone sul tavolo della discussione temi fondamentali per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione della professione.

A sostenere queste rivendicazioni permangono gli assi su cui l’UNRL s’è fatta conoscere ed apprezzare: l’indipendenza e la trasparenza, senza le quali non può avere credibilità un programma di terzietà.

Per approfondimenti ed aggiornamenti sulla professione del Revisore Legale è disponibile il sito internet www.revisori-legali.com.

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Ufficio stampa UNRL – Dott. Umberto Calamita 

+39 3492226045

ufficiostampa.UNRL@revisori-legali.com

www.revisori-legali.com

La Maison Brunello Barbieri parte alla conquista dei mercati internazionali

Milano, 31 ottobre 2016 – Il brand di moda Brunello Barbieri, dopo anni di creazioni pensate per il mercato elvetico, ha annunciato l’avvio del percorso di espansione a livello internazionale.

I recenti successi della maison, punto di riferimento per molte donne nella Svizzera, hanno portato alla naturale scelta di espandere il mercato per rendere il brand un nome internazionale.

Per questo a breve si terrà la presentazione di una nuova collezione, la prima proposta da Brunello Barbieri pensata per il mercato internazionale.

Il progetto è il frutto di una direzione creativa molto chiara e definita: soddisfare l’esigenza di piacersi senza dimenticare la differente fisicità che appartiene ad ogni donna, creando capi dalle forme semplici che accarezzano dolcemente le figure, soffermandosi sulla scelta ricercata dei tessuti e degli accessori adatti unicamente a quell’esclusiva cliente.

Parallelamente e contemporaneamente viene avviato lo sviluppo di una collezione stagionale di qualità, raffinata, anch’essa assolutamente curata e rivolta alla clientela dei negozi, che può così ritrovare la stessa ricercatezza da sempre proposta, con sviluppo taglie, scelta di tessuti e colori e garantendo un riassortimento, su richiesta, in brevissimo tempo.

Ecco quindi per Brunello Barbieri una proposta moda diversa, con tempistiche che si slegano dalle normali dinamiche tradizionali legate ai canali dei buyer.

Il brand presenta abiti dal taglio pulito che accompagnano la silhouette, da portare in ogni occasione ed essere sempre perfette, dando un’impronta di stile alla quotidianità, con linee eleganti ma allo stesso tempo comode e dalla sensibilità eclettica.

Per approfondimenti visitare il sito internet della maison all’indirizzo www.brunellobarbieri.com.

 

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Brunello Barbieri

 

Brunello Barbieri

 

 

Nasce il demorfismo fotografico di Bevilacqua, il nuovo movimento artistico della fotografia

Verona, 31 ottobre 2016 – Si chiama demorfismo fotografico il nuovo movimento artistico fotografico creato da Giovanni Bevilacqua, fotografo ed artista che vive tra Vicenza e Verona.

È un continuo divenire il lavoro fotografico di Bevilacqua, che con il suo demorfismo, al contrario di Rotella che sottrae, aggiunge le immagini sulle immagini in un continuo sommare di emozioni.

Un continuo trasformare la realtà, che continuamente si trasforma, e la fotografia con lei continua a trasformare ciò che ci circonda.

È un continuum mai interrotto, l‘eccesso di colore, come gli eccessi della nostra società, la visione surreale di strutture la cui forma non è più definita. Il demorfismo esalta il “momento” vitale della nostra società.

Proprio come altri maestri hanno fatto nel passato, come Fontana, come Rotella, come Warrol, il demorfismo di Bevilacqua trasfigura la realtà trasportando l’osservatore in una dimensione diversa dalla propria.

“Ma già, la fotografia non ha il diritto di cambiare, la fotografia deve essere quella del bianco e nero. Fotografia é solo quella di Bresson. Duchamp diceva che se un opera d’arte non stupisce, nel bene o nel male, non serve. E il demorfismo grida ogni momento la sua necessità di cambiamento” spiega Bevilacqua.

“Urla in faccia a chi guarda la sua presenza intensa e viva, come intensa e viva è la società di oggi che si sposta ogni minuto, ogni istante, trasformando e trasformandosi. Cambiano i desideri degli uomini, cambiano le priorità, cambia il senso del bello, cambia la morale, cambia il costume, cambiano le nazioni.

