Article marketing, ecco 5 motivi per scegliere questo servizio

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L’article marketing è una delle forme più efficaci di promozione di prodotti e servizi sul web. Pubblicando articoli giornalistici mirati è possibile raggiungere un vasto pubblico e trovare nuovi clienti. Ecco 5 validi motivi per decidere finalmente di utilizzare il servizio di article marketing per incrementare il tuo business in rete.

Ogni azienda ha bisogno del marketing per vincere. Oggi senza il marketing e la comunicazione non si va da nessuna parte. Le aziende sono al passo coi tempi, con nuove tecnologie e nuove soluzioni in grado di raggiungere risultati sorprendenti.

I tuoi nuovi clienti sono sul web. Oggi internet rappresenta uno strumento di promozione molto potente. I clienti che ti interessano sono certamente online. Se riesci a farti trovare grazie ai motori di ricerca con le parole chiave che l’article marketing sfrutta è fatta! In poco tempo troverai nuovi clienti.

 

Le parole possono persuadere. Le parole, se usate nel giusto modo, riescono a persuadere anche i più scettici. L’article marketing ha delle regole (in parte della comunicazione, in parte del giornalismo) capaci di diffondere un messaggio e convincere chi legge.

 

Gli esperti sanno come colpire. Non improvvisatevi comunicatori o giornalisti. L’esperienza e la conoscenza sono un mix esplosivo per raggiungere obiettivi concreti a lungo termine. Soprattutto in questo campo. Vietato sbagliare! I clienti vanno conquistati con sicurezza.

 

I costi non sono eccessivi. Il servizio di article marketing è efficace e non richiede costi esorbitanti. Scegliere di destinare un piccolo budget a questo tipo di servizio è un’ottima idea: i vostri clienti saranno molto più informati del vostro business e voi potrete raggiungerne di nuovi con estrema facilità.

 

SEI AZIENDE DEL MONDO DELL’AUTOMAZIONE HANNO GIA’ OTTENUTO IL MARCHIO PLC FORUM MADE IN ITALY, COSA ASPETTI?

Pochi giorni di vita e PLC FORUM MADE IN ITALY risulta già essere un marchio di certificazione apprezzato dalle aziende del Bel Paese. Sono sei, ad oggi, le società che hanno scelto di certificarsi, forti della convinzione che portare il nome del Made in Italy nel mondo sia, non solo sinonimo di qualità, ma un dovere per tutte quelle industrie italiane che fanno della produzione Made in Italy il proprio core business. Contrive S.r.l., Elsist S.r.l., SDproget Industrial Software S.r.l., Kernel Sistemi S.r.l., Combustion and Energy S.r.l., Eltex S.r.l. sono questi i nomi delle sei aziende che hanno scelto di certificare alcuni loro prodotti 100% Made in Italy.
Ci troviamo oggi in una società sempre più colpita da fenomeni quali il decentramento della produzione in zone con un più basso costo della manodopera. I settori dell’automazione industriale ed elettronica sono tra i più colpiti da questa attitudine, per questo motivo esaltare la produzione italiana deve essere un obiettivo comune e primario per tutti coloro che hanno scelto di aprire un’attività in questo paese e continuano ancora oggi a produrre con i beni forniti da esso.
“Nelle condizioni attuali di mercato un potenziale Cliente si trova spesso a non avere informazioni corrette sulla provenienza dei prodotti che intende acquistare, non essendo in grado di risalire all’effettivo produttore del bene, che si “nasconde” dietro alla rete di distribuzione. Oltre ai problemi di qualità e conformità, l’utente si trova a non disporre di informazioni accurate, spesso neppure tradotte ed in ogni caso senza un’organizzazione di riferimento per supporto ed assistenza. Essere un’azienda italiana ufficialmente certificata da un’associazione riconosciuta come PLC Forum ed essere automaticamente rintracciabile da parte dei clienti rappresenta senza ombra di dubbio un valore aggiunto per chi acquista e per chi vende, ed uno strumento utile a fare chiarezza nell’intero settore”. Ha affermato l’Ing. Giovanni Pedruzzi, Presidente di Contrive S.r.l.
PLC Forum ha scelto di creare questo marchio di certificazione per un settore, quello dell’automazione, ancora sprovvisto di tale garanzia. Si tratta di un’idea nata con l’obiettivo di andare a contrastare la contraffazione, l’abuso e la falsificazione del Made in Italy e di venire incontro alle esigenze di tutte quelle aziende del settore interessate a certificare la propria linearità a quelli che sono i principi qualitativi caratteristici del territorio italiano, luogo contraddistinto da materie prime di qualità e prodotti costruiti a regola d’arte.
Le aziende che hanno già ottenuto il marchio sui loro prodotti, sono visibili visitando il sito www.madeinitaly.plcforum.it e cliccando sulla voce “rintracciabilità”, così come i regolamenti normativi e legislativi che ne disciplinano il rilascio.

