Svastica: per i Raeliani “Sbagliato vietarla”. Ecco il perchè…

Per i Raeliani e la ProSwastika Alliance è sbagliato vietare la svastica perché è un antico simbolo di pace e benessere e sostengono la regina Maxima dei Paesi Bassi, attaccata per alcune svastiche presenti sul suo vestito. I Raeliani invitano a riabilitare urgentemente il significato originale e pacifico della svastica, simbolo di pace per numerose religioni e milioni di indù e buddisti

Londra, 26 aprile 2016 – Secondo il quotidiano tedesco Bild, in occasione di una recente visita in Germania, la regina Maxima dei Paesi Bassi ha indossato un abito decorato con dettagli che somigliavano alla svastica nazista. Un altro giornale tedesco, il Rheinische Post, non è invece d’accordo con questa versione e ha invece scritto che il motivo del disegno era molto più simile al simbolo buddista dell’eternità.

“La ProSwastika Alliance sostiene sia la regina dei Paesi Bassi che lo stilista danese che ha realizzato il vestito”, ha dichiarato Thomas Kaenzig, Guida raeliana e presidente della ProSwastika Alliance. “La svastica è un antico simbolo venerato già migliaia di anni prima dell’era nazista ed è reperibile praticamente in tutta Europa. In Danimarca, è raffigurata su antiche pietre risalenti al 9° secolo (http://proswastika.org/news.php?item.81.6)”.

Kaenzig ha sottolineato che in Germania molti edifici governativi sono decorati con svastiche riconducibili all’epoca pre-nazista.

“Coloro che in Germania sono rimasti sconvolti per l’abbigliamento della regina dovrebbero prima di tutto chiedere al loro presidente di rimuovere le svastiche presenti nella sua residenza (http://proswastika.org/news.php?item.101.6)”, ha detto Kaenzing, aggiungendo poi che le persone spesso sanno molto poco dell’antica e rispettata storia pre-nazista di questo simbolo.

Perchè la svastica è un simbolo di pace per milioni di indù, buddisti e Raeliani, che lo considerano il simbolo dell’ infinito nel tempo e nello spazio, ed emblema di eternità.

Infatti la parola svastica deriva dal sanscrito svastika, che vuol dire “fortuna” e “buon auspicio”. In particolare, se raffigurata su cose o persone, serve ad augurare buona fortuna.
La parola e’ composta dal prefisso Su che significa “buono, bene” e asti, un’astrazione che ha la stessa radice del verbo “essere”, dunque Svasti significa “benessere”.
Il suffisso ka forma un diminutivo, in tal modo la parola Svastica può essere tradotta letteralmente con “piccola cosa associata al benessere“.
Il simbolo della Svastica è quindi uno dei più antichi al mondo e lo si può ritrovare nelle religioni e tradizioni di tutti i continenti.

“Fortunatamente, le persone stanno diventando sempre più consapevoli del suo stupendo e originale significato di pace e benessere“, ha spiegato Kaenzig. “In Giappone, ad esempio, il governo intendeva rimuovere dalle proprie mappe turistiche il simbolo della svastica, che sta a indicare la presenza di templi nelle vicinanze. Ma ha poi cambiato idea dopo aver ascoltato il parere di molte persone informate da tutto il mondo, tra cui molti Raeliani. Siamo stati molto partecipi nel dare il nostro sostegno a favore di questo simbolo, così caro a molti giapponesi”.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.proswastika.org e www.rael.org.

 

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Il simbolo della svastica è un simbolo di pace e benessere per molte religioni e paesi del mondo

Jali Diabate: l’album dell’artista senegalese esce nelle piattaforme digitali il 28 aprile

Milano, 26 aprile 2016 – Dal 28 aprile prossimo sarà possibile ascoltare e scaricare online Kumakan di Jali Diabate, musicista senegalese conservatore della tradizione, dopo la presentazione internazionale ufficiale del nuovo album “Kumakan” avvenuto agli inizi di aprile e dopo il primo album pubblicato in 2014, Silinka, con l’Afro Bougna Band & friends, .

Il concerto di presentazione è stato, attraverso la musica, un momento di divulgazione e sensibilizzazione delle tematiche contemporanee sulle stragi umanitarie e sulle tradizioni secolari del continente africano, che vengono tramandate da generazione in generazione, solcando oceani e continenti, giungendo dall’Africa all’Europa, dall’Europa all’Africa.