Non posso accettare che la fotografia artistica non possa, non debba cambiare. Nell’era della società globale sento ancora parlare integralisti che profetizzano che la fotografia digitale morirà fra un decennio e si tornerà alla pellicola.

Quanto lontani siamo dall’arte, dalla pittura, dalla scultura, quanti cambiamenti sono stati fatti e accettati, forse a fatica, ma alla fine sono presenti nella storia dell’arte. Come a dire che solo alla pittura è consentito cambiare e mutare continuamente, la fotografia no, deve restare in “fermo immagine” spiega ancora l’artista.

Rendere diversi il punto di vista, cambiare l’osservazione da bidimensionale a tridimensionale, da reale a surreale fino a renderla favolistica e immaginaria.

Trovare un nuovo linguaggio dell’arte fotografica, trasformare quanto ci sta davanti non sottraendo o isolando il soggetto, quanto piuttosto moltiplicandolo, in una affollata presenza di immagini che rimandano l’una all’altra, che danno una continua dinamicità a un mezzo (la fotografia) che ci ha abituato, da sempre, alla staticità.

“Fino a quando non capiremo che già prendendo una fotografia compiamo uno scempio innaturale perché stiamo isolando un particolare dal tutto non daremo alla fotografia la possibilità di divenire arte” conclude Giovanni Bevilacqua.

 

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A Genova presentazione live dell’ album “Qualcosa di vero” di Gianluca Benvenuti

Genova- Gianluca Benvenuti: presentazione live del suo primo album da solista “Qualcosa di vero”

30 ottobre ore 17,30 al Teatro Altrove della Maddalena

Genova, 27 ottobre 2016 – Domenica 30 ottobre alle ore 17.30 al Teatro Altrove della Maddalena (piazzetta Cambiaso 1, Genova), il cantautore genovese Gianluca Benvenuti presenterà il suo album “Qualcosa di vero”.  Special guests: il sassofonista Paolo Celoria e il chitarrista Gianluca Rando.

Il disco, uscito lo scorso 16 ottobre e disponibile in tutti i digital store e nei negozi partner dell’etichetta Neverland Records, rappresenta l’inizio della carriera da solista per Gianluca Benvenuti.

Questa la track list: 1- Afrika, 2- Aria nuova, 3- Montecarlo, 4- Ti aiuterai (Genova), 5- Un attimo, 6- Non lo so, 7- Inverno, 8- Il potere di decidere, 9- Ci vuole coraggio, 10- Go to sleep.

L’uscita dell’album è stata preceduta due mesi fa dal singolo “Afrika“, già disponibile nei digital store dal 22 luglio scorso.

Chi è Gianluca Benvenuti

Classe 1984, muove i primi passi nella musica da bambino con la sua prima tastiera. A tredici anni  entra  come bassista nel gruppo grunge “White Ash” come  bassista. Dopo quest’avventura arrivano gli “Orion”, band metal che però si scioglie molto presto. Incroci di amicizie portano Gianluca a diventare il bassista dei “Madhouse” e con loro le esibizioni si estendono a livello nazionale. Band di apertura del “Gods of Metal 2003” e della manifestazione “Goa Boa” dove condividono il palco con gruppi di fama del panorama discografico quali: Skunk Anansie, Marylin Manson, Whitesnake, Motorhead e molti altri. La bellissima avventura dei “MadHouse” si conclude con l’uscita del loro disco “Pig” che riscuote un ottimo successo, tanto che “Taxi Driver” li descriverà come una tra le migliori band metal/rock sul panorama internazionale.

Sciolti i “MadHouse, arriva il momento dei “Fun q”, genere funky dove Gianluca è sia tastierista che percussionista. L’esperienza più significativa per la sua formazione artistica è quella con gli “Scarlet Diva”. Gianluca per la band  è batterista, programmatore di sequenze e autore. Con questa band arrivano anche i primi due videoclip ”Like a fashion barbie” e “Tell me why”, ma arriva anche la prima proposta importante: la produzione dell’intero disco per una casa discografica estera, purtroppo sfumata per problemi di arrangiamento sulle canzoni.

