PEDOFILIA : “Una ferita aperta”, romanzo di Renzo Rocca e Giorgio Stendoro, Sovera editore



Di recente il mondo politico si è occupato sempre più dell’adulto abusante e del minore abusato per reagire a fatti di cronaca che si susseguono incessanti nelle loro crude e rovinose realtà. Sono stati segnalati nel mondo milioni di minori, di ambo i sessi, vittime di violenze sessuali che fruttano un giro d’affari astronomico, in continua crescita esponenziale.
Queste pagine, nella loro chiarezza e senza pregiudizi, sono state scritte nel rispetto per la vita e per il valore della inviolabilità della persona. Una storia toccante in cui i vari personaggi si impegnano, con tutta la loro forza,  ad aiutare Gianni perché ritrovi l’amore. Una storia che mostra come questo può accadere in presenza di un humus favorevole di alleanza socio-familiare.

“….non devo farmi illusioni. Dentro di me, là dove l’inconscio scatta le sue fotografie, io custodisco delle immagini di cui non riesco a liberarmi. Una ferita aperta…”.

A 13 anni, Gianni è vittima della pedofilia e del suo tabù, complice la sua stessa famiglia. Il tormento di ripetuti abusi sessuali vissuti in casa sua. Tenta di aggirarli, mascherali per una questione di sopravvivenza. Si difende con l’idea che tutto ciò non sia mai successo. Ma la seduzione, la violenza e i giochi erotici particolari dell’abusante continuano fin quando la sua angoscia supera i livelli di guardia. Allora i suoi impulsi violenti, l’infelicità, le fantasie sessuali e i sentimenti negativi impressi nella profondità del suo animo dal pedofilo, lo spingono nella decisione di agire da solo contro la tristezza e la realtà di una vita deviata e tortuosa. Gianni è solo, ma riesce a cercare sé stesso con l’aiuto della psicologia e dell’affetto di alcune persone che gli sono vicino per dieci anni della sua vita. Momenti drammatici, brutali e tristi di solitudine, vissuti nella cornice di Milano, Lugano e la Toscana. Gianni riscopre sua nonna, che, assieme ad una coppia di amici ed uno psicoterapeuta lo aiutano a ritrovare l’amore, l’amicizia e il coraggio di reinserirsi con fiducia nella grande avventura della vita.

Può un romanzo far riflettere il lettore sui grandi temi della vita come quello della pedofilia? Naturalmente sì, rispondono gli scrittori all’ingenua domanda. Ed anzi, un romanzo a volte riesce ad anticipare dei “vissuti”, cioè concetti che successivamente vengono elaborati dalle scienze psicologiche – sociologiche.
Tanto più i romanzi, come “Una ferita aperta”, che toccano drammatiche questioni sociali rappresentano spesso un vero e proprio pugno allo stomaco che obbliga a riflettere perché parlano attraverso le reazioni e le motivazioni di esseri umani “reali”, come sono i personaggi del libro
Una narrazione, a volte reale, a volte immaginaria, che si svolge in un arco di tempo di dieci anni, capace di penetrare con la forza di un proprio stile, talvolta anche umoristico, nelle risonanze emozionali della sofferenza, dei sentimenti e delle passioni esistenziali di Gianni, di Paolo e di Elisabetta, pur rifiutando toni da melodramma. Tre protagonisti che combinandosi attraverso le loro vicissitudini disperate, liberano un dolore morale e psicologico. Una condensazione che coglie fino in fondo la vergogna, la mortificazione, il dolore ed il rimorso inquietante dell’essere violentato, del
violentatore e dell’assistere alla violenza. Una angoscia torturata di profonda disperazione autodistruttiva nei suoi diversi significati, assolutamente estranei al senso comune del bene e del male, che con coraggio si trasforma in una prospettiva di speranza e di straordinaria voglia, nel proprio intimo, di cambiare. Un barlume di luce all’estremità di un nero tunnel.

UNA FERITA APERTA, dove un personaggio centrale, il pedofilo, è stato delineato con riferimento a ben definiti modelli realmente esistenti. Un uomo pieno di sconvolgenti compromessi emotivi che fa ri-sperimentare lentamente al lettore la possibilità di comprendere ciò che nasconde l’animo umano quando non vuol soffrire o vuole soffrire il meno possibile. Il risultato è un romanzo che soprattutto lavora nel profondo, lasciando una traccia nella memoria perché suscita un forte desiderio di continuare a leggerlo per capire meglio gli enigmi della realtà. Interrogativi che hanno a che vedere con il cuore umano, le sue gioie, la sua sofferenza, i suoi slanci, e i suoi sbandamenti, la sua grandezza, le sue altezze e i suoi abissi

Renzo Rocca e Giorgio Stendoro, docenti ordinari della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, fondatori della Psicoterapia con la Procedura Immaginativa e del Metodo Stendoro- Rocca di Cura della Balbuzie.

Renzo Rocca e Giorgio Stendoro sono Autori di molteplici pubblicazioni:
4 monografie, alcune centinaia tra articoli scientifici divulgativi, di 11 libri in italiano, e curano la Collana di Psicologia Clinica Rocca – Stendoro (Armando Editore, Roma),

- La Procedura Immaginativa, Masson, Milano 1993
- Una Psicosi Sconfitta, CLUEB, Bologna 1997
- Counseling ad orientamento con la Procedura Immaginativa, CLUEB, Bologna 2000
- L’Immaginario: teatro delle nostre emozioni, CLUEB, Bologna 2001
- Vincere la Balbuzie, Armando Editore, Roma 2001 (IV  Ristampa)
- Curare con l’Immaginario, Armando Editore, Roma 2002
- Il potere curativo della Procedura Immaginativa, Armando Editore, Roma 2003
- Imparare a guarire Stress, Depressione, Attacchi di Panico, Armando Editore, Roma 2003 (IV Ristampa)
- La mia psicosi… sconfitta, Armando Editore, Roma 2004, (II Ristampa) (presentazione di Girolamo Sirchia, Ministro della Salute)
- Psicosomatica: Una risposta dall’Immaginario, Armando Editore, Roma 2005
- Counseling con l’intervento della Procedura Immaginativa, Armando, Roma 2006

Il lavoro teorico-clinico dei due Capiscuola prende avvio negli anni Settanta. Studiosi di Psicologia, Antropologia Culturale, Sociologia e Musicologia,  hanno elaborato un’innovativa metodologia di Psicoterapia, la “Procedura Immaginativa” che costantemente aggiornano attraverso l’attività clinica e di ricerca svolta sia in Italia che negli Stati Uniti. Dagli anni Ottanta si occupano, inoltre, dell’inquadramento diagnostico e riabilitazione della Balbuzie con l’innovativa metodologia “Stendoro-Rocca”.

Disponibili ad avvicinare l’ampio pubblico alle tematiche psicologiche di interesse sociale, partecipano a Seminari, Convegni, trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali ed internazionali.
Per informazioni:
Sito web : www.rocca-stendoro.it
ist.roccastendoro@libero.it
Istituto di Psicologia Clinica Rocca-Stendoro
Via Torino 51, 20123 Milano Tel/ Fax 02/80500395
Ufficio Stampa : Silvia Gotti

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