Il compositore senegalese Jali Diabate, accompagnato dal fratello Malick e altri musicisti conservatori della tradizione, hanno percorso la storia dell’africa, nel lungo viaggio della vita, in cui le forze degli antenati rievocano il racconto del passato. Jali Diabate è un griot della cultura mandinga, quale promotore della cultura, delle vicende e delle tradizioni africane, attraverso l’arte del parlare e della musica.

Tra le vibrazioni della kora e la potenza delle parole, il Griot, da 11 anni in Italia, ha affrontato le tematiche dell’interculturalità, della fratellanza, della pace e delle stragi umanitarie dedicandovi delle composizioni straordinarie. Kumakan è esprimere la potenza delle parole e del loro significato con la voce e con le 24 corde della kora, raccontando l’Africa e le sue vicende, carpendone ogni frammento della spiritualità, promuovendo la consapevolezza del perdono e la sapienza promotrice della pace e dell’amore per la vita.

Dal 28 aprile 2016 Kumakan, album di 10 brani, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali del mondo.

Jali nasce a Baghère, un piccolo villaggio Mandinka del Casamance (Senegal) fondato da Cherif Younous Aidara, e risiede attualmente a Catania, in Sicilia. L’area culturale Mande (abitata dai Mandinka ) si consolida a partire dal 12° secolo grazie all’azione di conquista e di consolidamento dei territori del grande condottiero Soundiata Keita, che fu il primo imperatore dell’Impero del Mali o Impero Manden.
Alla corte di Soundiata Keita fiorisce la raffinata cultura non solo musicale dei “jalilu”.
Il jali (o, con termine generico, “griot”) è un musicista professionista di corte che eleva le menti degli ascoltatori con la propria musica virtuosa e meditativa e tramanda, attraverso il canto, le gesta degli antichi signori ed eroi del Mandé e le storie esemplari che sono riferimento etico per l’intera comunità.

Per ulteriori informazioni visitare il sito internet www.jalidiabate.net e la pagina Facebook ufficiale www.facebook.com/jalidiabatefanpage.

 

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Come risolvere la disoccupazione nell’Eurozona? Se ne parla al “Forum delle prospettive economiche” a Bergamo il 29 aprile

Al Forum delle Prospettive Economiche, Politiche, Sociali il Dibattito Nazionale su Austerità e Eurozona. A Bergamo il 29 aprile tra i tanti partecipanti Warren Mosler fondatore della Modern Money Theory, Marco Zanni europarlamentare M5S, Alfredo D’Attorre di Sinistra Italiana, Angelo Mincuzzi del Sole 24 Ore,  Carlo Clericetti della testata La Repubblica. Il Forum avrà luogo a Bergamo, venerdì 29 aprile presso la sede di via dei Caniana dell’Università di Bergamo, dalle ore 15 alle ore 18:30

Bergamo, 26 aprile 2016 – Dopo la proposta volta a risolvere la disoccupazione nell’Eurozona, pubblicata nei giorni scorsi dal Corriere.it (www.corriere.it/extra-per-voi/2016/04/18/salario-minimo-occupazione-finanziati-bce-l-inedita-proposta-dell-ex-guru-wall-street-e0895f38-0557-11e6-9d1f-916c0ba5b897.shtml) Warren Mosler, fondatore della Modern Money Theory, affronterà l’argomento a Bergamo il 29 aprile per il Forum delle Prospettive Economiche, Politiche, Sociali, dove si terrà il dibattito nazionale su austerità e Eurozona.

Oltre all’economista americano, parteciperà al dibattito anche Marco Zanni europarlamentare M5SAlfredo D’Attorre di Sinistra Italiana, Angelo Mincuzzi del Sole 24 Ore, Carlo Clericetti della testata La Repubblica.

Al Forum il mondo politico, scientifico e il tessuto economico indagheranno le alternative alle politiche di austerità con un fine ambizioso: aggiustare la rotta del Paese.

L’evento, aperto dal rettore dell’Università di Bergamo, Prof. Remo Morzenti Pellegrini e coordinato da Angelo Mincuzzi (Il Sole 24 Ore), proporrà una riflessione a partire dall’intervento di Warren Mosler, massimo esperto di sistemi monetari e fondatore della Modern Money Theory, approccio teorico di riferimento di Stephanie Kelton, consigliere economico di Bernie Sanders.