Finita anche questa avventura Gianluca decide di dare inizio al suo progetto solista con l’uso della Loopstation che porterà alla realizzazione dell’album Qualcosa di vero”; prodotto dalla Neverland Record e coadiuvato da edizioni musicali Materiali Musicali di Giordano Sangiorgi, in uscita il prossimo 16 ottobre.

Neverland Records

L’etichetta discografica indipendente nasce nel 2012 per iniziativa del cantautore e produttore artistico genovese Luca Marci, il quale decide inizialmente di formare un team di musicisti con i quali poter condividere la sua passione per la musica. Il percorso prende corpo grazie all’incontro  con il bassista di esperienza internazionale Francesco Olivieri, il  grande chitarrista Marco Cravero  (che vanta importanti e diversificate esperienze discografiche con artisti famosi nella tra i quali Francesco De Gregori Lucio Dalla e Ivana Spagna) e  con il giovane batterista Amedeo Marci. Inizialmente orientata verso la musica pop, l’etichetta si sviluppa e cresce, allargando i suoi interessi a diversi generi musicali.

www.neverlandrecords.it/gianluca-benvenuti

www.facebook.com/gianluca.benvenuti.77.

 

Teatro Altrove della Maddalena

Dietro al Progetto culturale dell’Altrove vi sono sette associazioni, con identità e competenze diverse, unite da un profondo legame con il quartiere della Maddalena e da una lunga esperienza maturata nel campo comune dell’associazionismo culturale e del volontariato. Da anni, queste associazioni sono impegnate sul territorio nella produzione di contenuti culturali; e portano avanti diversi progetti volti a riqualificare culturalmente il quartiere della Maddalena.

http://www.teatroaltrove.it/?page_id=109

 

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Contatti stampa:

Simona Cappelli – ufficio stampa Neverland Records
Via Buozzi 26/8
Genova
Tel 3208319269 – 3404957836
email : neverlandrecords@libero.it

 

È l’italiana Moira Fraquelli la nuova icona del Make Up nel mondo

Milano, 27 ottobre 2016 – È un successo internazionale quello che sta raccogliendo Moira Fraquelli, Make-up Artist e nuova icona di stile. Una fama dovuta indubbiamente alla sua bellezza ed il suo carisma, ma soprattutto per quello che rappresenta oggi: la voglia di cambiamento, una rivalsa ed una crescita costante come donna e come persona.

Una filosofia, questa, che l’ha portata a non essere una Make-up Artist come tutte le altre, ma a personalizzare il suo lavoro, rendendola unica del settore. La sua è una storia importante, in cui il dolore si trasforma in rinascita, avvenuta da un percorso personale, emotivo e di immagine, dove da ex donna curvy, oggi è icona di stile e portatrice di tendenze.

Veste lo stile rock chic, capelli corti e neri, trucco sempre impeccabile, dalla travolgente ironia, Moira oggi è richiesta da star internazionali come consulente, oltre che da professionisti del settore moda per numerosi servizi.

Le donne ambiscono a partecipare ai suoi corsi, che puntualmente sono sold out, perché a detta di chi ci è già stata, non sono semplici giornate di make-up, ma incontri di life coaching, in cui ognuna si identifica e trova soluzioni. Moira non nasconde i suoi difetti perché la bellezza, quella vera, passa anche attraverso queste imperfezioni.

Una consulente d’immagine che vive la sua passione per la trasformazione, quella che parte da dentro e dove l’immagine visiva diventa il mezzo per raccontarlo al mondo. Una trasformazione che non stravolge mai la persona, ma disegna in modo forte e deciso un cambiamento: voluto, sognato, arrivato.

Celebre una sua frase: “Non esiste perfezione in questo mondo, esiste l’unicità. Fate di voi qualcosa di cui andare fiere. Sempre”.

Oggi tiene corsi di stile e di cambiamento in tutta Italia e all’estero ed è un punto di riferimento per molti personaggi noti e non, sempre con l’attenzione e la consapevolezza dell’unicità di ogni persona.

