In scena a Lecce “Mitika”, la rassegna del teatro classico

Lecce, 29 luglio 2016 – Le mille sfumature del mondo femminile e la sconvolgente attualità di messe in scena capaci di sondare i misteri e le parti più oscure dell’animo umano. Rappresentarle, teorizzavano gli antichi tragediografi greci, per vincerle. Per neutralizzarle. È il filo conduttore della seconda edizione di “Mitika – Teatro e Mito nella contemporaneità” in programma al Teatro Romano di Lecce, dall’8 agosto al 6 settembre 2016, con un cartellone ricco di drammi antichi, capaci di bissare lo straordinario successo della scorsa estate, quando in migliaia, dalle gradinate millenarie della piccola mezzaluna di pietra nel cuore di Lecce, hanno assistito alle vicende numinose messe in scena per la prima edizione di Mitika.

Mitika è il Mito che rivive nella Terra del Mito, dopo secoli di oblio. La bellezza immortale dei classici, con il loro impatto dirompente e catartico, a riempire finalmente uno dei Luoghi degli Dei di cui Lecce risplende. È questo il senso della rassegna concepita per restituire a Lecce uno spazio per la tradizione del teatro classico.

“Ho sempre pensato  – spiega Carla Guido, direttrice artistica della kermesse da lei ideata, organizzata da Aletheia Teatro – che la nostra terra avesse pieno diritto di essere accomunata agli altri grandi Luoghi del Mito, alle altre capitali della Magna Grecia come Siracusa e Taormina. Così è nata ‘Mitika’: dall’esigenza di ridare la dignità della classicità alla nostra terra. Sono molto lieta che Lecce e il Salento abbiano finora risposto a questo mio appello in maniera entusiasmante, e che anche alcune grandi compagnie del circuito teatrale internazionale, le stesse degli altri Luoghi del Mito, abbiano accettato il nostro invito a lavorare qui”.

L’inaugurazione avverrà l’8 agosto alle 21 con “Erodiade” di Giovanni Testori, diretto e interpretato da Iaia Forte, a cura di Khora Teatro, Pierfrancesco Pisani, OffRome; secondo appuntamento il 17 agosto, stesso orario, con “Schegge di Mediterraneo/Festival dell’eccellenza al femminile” e “Fedra – Diritto all’amore”, con testo originale di Eva Cantarella, protagonista Galatea Ranzi.

Si prosegue il 20 agosto con la Compagnia Lombardi Tiezzi, in collaborazione con AC Zerkalo e “Agamennone” da Eschilo, di Fabrizio Sinisi, con Paolo Graziosi, Daniela Poggi, Valeria Perdonò, Elisabetta Arosio e la regia di Alessandro Machìa; ancora, 30 e 31 agosto – stavolta nell’ex Convento degli Olivetani – con “Dimenticare Medea – Un percorso di studio e di lavoro”, con la collaborazione drammaturgica di Riccardo Spagnulo, degli allievi dell’Accademia Mediterranea dell’Attore e  la partecipazione amichevole di Carla Guido (ideazione e regia di Tonio De Nitto).

Ultimo appuntamento il 6 settembre, tornando al Teatro Romano, con Astragali e le “Metamorfosi” da Ovidio, ovvero “Donne che resistono alla violenza degli dei”: scrittura e regia di Fabio Tolledi, partecipazione di Lenia Gadaleta, Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, Petur Gaidarov, Onur Uysal, Hamado Tiemtorè, musiche di “Insintesi”.

“Mitika – Teatro e Mito nella contemporaneità” si avvale del sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce e della Banca Popolare Pugliese; i biglietti (10 euro platea, 7 euro gradoni; 10 euro per lo spettacolo all’ex Convento degli Olivetani) si potranno acquistare in prevendita presso l’infopoint del Castello Carlo V di Lecce, tutti i giorni dalle 9.30 alle 22 (telefono: 0832 246517), oppure la sera stessa dello spettacolo presso il botteghino del Teatro Romano di Lecce (dalle 19 in poi).

 

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FSI, rigettata la richiesta di Bonazzi di inibire il Segretario Cagnazzo

Roma, 29 luglio 2016 – In data 25 Luglio 2016 il Tribunale di Roma Sezione III civile nella persona del Presidente dottor Cardinali ha emesso il provvedimento con il quale è stato dichiarato inammissibile il ricorso promosso dall’ex segretario Bonazzi, che aveva richiesto l’emanazione di un ordine di inibitoria al Segretario Generale della FSI, Federazione sindacati indipendenti della Sanità (www.sindacatofsi.it) Dario Luigi Cagnazzo e agli altri segretari nazionali dei loghi, dei segni e dei simboli del sindacato, sul presupposto che fosse lui il legale rappresentante della Associazione.