L’intervento di Mosler sarà accompagnato dal contributo del Prof Stefano Lucarelli (Università di Bergamo) e contestualizzata nel quadro politico dagli interventi di Alfredo D’Attorre (parlamentare Sinistra Italiana), Marco Zanni (europarlamentare M5S) e Daniele Basciu (responsabile scientifico Rete MMT). I relatori verranno successivamente interrogati dai discussant Paolo Agnelli (presidente Confimi Industria) e Carlo Clericetti (La Repubblica). Le conclusioni saranno affidate alla prof.ssa Anna Maria Variato (Università di Bergamo) economista post-keynesiana.

Demenza è fare la stessa cosa ancora ed ancora aspettandosi risultati diversi”  affermava Albert Einstein e l’intento del Forum sarà proprio quello di esplorare le vie alternative migliori all’austerità che ha letteralmente strozzato l’Eurozona.

Il Forum avrà luogo a Bergamo, venerdì 29 aprile presso la sede di via dei Caniana dell’Università di Bergamo, dalle ore 15 alle ore 18:30 con un break  alle 17.

L’evento è organizzato da Rete MMT e JEBG ed il programma completo dell’evento è disponibile sul sito retemmt.it/forumdelleprospettive

Possibilità di prenotare un posto auto interno all’università.
Per informazioni: press@retemmt.it, tel. 3454579866 (Ivan Invernizzi).

 

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tel. 345 457 9866 (Ivan Invernizzi)

Panama Papers: svelata la tecnologia dell’inchiesta

Nelle indagini sui Panama Papers da parte del ICIJ e la Süddeutsche Zeitung ha rivestito “parte essenziale” una speciale tecnologia, che ha permesso di gestire ed organizzare l’enorme mole di dati contenuti in 11,5 milioni di documenti e 2,6 TB di dati

Roma, 25 aprile 2015 – La tecnologia per elaborare e analizzare i documenti è stata determinante nelle indagini di Panama Papers, l’investigazione sulle società offshore condotta dal quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung e il Consorzio Internazionale di Giornalisti Investigativi (ICIJ, per il suo acronimo in inglese).

Süddeutsche Zeitung ha ricevuto in maniera anonima una fuga di informazioni di circa 11,5 milioni di documenti, con un volume di 2.6TB di dati, con indicazione delle attività dello studio legale panamense Mossack Fonseca, che ha aiutato i suoi clienti a stabilire società per azioni registrate in paradisi fiscali. Mentre queste entità “off-shore” sono generalmente legali nella giurisdizione in cui sono registrate, l’inchiesta ha dimostrato che alcune società sono stati utilizzate per scopi illeciti, tra cui la frode, traffico di droga e l’evasione fiscale.

Una enorme mole di dati che è stata possibile gestire ed organizzare grazie alla tecnologia fornita gratuitamente dalla Nuix.

“Si tratta di una quantità enorme di informazioni più di quanto sia mai stato gestito dal giornalismo d’inchiesta: circa 10 volte il volume di dati e cinque volte nel numero totale di documenti in confronto all’indagine Offshore Leaks del ICIJ del 2013″, ha detto Eddie Sheehy, CEO di Nuix.

“Allo stesso tempo, è solo un volume medio di documenti nel mondo di eDiscovery o delle indagini normative. Alcuni dei nostri clienti lavorano con volumi simili di dati ogni giorno. Nuix è l’unica tecnologia al mondo in grado di gestire questa grande quantità di dati e il gran numero di documenti in modo rapido e accurato”.

“Nuix è un programma di eDiscovery e di investigazione informatica, aggiunge Niki Lamanna di Ondata International, partner globale di Nuix in Italia. “Fondamentalmente si ha un motore di indicizzazione molto veloce. Questo motore ci permette di elaborare i file che abbiamo introdotto in Nuix per creare un database in cui possiamo fare consultazioni ed indagini con alte prestazioni.

ICIJ e Süddeutsche Zeitung ha utilizzato il software Nuix per l’elaborazione, l’indicizzazione e l’analisi dei dati ed i ricercatori hanno utilizzato la funzione Nuix per il riconoscimento ottico dei caratteri, permettendo loro di cercare il testo nel contenuto di milioni di documenti digitalizzati.

Hanno usato Nuix altre funzioni, come ad esempio “Estrazione entità denominata” che permette di estrarre i nomi e altri modelli identificabili, insieme ad altri strumenti di analisi per fare riferimenti incrociati tra i nomi dei clienti Mossack Fonseca e milioni di documenti.