Attualmente è impegnata in numerosi progetti internazionali: formazioni, corsi, workshop, servizi, consulenze, oltre a progetti televisivi in divenire.

 

Per saperne di più su Moira, le sue attività ed i suoi corsi visitare il sito internet www.moiramakeup.com.

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Moira Fraquelli
(Ph: Marian Bader)

 

Moira Fraquelli (Ph: Marian Bader)

 

Moira Fraquelli (Ph: Marian Bader)

 

Cellule staminali e ringiovanimento del volto: a che punto è la ricerca? Ne parla il prof. Gennai

Milano, 27 ottobre 2016 – Sono sempre di più oggi le persone che decidono di rivolgersi ad un chirurgo estetico per interventi di ringiovanimento. Ma a che punto è la ricerca nel settore e quali gli ultimi ritrovati? Per saperne di più siamo andati nello studio del professor Alessandro Gennai, chirurgo plastico ed estetico, professore a contratto di tecniche non invasive presso l’Università di Camerino, membro di AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica ed Estetica) ed EAFPS (European Academy of Facial Plastic Surgery), per parlare con lui di cellule staminali e terapie rigeneranti nel campo della chirurgia estetica.

Prof. Gennai innanzitutto ci spieghi cosa sono le cellule staminali.

Negli ultimi anni abbiamo dimostrato che nel tessuto adiposo vi sono più cellule staminali mesenchimali rispetto al midollo osseo; queste cellule si chiamano ADSCs (adipose derived stem cells) e si trovano in una particolare frazione del tessuto adiposo detta SVF (stromal vascular fraction). Le cellule staminali mesenchimali del tessuto adiposo sono cellule “baby” che crescendo possono trasformarsi in cellule epiteliali (pelle), cellule adipose (grasso), cellule endoteliali (vasi sanguigni), condrociti (cartilagine), osteociti (osso), miotici (muscolo) e anche cellule nervose.

Quindi ci sta dicendo che sono cellule che potenzialmente possono riparare qualsiasi tessuto?

Infatti tali cellule si dicono multipotenti proprio perché hanno la possibilità di differenziarsi in molte cellule diverse; questo fa sì che ovviamente l’interesse per le cellule mesenchimali di origine adiposa non sia solo nel campo della chirurgia plastica ma in tantissimi altri campi come l’ortopedia, la cardiologia, la neurologia etc

Ci risulta che Lei ed il Suo gruppo avete standardizzato una tecnica particolare per utilizzare queste cellule staminali nel campo della chirurgia estetica per la rigenerazione dei tessuti.

Io con il mio gruppo abbiamo cominciato a studiare l’utilizzo degli ADSC nel campo della rigenerazione già dal 2012: abbiamo messo a punto la tecnica SEFFI (Superficial Enhanced Fluid Fat Injection) per ottenere rigenerazione dei tessuti del volto e ripristino dei volumi. SEFFI è una tecnica iniettiva semplice, sicura, efficace e di lunga durata che permette di sfruttare sia l’azione volumizzante del tessuto adiposo e soprattutto l’azione rigenerante delle cellule staminali. Tale tecnica ha riscosso un interesse internazionale tanto che nel 2015 abbiamo avuto l’opportunità e l’onore di pubblicarla su due delle più prestigiose riviste internazionali nel campo della chirurgia estetica ovvero Aesthetic Surgery Journal e JAMA Facial Plastic Surgery. Negli stessi anni abbiamo parallelamente condotto studi su una tecnica che permettesse l’impianto di cellule adipose e ADSC in zone particolarmente delicate come i solchi palpebrali, le rughe perioculari e periorali: questa tecnica è stata denominata MicroSEFFI (Micro Superficial Enhanced Fluid Fat Injection). Tale tecnica ha pure riscosso grande interesse internazionale tanto da essere pubblicata anch’essa nel 2016 su Aesthetic Surgery Journal.

