Pasqua e ponti primaverili registrano un rilancio degli agriturismi


In base ai dati e alle rivelazioni tendenziali, le vacanze pasquali e i ponti di fine aprile sembrano indicare un rilancio dell’agriturismo come destinazione ideale per ferie brevi e scampagnate. E, per l’estate, si prevede un ulteriore incremento dell’appeal di questa scelta.
Si evidenzia però una divaricazione tra le motivazioni personali di chi riscopre l’agriturismo (forti connotazioni ambientaliste e l’alimentazione naturale quale elemento qualificante dell’offerta)  e la spinta mediatica che cerca di promuovere il settore puntando a rilanciare il brand in sé.
Il punto di sintesi cui appoggiarsi per un effettivo rilancio sembra essere la riscoperta dell’agriturismo come scelta motivata. Recuperando qualcosa dalle origini, vanno sottolineati come caratterizzanti gli aspetti naturalistici, i legami con il territorio, le attività di produzione alimentare. Il tutto, però, andrebbe adeguato ai tempi: meno ingenuità pionieristica e maggiori certezze a tutela del marchio sono passaggi imprescindibili. Si definirebbe così un’offerta su larga scala ma ben connotata; senza spazio per gli eccessi modaioli (che snaturano, costano e spostano verso una fascia ad alto reddito) e senza appiattimenti verso il basso (che sviliscono il marchio e si traducono in servizi poveri e approssimativi).

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