Più di 400 giornalisti in 80 paesi hanno studiato i dati prima di pubblicare i primi risultati dell’indagine il 4 aprile 2016 grazie a Nuix che ha donato il software a ICIJ e Süddeutsche Zeitung per questa indagine. Un consulente Nuix ha assistito inoltre i ricercatori sulle configurazioni hardware e flussi di lavoro ed i tecnici Nuix non hanno mai visto o manipolati i dati filtrati, compito svolto solo dai giornalisti coinvolti nell’inchiesta.

La tecnologia Nuix era una parte indispensabile del nostro lavoro nelle indagini nei documenti di Panama, come lo era stato nelle fughe di notizie offshore e molte delle nostre ricerche su larga scala”, ha detto Gerard Ryle , del Consorzio Internazionale di Giornalisti Investigativi.

 

A proposito di Ondata International

Ondata International  è un partner globale di Nuix, leader mondiale nel campo dell’investigazione informatica. Ondata distribuisce prodotti Nuix e supporta gli utenti di questa tecnologia in Spagna, Italia e Portogallo. Specializzato in computer forensics, sicurezza informatica e nel recupero dei dati, Ondata ha venti anni di esperienza e presenza in dieci paesi in Europa e in America.

Per maggiori informazioni su Nuix: http://www.ondata.es/recuperar/nuix-investigator.htm

 

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La magia dei Pink Floyd al concerto dei Wit Matrix a Bassano del Grappa (evento benefico)

Concerto benefico dei Wit Matrix in onore dei Pink Floyd il 7 maggio 2016 alle ore 21:00 al Palabruel di Bassano del Grappa (Vi). Tra gli ospiti della serata Ricky Portera, lo storico chitarrista di Lucio Dalla e degli Stadio, Sasha Torrisi,ex voce dei Timoria ed il cantautore e scrittore bassanese Raul Bortolon

Vicenza, 25 aprile 2016 – Sarà un omaggio alla storica band dei Pink Floyd, alla loro musica ed alla loro magia, quella del 7 maggio prossimo a Bassano del Grappa, che vedrà protagonisti i Wit Matrix. Dopo il tutto esaurito di 4 anni fa anche questo  si preannuncia come un grande evento, una vera serata speciale tra sogni e visioni che creeranno un viaggio al centro della musica contemporanea.

Organizzato dall’associazione B2A per festeggiare il suo primo anno di attività l’evento vuole essere un connubio affascinante tra il gruppo di amici che da oltre 10 anni raccoglie fondi e idee per il sociale in Italia e Africa e una delle tribute band più rinomate per far rivivere le emozioni e la storia del rock. Il teatro di questo spettacolo sarà il palco del Pala Bruel di Bassano del Grappa, che dopo il tutto esaurito di 4 anni fa accoglierà i Wit Matrix con il loro nuovo spettacolo carico di novità, arricchito dalla fantastica partecipazione di Ricky Portera, lo storico chitarrista di Lucio Dalla e degli Stadio, considerato tra i più grandi chitarristi italiani.

La finalità dell’evento sarà completamente sociale e in particolar modo andrà a sigillare il primo progetto di B2A per la città di Bassano con la campagna “accompagniamo la terza età” a favore del servizio mobilità anziani del Comune. L’associazione B2A assieme ad Icona Music ambiscono a realizzare un evento di grande portata che coinvolga tutta la cittadinanza in segno di pace, amicizia e amore per la grande musica.

La storica Pink Floyd Tribute Band italiana porterà sul palco uno spettacolo unico nel suo genere, dalle scenografie ai filmati video agli effetti speciali in perfetto stile Pink Floyd. I Wit Matrix sono famosi anche per le loro collaborazioni illustri dai Pooh, ai New Trolls, ai Timoria, passando per Ricky Portera degli Stadio e Lucio Dalla. Nel corso della serata saranno proposte tutte le grandi hit della storica band inglese tratte dai leggendari album “The dark side of the moon“, “The wall “, “Wish you were here”, “Division bell” e altri ancora.

A questo grande appuntamento parteciperanno anche l’ex voce dei Timoria, Sasha Torrisi ed il cantautore e scrittore bassanese Raul Bortolon. Inoltre graditi ospiti della serata saranno anche la scuola di danza “San Bassiano” e il coro dell’Accademia di canto e musica “Arte Viva” di Rossano Veneto.

Un evento a scopo benefico che unisce a pieno la continuità tra la musica di oggi e quella degli anni d’oro del rock in una continua emozione, abbracciando tutte le generazioni in un percorso musicale fatto di quattro decenni di successi dei Pink Floyd che terrà il pubblico con il fiato sospeso fino all’ultima nota.