Dalle Sue parole mi pare di capire che Lei dia molta importanza alla rigenerazione dei tessuti nella tecnica di ringiovanimento del volto

Questo è un punto che merita una attenta riflessione: negli ultimi 30 anni la chirurgia del ringiovanimento del volto è stato il classico “lifting” che mira a scollare e tirare la pelle: le pazienti sottoposte a questa procedura hanno un “effetto tirato” ma non un effetto di “più giovane”. A tal proposito è stato interessante un sondaggio eseguito su 100 pazienti confrontando la loro foto di quando avevano 20 anni e ora a 50 anni: ebbene, tale sondaggio ha dimostrato che la prima causa di invecchiamento del volto è la perdita di volumi, la seconda l’invecchiamento dei tessuti e solo per ultima la discesa dei tessuti. Inoltre nella mia casistica di quasi 500 interventi di ringiovanimento del volto l’età media è 45-50 anni. Alla luce di queste considerazioni io ritengo che per ringiovanire realmente un viso di una paziente di 45-50 anni è necessario prima RIPRISTINARE i volumi persi, quindi RIGENERARE i tessuti ed infine RIPOSIZIONARE (non tirare) i tessuti. Ecco perché ho voluto chiamare la mia tecnica di ringiovanimento del volto R3: tale tecnica è stata pubblicata nel 2016 su Aesthetic Medicine Journal.

Ci spieghi meglio questa tecnica R3. 

La tecnica R3 prevede l’utilizzo di SEFFI e MicroSEFFI per il ripristino dei volumi e la rigenerazione dei tessuti grazie all’azione delle proprie cellule staminali, mentre il riposizionamento avviene attraverso la tecnica endoscopica da me standardizzata MIVEL (Minimal Incisions Vertical Endoscopic Lifting).

Lei ci sta dicendo che risolleva i tessuti del volto attraverso una tecnica in endoscopia? 

Esatto! Io non amo tagliare e tirare la pelle e voglio riposizionare i tessuti profondi: questo lo ottengo attraverso piccole incisioni invisibili nel cuoio capelluto, dalle quali introduco una telecamera di 4mm e sottili strumenti che mi permettono, in totale sicurezza, di liberare i tessuti profondi e riposizionarli senza necessità di tirare la pelle e fare lunghe cicatrici. Tali tessuti vengono poi fissati attraverso particolari punti di sutura. Anche questa tecnica è stata da me e dal mio gruppo standardizzata e pubblicata nel 2013 su una delle più prestigiose riviste internazionali ovvero Ophthalmic Plastic and Recostructive Surgery.

Torniamo alla Sua tecnica SEFFI e MicroSEFFI: cosa differenzia la sua tecnica dalle tecniche di micro nano fat graft?

Le mie tecniche sono eseguite senza manipolazione del tessuto e senza utilizzo di device per rendere più fluido il tessuto: infatti nelle tecniche di micro e nano fat graft e anche SEFFI e MicroSEFFI, il tessuto deve essere estremamente fluido per essere impiantato superficialmente e quindi permettere la rigenerazione cutanea e diminuire il rischio di irregolarità e tumefazioni. Nelle nostre tecniche SEFFI e MicroSEFFI tale fluidità si ottiene grazie ad una particolare tecnica di prelievo con speciali microcannule, mentre in tutte le altre tecniche, che prevedono il prelievo con cannule di calibro maggiore, si ottiene a seguito di notevoli manipolazioni e utilizzo di device; queste manipolazioni inevitabilmente vanno ad interferire sulla qualità del tessuto impiantato e sulla sua capacità rigenerativa.

Alla luce di quanto ci ha detto e del Sue pubblicazioni possiamo dire che l’Italia sta giocando un ruolo fondamentale in questo campo di ricerca.
Assolutamente sì; questo è confermato dalla pubblicazione su riviste internazionali e dal grande interesse nelle nostre tecniche dimostrato nei congressi internazionali ai quali partecipo. Credo che l’Italia stia giocando un ruolo fondamentale nella ricerca sulla rigenerazione tessutale attraverso l’utilizzo di ADSCs.