A “Spoleto Arte” in mostra il surrealismo artistico del maestro Fabrizio Pinzi

Nello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, fino al 24 Luglio sono allestite le illustri mostre di “Spoleto Arte” con la curatela affidata al critico Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes. Nel nutrito gruppo degli artisti partecipanti è stato selezionato anche il rinomato maestro Fabrizio Pinzi, che espone interessanti quadri influenzati dalla matrice di stampo surrealista, fonte ispiratrice primaria della sua personale ricerca espressiva.

Dall’appassionata fantasia pittorica di Pinzi si coglie un simbolico emblema derivante dal suo prezioso patrimonio spirituale, che genera immagini di incredibile visionarietà, che vogliono stupire e meravigliare l’osservatore attraverso l’originale artificiosità concettuale della loro elaborazione. Venuti meno i rigidi freni inibitori e le costrittive barriere mentali della coscienza razionale, in lui prevale l’istinto irrazionale ideativo di dare vita a figure e soggetti dal virtuosistico effetto cromatico, che solo in apparenza può sembrare incongruo nella disposizione, ma che compone uno spazio ben delimitato e definito. In esso, le rappresentazioni e i cromatismi assumono un’enigmatica e misteriosa profondità di significato, lasciando emergere dalle tele un sentimento inconscio, caratterizzato da rievocazioni surreali iperrealistiche e da un mondo immaginario, animato da dinamiche pulsioni e desideri introspettivi.

Emerge un articolato complesso di elementi e meccanismi fantastici e onirici, che rimandano al surrealismo con formidabili metafore, basate su un linguaggio subliminale, codificato da una semantica, che deve essere compresa a livello istintivo piuttosto, che tramite la riflessione razionale. Lo spettatore viene stimolato a percepire la giusta dimensione del narrato, nel quale Pinzi rivela se stesso con impeccabile efficacia comunicativa. Un’impronta dal simbolismo mistico, che traccia un equilibrio sostanziale impeccabile nel dialogo tra forme e colori per evidenziarne al meglio l’essenza costitutiva, suggerendo molteplici chiavi di lettura e spunti interpretativi.

I BRIVIDI ESTIVI DEL CONCORSO “GIALLOBIRRA”

 

                                                                                     

                                                                                                                                                                                                                                                      L’appuntamento si rinnova,  v° edizione del concorso nazionale “Giallobirra”

Tutti gli elaborati dovranno avere come protagonista – o comprimaria – la bevanda di cui ormai si sta propagandando la cultura in maniera esponenziale e sfaccettata

Enigmi, macchinazioni e amore per la birra. Sono gli ingredienti di una miscela più esplosiva della nitroglicerina. Li ritroveremo in un appuntamento dedicato agli amanti della scrittura del genere giallo e noir. Lo propone, anche quest’anno, l’Associazione Adei di Perugia con la Quinta Edizione del Concorso Nazionale “GialloBirra” abbinato alla manifestazione “Che birra che fa”.

La partecipazione è aperta ed è gratuita. Fino al 07 settembre 2014 sarà possibile inviare racconti brevi inediti. Troverete tutte le informazioni per iscrizione e Regolamento su “www.chebirrachefa.com”. Ghiacciata e spumeggiante, d’estate la birra è capace di dare….brividi. La giuria, coordinata dall’editore Fabrizio Bandini, è composta da giornalisti ed esponenti della cultura ed il giudizio è insindacabile.

I testi dovranno essere inviati online andando sul sito: www.chebirrachefa.com, dove è possibile anche reperire ulteriori informazioni.

I vincitori saranno premiati con una targa e con un fine settimana lungo (tre giorni) per due persone in un resort in Umbria.