Ciliegina sulla torta di questa serata sarà la presentazione del festival #Back2Africa2016 e sfilata delle attesissime nuove magliette B2A realizzate per la prima volta quest’anno in collaborazione con gli studenti del “Liceo Artistico G. De Fabris” di Nove. I biglietti sono disponibili in prevendita nei circuiti Vivaticket, Ticketone e Iconamusic e naturalmente attraverso l’associazione B2A.

L’appuntamento è per il 7 maggio al Palabruel di Bassano del Grappa, ore 21.

Per maggiori informazioni e collaborazioni visitare il sito www.associazioneb2a.com.

 

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Associazione B2a

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Il futuro della GDO è nei servizi

Roma, 25 Aprile 2016 – Andare al supermercato perché là si possono pagare bollette e ordinare farmaci e ricette. Scegliere proprio quel supermercato perché solo là è possibile spedire un pacco internazionale e inviare una raccomandata veloce: per l’utente si tratta di globalizzazione, per il supermercato si traduce in fidelizzazione dei clienti.

Rileva Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, “Il meccanismo delle promozioni è ormai inefficace, una sorta di droga che ormai crea solo dipendenza senza generare più alcun effetto  […] Bisogna rompere questo circolo vizioso”. E ancora “Si torna a spendere, ma in modo diverso. Vincerà la qualità” dichiara Francesco Pugliese, a.d. Conad.

Infatti, il passaggio delle famiglie da centri di consumo a centri di reddito porta ad un cambiamento delle abitudini di consumo e ad una maggiore attenzione verso qualità e servizio. E come sostiene Maniele Tasca, direttore generale di Selex, “Il successo dei prodotti dedicati alla salute non è in contraddizione con il calo dei consumi […] Il consumatore compra quello che risponde alle sue esigenze, anche se più costoso, e taglia la spesa altrove; si tratta di una sorta di arbitraggio. Ciò avviene nel campo dell’elettronica con il successo dei prodotti della Apple, solo per citare il caso più clamoroso”.

“La distribuzione che si definisce “moderna” non può rimanere cristallizzata in una formula, deve saper evolvere per rispondere ai bisogni di una società in veloce e tumultuoso mutamento” spiega la giornalista Manuela Soressi. E l’integrazione sempre maggiore di servizi all’interno dei supermercati è una chiara risposta alle rinnovate esigenze dei consumatori. Non è difficile trovare farmaci “senza ricetta” sugli scaffali dei supermercati, o la parafarmacia in loco, e sono diverse le insegne, nazionali e non, che hanno introdotto i servizi di pagamento bollettini e prenotazione libri di testo.

Conad offre servizi assicurativi ed Esselunga fornisce il servizio a domicilio ormai da anni. Inoltre, alla Coop di Sesto-Fiorentino è persino possibile prenotare visite ed esami medici del servizio sanitario regionale.

Un esempio concreto nel settore è il progetto firmato da SMS, Sportelli Multi Servizi (www.sportellimultiservizi.it), azienda nata a Roma e specializzata nell’offerta di servizi alla persona e Home Delivery che ha ideato un corner “tutto fare” pensato apposta per la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e strutturato in maniera tale da offrire quanti più servizi agli utenti, non solo con la sua presenza all’interno del punto vendita ma anche e soprattutto a domicilio.

Una soluzione di sicuro approfondimento è proprio l’integrazione di servizi nuovi, utili e di standard elevato, come la consegna della spesa a domicilio, ormai divenuta un must, piuttosto che l’offerta di servizi postali, CUP e CAF all’interno del punto vendita sotto forma di sportello al servizio degli utenti, come appunto il corner tutto fare pensato da Sportelli Multi Servizi per la GDO.

La grande distribuzione organizzata dovrà insomma accettare quanto prima l’attuale rivoluzione dei consumi e affrontarla ristrutturando la propria rete vendite in maniera tale da restare al passo con i tempi.

Per approfondimenti visitare il sito internet www.sportellimultiservizi.it.

