Uovo di Pasqua, Unc: ecco come si ripartiscono i costi



Senza cioccolato buono e sorpresa accattivante l’irrinunciabile uovo di Pasqua sarebbe una vera delusione. Eppure, secondo una ricerca dell’Unione nazionale dei consumatori, queste due voci incidono sul costo finale del prodotto di un misero 21 per cento (rispettivamente 14 per il cioccolato e la manodopera e 7 per la sorpresa). Il restante 79 per cento del prezzo è ripartito in confezione (14 per cento), distribuzione e trasporto (11 per cento), rischio “resa” (8 per cento), Iva (10 per cento), magazzinaggio (2 per cento) e utili lordi del fabbricante (11 per cento) e del negoziante (23 per cento).
“Attenzione poi a quale cioccolato si acquista - ha spiegato Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori -. Leggere bene l’etichetta degli ingredienti e indirizzare l’acquisto su cioccolato puro, che in Italia deve essere fatto solo con cacao e burro di cacao (minimo 43 per cento) e senza oli tropicali, mentre il cioccolato al latte deve garantire minimo il 30 per cento di latte”.

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