Alessandro Gennai – Chirurgo plastico ricostruttivo ed estetico si è specializzato nel 1993 con lode in chirurgia generale presso l’Universita? di Modena. Nel 1994 ha concluso con lode la Scuola Internazionale di Medicina Estetica presso la Fondazione Fatebenefratelli di Roma. Nel 1999 a Los Angeles ha seguito una fellowship privata presso il prestigioso Isse Institute diretto dal Prof.Nicanor Isse: pioniere e padre della tecnica endoscopica del viso. Particolare rilevanza ha avuto questo periodo a Los Angeles in quanto ha permesso di acquisire nozioni teoriche e pratiche sulla tecnica endoscopica per la chirurgia del viso. Grazie alla grande competenza nel campo della chirurgia endoscopica del volto , il dottor Alessandro Gennai è stato ideatore della tecnica M.I.V.E.L. (Minimal Incisions Vertical Endoscopic Lifting) pubblicata nel 2013 nella prestigiosa rivista americana OPRS (Ophthalmic Plastic Reconstructive Surgery). Nel corso della sua attivita? specialistica nella chirurgia del volto ha approfondito gli studi sull’utilizzo delle cellule staminali di origine adiposa per il ringiovanimento e rigenerazione dei tessuti; i suoi studi e la sua esperienza nel campo delle cellule staminali gli ha permesso di ideare le tecniche S.E.F.F.I. (Superficial Enhanced Fluid Fat Injection) e MicroS.E.F.F.I. anch’esse pubblicate su alcune delle piu? prestigiose riviste scientifiche americane come ASJ (Aesthetic Surgery Journal) e JAMA Facial Plastic Surgery. Nel campo della chirurgia estetica e? stato piu? volte relatore e docente in Congressi e Corsi Nazionali ed Internazionali.
Nel corso della Sua attivita? ha pubblicato piu? di 20 lavori su riviste scientifiche nazionali ed internazionali.
Il dottor A. Gennai ha pubblicato come autore e coautore 9 testi scientifici. E’ attualmente socio di EAFPS (European Academy of Facial Plastic Surgery) e AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica ed Estetica). E’ Attualmente Professore a Contratto di Tecniche non invasive presso l’Universita? di Camerino.

 

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Foto in alta qualità del dr. Gennai https://goo.gl/pnpMfo

 

 

Luca Barbareschi vince il premio per “Direttore artistico dell’anno”

Il direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma riceve il premio della Penisola Sorrentina, l’esposizione campana delle culture, e chiama in causa Vincenzo De Luca che ammira per l’opera di rilancio di una regione, cui l’attore e produttore è particolarmente legato

Napoli, 27 ottobre 2016 – È stata ufficializzata nella conferenza stampa svoltasi all’Ordine dei Giornalisti della Campania, alla presenza del Presidente Ottavio Lucarelli, l’assegnazione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito 2016” a Luca Barbareschi per la categoria “Direttore artistico dell’anno”.  Il riconoscimento si inserisce nel solco delle attività della ventunesima edizione della prestigiosa kermesse diretta da Mario Esposito ed organizzata con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Campania.

L’evento (che si svolgerà con ingresso gratuito al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento sabato 29 ottobre alle ore 17.00) è concepito come una esposizione campana delle culture, in cui protagonisti non sono solo gli interpreti ma anche le filiere del sistema culturale italiano, e quindi festival, stagioni, spettacoli teatrali, progetti musicali.

A Luca Barbareschi sarà consegnato il premio “Penisola Sorrentina” come “direttore artistico dell’anno”, per il proficuo impegno al Teatro Eliseo di Roma, che egli dirige dal 2015 e sul quale l’attore, regista e produttore  ha investito molte risorse economiche oltre che artistiche e professionali.

Un bel riconoscimento che coincide con i sessant’anni di vita dell’attore nativo di Montevideo, da sempre impegnato in diverse sfide anche sociali, e con l’avvio della Grande Stagione del Teatro di Via Nazionale, caratterizzata da una ricca proposta che tende ad offrire l’immagine del teatro come luogo vitale abbracciando prosa, musica, cinema, letteratura, arte, scienza, economia.

Entusiasmo e soddisfazione esprime Barbareschi per questo Premio, che intende fare della Campania dopo Expo una regione traino per l’affermazione delle culture, della legalità e del Sud, non solo quello delle rinomate mete ma anche quello delle periferie che smettano, così, di essere periferiche.

