La ricerca scientifica applicata al rugby del XXI secolo



Sabato 7 giugno Ore 8.30 – 16.00 Via Isocrate 19 -Milano

Milano, 5 giugno 2008 – “Il congresso nazionale AMIR -Associazione Medici Italiani del Rugby,” spiega il prof. Feliciantonio Di Domenica, primario della Divisione di Terapia Fisica e Riabilitazione dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini,”intende presentare , nella giornata di sabato 7 giugno, i dati epidemiologici più aggiornati relativi ai traumi nel rugby (quali, quanti, perché e come si curano); esplicitare il ruolo della medicina dello sport applicata a questo sport , che sta avendo un importante incremento di iscritti in questi anni; dibattere sui risultati della ricerca scientifica , sul ruolo della medicina dello sport , sulle regole antidoping e sulla corretta preparazione atletica, sulla adeguata alimentazione, sull’importanza di una riabilitazione personalizzata: tutti elementi fondamentali per un rugby di alto livello. Inoltre saranno presentati i dati riguardanti : lo sviluppo muscolo-scheletrico nei giocatori di rugby under 17 ; le tipologie di lesioni e le tecniche di riabilitazione; gli aspetti nutrizionali e le tutele legali per gli atleti di questo sport. L’avvocato Stefano Di Salvatore , durante il congresso, relazionerà in particolare sulle regole antidoping”.

E’ prevista anche una tavola rotonda di confronto a cui partecipano sportivi, esperti medici e legali per illustrare e confrontarsi sui punti di vista di chi il rugby lo dirige, lo assiste, lo tutela, lo pratica. In chiusura sarà assegnato il premio Giambattista Curioni (1000 euro) al miglior poster, a tema libero , realizzato dai congressisti.

Il rugby è uno sport di squadra diffuso, nelle sue varianti, in buona parte del mondo: specialmente in Regno Unito e nei suoi ex-Stati dell’impero britannico come Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Figi, Papua Nuova Guinea e Sudafrica nonché in USA prima dell’avvento del football americano. I vari tipi di rugby sono popolari in Francia e in costante aumento di popolarità in Argentina, Italia, Romania, Russia, Giappone, Marocco, Kenia nonché in molte nazioni di Oceania e Asia. È uno sport di origini nobili, nel quale il rispetto delle regole e degli avversari è considerato un valore fondamentale. Lo stesso scrittore Oscar Wilde ha fatto questo paragone: “Il calcio è uno sport da gentiluomini fatto da bestie, mentre il rugby è uno sport da bestie fatto da gentiluomini…” Tutto ciò che ruota attorno il rugby, recentemente ha preso il nome di Ovalia. “È definito come uno sport di contatto e di situazione,”dice il prof. Feliciantonio Di Domenica, primario della Divisione di Terapia Fisica e Riabilitazione dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini,” È uno sport di contatto perché il confronto fisico tra i giocatori è una costante del gioco. Il Rugby è anche definito sport di situazione perché nella sua evoluzione sta diventando sempre più importante la capacità di comprendere il contesto momentaneo in cui ogni fase della partita si sviluppa concretamente. Le varianti di gioco sono praticate in numerose altre nazioni ma gli atleti a livello agonistico sono ancora pochi. Si è diffuso negli anni, anche in Italia, il rugby a 10 che risulta essere un compromesso tra rugby a 15 e rugby a 7. Sulla falsariga di altri sport, è stata ideata anche una versione da spiaggia: il beach rugby. Privi di placcaggi sono tag rugby e touch rugby. Sempre di più nella scelta della pratica di uno sport è fondamentale che le famiglie , i giovani , gli atleti siano seguiti bene a livello medico-scientifico sia nella scelta stessa della pratica sportiva più adatta al fisico della singola Persona , sia nel controllo costante durante la pratica e infine nella cura e riabilitazione a seguito di traumi. La ricerca scientifica applicata al rugby evidenzia l’importanza di una diagnosi precoce, di un monitoraggio continuo e di un’attenzione necessaria per un corretto ed equilibrato sviluppo psico-fisico di chi pratica sport”.

Si allega programma del congresso nazionale AMIR

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