Ue: è allarme inflazione in Europa. Nel 2008 a 3,2 per cento nell'eurozona
E’ allarme inflazione nell’eurozona: a lanciarlo è la Commissione europea. A riscaldare i prezzi sono state soprattutto le fiammate sul fronte del costo del cibo e del petrolio. Quanto all’Italia, l’inflazione annua dovrebbe attestarsi al 3 per cento nel 2008, si legge nelle previsioni di primavera di Bruxelles. E anche nel nostro Paese, dito puntato contro il caro-energia. “Dopo un miglioramento nel 2007 - si legge nel testo - i termini degli scambi dell’Italia dovrebbero deteriorarsi quest’anno, a causa degli aumenti dei prezzi dei prodotti energetici, solo parzialmente bilanciati dai rialzi dell’euro. In contrasto è atteso un miglioramento nei termini degli scambi nel 2009″.
Quanto alle stime per l’eurozona, nel documento la Commissione ha rivisto nettamente al rialzo le previsioni per l’inflazione 2008, che passano dal 2,1 per cento delle previsioni di autunno all’attuale 3,2 per cento.
Per la Ue a 27 stati membri, la stima di Bruxelles per il 2008 è di 3,6 per cento (1,2 per cento punti in più rispetto alle previsioni d’autunno). La situazione dovrebbe migliorare nel corso del 2008: “dopo un picco nel secondo trimestre nell’Ue - si legge in una nota della Commissione - l’inflazione dovrebbe riscendere a livelli inferiori nel 2009″. E in effetti per il prossimo anno Bruxelles fa un ritocco al rialzo più lieve rispetto alle previsioni d’autunno (2,2 per cento contro 2 per cento). Sempre per la Ue-27, Bruxelles prevede nel 2009 un aumento del 2,4 per cento nel 2009 (+0,2 per cento in più rispetto all’autunno).
Le previsioni della Commissione sono poco incoraggianti soprattutto per quanto riguarda cibo e petrolio. Per il primo comparto, dopo un aumento del 40 per cento su base annua, nel secondo semestre del 2007 Bruxelles prevede un ulteriore incremento annuo del 54 per cento - sempre su base annua- nella prima metà del 2008, per poi stabilizzarsi. Quanto al petrolio, nelle sue previsioni Bruxelles stima a 101,2 dollari il prezzo del barile nel 2008 (con un incremento del 28 per cento rispetto alle previsioni d’autunno).
Ad ammortizzare gli effetti del caro-petrolio è stato l’apprezzamento dell’euro, ma si tratta di una magra consolazione secondo la Commissione. “Misurato in euro - si legge nell’introduzione al rapporto- i prezzi del petrolio dovrebbero arrivare a 65,3 euro al barile, limitando la revisione al rialzo al 13 per cento”.
Anche il commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia è parso preoccupato: “La crescita economica sta calando nell’Ue e nell’eurozona e le attuali pressioni inflazionarie, importate dall’esterno, sono motivo di preoccupazione” ha dichiarato e ha ancora una volta insistito sul rischio di avvio di una spirale inflazionistica prezzi-salari. Per questo, ha detto “è necessario che ci atteniamo a sane politiche macro-economiche“. La Commissione, in effetti, nota che, pur essendo dimezzata la previsione di creazione di nuovi posti di lavoro, “la crescita dei salari è attesa in accelerazione dal 2,9 per cento al 3,8 per cento quest’anno (a livello Ue), prima di decelerare a 3,5 per cento il prossimo anno”.