Questo quanto dichiarato sulla vicenda in un comunicato emanato dalla stessa FSI:

“Questa sentenza, assieme a quella del tribunale di Monza, non fa altro che legittimare sempre di più il Segretario Generale Cagnazzo che sta conducendo una grande battaglia di democrazia e di legittimità all’interno del sindacato FSI.

Spiace leggere i proclami trionfalistici dell’ex segretario generale, per aver visto rigettato il suo ricorso e condannato alle spese, il quale dimostra sempre di più di essere completamente scollegato dalla realtà, raccontando una realtà parallela che non esiste.

Ma la realtà è ben diversa, il ricorso che aveva presentato per cacciare Cagnazzo e i Segretari Nazionali è stato rigettato ed il “falso leader” ha perso.

Si possono riempire pagine di parole ma una sconfitta è una sconfitta e ci vuole coraggio per ammetterla e vedere le cose come veramente stanno.

Noi vogliamo una FSI unita e forte, e speriamo che tutti gli amici che fino a ieri credevano in buona fede alle mistificazioni del Bonazzi oggi possano ricredersi per affrontare le nuove sfide che il mondo del lavoro ci riserva.

Ci sono tutti i presupposti, per ricominciare come FSI, con uno statuto che garantisca tutti in una FSI democratica“.

Lo scorso 17 Giugno 2016  il Collegio dei Probiviri della FSI riunitosi presso la sede Legale dell’Organizzazione, esaminati tutti gli atti pervenuti aveva deliberato a maggioranza l’espulsione dell’associato Adamo Bonazzi dalla FSI e da tutti i suoi coordinamenti, diffidandolo dall’utilizzare a qualsiasi titolo, i loghi, la sigla, il nome e quant’altro riconducibile direttamente o indirettamente alla FSI.

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Proficuo l’incontro tra Aran e FSI (Federazione sindacati indipendenti della Sanità)

Roma, 29 luglio 2016 – In data 21 Luglio 2016 il Segretario Generale della FSI (Federazione Sindacati Indipendenti del settore Sanità), Sig. Dario Luigi Cagnazzo ha partecipato ad un incontro in ARAN (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni), per affrontare le problematiche connesse al contenzioso in essere nel Sindacato e presentare le nostre proposte contrattuali.

Sul primo punto l’Aran ha confermato una posizione di neutralità ribadendo che l’Agenzia non è mai entrata nel merito delle vicende interne alle organizzazioni sindacali e, comunque, anche in questo caso attenderà le decisioni dei Giudici prima di assumere un proprio orientamento.

Il Segretario Generale ha riepilogato all’Aran il contenzioso legale in corso precisando che allo stato sussistono tre giudizi pendenti nei Tribunali di cui si aspetta fiduciosi l’esito. La parte pubblica ha precisato che l’Aran, anche in passato, ha sempre evitato comportamenti discriminatori. Su tale problematiche le parti hanno convenuto di risentirsi appena vi saranno
novità rilevanti dal punto di vista giudiziario.

Sul secondo punto del confronto il Segretario Generale ha sottolineato come il rinnovo contrattuale non sia più procrastinabile. Infatti, a fronte di una media generale, già di per se intollerabile, di attesa per i rinnovi contrattuali (dati istat) di circa 40 mesi in altri settori, nel pubblico impiego siamo ad oltre 85 mesi di blocco contrattuale.

Tale ritardo ha comportato una perdita del potere di acquisto dei lavoratori per oltre il 30% del loro salario, pari a 35 miliardi di euro che non verranno più restituiti dallo Stato a seguito della sentenza della Consulta la quale ha dichiarato questo blocco illegittimo ma non per il passato, impoverendo ulteriormente un’intera classe sociale.

Il Segretario Generale ha informato l’Aran che entro il mese di settembre verrà presentata la proposta contrattuale della FSI. Tale proposta sarà un contributo per rilanciare il mondo del comparto sanitario. con un salario adeguato ma soprattutto ridefinendo i ruoli e le competenze dei vari professionisti che operano ogni giorno con abnegazione e professionalità nel SSN.

La piattaforma contrattuale, risponderà così alle necessità dei lavoratori e dei cittadini che fruiscono dei nostri servizi.

“Noi riteniamo – ha affermato il Segretario del Sindacato – che in questa società che sostituisce e modifica il lavoro, anche il sindacato e le istituzioni debbano cambiare e modificarsi, assumendosi realmente la responsabilità di “essere rappresentanti” di
qualcuno”.

“Noi come FSI siamo pronti per il rinnovamento e riappropriarci di una nuova e più vasta rappresentatività. che passa necessariamente per il rafforzamento ed il rinnovamento della nostra funzione, recuperando la nostra specificità e respingendo la tendenza alla sovrapposizione di ruoli”.