Il pensiero va qui immediatamente alla Campania della Terra dei Fuochi, cui anche Luca Barbareschi fa riferimento in una dichiarazione rilasciata per il Premio assegnatogli in cui chiama in causa anche Vincenzo De Luca,  Presidente della Regione Campania che patrocina il Premio:

La Campania, col suo splendido territorio, dichiara Luca Barbareschici è inoltre particolarmente cara, e ci sta a cuore la sua valorizzazione. Lo dimostra anche la scelta di un attuale progetto in lavorazione, il film per la tv “In punta di piedi”, con la regia di Alessandro D’Alatri, le cui riprese sono cominciate proprio lo scorso 15 ottobre tra Napoli e Castel Volturno. Dal  film emerge il senso di riscatto, la possibilità di scegliere un’altra vita, un’alternativa alla delinquenza. Alternativa realmente possibile, come ben sa anche Vincenzo De Luca, uomo che stimo molto e che sta giocando un ruolo importante nel rilanciare una regione con una grande storia, potenzialità, creatività e futuro”.

Insieme con Barbareschi saranno premiati i giornalisti Tony Capuozzo e Klaus Davi, la cantautrice Claudia Megrè, l’ex rappresentante dell’Italia a Miss Mondo Valeria Altobelli, il giovane attore Vincenzo Bocciarelli, l’artista cross over internazionale Piero Mazzocchetti, i protagonisti dello spettacolo “D’Annunzio segreto” (di Angelo Crespi, con la regia di Francesco Sala) Edoardo Sylos Labini e Giorgia Sinicorni. Il Premio alla carriera è intitolato a Dino Verde (autore di format memorabili come Scanzonatissimo) e sarà consegnato a Leo Gullotta, pluripremiato con Nastri d’Argento e David di Donatello Leo Gullotta: in questa sezione l’attore siciliano succede, nell’albo d’oro, a Lino Banfi e Pippo Baudo.    

 

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Biennale d’arte di Salerno: Alina Ditot vince il 1° premio pittura astratta

Salerno, 26 ottobre 2016 – Sabato 22 ottobre 2016 si è tenuta la Premiazione della “II Biennale d’arte di Salerno”, presso il complesso monumentale di Santa Sofia a Salerno. Tra le opere in mostra anche quelle di Mimmo Rotella, Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Giosetta Fioroni, Emilio Isgrò, Rabarama e molti altri.

Alla nota artista Alina Ditot è andato il 1° premio per la pittura astratta per l’opera “I 7 Peccati Ditottiani”. L’opera, che misura 200 cm x 120 cm, è composta da 7 tele in cui l’artista ci narra visivamente i 7 peccati capitali che uniti formano la famosa Croce di Ditot.

Ogni tela viene lacerata dall’artista per dare forza a ciò che vuole rappresentare. La tela viene strappata, per poi essere legata con lo spago: quasi a voler ricostruire una nuova esistenza umana, lontana dal peccato. Alina Ditot attraverso questa sua opera trasporta l’osservatore nell’inferno dantesco; un inferno in cui però, al posto di Lucifero, troviamo Beatrice che ci porta in nuovi paradisi dell’Eden.

L’artista è conosciuta internazionalmente per le importanti mostre museali e istituzionali a cui ha partecipato e le sue opere si trovano ormai in importanti Fondazioni pubbliche, collezioni private nazionali ed internazionali.

L’inaugurazione della Biennale ha visto la presenza di migliaia di persone. Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il vice sindaco Eva Avossa, il presidente della commissione Cultura Ermanno Guerra, i curatori della manifestazione Olga Marciano e Giuseppe Gorga, il direttore del Conservatorio di Musica “Martucci” Imma Battista, il direttore ed editore del Magazine di Arte contemporanea Frattura Scomposta Sergio Curtacci, la dirigente del liceo artistico Ester Andreola, il curatore de la Bienal di San Nicolas, Buenos Aires, Luis V. Gramet. Agli organizzatori sono arrivati anche gli auguri del ministro Gianluca Galletti.