Per ulteriori informazioni: Associazione Adei – info@adei.it

Giornata di prevenzione alle droghe a Roma

In occasione dell’appuntamento internazionale stabilito dalle Nazioni Unite con il suo ufficio UNODC, United Nation Office on Drugs and Crimes, per il 26 giugno di ogni anno, 4300 opuscoli “La Verità sulla Droga” distribuiti nella Capitale per portare ad un consapevole ed informato “No alla droga”.
Roma 28 giugno 2014 – 4300 colpi di prevenzione alle droghe nella sola giornata di giovedì 26 giugno. Tanti sono stati gli opuscoli distribuiti a Roma, in diversi punti del centro città e in diversi eventi dai volontari della Chiesa di Scientology di Roma, con la collaborazione di cittadini sensibili al tema, desiderosi di tenere i giovani lontano dalla trappola mortale della dipendenza da sostanze stupefacenti.
La Giornata Internazionale contro l’uso di droghe dell’UNODC – United Nation Office on Drugs and Crimes – è stata così onorata dai volontari che hanno voluto consegnare “La Verità sulle Droghe”nelle mani dei giovani riuniti nella Capitale in occasione di vari eventi. La Verità sulle Droghe è il primo di una serie di 13 libretti informativi dell’iniziativa sociale “Terra Libera dalla Droga”, sostenuta in tutto il mondo da cittadini, associazioni e gruppi che desiderano migliorare la società liberandola con l’informazione dalla piaga delle droghe, che cancellano, con la dipendenza, le “gioie e le sensazioni della vita che sono, comunque, l’unica ragione per vivere” – come scrisse il filosofo ed umanitario L. Ron Hubbard nei suoi studi sul soggetto, ispirando l’iniziativa di prevenzione.
Molto apprezzata è stata la pubblicazione “La Verità sulla Droga”, con alcuni insegnanti e giovani che tornavano indietro per chiedere ai volontari di avere altre copie da dare ai propri studenti o amici. Una conferma a favore della prevenzione come efficace sentiero da percorrere nella prevenzione alle droghe.
I volontari hanno anche portato in evidenza il tema stabilito per il 2014 dall’UNODC: “Sballati di salute, non di droga”.
L’opuscolo “La verità sulla droga” si propone infatti di svelare i fatti oggettivi sui motivi che inducono una persona a far uso di droghe, come agiscono queste sostanze che sono essenzialmente veleni, quali sono gli effetti dannosi a breve e lungo termine, e come le droghe distruggono la creatività, precludendo la possibilità di godere delle vere gioie che può offrire il vivere.
Oltre all’opuscolo “La Verità sulla Droga”, l’iniziativa Terra Libera dalla Droga mette in campo un documentario con testimonianze reali di persone che sono uscite dalla dipendenza, una serie di 13 opuscoli, ciascuno incentrato su una sostanza specifica; ma anche un Kit per l’Educatore, che comprende un piano di lezioni per la prevenzione alle droghe che ha come materiale didattico il documentario e gli opuscoli.
Il tutto è ben illustrato e articolato al sito drugfreeworld.org

MARIA PETRUCCI: ALLE MOSTRE DI “SPOLETO ARTE” PER PRESENTARE LE SUE EVOCATIVE SCULTURE LIGNEE.

Iniziate le mostre di “Spoleto Arte” curate dal professor Vittorio Sgarbi, che si terranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, all’interno dello sfarzoso Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato, nel centro storico spoletino. L’evento di prestigio è organizzato dal manager produttore Salvo Nugnes.

 

 

 

Tra gli illustri artisti partecipanti, Maria Petrucci porta le sue incantevoli visioni scultoree in legno, ispirate dal mondo naturale, dall’ambientazione agreste e dall’ancestrale tradizione rurale e contadina. Inizia il suo percorso da autodidatta e poi si forma nel rinomato ambiente culturale mantovano, come pittrice e scultrice. Allestisce importanti esposizioni, in Italia e all’estero, ricevendo positivi riscontri di consenso dalla critica di settore. Nel 1991 a Toffia, fonda un museo, che porta il suo nome, dove colloca in modo permanente le sue opere, contornate da oggetti tipici della civiltà agricola. Il museo, è aperto al pubblico e sempre visitabile da parte dei numerosi turisti, che si recano nel suggestivo paese di origine medioevale. È anche autrice di poesie e di romanzi e ha elaborato un interessante volume dedicato all’affascinante storia di Toffia.