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Louisiana Jazz Club di Genova, in anteprima gli ospiti della prossima stagione

Genova, 28 luglio 2016 – Il Louisiana Jazz Club di Genova (www.louisianajazzclub.net), è uno dei migliori ritrovi storici di jazz da oltre mezzo secolo, si può ascoltare musica di qualità. Nella prossima stagione, che vi anticipiamo in anteprima, inizierà il 22 settembre, si esibiranno al Lousiana molti affermati musicisti, fra i quali: Dado Moroni, Alessio Menconi, Laura Fedele, Andrea Pozza, Giampaolo Casati, Gianluca Tagliazucchi, Danila Satragno e Sabrina Colombo. L’ultimo giovedì di ogni mese sarà invece dedicato al blues.

Il ‘Louisiana’ comprende il Louisiana Jazz Club, il Museo del Jazz, costituito nel 2000, dove sono custodite migliaia di dischi, libri e incisioni storiche, la storica scuola jazz e l’Italian Jazz Institute.

Dal 2008 il suo presidente, uno stimato medico di medicina generale, il dottor Marco Battelli (http://www.jazzitalia.net/Artisti/MarcoBattelli.asp), al Louisiana è conosciuto come chitarrista e contrabbassista.
Suona alternandosi in diverse formazioni in Italia e in Europa. Per due volte si è esibito all’Umbria jazz festival; nel 2001 e 2002 ha frequentato il corso di alta qualificazione musicale di Siena. Il dottor Battelli ha condiviso il palco con alcuni tra i più noti musicisti jazz italiani e con Renzo Arbore e la sua orchestra. In tutti questi anni, il suo centro di gravità resta sempre il Louisiana con i suoi storici frequentatori, che negli anni hanno avuto la fortuna di assistere alle esibizioni di mostri sacri come Chet Baker e Duke Ellington, solo per citarne un paio.

Ecco la sua storia attraverso le sue parole.

“Cominciai a studiare chitarra all’età di 14 anni – racconta Battelli – e dopo un paio d’anni, ancora ragazzino scoprii le atmosfere del Louisiana grazie al fratello maggiore di un amico. Ricordo il mio primo concerto: avevo 15-16 anni e in tasca 200 lire per il biglietto e 50 per l’autobus. L’ingresso costava 250 lire e per poter entrare fui costretto a chiedere lo sconto”.

Da quella sera, il Louisiana diventa una seconda casa e qui la sua passione per la musica matura fino a sfociare sul palco.
Nonostante l’amore per il jazz, è insieme ad alcune band giovanili di musica beat che Battelli fa il suo esordio come chitarrista. Sono gli anni segnati dai movimenti e dalle contestazioni giovanili. Il Louisiana nel frattempo si afferma sulla scena nazionale, gli eventi cominciano a richiamare sempre più pubblico e il locale comincia ad ospitare musicisti di fama internazionale.
L’idillio tra Battelli, la musica e il Louisiana conosce una pausa nel 1970. “Quell’anno mi iscrissi all’università e smisi di suonare per dedicarmi allo studio. Nel 1977 assunsi l’incarico di medico di medicina generale e qualche tempo dopo tornai a dedicarmi alla musica, questa volta per studiare il contrabbasso”. Dopo un paio d’anni trascorsi ad apprenderne la tecnica, nel 1981 Battelli si iscrive a un corso di armonica e contrabbasso al Louisiana e l’anno seguente torna ad esibirsi sul palco del club.
Dopo aver traslocato in uno spazio di Palazzo Ducale e nell’ex cinema Ritz, la compagnia del Louisiana dopo trent’anni di attività si trova ad affrontare una fase itinerante. Tre anni di esilio errante in vari contesti dell’hinterland cittadino, fino a che, nel 1998, il nucleo storico dei soci si mette alla ricerca di un nuovo spazio. Parallelamente, c’è anche il progetto di dar vita ad un Museo del Jazz e di consolidare l’attività della Scuola che negli anni ha sfornato tanti talenti locali e non. Questa volta dunque l’obiettivo è di acquistare un locale di proprietà, per svincolarsi una volta per tutte dal rischio sfratto. In breve tempo- si legge nel racconto di Egidio Colombo, autore del libro ‘Genova in Jazz, fra storia e cronaca, biografia del Louisiana’ – venne raggiunta una cifra ritenuta sufficiente per la metà del valore di un locale del genere: il resto poteva essere affrontato con l’accensione di un mutuo.
Battelli, che continua a condurre la sua attività di medico di medicina generale, diventa tesoriere per la ‘cordata’ e si fa carico delle pratiche d’acquisto e per l’accensione del mutuo. “Siccome era fatto a nome di una società e non di un singolo, la banca aveva preteso delle garanzie. Io feci un’ipoteca sull’appartamento in cui vivevo. Un altro socio la fece sul box auto. A mia moglie ovviamente lo dissi solo dieci anni dopo”.

Nel 2008, all’estinzione del debito con la banca, la dedizione alla causa e le sue capacità amministrative gli valgono il ruolo di presidente del Club: “Oltre a me, saranno circa una decina i colleghi che lo frequentano. Per un periodo avevamo fatto un quartetto di medici con cui è capitato di esibirci a margine di alcuni congressi. Nel 2011 abbiamo anche suonato nella sede dell’Ordine di Genova in occasione del suo centenario”.

