Pasqua, Codacons: le riffe nei bar sono illegali e possono ingannare i consumatori



Le “riffe” allestite nei locali pubblici, che permettono di partecipare all’estrazione di un premio a fronte dell’acquisto di un biglietto, possono rappresentare una forma di inganno per il consumatore e, in alcuni casi, addirittura una illegalità palese. Lo sostiene il Codacons che ha analizzato prezzi e aspetti legali di questi “concorsi a premi”. Sul primo fronte, l’associazione ha scoperto che il biglietto per partecipare alla riffa costa mediamente 3 euro in tutta Italia (con picchi di 5 euro nei bar più prestigiosi o ubicati in zone centrali), mentre l’uovo di cioccolato, in palio nelle riffe del periodo di Pasqua, mediamente ha un peso di quattro chili, e si stima costi all’esercente non più di 50 euro. Inoltre, prosegue il Codacons, “il concorso fa incassare al gestore del bar mediamente 270 euro, ossia il 440 per cento in più della spesa sostenuta per l’acquisto dell’uovo in palio”.
Se poi la riffa è legata, come in molti casi avviene, al gioco del Lotto – spiega il Codacons – “siamo di fronte ad una violazione palese delle leggi vigenti”. Questo perché i Monopoli di Stato, che gestiscono i giochi a premio in Italia, non hanno mai rilasciato ai gestori dei locali le autorizzazioni necessarie per tale tipo di attività, che viene quindi svolta in modo del tutto illecito.
“Chiediamo alla Guardia di Finanza di intervenire a tutela dei cittadini – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – anche attraverso il sequestro delle uova di cioccolato laddove necessario”.

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