Processo scalda-biberon, il Codacons si costituisce parte civile
Iniziera’ domani dinanzi al Tribunale di Como il processo per gli scalda-biberon difettosi della marca Chicco. Lo rende noto il Codacons, annunciando che l’associazione di consumatori si costituirà parte civile. La vicenda, spiega il Codacons, nasce da una denuncia dell’associazione avviata dopo aver accertato che un modello di scalda-biberon per auto prodotto da Artsana (Chicco) raggiungeva temperature eccessivamente elevate e tali da far ritenere il prodotto pericoloso con grave rischio di ustione per l’utilizzatore.
L’inizio dell’indagine risale al luglio del 2005, quando il Codacons presenta un primo esposto alla Procura di Torino per conto della madre di una bimba di appena due mesi il cui biberon si fuse proprio a causa dell’anomalo surriscaldamento. Il Procuratore Raffaele Guariniello fece allora realizzare una consulenza tecnica al Politecnico di Torino, che certifico’ la potenziale pericolosita’ del prodotto. Il fascicolo venne poi trasferito a Como per competenza territoriale. La Procura di Como ha cosi’ deciso di rinviare a giudizio il responsabile della qualita’ dei prodotti della Artsana spa, Massimo Sirotti, con l’accusa di ”immissione sul mercato di prodotti pericolosi”.
Il Codacons annuncia che si costituira’ domani parte civile nel processo, ”in rappresentanza della categoria dei consumatori, evidentemente danneggiati dall’immissione in commercio di un prodotto potenzialmente pericoloso e, intanto si aspettano le decisioni in merito di competenza del ministero dello Sviluppo economico, ufficio Sicurezza dei prodotti a suo tempo investito della questione”. ”Tutti coloro che in data successiva ad agosto 2009 hanno acquistato o utilizzato il prodotto – conclude l’associazione – possono avviare una class action contro l’azienda per ottenere il giusto risarcimento”.