 

 

 

Nelle creazioni emerge un intento di recupero e valorizzazione dell’elemento di radice popolare, diametralmente opposto al filone orientato da quei movimenti di stampo avanguardista, che tendono ad applicare regole concettuali e dogmatiche standardizzate, a cui attenersi con ferrea e scrupolosa esecuzione. La Petrucci predilige, invece, l’atto creativo dettato dal moto dell’anima e dalla gestualità istintiva, generato dalla volontà di instaurare con l’osservatore un dialogo aperto e vivace, non limitandosi ad una mera esternazione di virtuose doti strumentali. Le variegate sfumature lignee permettono di innescare giochi luminosi di versatile interpretazione, dove le forme materiche assumono pieghe, torsioni e spiccata consistenza tattile, evocando uno scenario posto su un piano tridimensionale, di sublime spettacolarità. In un’atmosfera quasi primordiale, figure umane e animalesche sembrano tratte dalle pagine di un vecchio libro di fiabe rusticane, che raccontano e narrano vicende fantastiche, dove i corpi si contorcono, si stringono e si fondono armoniosi in un simbolico abbraccio, intriso di sentimento.

 

 

 

La Petrucci spiega “Le mie scultore sono ricavate non dai ciocchi, ma da spezzoni dei tronchi o da forcelle di rami, perché’ cerco di rappresentare la sofferenza delle creature, di mostrare volti e corpi contratti, stremati dalla fatica, fiaccati dal dolore o dalla stanchezza, per animarle e infondere energica vitalità”. E aggiunge “La fedeltà al legno, concepito come materiale di lavorazione per antonomasia, mi permette un richiamo a figure semplici, che restano molto vicine alla sagoma originaria del tronco o del ceppo. Utilizzo in prevalenza il noce, di complessa forgiatura e difficile modulazione. La mia è una lotta di sfida con la materia inerme, con la massa informe dura e corposa. Nelle sculture cerco di trasmettere una ricchezza d’immaginazione, sia nella progettazione strutturale sia nelle cromature tonali date al legno”.

 

 

“In the shadows”: Daniela Caciagli espone al Foyer del Gran Teatro ‘Giacomo Puccini’ di Torre del Lago

Venerdì 15 agosto 2014 alle ore 17, presso il Foyer del Gran Teatro ‘Giacomo Puccini’ in via delle Torbiere a Torre del Lago Puccini (Lu), si inaugura “In the shadows”, personale della pittrice Daniela Caciagli.
L’artista – nata a Bibbona (Li) nel 1962 – vanta un ampio curriculum espositivo, con numerose personali e collettive in Italia e all’estero. Nel 2005 ottiene il primo premio alla IX edizione del Concorso ‘Artedonna’ di Cecina (Li). Nel 2007 e nel 2010 è finalista al prestigioso Premio ‘Arte Mondadori’ di Milano. Nel 2012 viene selezionata dalla Public Enterprise ‘Artkomas’ di Vilnius per rappresentare l’arte italiana in Lituania, con una serie di mostre nei Musei delle principali città lituane.
Nei dipinti ad olio e acrilico di Daniela Caciagli si uniscono, con originalità, elementi di matrice Pop e Iperrealista, così come spunti tratti dall’illustrazione pubblicitaria e dal fumetto. L’artista racconta la nostra contemporaneità, un mondo virtuale in cui le persone, pur condividendo fisicamente gli stessi spazi, non comunicano tra di loro e rimangono chiuse nella loro solitudine. Le figure, quasi ombre, prive di tratti somatici nei volti, esprimono un forte messaggio sociale: la difficoltà nella ricerca di una propria identità, libera da modelli massificati, suona come monito nei confronti del vuoto dominante nella società odierna.
La mostra, organizzata dalla Fondazione Festival Pucciniano in collaborazione con la galleria Mercurio Arte Contemporanea di Viareggio, è corredata di brochure con introduzione di Gianni Costa. Resterà aperta fino al 14 settembre 2014, con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, 10 – 13.30 / 15 – 18; sabato e domenica (in agosto), 17 – 19.30.  Nelle sere delle rappresentazioni delle opere liriche, la mostra sarà visitabile dagli spettatori. Infoline: 0584 350567. Web: www.mercurioviareggio.com/intheshadows.htm.

Cravatte uomo Brucle, qualità e gusto italiano per ogni stile.

Donare un tocco di stile e stravaganza al proprio look è in ogni occasione compito degli accessori. Se in discussione è l’abbigliamento maschile abbinare una cravatta di qualità, unica nella lavorazione e nei particolari, è la giusta idea per distinguersi. Come scegliere una cravatta esclusiva, singolare nel suo genere, in un mercato competitivo? Partendo da qualità e pregio. Visitate www.brucleshop.com. La piattaforma e-commerce dispone di un’intera collezione dedicata a cravatte uomo, di produzione dell’azienda.