 

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Francesca Fortunato

sms.comunicatistampa@gmail.com

 

Il Corner realizzato da SMS – Sportelli Multi Servizi per la GDO

Imparare un lavoro a scuola: ecco come gli studenti sperimentano il fare impresa

Catanzaro, 25 aprile 2016 – L’Istituto “Costanzo” di Decollatura (Cz) ha inventato per i suoi studenti della classe III del Tecnico informatico di Soveria Mannelli un nuovo modo di fare alternanza scuola/lavoro: simulare un’impresa che ripara le aule informatiche delle scuole del primo ciclo. Il Dirigente scolastico Antonio Caligiuri, molto impegnato nella riorganizzazione generale dell’Istituto,  spiega che “in quest’ultimo mese gli studenti hanno già visitato e sistemato a puntino le aule informatiche degli Istituti comprensivi di Soveria Mannelli, della “Gatti” di Lamezia terme, di Bianchi-Scigliano e in questa settimana sono intervenuti nell’Istituto Manzoni-Augruso di Lamezia Terme e proseguiranno il loro lavoro nel prossimo mese vistando altre cinque scuole del Lametino e del Reventino”.

“Si tratta di una modalità di alternanza – sottolinea il Dirigente scolastico – prevista dalle Linee guida adottate dal Ministro Giannini in applicazione della legge “La buona scuola” e che il  “Costanzo” ha colto al volo intravedendovi un doppio vantaggio: l’esperienza dei ragazzi di esplorare il mercato del lavoro dal punto di vista di una piccola società che opera nel settore informatico e la soddisfazione dei dirigenti delle scuole del primo ciclo di vedere rimesse a nuovo le loro aule informatiche”.

L’Istituto Costanzo di Decollatura, di cui fa parte il tecnico informatico, è molto attivo nel campo dell’Alternanza Scuola/Lavoro.

“Nel corso del presente anno scolastico – continua entusiasta Caligiuri – gli studenti del triennio che vivono la loro prima esperienza con il mondo del lavoro sono ben 235. Per tutti è stato pensato un solido percorso che prevede, oltre ad interessanti esperienze in aziende, due importanti moduli base: il primo di almeno 15 ore sulla Sicurezza nei posti di lavoro per la diffusione della cultura della sicurezza; il secondo di almeno 30 ore di Impresa Formativa Simulata utilizzando il simulatore web CONFAO, nonché il sostegno di un’esperta di start-up, la dott.ssa Colosimo Donatella”.

Il Reventino e in generale la Calabria hanno bisogno di lavoratori altamente qualificati, ma anche e soprattutto di imprenditori con idee innovative, capaci di creare ricchezza con prodotti e soluzioni in grado di oltrepassare le dimensioni delle piccole attività artigiane e l’orizzonte del mercato locale.

Caligiuri, con orgoglio, cita tutti i suoi studenti impegnati in questo progetto, così simile a un’impresa reale:  Carà Danilo, Cerra Francesco, De Cello Davide, Gentile Symon, Guzzzo Bruno, Mazza Alessandro, Mazza Jonathan, Masr Agami, Lucia Roberto, guidati dal tutor scolastico prof. Nicola Torchia, costituiti in una impresa formativa che sfrutta le “attività in conto terzi” che la legge consente a tutti gli istituti tecnici.

Si tratta di vere e proprie attività economico-produttive che i Tecnici possono svolgere verso terzi e i cui guadagni vengono acquisiti nel bilancio della scuola. In questo caso l’attività in conto terzi è stata solo simulata con la creazione di listini di prestazioni e costi, la compilazione di schede di intervento, il rilascio di fattura (simulata).

Gli studenti, infine, si dichiarano contenti e orgogliosi di poter operare da soli nell’analisi dei guasti e nella ricerca della soluzione migliore e di fornire all’Istituto cliente un servizio che è da loro particolarmente apprezzato dal momento che è gratuito e risolve uno dei grandi problemi delle scuole del primo ciclo, la mancanza di tecnici addetti alla manutenzione delle strutture e infrastrutture software, e nello stesso tempo sono convinti di sviluppare capacità di gestione nei vari ambiti, rendendosi così autonomi e preparati a un lavoro futuro.

 

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Gli studenti partecipanti al percorso, il loro tutor prof. Nicola Torchia e Anna Primavera, dirigente scolastico dell’IC Manzoni-Augruso

Soluzioni innovative per la stampa al Drupa 2016

Una vasta gamma di stampanti UV e a solvente per avviare o far crescere il business

Amsterdam, 25 aprile 2016 – Mimaki, leader globale nella produzione di stampanti inkjet di grande formato e di plotter da taglio per i settori della cartellonistica/grafica, tessile/abbigliamento, imballaggio e industriale, porterà a Drupa 2016 il suo intero portfolio di stampanti a solvente e UV e plotter da taglio. In occasione della più importante fiera del settore della stampa a livello mondiale, (Düsseldorf, 31 maggio – 10 giugno), Mimaki esporrà soluzioni per rispondere a tutte le esigenze di mercato: dalla cartellonistica per interni ed esterni ai prodotti industriali, per l’imballaggio e promozionali.