Il LOUISIANA BLUES TRIO presenta il suo nuovo progetto, #BLUESTORY, un percorso nella storia del Blues, vissuto con amore e passione per tutte le forme espressive e stilistiche di questo grande genere musicale, che non ha mancato di influenzare profondamente lo swing, il jazz, il funky e, più in generale, la grande musica d’autore. Oltre ad arrangiamenti non scontati ed originali di brani blues in tutte le accezioni e di tutte le epoche storiche, il gruppo propone anche composizioni di Marco “Ray” Mazzoli, nei vari stili che hanno caratterizzato il blues nella sua storia.

Il LOUISIANA BLUES TRIO è un gruppo nato al Louisiana Jazz Club di Genova (www.louisianajazzclub.net) composto da:

– Marco Battelli contrabbassista, fondatore del gruppo e presidente del Louisiana Jazz Club ha alle spalle una lunga esperienza come jazzista.
– Marco “Ray” Mazzoli è un pianista, cantante e compositore blues, e che ha all’attivo 4 dischi.
– Tassilo Von Burckard, dopo aver studiato fagotto e pianoforte al Conservatorio, ha suonato la batteria professionalmente in Germania e, dal 1966, in Italia con gruppi di R&B (Rokketti, Nino Ferrer, e tanti altri).

Il trio si propone a seconda delle circostanze sia in versione acustica (pianoforte, contrabbasso, batteria) che in versione elettrica (tastiera riproducente Hammond e Rhodes, stickbass, batteria).

Ecco alcuni video recenti con una cantante ospite:

 

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Contatti:
Marco Mazzoli: marco.mazzoli@unige.it 3490955757
Tassilo Burckard tassilo.burckard@gmail.com 3393322755
Marco Battelli mbattelli@libero.it 3356149998

 

Castello di Racconigi, un’estate ricca di eventi, arte, storia, natura e paesaggio

Cuneo, 28 luglio 2016 – Il castello di Racconigi ed il suo parco, già premiato come “Parco più bello d’Italia”, sono la meta ideale per chi ha voglia di immergersi nelle suggestioni della natura e della storia: l’apertura straordinaria lunedi 15 agosto per il tradizionale picnic di Ferragosto offre l’occasione, riprendendo l’atmosfera spensierata delle villeggiature reali, di trascorrere una magnifica giornata all’aperto con i bambini, con la famiglia, con gli amici in un’atmosfera romantica e suggestiva.

Nella quiete del parco si potranno fare riposanti passeggiate in carrozza, gite in bici, picnic all’ombra degli alberi secolari, una sosta relax nella caffetteria allestita nella Dacia russa, una camminata col proprio amico a quattro zampe (benvenuto, purché al guinzaglio) osservando le maestose cicogne e le altre specie protette che abitano il parco. Visitando il castello si vivrà l’emozione di una amatissima dimora di villeggiatura, una casa che affianca agli ambienti aulici quelli più intimi e privati, nei quali tutto sembra sospeso ad attendere il ritorno dei principi.

Da venerdì 26 agosto a domenica 4 settembre, in occasione della 67° edizione di Peperò, Sagra del Peperone di Carmagnola, il castello ospita suggestivi allestimenti ispirati alla cucina e a questo goloso frutto estivo, realizzati in collaborazione con Progetto Canto Regi.

Sabato 27 agosto si potrà inoltre assistere al concorso di eleganza dedicato alla Vespa che nel 2016 compie 70 anni: a festeggiare la ricorrenza di una delle più celebrate icone italiane, 98 Vespa (numero che richiama la cilindrata 98cc della prima Vespa) con piloti abbigliati secondo l’epoca del proprio veicolo.

A partire dal 4 settembre si potrà approfittare anche del ricco programma di eventi e manifestazioni del tradizionale Settembre Racconigese che animerà il centro storico.

Dal 7 ottobre al 13 novembre le sale auliche del primo piano accolgono l’evento INSIEME NELL’INFINITO: i 7 chakra del castello di Racconigi un percorso multisensoriale di allestimenti, suoni, installazioni e performance per vivere l’esperienza dell’energia kundalini e, nel primo fine settimana dedicato alla ricerca dell’armonia tra corpo e mente, il parco è anche teatro di lezioni e dimostrazioni di yoga, meditazione e altre discipline orientali.

Il castello e il parco di Racconigi hanno un fascino che riesce ad andare oltre la valenza storica e le preziose testimonianze artistiche raccolte nei secoli; amatissima dimora di villeggiatura dei Carignano, il ramo più indipendente e culturalmente meno conservatore della corte sabauda, il castello ha un’anima evocativa e stimolante.

