Relazione annuale Bankitalia: "Avanti con le liberalizzazioni"



Dai costi dei conti correnti, alla liberalizzazione del mercato energetico, ma anche riforma delle Authority e situazione del risparmio nelle famiglie. Questi alcuni degli argomenti affrontati da Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia nella Relazione annuale, presentata oggi, 31 maggio, a Roma.

“Puntare sulle liberalizzazioni dei mercati dei servizi, come si è iniziato a fare, è essenziale per recuperare competitività e crescita”. Così si è espresso Draghi sul tema della concorrenza, auspicando nuovi interventi a favore dei consumatori. Nel 2005, secondo la Relazione, il 20 per cento più povero della popolazione italiana spendeva in quei servizi e beni oggi coinvolti in iniziative di liberalizzazione oltre il 15 per cento del totale dei suoi consumi mensili: 140 euro su 940, la metà dei quali per consumi di energia in varie forme. “Nel settore energetico- ha evidenziato il governatore- la liberalizzazione è stata finora esitante”.
Per Bankitalia, le cose potrebbero non andare meglio con l’apertura del mercato elettrico: perché “potrebbe esserci un innalzamento dei prezzi a causa del perdurare di assetti non concorrenziali del mercato e della mancanza della legge che dovrebbe definire i nuovi strumenti di tutela dei consumatori”. Parlando più in generale sul processo di liberalizzazione nei servizi di pubblica utilità, Bankitalia rileva invece come nel settore delle telecomunicazioni l’apertura del mercato è a uno “stadio più avanzato”.

Nella giusta direzione va poi, secondo Draghi, la previsione del recente disegno di legge sulla riforma delle autorità, “basandosi sui principi di indipendenza dell’istituto”.

Riguardo al risparmio e ai servizi bancari, il governatore ha sottolineato l’importanza della fiducia del pubblico per la solidità delle banche. “Per questo, oltre ad assicurare la correttezza contrattuale, occorre essere chiari e semplici nell’informazione ai clienti”. A questo scopo, per rafforzare la tutela sostanziale dei risparmiatori e delle imprese, Bankitalia ha annunciato una revisione della normativa sulla trasparenza, che riduca gli adempimenti formali. “Abbiamo avviato, ha annunciato Draghi - una nuova rilevazione sui costi di tenuta dei conti correnti bancari, anche al fine di individuare il peso di fattori strutturali quali l’incidenza della fiscalità e l’eccessivo uso del contante”, auspicando, inoltre, che le recenti fusioni bancarie si traducano, al più presto, in vantaggi per i clienti.

Infine, il Rapporto ha analizzato la situazione del risparmio nelle famiglie italiane. Secondo la banca d’Italia, sono sempre più quelle costrette ad intaccare i propri risparmi. A trainare la spesa familiare, in presenza di acquisti stazionari sul fronte dei beni durevoli (fatta eccezione per l’elettronica e la telefonia), sono stati i semidurevoli, per i quali la spesa è aumentata dopo 4 anni di stallo dell’1,2 per cento. In crescita anche i consumi per servizi che, nel 2006, sono aumentati del 2 per cento. Si è mantenuta elevata la richiesta di mutui da parte delle famiglie per l’acquisto della casa: 12,3 per cento, con una crescita di quelli a tasso fisso che, sempre a causa dei timori di rialzo dei tassi di interesse, hanno rappresentato un quarto delle nuove erogazioni, contro il 15 per cento del 2005 e l’oltre 50 per cento dell’eurozona. In crescita anche il credito al consumo.

Scettiche le associazioni dei consumatori, che questa mattina sono scese in piazza, per chiedere iniziative concrete a favore dei consumatori. Per Adusbef, Codacons e Federconsumatori, infatti, le parole di Mario Draghi, sulla riduzione del debito pubblico da attuare con meno tasse e meno spesa, ma sopratutto l’appello alle banche per una riduzione effettiva dei costi per la clientela, non sono convincenti. “Per i consumatori - fanno sapere le associazioni - sono ancora in corso continui aumenti, come ad esempio gli elevati costi di prelievo bancomat altra banca”.
A mettere l’accento sulla situazione del risparmio delle famiglie è, invece, Codici che auspica più efficaci politiche di sussidio per le fasce più a rischio.

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