Un mix salvavita per grandi ustionati
Intervista a Fiorella Carnevali
Si chiama “MIX 557” l’unguento ricavato dalla combinazione di due piante (una occidentale Iperico o Erba di San Giovanni, “Hypericum perforantum, L” e l’altra asiatica Neem, “Azadirachta indica, A”) che dopo una eccellente sperimentazione sugli animali sta dando risultati eclatanti anche sull’uomo.
Il prodotto è stato brevettato dall’ENEA nel 2004, con la dicitura “composizione fitoterapica con effetti cicatrizzanti biocida e repellente per la cura e la risoluzione delle lesioni esterne di qualunque estensione e natura”. Lo sfruttamento del brevetto è stato concesso alla RIMOS, una società del consorzio medicale di Mirandola.
Fiorella Carnevali – veterinario - e Stephen Andrew van der Esch – biologo - ricercatori Enea, sono gli inventori di questa composizione fitoterapica che ha permesso di raggiungere risultati straordinari per la cura di ferite molto difficili, prima in diverse specie animali (caprini, ovini, alpaca, cani, gatti, cavalli) e poi sull’uomo. Il medicamento messo a punto dai ricercatori presenta spiccate proprietà cicatrizzanti, antibatteriche, antinfiammatorie antidisidratative e lenitive, tiene lontani mosche, mosconi, moscerini, zanzare, tafani e altri insetti ed evita la deposizione delle uova sulle ferite e lo sviluppo delle larve (effetto repellente e biocida).
Com’è iniziata la vostra ricerca?
Abbiamo iniziato studiando gli antiparassitari esterni, a base di sostanze naturali nell’ambito della filiera di produzione di fibre pregiate da animali quali Angora, Alpaca, Cashemere. Avevamo necessità di impedire la colonizzazione stagionale da parte dei ditteri miasigeni (mosche che depositano uova o larve vive sui tessuti vivi) delle ferite che si provocano durante la tosatura degli animali da fibra, senza danneggiare i tessuti lesi. Questa problematica assume proporzioni drammatiche nei continenti in cui l’allevamento per la produzione di fibre animali (lana) è l’attività principale (Australia e Nuova Zelanda), ma incide altrettanto sistematicamente su tutte le produzioni zootecniche durante le stagioni più calde e in tutti i paesi tropicali. Sapevamo già gli effetti della pianta di Neem - usata da circa tremila anni nella medicina tradizionale indiana e successivamente diffusa in tutti i paesi tropicali dagli indiani al seguito degli inglesi al tempo delle colonie - sulle ferite per allontanare gli insetti e sapevamo che l’Iperico era anticamente conosciuto per la cicatrizzazione delle piaghe. La combinazione degli estratti oleosi ha portato, dopo vari tentativi, al prodotto che è oggi: un unguento che non solo cura e rimargina qualunque tipo di lesione esterna, ma anche evita la reinfestazione da larve di ditteri Miasigeni fino alla guarigione. Il preparato da un lato forma una barriera trasparente che evita l’attacco dei germi sulla superficie lesa (una delle cause di morte in caso di grandi ustioni) e dall’altro aiuta la ricomposizione in tempi rapidi del tessuto di granulazione dalla qualità del quale dipenderà la guarigione con esito migliore anche sulle cicatrici.
Quando sarà sul mercato?
Insieme al collega van der Esch stiamo lavorando a stretto contatto con la RIMOS per la produzione industriale del medicamento, e per la registrazione nella categoria dei medical device per uso topico, sia per la medicina umana che per la medicina veterinaria.
Sull’uomo quali sono le sue applicazioni?
Abbiamo rilevato risultati eccellenti, visibili sin dalle prime medicazioni, sia sulle lesioni acute che su quelle croniche. Può essere impiegato per tutti gli usi medicali ospedalieri e ambulatoriali su tutte le tipologie di lesioni esterne, considerando che le popolazioni occidentali sono in progressivo invecchiamento e l’incidenza delle lesioni croniche e da pressione (piaghe da decubito) sono in costante aumento. Ma non basta. Il MIX 557 si rivelerà molto utile come presidio medicale nelle emergenze militari e civili, anche per la terapia delle ustioni di grande estensione. Un aspetto non ancora indagato a livello istologico, ma rilevato clinicamente nella casistica sperimentale, è rappresentato dalla elevata qualità delle cicatrici specie su estese e severe lesioni traumatiche. Indolore e lenitivo, secondo il sistema di valutazione VAS (Visual Analogic Scale), è pratico anche per l’automedicazione. La riduzione del dolore è dovuta alla riduzione del processo infiammatorio.