Questo genius loci ha guidato la rinascita della residenza sin dal 1994, in un costante dialogo tra continuità e innovazione, rispetto e sfida, allestimenti emozionali e contaminazioni con nuovi e diversi linguaggi e discipline, facendo del castello uno spazio vivo in continua evoluzione, un attivatore culturale aperto alla collaborazione e al confronto con altre strutture.

Il territorio cuneese offre inoltre interessanti piccoli centri, magnifiche campagne dominate dal Monviso, attività di equitazione, ciclismo, escursionismo, il nuovo Mùses-Accademia Europea delle Essenze di Savigliano e, naturalmente, il Centro Lipu Cicogne e Anatidi (www.cicogneracconigi.it) che sorge presso le ex cascine reali, una volta appartenenti al Castello.

APERTURA:

DAL MARTEDI ALLA DOMENICA

(Castello dalle 9 alle 19, parco dalle 10 alle 19. Ultimo ingresso ore 18).

Il castello sarà chiuso martedì 16 agosto.

La Caffetteria della Dacia è aperta nei fine settimana e a Ferragosto.

INFORMAZIONI:

0172 84005

 

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Ufficio Stampa:

socialracconigi@beniculturali.it

 

Francesca Evangelisti

Tel. 347 1658586

chiccaevangelisti@gmail.com

 

Simonetta Carbone

Tel. 335 6505656

simonetta.carbone@fastwebnet.it

 

Il fascino suggestivo del castello e del parco, già premiato come “Parco più bello d’Italia”

 

Sanità, FSI “i medici dormono di notte, a rischio l’incolumità dei cittadini”

Siracusa, lì 27.07.2016 – Il commissario Corrado Barrotta della FSI (Federazione Sindacati indipendenti) di Siracusa e Ragusa, ha inviato una lettera all’Asp 8 di Siracusa, all’Assessorato alla Sanità Siciliano, al Ministero della Sanità italiana ed all’Agenzia Aran, denunciando i rischi a cui sono sottoposti i pazienti a causa dell’addormentamento del personale medico notturno negli ospedali sia pubblici che privati ed al contempo denunciando le condizioni a cui sono costretti a lavorare i lavoratori notturni del settore sanitario.

Di seguito il testo della lettera inviata dal commissario Corrado Barrotta ai vertici della Sanità nazionale e regionale.

 

ASP 8 DI SIRACUSA

ASSESSORATO ALLA SANITA’ SICILIANO

MINISTERO DELLA SANITA’ ITALIANO

ARAN AGENZIA

SEGRETERIA SICILIANA FSI

 

Egregio Dott. Brugaletta,

visto che è consuetudine ma sicuramente malcostume, che i medici di guardia durante l’attività notturna anziché prestare la propria opera in stato di veglia, come prescrive il diritto del lavoro per l’esecuzione di ogni prestazione professionale, trascorrano il turno di notte presso una stanza dotata di letto all’uopo destinata al sonno cioè a permettere l’addormentamento del medico;

visto che sovente ci giungono lamentele da parte del personale infermieristico che presenta difficoltà a svegliare il medico che dorme affinché giunga tempestivamente presso il paziente per prestare cure urgenti ed indifferibili;

visto che è altresì abitudine di alcuni medici visitare i pazienti o soccorrerli indossando un pigiama su cui indossare un camice spesso aperto che mostra apertamente anche i disegnini (pupazzetti ed altro) e colori che cadono nel ridicolo come è avvenuto presso il pronto soccorso siracusano;

visto che non vi è casistica dottrinale né giurisprudenziale che consenta ai medici, diversamente dalla totalità dei lavoratori, di fruire di un letto dove dormire durante l’attività lavorativa retribuita, anzi, più che triplamente retribuita rispetto a quella dell’infermiere che, invece, trascorre l’intera attività lavorativa sveglio, senza permettersi, il più delle volte, nemmeno di far riposare le gambe;

visto che vi è, invece, casistica che sanziona disciplinarmente gli infermieri colti nel sonno sdraiati su un mezzo di fortuna, nonostante, durante l’ispezione, sia stato omesso di verificare la posizione del medico di guardia, spesso, addormentato sul proprio letto;

visto che il CCNL 1998-2001 integrativo del 10 Febbraio 2004 articolo 7 denominato “lavoro notturno”, non scrimina né esimenta il medico addormentato in servizio e che ritarda l’intervento presso il paziente rispetto ad un medico sveglio (circostanza quindi in re ipsa).

vista la pessima abitudine di fornire al personale medico delle stanze adibite con posto letto (compreso di biancheria rifatta dagli ausiliari di reparto vedi Chirurgia di Siracusa) e bagno interno per dormire durante la guardia in reparto o nelle aree critiche, secondo questa Organizzazione è riprensibile.

visto che lo stesso CCNL della dirigenza medica e veterinaria all’art. 11 denominato “Comportamento in servizio” cita: “Il dirigente conforma la sua condotta ai principi di diligenza e fedeltà di cui agli artt. 2104 e 2105 del Codice Civile e contribuisce alla gestione della cosa pubblica con impegno e responsabilità. Il comportamento del dirigente è improntato al perseguimento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi istituzionali nella primaria considerazione delle esigenze dei cittadini utenti, operando costantemente nel pieno rispetto del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, allegato al CCNL del 3.11.2005, di cui s’impegna a osservare tutte le disposizioni nonché dei codici di comportamento adottati dalle Aziende ai sensi dell’art. 54,comma 5 del d.lgs. 165/2001 e di quanto stabilito nelle Carte dei Servizi”.