“Siamo particolarmente entusiasti di presentare a Drupa la nuova stampante UJV55-320 da 110 m2/h per una larghezza di 3,2 m” – afferma Mike Horsten, general manager marketing EMEA di Mimaki Europe. “Questo sistema è stato appena lanciato a FESPA Digital, dove ne sono state vendute 30 unità. Ci aspettiamo altrettanto interesse da parte dei visitatori di Drupa. Ma le nostre proposte non finiscono certo qui. I nostri esperti saranno a disposizione di clienti e prospect per illustrare altre soluzioni in grado di garantire maggiori profitti se aggiunti alle loro piattaforme di produzione. E avremo molti bellissimi esempi applicativi realizzati con stampanti e plotter da taglio di diversi tipi. Sicuramente al nostro stand ci saranno novità e proposte interessanti per tutti gli operatori”.

Altri sistemi protagonisti allo stand Mimaki:

  • La stampante flatbed UJF-7151plus per stampa diretta su vari supporti al più elevato livello qualitativo di produzione industriale.
  • La stampante flatbed UJF-6042 e le stampanti UV-LED desktop di dimensioni più piccole UJF-3042HG e UJF-3042FX.
  • Le stampanti flatbed ad alte prestazioni JFX500-2131 e JFX200-2513, e la stampante industriale roll to roll UV UJV500-160.
  • Le stampanti di produzione a base solvente JV150-160 e JV300-160, e le soluzioni di stampa e taglio CJV300-160 e CJV150-75.

 

Commentando l’ampio ventaglio di proposte, Horsten aggiunge: “Siamo certi che i visitatori apprezzeranno anche il plotter da taglio CFL-605RT, ideale da utilizzare in combo con la flatbed UJF-6042 per ottenere una soluzione di stampa e taglio che consente di creare campioni e modelli di imballaggi e basse tirature di prodotti personalizzati o unici”.

Un’altra proposta firmata Mimaki degna di nota è l’opzione Kebab, utilizzabile con UJF-3042HG e UJF-6042 per stampa UV diretta a 360° su oggetti cilindrici con larghezze comprese tra 30 e 330 mm e diametri compresi tra 10 e 110 mm. “Una soluzione che si conferma sempre di grande interesse per il pubblico” – spiega Horsten – “Ciò che sorprende di più è la facilità con cui l’opzione Kebab consente di personalizzare prodotti promozionali per ordini a elevato valore aggiunto”.

In mostra allo stand Mimaki un’ampia varietà di applicazioni che spaziano dalla cartellonistica per retail e punti vendita ai prodotti promozionali, come la stampa su penne e cover per iPhone. In esposizione anche stampe realizzate con gli inchiostri leader di mercato Mimaki. Ai visitatori sarà offerta l’opportunità di confrontarsi con il team di esperti Mimaki per analizzare le singole esigenze produttive e identificare le soluzioni più idonee alle specifiche necessità avvalendosi degli inchiostri arancione, nero chiaro e argento disponibili per determinate stampanti. Un valore aggiunto che amplia la gamma cromatica e permette la realizzazione di effetti metallici a costi accessibili.

“La consulenza strategica dei nostri esperti è finalizzata ad affiancare i clienti in un percorso di sviluppo e crescita del loro business”- attesta Horsten – “Siamo ansiosi di accogliere i visitatori e illustrare loro come possiamo aiutarli a rendere la loro attività ancora più redditizia”.

 

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La Crisi degli Avvocati ed il Declino di una Professione: “Siamo i Nuovi Esodati”

Il mestiere dell’avvocato è ormai in continuo declino a causa di provvedimenti, presi e mancati, che hanno affossato l’avvocatura: il numero chiuso, l’aumento del contributo unificato, la chiusura delle sedi distaccate, la diminuzione degli onorari e aumento dei costi di previdenza, l’esercizio continuativo della professione ed il divorzio senza avvocato

Roma, 22 aprile 2016 Sono gli avvocati i nuovi esodati? Pare proprio di sì. Abbandonata la vecchia immagine della professione, che la vedeva come qualificante, bella e, perché no, remunerativa, oggi a mettere i bastoni tra le ruote ai professionisti del diritto e ad affossare l’antico mestiere ci pensano sempre più provvedimenti (o non provvedimenti) di dubbia convenienza. Valeria Zeppilli, avvocato in Ascoli Piceno ed articolista per il sito di news giuridiche Studio Cataldi (www.studiocataldi.it), ha stilato un elenco di tutti i provvedimenti che finora hanno danneggiato la professione, pregiudicandone pesantemente il futuro. Vediamolo insieme.