E’ così speciale sia sugli uomini che sugli animali?
I risultati che abbiamo ottenuto sin da subito sugli animali, sia di grande che di piccola taglia, su ferite devastanti, gravemente complicate da infezioni o da infestazioni, anche in condizioni di assoluta mancanza di condizioni igieniche minimali, ci hanno indotti ad estendere la sperimentazione anche all’uomo. Per la sperimentazione sugli animali abbiamo adottato il “regime di compassione”, una modalità presa dai protocolli oncologici per pazienti terminali, e applicata sugli animali destinati ad essere soppressi, con ferite molto gravi e complicate, previo consenso dei proprietari. Tutti i casi trattati hanno avuto esito positivo. Questo ha permesso di estendere la sperimentazione anche a ferite meno devastanti e su molte altre specie animali, soprattutto cavalli, grazie anche alla collaborazione con i servizi veterinari dell’Esercito e dell’Arma dei carabinieri (Reggimento Carabinieri a Cavallo e Reggimento Corazzieri). Sui cavalli il successo del MIX come cicatrizzante di eccellenza è ancora più sorprendente in quanto questi animali soffrono di una specialissima difficoltà di cicatrizzazione (in linguaggio tecnico nota come reazione cheloidea) che invece viene perfettamente controllata da questo medicamento. Inoltre questi animali, che sono estremamente sensibili al dolore, mostrano grande giovamento dalla utilizzazione del MIX permettendo la gestione delle ferite senza dover ricorre alla sedazione quotidiana. In sostanza il MIX 557 permette la gestione di ferite importanti anche in assenza di adeguate condizioni igienico-sanitarie, senza dolore e con decorso senza complicazioni. E se questo è vero per la veterinaria, lo è ancora di più per la medicina umana dove le lesioni esterne, principalmente di natura cronica, sono in costante aumento e i cui costi di gestione pesano sul sistema sanitario nazionale sempre più pesantemente. Il MIX 557 ha dimostrato di poter essere utilizzato sulle lesioni umane con risultati uguali, e spesso superiori, a tutti i presidi e medicamenti avanzati attualmente esistenti.
Un esempio di applicazione sull’uomo?
L’abrasione da asfalto, ad esempio, è una dolorosa e antipatica lesione della cute che può avere un decorso lungo e fastidioso per l’accentuata tendenza alla formazione di un escara (crosta) spessa. Con il MIX 557 guarisce completamente in tre settimane, senza lasciare deturpanti cicatrici. Analogo risultato attualmente si ottiene solo con speciali medicazioni avanzate che vengono lasciate in situ per due tre giorni, ma non con i più usuali presidi esistenti. Le ulcere croniche, che ricordiamo sono lesioni che non tendono alla guarigione e sono generalmente secondarie a patologie sistemiche che comportano disturbi del circolo arterioso (ulcere vasculitiche o ischemiche), del circolo venoso (ulcere da stasi venosa) o da neuropatie (ulcere da mancata sensibilità delle estremità colpite a seguito di diabete) trovano giovamento dall’uso del MIX sia in velocità che in qualità del decorso terapeutico. Il solo inconveniente da imputare al MIX consiste nella necessità di essere applicato quotidianamente contrariamente a quanto avviene ora nei siti ospedalieri. Si deve partire dal concetto che il MIX è il cicatrizzante che nutre e guarisce la ferita ed è la sua applicazione che fa proseguire correttamente il processo di riparazione.
Su quanti pazienti siete intervenuti?