Pare quindi che, anche al personale ut supra indicato, sia prescritto di svolgere un’attività attiva e non passiva, estraniandosi dall’ambiente lavorativo fino ad annullare la propria coscienza e volontà (addormentamento). Nel caso si presentasse un’urgenza, il personale infermieristico non è tenuto a ricercare il medico di guardia per tutto il nosocomio o svegliarlo al telefono perché addormentato, né a sostituire il medico nell’attesa che si vesta o si lavi.

Visto che questa problematica coinvolge tutte le aziende sanitarie pubbliche e private come una consuetudine oramai inveterata, ma nello stesso momento pericolosa che potrebbe soddisfare il nesso causale in molti fatti illeciti civili e penali, sia da pericolo che da danno. Il medico, come l’infermiere, ha gli stessi obblighi quale prestatore di lavoro e deve essere cosciente e vigile durante tutta l’attività lavorativa.

TUTTO CIO’ PREMESSO SI CHIEDE ALLA S.V.

se vi sono altri elementi non esaminati dalla scrivente Associazione per confutare quanto detto ovvero se il medico di guardia può svolgere la propria attività lavorativa remunerata dormendo essendo suo diritto essere svegliato dal personale infermieristico in caso di necessità (sempre ché sia logico, proficuo ed utile retribuire più del triplo chi dorme rispetto a chi sta sveglio).

Con preghiera di esitare con urgenza in quanto il fenomeno è diffuso e crea una situazione di illegalità intollerabile che pone a rischio l’incolumità dei cittadini.

Grazie.

Corrado Barrotta
Commissario FSI di Ragusa e Siracusa

www.corradobarrotta.it

 

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Federazione Sindacati indipendenti
SEGRETERIA DI SIRACUSA

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96100 Siracusa
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commissariofsi@pec.net

 

 

La svizzera “Fair Connect” investe in Infomobility.it Spa e punta sulla tecnologia italiana per la mobilità intelligente

Teramo, 27 luglio 2016 – Infomobility.it Spa (www.infomobility.it), azienda teramana specializzata nella rilevazione e il monitoraggio delle performance di guida dei veicoli e partner privilegiato e preferenziale delle compagnie di assicurazioni, ha deliberato un aumento di capitale di 15 milioni di euro per consolidare e sviluppare le sue competenze nel campo dell’Insurance Telematics. Il potenziamento della società è dovuto all’ investimento in Infomobility Spa del gruppo svizzero Fair Connect SA.

Irrompe così nel mercato un nuovo grande operatore che, potendo contare su una solidità industriale di valenza storica e su competitivi assets ingegneristici come quelli dell’azienda teramana Infomobility.it Spa, potrà svilupparli ulteriormente per diventare il partner ideale di compagnie assicurative e case automobilistiche, dando vita a servizi innovativi in grado di migliorare la qualità della vita degli utenti.

Uno sviluppo concreto di interattività nell’internet of thing, dove tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla rete e all’estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti. L’Italia è leader nelle tecnologie delle black box (scatola nera) e uno dei primi paesi dove sta per diventare obbligatorio l’uso della scatola nera sui veicoli. Lo shopping di grandi gruppi esteri nel nostro paese dimostra proprio il grande interesse per il settore della mobilità intelligente.

Infomobility.it è l’esempio di come una piccola realtà industriale, grazie alla qualità della sua ingegneria, con un team di oltre 50 specialisti, possa proiettarsi nei progetti internazionali delle grandi multinazionali”– afferma l’ing. Franco Iachini amministratore delegato di Infomobility.it Spa, azienda teramana specializzata nel settore delle tecnologie e dei servizi telematici legati alla ‘connected insurance’, ‘connected car’ e ‘connected home’, che ha registrato importanti brevetti internazionali per l’analisi dello stile di guida di un conducente ai fini assicurativi.

Oltre ai servizi assicurativi ‘puri’, – continua l’ing. Franco Iachini – che utilizzando le cosiddette ‘black boxes’ che raccolgono e analizzano i dati sullo stile di guida del conducente per poi quantificare il premio assicurativo o analizzare i dati di un sinistro per evitare eventuali frodi, Infomobility.it e Fair Connect forniranno anche servizi a valore aggiunto, come i servizi di Emergency e Break Down-Call, attivabili in caso di incidente o di guasto meccanico dell’auto. Infomobility.it e Fair Connect introdurranno entro breve sul mercato anche nuovi servizi per prevenire ed evitare gli incidenti stradali, utilizzando le più innovative tecnologie di analisi comportamentale dei guidatori” .