Di spicco nel settore degli accessori maschili e femminili, Brucle è una realtà tutta italiana che si distingue proprio per la lavorazione dei materiali e dei prodotti, tutti realizzati a mano dai migliori maestri del made in Italy. Indossare una cravatta firmata Brucle equivale prima di tutto a vestire stile e qualità italiana. La scelta del modello è poi semplice e comoda attraverso brucleshop.com.

Le cravatte uomo Brucle fanno parte di una linea di accessori esclusiva ma variegata, ideata dall’azienda per soddisfare gusti ed esigenze di tutti. In seta o in lana, sono disponibili in numerose colorazioni e nelle fantasie regimental, puntaspillo, a pois, con cuoricini. Le particolarità dei dettagli e delle tinte sono ideali per rendere meno formale un abito donando un tocco di vivacità o viceversa arricchire uno stile più casual con eleganza.

Un esempio, la cravatta con cuoricini. Perfetta da inserire nell’abbinamento jeans, giacca e camicia dai toni chiari o scuri, rende trendy e raffinato una tipica proposta di stile giovanile, senza eccedere in stravaganza. O al contrario, la cravatta verde petrolio dona luminosità ed estro anche all’abito più tradizionale, grazie alla brillantezza del colore esaltata ancor più dal materiale pregiato. Anche i tessuti utilizzati dall’azienda sono completamente italiani, pregiati e raffinati. Brucle realizza principalmente cravatte in seta. Particolari e originali anche quelle in lana.

Le cravatte seta sono di materiale totalmente italiano. Preziosa ed elegante la seta dona quel tocco di raffinatezza in più che rende l’accessorio ancor più sofisticato ed unico nel suo genere. La qualità del tessuto evita inoltre la formazione di pieghe e antipatiche grinze. Le cravatte in seta firmate Brucle sono adatte ad ogni occasione, dalle più informali a quelle importanti quali cerimonie o impegni lavorativi.

Le cravatte lana sono realizzate abbinando i due filamenti. Prevalentemente in pura lana vergine si compongono anche di una piccola percentuale di seta, fondamentale per mantenere intatta la morbidezza ed evitare che l’accessorio sfili. La scelta di tessuti pregiati concorre all’obiettivo dell’azienda di realizzare prodotti contraddistinti da qualità, stile e maestria unicamente italiani.

Molto originale inoltre l’abbinamento dei doppi accessori proposti da Brucle. Una confezione esclusiva composta da cravatta e bretelle, disponibile nei colori blu, nero, grigio, perfetta come idea regalo.
Scoprite la collezione di cravatte uomo su www.brucleshop.com. Abbinate ad ogni stile qualità, eleganza e gusto italiano firmato Brucle.

SPOLETO ARTE: ARRIVA NINO PERRONE E IL SUO PARTICOLARE CROMATISMO PITTORICO.

Il maestro Nino Perrone partecipa alle imminenti mostre di “Spoleto Arte” che si svolgeranno dal 27 Giugno al 24 Luglio, con la curatela del professor Vittorio Sgarbi. La cornice ospitante scelta per l’evento, organizzato dal manager Salvo Nugnes, è quella del magnifico scenario di Palazzo Leti Sansi, che si trova nella centralissima Piazza del Mercato, a Spoleto.

 

 

 

Perrone vanta al suo attivo una formazione artistica ad alto livello. Ha esposto in numerosi contesti ricevendo premi e riconoscimenti di prestigio, con ampio consenso da parte della critica di settore. Si cimenta con positivo successo, sia nell’ambito del realismo figurativo sia nello stile astratto informale, di matrice espressionista e concettuale. Elemento dominante della sua certosina e doviziosa ricerca, sempre in crescente evoluzione sperimentale, è il colore, nelle sue molteplici declinazioni di toni e sfumature. La tavolozza cromatica è ricca e corposa e viene concepita come prezioso strumento comunicativo, che gli consente di imprimere sulle tele quell’intenso corollario di sentimenti ed emozioni, che prendono forma e si materializzano virtualmente attraverso le opere.

 

 

 

L’artista sottolinea “Lo studio approfondito del colore, la fusione e l’intreccio delle eterogenee sfumature, sempre ben dosate e calibrate, costituisce un punto nevralgico primario, sul quale focalizzo grande cura e precisa metodologia elaborativa, senza mai lasciare nulla alla casuale improvvisazione. Per questo i tempi realizzativi dei miei dipinti variano e si dilatano cronologicamente, con una certa ampiezza”.

