Per il Progetto TRUEFOOD un lavoro declinato in otto pacchetti



Sono otto i pacchetti di lavoro previsti nel progetto TRUEFOOD, che coinvolge tutti i protagonisti della filiera dei prodotti tipici di ogni paese. 

  1. Conoscere attraverso focus group e interviste, le aspettative agroalimentari del consumatore su un determinato prodotto e capirne soprattutto il grado di disponibilità ad accettare innovazioni, dal sapore al packaging. 
  2. Analizzare i problemi di sicurezza legati al prodotto sia dal punto di vista chimico che microbiologico.
  3. Sviluppare modelli matematici avanzati per garantire la sicurezza dei prodotti. 
  4. Migliorare la qualità dei prodotto, collegandola al benessere dell’uomo; un’esigenza che emerge da nutrizionisti e consumatori. L’eccesso di sale ad esempio non è certo un alleato della salute, ma ha un determinante effetto regolatore sulla componente microbica.
  5. Proporre efficaci azioni di marketing, perché le piccole e le piccolissime aziende non sono in grado di commercializzare ed esportare prodotti tradizionali. Si studiano i punti critici delle filiere con raffronti tra Paese e Paese, cercando di individuare i problemi ma anche i casi di successo.
  6. Avviare la fase dimostrativa, in modo da trasferire i risultati ottenuti nei primi 18 mesi del progetto in impianti pilota o all’interno delle aziende.
  7. Analizzare gli impatti sociali, economici, ambientali e salutistici che comportano le innovazioni sia di prodotto che di processo.
  8. Informare e formare, attraverso corsi specializzati, mediatori tecnico-scientifici su tutte le attività di diagnostica sviluppate in laboratorio. Questi giovani costituiscono l’anello di congiunzione tra la provetta del laboratorio e la realtà produttiva del mondo delle piccole e medie imprese. Il training prevede lezioni teoriche e pratiche, in particolare una visita alle aziende produttive.

Per saperne di più:

www.truefood.eu

 

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