Nel CDA e nel management di Infomobility.it Spa entrano due figure di spicco del settore, Carmine Carella (Presidente del Consiglio di Amministrazione) e Giovanni Maggiore (direttore alle Operations), che porteranno un contributo determinante nello sviluppo di nuove applicazioni e una maggiore espansione dell’azienda all’estero.

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La Black box (scatola nera) di Infomobility: tecnologia e design

A Napoli presentazione del romanzo Mondadori “Cenere di mandorlo” di Manuela Stefani

Napoli, 27 luglio 2016 – Nell’ambito della kermesse “I salotti del venerdì” (con ingresso libero), in collaborazione con la libreria Mondadori, con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Associazione Culturale Cypraea onlus Venerdì 29 luglio a Villa Fondi alle ore 20.30 a Piano di Sorrento presentano  il romanzo “Cenere di mandorlo” di Manuela Stefani, editore Mondadori. 

Manuela Stefani, giornalista di lungo corso presso la redazione della rivista “Airone“, ha esordito in narrativa con La casa degli ulivi (Mondadori, 2006) al quale ha fatto seguito, La stanza del pianoforte (Mondadori. 2010).

In questa sua ultima opera “Cenere di Mandorlo” la protagonista Victoria Lo Presti, geologa americana di origini siciliane, è una donna alle soglie dei quarant’anni e ha tutto per essere serena: bella, brillante, amante della moda italiana e della cucina mediterranea, insegna vulcanologia all’università e ha un compagno che l’adora, con il quale vive sul lago Erie, in Ohio. Ma in lei esiste un richiamo di una vita diversa che diventa reale quando si presenta l’occasione di partecipare a una missione scientifica in Italia parte senza esitazioni.

Un viaggio che è un ritorno alle origini siciliane della sua famiglia e sulla nave di ricerca affronta il mare Tirreno che l’accoglie, l’avvince, la emoziona, le infonde quell’energia necessaria a dare un nuovo inizio alla sua vita in un gioco di emozioni che da sempre inconsciamente cercava e che l’eruzione dell’Etna, vissuta tra boati, nugoli di polvere pietrisco, pioggia scura torrenziale, scariche elettriche e magma, la spingono a non rinunciare ad un nuovo inizio di vita.

Questo è un  incontro culturale con una scrittrice che apre nuove dimore alla vita da affrontare con la fragranza di un nuovo destino che taglia i nastri che legano le ali e si chiamerà “Avvenire”.
Nel corso dell’incontro sarà proiettato un video che accompagnerà alla scoperta dei luoghi raccontati dall’autrice ritmati con musiche e canti legati ai territori visitati.

La kermesse “I salotti del venerdì” si svolgerà presso la Villa Comunale (Villa De Sangro fondi) che ospita eventi culturali a cura del comune di Piano di Sorrento tutto l’anno, nel periodo estivo all’aperto, nel periodo invernale nelle sale interne.

La manifestazione letteraria è alla sua 34a edizione
La villa puo’ ospitare 200 persone sedute +300 in piedi edè situata in un posto panoramico sul golfo di Napoli.

Già sono stati ospiti dell’evento:
– Basso Alice, Limone Loredana, Fiorelli, Crupi, Bisotti, Celotto, De Santis, Lucarelli, Cantone, Sgarbi, De Giovanni (fandango), Conchita de Gregorio, Tecce, Imposimato, etc, etc.

 

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Arriva “Bufala punto Eat”, il franchising italiano dello street food

Roma, 27 luglio 2016 – Si chiama Bufala Punto Eat ed è il primo innovativo progetto di street food italiano in franchising. Una catena che vuole essere un nuovo modo, destrutturato e social, per costruirsi una propria professione nell’ambito del food fresco e di qualità.

Bufala Punto Eat mette infatti a disposizione di tutti i Foodies che vogliano intraprendere questa nuova attività i freschissimi e deliziosi prodotti provenienti dal Cilento, una zona montuosa della Campania in provincia di Salerno, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, ed un allegro Ape Car personalizzato per portarli in giro per la città, proprio dove si trovano i clienti desiderosi di gustarli.

Le specialità offerte da Bufala Punto Eat, tutte provenienti dal ricco territorio del Cilento, sono sfiziosi stuzzichini con bocconcini di mozzarella, delicata bresaola, formaggio stagionato, tutti rigorosamente di bufala, accompagnati da Vini IGT e birre artigianali provenienti dalle terre del Cilento, selezionati in abbinamento ai prodotti proposti.

Dulcis in fundo, il delicatissimo yogurt di bufala con frutta fresca.

IL FRANCHISING

Ai partner, Bufala Punto Eat offre la fornitura costante dei prodotti, e la riconoscibilissima Ape Car brandizzata Bufala Punto Eat, totalmente attrezzata con: banco frigo, affettatrice, forno a microonde, e registratore completo dotato di tablet.