 

 

 

Nella sferzante energia vitale dell’arcobaleno cromatico da lui proposto, emerge un interessante riferimento di connessione al concetto di cromoterapia, che offre ai fruitori l’opportunità stimolante di carpire una chiave interpretativa, che va oltre l’impatto visivo dell’immagine riprodotta e si spinge in una dimensione sensoriale dinamica di benefica recettività quasi terapeutica, da poter condividere insieme. Tale connotazione avvalora i profondi contenuti dei messaggi e dei significati racchiusi nei quadri e risulta un tassello di fondamentale comprensione nell’approccio alla suggestiva arte pittorica di Perrone.

 

 

GIOVE: RUMORE è il primo singolo dal suo omonimo album d’esordio

La canzone che dà il titolo all’album, porta con sé un messaggio di speranza ed esprime il desiderio di cambiamento insito in tutto il lavoro del cantautore.

Il “rumore” è quello “interiore”, che ha bisogno del silenzio esterno per essere ascoltato al meglio. Un isolamento, dalla frenesia e dal caos quotidiano, che permette di sentire con attenzione quello che si ha dentro, di riflettere sul proprio percorso e sulle proprie aspettative.

E saranno solo le emozioni e le sensazioni più recondite, quindi le più trascurate nella vita di tutti i giorni, a zittire il rumore.

Composto da undici canzoni, l’album d’esordio di Giove racconta le attese, i sogni, i movimenti interiori che generano un “rumore” da ascoltare in silenzio. E’ il suono del cambiamento, il punto di partenza verso una nuova direzione.

Una sorta di suo personalissimo “Best of”: dalla sua più che decennale produzione, Giove ha estrapolato le sue canzoni maggiormente rappresentative, come se avesse dovuto estrarre, dalla sua faretra, le frecce più appuntite.

Le songs sono state scritte in momenti temporali diversi (alcune composizioni sono recentissime, altre risalgono anche a 7/8 anni fa) e riflettono maturità diverse. Nonostante inizialmente non ci fosse un’idea di “concept album”, durante le registrazioni in studio, Giove si è accorto che le canzoni, in realtà, hanno un filo conduttore e anche ben definito. Ogni brano racchiude in sé la voglia di cambiare, di lasciarsi indietro il passato continuando a credere nei propri sogni.

Musicalmente Giove si è divertito a spaziare tra vari generi, dal pop-rock al funky, dall’elettronica allo ska, a volte mettendosi a “nudo” con canzoni molto intimistiche, senza mai trascurare la parte narrativa e i testi.

L’autore erbese ha scritto i testi e le musiche di tutte le undici canzoni, avvalendosi, per quanto attiene la produzione artistica, della collaborazione di Max Zanotti (ex cantante dei Deasonika), attualmente membro dei “Rezophonic”.

Nato nell’agosto del 1981 a Erba, nella provincia di Como, Giuseppe Liga – in arte Giove – inizia a suonare la chitarra all’età di 9 anni.

Per lui la chitarra diventa lo strumento per scrivere canzoni: inizia così a comporre diverse melodie e a eloborare testi che parlano di sé. Già da molto piccolo, Giove si appassiona al mondo dei cantautori italiani (De Gregori, Battisti, Tenco), mentre qualche anno più tardi viene letteralmente “folgorato” da alcuni album che diventeranno punti di riferimento per la propria crescita: “Born to run” di Springsteen, “Nevermind” dei Nirvana, “Parachutes” dei Colplay, “Pablo Honey” dei Radiohead, solo per citarne alcuni.

Giove divora in modo famelico repertori di diversi generi, innamorandosi della “forma canzone”: comprende come, attraverso un testo e una melodia, possa comunicare tutto ciò che gli bolle nello stomaco, i propri pensieri, le fragilità e le inquietudini.

Dopo tre anni di corso di chitarre acustica – nei quali migliora l’approccio allo strumento – e dopo tre anni trascorsi all’Accademia Europea di Musica – dove studia canto moderno e solfeggio – iniziano le prime esperienze live. Dal 2005 ad oggi, con la propria band, Giove calcherà i palchi di diversi clubs e locali affinando sempre di più il contatto e il feeling col pubblico.

Il 23 gennaio del 2014 esce il suo primo album di inediti – dal titolo “Rumore” – composto da undici canzoni.

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