Nel campo veterinario abbiamo una casistica sperimentale in “regime di compassione” di oltre 350 casi. In campo umano, abbiamo curato con esito positivo circa 40 pazienti, dai quali si è ottenuto il “consenso informato”, di cui 25 affetti da ulcere croniche. La maggior parte dei pazienti inclusi in uno studio osservazionale non aveva avuto miglioramenti soddisfacenti con i trattamenti convenzionali e alcuni di loro avevano fallito anche il trapianto. In presenza di più di un’ulcera sullo stesso soggetto è stato effettuato lo studio comparativo utilizzando presidi avanzati su una delle lesioni e il MIX 557 sull’altra. Il tessuto di granulazione che giaceva torpido e inattivo sul fondo delle lesioni ha mostrato immediati segni di riattivazione e vascolarizzazione, eliminazione della componente infettiva che ostacolava la cicatrizzazione e la riepitelizzazione delle lesioni è avvenuta anche in presenza di ossa esposte e di cavità ricoperte di fibrina.
Come “cura” i tessuti danneggiati dell’epidermide?
Il MIX 557 viene completamente assorbito dai tessuti lesionati coordinando e regolando sin dalle primissime applicazioni la reazione infiammatoria acuta e le successive fasi del processo cicatriziale (formazione del tessuto di granulazione e riepitelizzazione). I sintomi di dolore acuto che accompagnano le ferite sono principalmente dovuti alla reazione infiammatoria iniziale che, in caso di infezioni, persiste fino a che non si debella l’infezione. La combinazione dell’effetto antibatterico ad amplissimo spettro (inibisce la proliferazione sia dei germi Gram + che dei Gram - ed è indicato per “fare barriera” contro i batteri presenti nell’ambiente che proliferano a dismisura in condizioni igieniche carenti o addirittura inesistenti) e dell’effetto antinfiammatorio sulla rete vascolare e sulle cellule del sistema immunitario consentono il rapido passaggio dalla prima fase (quella dolorosa) alla fase di formazione del tessuto di granulazione, non dolorosa e ricostruttiva. Il risultato è una migliore formazione di fibre con recupero massimo dell’elasticità cutanea e massima qualità della cicatrice finale.
In sostanza quindi impedisce che si verifichino complicazioni?
Esattamente. Il prodotto permette la gestione di ferite importanti in qualunque condizione igienico-sanitaria. Ippocrate ha detto “la cicatrizzazione è solo una questione di tempo, ma la durata a volte è una questione di opportunità”. Noi pensiamo che il MIX 557 di opportunità per migliorare il decorso delle lesioni, ancora problematiche, ne possa offrire tante, ma ancor più pensiamo alle opportunità vere che il MIX 557 potrà offrire all’umanità in generale. Pensiamo a quale utilità si potrebbe avere se impiegato per le ferite nelle popolazioni che abitano le aree più depresse del mondo come Africa, Asia e America Latina, o sulle popolazioni civili coinvolte in scenari di guerra o di grandi catastrofi.
Ma sulle ustioni agisce nella stessa maniera?
Pensiamo di sì. L’applicazione nelle ustioni, specie quelle di grandi dimensioni, può contribuire in maniera significativa alla riduzione del rischio di morte per infezione, che nei casi gravissimi è altissimo, e alla retrazione fibrotica che in presenza di ampie parti danneggiate è sempre molto accentuata e invalidante.
Come scriveva Victor Hugo ne “Les travailleurs de la mer”: le novità sono per prevenzione e diffidenza osteggiate da tutti. E’ così anche in questo caso?
Non proprio o forse sì. Si pone attenzione ad una novità quando gli effetti sono condivisi da più persone del settore e queste cominciano a travasare tale condivisione anche in contesti non più specialistici. Se si interpellano coloro che hanno sperimentato il MIX si ricava la stessa sensazione di “eccezionalità” che ho qui descritto. Il passa parola tra i professionisti che stavano provando il MIX ci ha permesso di mettere insieme la casistica di oltre 180 casi personalmente documentati e altrettanti, anche di minore entità, riferiti dagli stessi professionisti, in tempi relativamente brevi (meno di tre anni) senza dover pianificare “sperimentazioni animali” che avrebbero comunque cozzato con il mio approccio etico-morale. Comunque possiamo affermare che il MIX 557 - mettendo in sincronia tutti gli eventi che si verificano nelle tre fasi della riparazione delle ferite: processi infiammatori, granulazione, riepitelizzazione - è da considerarsi un prodotto ALL-IN-ONE, nel senso che non necessita dell’interazione con altri farmaci o sostanze e che è da solo sufficiente a determinare la guarigione di qualunque ferita sin dal momento del trauma. Promette una reale rivoluzione nella cura delle ferite.