Ogni Ape Car avrà la propria ed esclusiva area geografica di vendita e, di conseguenza, la possibilità di aprire eventuali collaborazioni con ristoratori e commercianti.

Un’opportunità concreta per chi sogna un lavoro in piena libertà, gestendo da sè orari e impegni, stando all’aria aperta circondati da freschi e sfiziosi prodotti naturali ed ottenendo sin da subito buoni profitti.

I COSTI

Per cominciare a lavorare non c’è bisogno di impegnare ingenti somme di denaro come accade di solito per l’apertura di una qualsiasi altra nuova attività commerciale: bastano solo 5.000 euro per entrare in questo agile franchising e sperimentare così, in prima persona, se quella di Bufala Punto Eat è l’attività che fa per noi.

Per altre informazioni sull’attività si può visionare il video “How to be a franchisee” al link https://vimeo.com/165002509, si può chiamare allo 06 809 1921 o visitare i siti internet www.italyslowgood.it e www.italypuntoeat.it.

 

 

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Pa digitali: un pratico ed utile White Paper per trovarsi pronti alla Rivoluzione Digitale dell’11 Agosto

La rivoluzione della Pa, che diventano più smart e più digitali…

Roma, 27 luglio 2016 – In questi ultimi due anni, 2014 e 2015, le Pubbliche Amministrazioni hanno dovuto fare i conti con una vera e propria rivoluzione digitale.

A dire il vero già da molto tempo l’articolo 40 del codice dell’amministrazione digitale richiedeva alle pubbliche amministrazioni di formare gli originali dei propri documenti con mezzi informatici, sostenendo che un successivo decreto avrebbe categorizzato le (poche) categorie documentali per i quali fosse possibile la redazione cartacea in relazione al particolare valore di testimonianza storica ed archivistica.

Ciò che ha ostacolato il cambiamento ad una PA pienamente digitale nei processi era fondamentalmente la mancanza delle regole tecniche attuative che avrebbero dovuto descrivere nel dettaglio il processo della digitalizzazione inclusivo dei formati, della descrizione dei processi e dei ruoli e dei compiti delle figure responsabili coinvolte, invece ora ci sono e sono complete.

Si è partiti con la Fatturazione Elettronica il 6 Giugno 2014 per gli Enti Centrali per poi arrivare al 31 Marzo 2015, con tutti gli altri Enti e quindi anche quelli Locali. Si è, quindi, continuato con il Piano di Informatizzazione delle Procedure per mezzo dello SPID e con altri obblighi normativi tipo l’adeguamento a PagoPA.

In tutto questo, si è inserito il nuovo regolamento Eidas sui servizi di identificazione e fiduciari in vigore dal primo luglio 2016 che avrà impatti sui servizi di firma elettronica e di recapito certificato e per il quale si tenderà sempre più a valorizzare soluzioni sul tipo dello SPID e la stessa PEC dovrà essere modificata se si vuole darle un ruolo in un contesto europeo e non solo nazionale.

Il codice dell’amministrazione digitale è in fase di profonda revisione e tra le ratio innovatrici si tende ad estendere sempre di più verso il cittadino l’obbligo attualmente vigente per le imprese di comunicare digitalmente con le PA. Ciò grazie anzitutto al concetto di “domicilio digitale”.

Un denominatore comune delle regole teniche citate, ma in generale di tutta la normativa attuativa dei requisiti di digitalizzazione delle PA è il focus sui processi: le Pubbliche Amministrazioni dovranno avere processi interamente digitali e nuove responsabilità, attribuite a figure ben precise ed ovviamente fare i conti con la conservazione digitale dei proprio atti e dei proprio documenti informatici.In questo contesto i manuali di gestione documentale e di conservazione sono chiaramente identificabili come documentazioni di processo, mentre il responsabile della gestione documentale ed il responsabile della conservazione sono da ritenersi dei responsabili di processo.

Ricordiamo, infine, che la riforma Madia dell’agosto 2015 delle PA ha previsto regimi sanzionatori o premiali per le PA che si distinguono nell’innovazione e ha enfatizzzato il concetto di “digital first”, ovvero un’innovazione dei processi usando in maniera efficace ed efficiente tutti i mezzi che le nuove tecnologie ci offrono.

In tale contesto la scadenza del 12 Agosto 2016, secondo quanto dettato dal DPCM del 13 Novembre 2014, in base alla quale tutti i documenti prodotti dalla PA dovranno essere completamente digitali e quindi conservati in modalità digitale, applicando la conservazione digitale. Ovviamente anche i documenti ricevuti, che visto l’obbligo saranno digitali, dovranno essere conservati in digitale, mentre per quelli cartacei, potrà essere sempre applicata la conservazione sostitutiva, nei casi in cui siano gestiti documenti analogici.

Per scaricare il White Paper, cliccare qui. 

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