Ue: contro caro-prezzi più semine e stop dazi dei cereali



Contro il caro prezzi, più terreni seminati e stop, sia pure temporaneamente, ai dazi alle importazioni di frumento: arrivano dai ministri europei dell’agricoltura riuniti il 26 settembre a Bruxelles le prime risposte concrete per far fronte all’impennata del costo di pane e pasta.
Soddisfatto dell’esito del Consiglio, il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro: “Una decisione importante - ha detto - che dimostra che non tuteliamo solo gli agricoltori, ma anche i cittadini consumatori”. L’aumento della produzione di frumento sarà resa possibile grazie alla soppressione dell’attuale obbligo europeo di mantenere improduttivi circa il 10 per cento dei terreni. I ministri si sono infatti trovati d’accordo sulla proposta della Commissione di fissare a zero il tasso di ritiro obbligatorio per le semine del prossimo autunno e per quelle della primavera 2008. Si tratta, nella sostanza, di una superficie pari a 3,8 milioni di ettari.
In Italia saranno interessati, ha detto il ministro nel corso di una conferenza stampa, poco meno di 200 mila ettari. Ma per dare una risposta alla situazione dei prezzi e al deciso calo della raccolta nel 2006, l’Unione europea punta anche a sospendere per un anno i diritti di dogana per le importazioni di cereali: il provvedimento dovrebbe essere applicato retroattivamente dal giugno scorso e restare in vigore fino al 30 giugno 2008, a meno che diverse condizioni di mercato non consentano una scadenza anticipata.

Il ministro dell’agricoltura portoghese, presidente di turno dell’Ue, Jaime Silva, ha inoltre invitato i colleghi a riflettere sulla costituzione di “riserve strategiche” di cereali sull’esempio di quanto si sta facendo per il petrolio.
“Nel quadro della riforma della Pac, dopo il 2013, bisognerà pensare alla costituzione di riserve strategiche a livello europeo”, ha affermato il ministro portoghese. Se per i cereali, i 27 hanno dato risposte concrete, ancora in discussione l’aspetto relativo all’aumento delle quote latte, anch’esso volto a calmierare i prezzi, slegato dalla revisione del sistema che verrà discusso il prossimo anno.
“Non intendiamo con questa proposta di aumento delle quote - ha precisato De Castro - sanare situazioni irregolari», bensì «dare risposte a tensioni dei prezzi sul mercato”.
Ma sul fronte dei prezzi, a cereali e latte rischia in prospettiva, di aggiungersi anche il problema di un caro-carne. De Castro ha ammesso che l’aumento del prezzo dei mangimi può riflettersi sul costo finale.

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