Niente numero chiuso

Per l’accesso alla laurea e alla professione dell’avvocato manca il numero chiuso.

Attualmente solo alcune facoltà sono a numero chiuso: Architettura, Medicina e chirurgia, Medicina in lingua inglese, Odontoiatria e protesi dentaria, Scienze della formazione, Veterinaria. Sono a numero chiuso anche i corsi triennali delle professioni sanitarie.

Ma per la laurea in giurisprudenza non c’è il numero chiuso, con la conseguenza che ci sono molti più avvocati di quante siano le reali esigenze di assistenza e che molti studenti si riversano sulla facoltà di giurisprudenza solo perché non hanno “di meglio” da fare o perchè non sono riusciti ad accedere ad altre facoltà.

Nonostante in maniera sempre più insistente si stia valutando la possibilità di inserire giurisprudenza tra le facoltà a numero chiuso e anche di limitare l’accesso alla pratica forense, di certo quello del numero eccessivo, anche valutando il complesso del sistema universitario e di accesso alle professioni italiano, si è posto storicamente come uno dei primi problemi del declino dell’avvocatura.

Intanto l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali è stato modificato, con la pubblicazione del relativo decreto in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 aprile.

Aumento del contributo unificato

In ogni caso quello dell’accesso alla professione non è di certo l’unico problema. Si pensi, ad esempio, all’aumento del contributo unificato, che, volto a deflazionare l’eccessivo arretrato che grava sui tribunali, ha scoraggiato i cittadini dal far valere giudizialmente le proprie ragioni.

Chiusura delle sedi distaccate

A tutto ciò si è aggiunta la chiusura di molte sedi distaccate di tribunale e giudice di pace, che ha contribuito a lasciare ai margini alcuni degli avvocati “di periferia”. Situazione, peraltro, che rischia di essere ulteriormente aggravata se la riforma della geografia giudiziaria attualmente in discussione finirà per andare in porto.

Diminuzione degli onorari e aumento dei costi di previdenza

E in termini strettamente economici? Non possiamo dimenticare che mentre da un lato sono diminuiti gli onorari degli avvocati, in forza di numerosi interventi che li hanno aggrediti su più fronti, dall’altro si è resa obbligatoria per tutti gli iscritti all’albo l’iscrizione anche a Cassa Forense e sono stati addirittura aumentati i contributi previdenziali.

Rendendo per i giovani avvocati l’avvio autonomo della professione quasi un’utopia.

Esercizio continuativo della professione

Ultimamente, poi, è stato pubblicato in Gazzetta il decreto con il quale sono stati stabiliti i requisiti in assenza dei quali gli avvocati non possono più restare iscritti all’albo.

Per poter continuare ad esercitare, in particolare, è necessario che l’avvocato sia titolare di una partita Iva attiva o faccia parte di una società o associazione professionale titolare di partita Iva attiva; abbia l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attivita’ professionale; abbia trattato almeno cinque affari per ciascun anno; sia titolare di un indirizzo p.e.c.; abbia assolto l’obbligo di aggiornamento professionale e abbia sottoscritto una polizza assicurativa a copertura della responsabilità professionale.

Divorzio senza avvocato

Come se non bastasse, si è incentivato il “fai da te” dei cittadini.

Ci si riferisce, in particolare, alla possibilità di divorziare, seppur con dei limiti, senza l’assistenza di un avvocato sia in Tribunale che in Municipio.

È chiaro insomma che l’immagine della professione ha perso completamente il suo scintillio, del tutto immeritatamente.

Ben lontani dai vecchi tempi, quando la professione dell’avvocato era sinonimo di ricchezza e prestigio. Alla luce di tutto ciò, in fondo, oggi chiamare gli avvocati “i nuovi esodati” non è poi del tutto azzardato.

 

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Interviste e contatti:

 

Avvocato Valeria Zeppilli

valeria.zeppilli@gmail.com

 

Marina Crisafi

Capo Redattrice StudioCataldi.it

marina.crisafi@libero.it

 

www.studiocataldi.it

 

 

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