La Biennale sarà visitabile presso Palazzo Fruscione fino al 20 novembre 2016.

 

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la Croce di Ditot di Alina Ditot. Tecnica mista su tela strappata e legata, 200 x 120 cm

 

 

A Milano 3 giorni di alta cucina e cibo d’eccellenza

Milano, 26 ottobre 2016 – Milano ospiterà il top della gastronomia Made in Italy dal 26 al 28 novembre prossimi, presso la splendida location W37.

Dopo il successo di Cooking for Art di Roma, Milano si prepara ad accogliere 3 giorni di alta cucina e cibo d’eccellenza per Cooking For Art Milano, uno degli eventi più attesi dell’anno nel mondo del food e dell’ospitalità milanese.

 

La manifestazione vedrà in primo luogo la presentazione della nuova Guida Alberghi & Ristoranti d’Italia 2017 del Touring Club Italiano con la premiazione delle strutture (alberghi e ristoranti) più meritevoli del Nord Italia.

Per tre giorni, da sabato 26 novembre a lunedì 28 novembre le migliori aziende vinicole e agroalimentari, ed alcuni territori dalla grande tradizione gastronomica, presenteranno i propri prodotti d’eccellenza coinvolgendo i visitatori con le loro attrattive. Parteciperanno anche aziende produttrici di attrezzature e accessori per l’alta ristorazione, riviste di settore e distributori alimentari.

Nell’ambito della manifestazione inoltre vi è grande attesa per il “Premio Miglior Chef Emergente 2017”, che riparte proprio qui a Milano, al quale parteciperanno i più promettenti chef under 30 delle regioni del nord Italia. In parallelo si svolgeranno anche le competizioni per il Premio Miglior Pizza Chef Emergente, che vedrà i migliori giovani pizzaioli del nord del paese confrontarsi davanti ad una giuria di esperti giornalisti del settore e il Premio Emergente Sala diretto da Lorenza Vitali.

L’evento, organizzato da Witaly e da Luigi Cremona, giornalista e critico gastronomico di alto profilo, si terrà all’interno del W37, complesso polifunzionale nato dalla riqualificazione della ex fabbrica Richard Ginori in zona Naviglio Grande, che comprende spazi eventi, uffici e abitazioni e platinum sponsor della manifestazione.

Parte del W37, complesso gestito da MB America, società di gestione patrimoniale e investimenti, è occupata dal ristorante Lume, guidato dallo Chef stellato Luigi Taglienti che propone una cucina di ricerca con un approccio contemporaneo capace di coniugare elementi classici a tecniche innovative.

Main Sponsor dell’evento: Agugiaro & Figna, Valoriani Forni, Consorzio Parmigiano Reggiano, Pastificio dei Campi, Ferrarelle, La Granda e Lavazza.

 

Orari Manifestazione

Sabato 28 novembre: ore 16.00-22.00

Domenica 29 novembre: ore 12.00-22.00

Lunedi 30 novembre: ore 10.00-17.00

 

W37

Via G. Watt 37, 20143 Milano

www.w37.it

www.lumemilano.com

 

MB America

Fondata nel 2013 da Marco Bruzzi e Monica Melotti, MB America è una società di gestione patrimoniale e investimenti con sede centrale a Miami. MB America supporta il cliente in ogni fase della vita del progetto, dal concepimento dell’idea alla sua implementazione. La società sviluppa piani di investimento aziendale e real estate, oltre a gestire proprietà immobiliari dalla ristrutturazione, alla riqualificazione, dal design d’interni dell’edificio fino alla definizione del piano d’impresa, operativo e di sviluppo per arrivare alla creazione del brand. Oggi MB America gestisce un portafoglio multi-milionario di proprietà, tra cui W37, spazio polifunzionale – con appartamenti, location eventi, uffici, il ristorante LUME – a Milano e 93 Palm, già residenza di Al Capone a Palm Island a Miami Beach e Orchid House luxury retreat a South Beach, Miami. www.mbamerica.net

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Contatti stampa:

 

Per info:

Carolina Carbonari 342.8629707

 

 

Foto utilizzabile solo a corredo della presente notizia

 

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