La proposta di Città Diversa per salvare le terme del corallo


Di seguito la proposta di delibera avanzata da Marco Cannito nel 2007:
TERME DELLA SALUTE – SCHEDA ALTERNATIVA ALLA DELIBERA DI GIUNTA
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Premesso:

- che l’immobile in oggetto è disciplinato dall’art.16 del Regolamento Urbanistico (R. U.) “Aree di ristrutturazione urbanistica” con le prescrizioni della relativa Scheda n.3;

- che si ritiene che non doveva prevedersi edificazione residenziale nell’area interessata già nella adozione del R.U.;

- che l’attuale Amministrazione non ha ritenuto di modificare tale previsione edificatoria, essendo già Cosimi consenziente con essa;

- che quantomeno la previsione del R. U., che ora si viene a variare, era meno impattante e funzionalmente e immediatamente connessa al recupero delle Terme;

- che allo stato, se tale area non è tutta vincolata alla non edificazione (Legge di tutela n. 1089 del 1939), i proprietari privati, proponenti l’intervento edilizio (Società Fondiaria Apparizione), hanno il diritto ad edificare;

- che il Piano Strutturale prescrive in modo vincolante che “l’acquisizione gratuita delle aree per servizi da parte del Comune può avvenire attribuendo a tali aree una capacità edificatoria che può essere realizzata su una porzione limitata dell’area stessa o in altre aree individuate dal R. U.” e che l’art. 44 R.U. prevede – come nel caso in oggetto – che “i privati possono avanzare proposte di cessione gratuita dell’area al Comune destinandola a servizi (pubblici) utilizzando l’edificabilità sull’area stessa o su altra area” (comma 2) e che tale cessione
“è pari al 100% dell’area nel caso in cui le utilizzazioni edificatorie vengano trasferite su altra area e non può essere inferiore all’80% della Superficie Totale dell’area stessa nel caso in cui la concentrazione edificatoria sia interna all’area” (comma 3);

Rilevato

- che, per quanto premesso, la delibera proposta in approvazione dalla Giunta non è modificabile né integrabile;

1. Modificare la previsione di edificazione nell’area Corallo (ex Coca Cola) e trasferire la volumetria residenziale in altra area, variando la cartografia della Scheda 3 Area E (come in allegato).

2. Integrare la Scheda dell’area di trasformazione 4C18 Nuovo Centro con il recepimento della volumetria residenziale proveniente dall’Area E, visto che l’area del Nuovo
Centro (Salviano) è prevista per insediamenti anche residenziali con le relative infrastrutturazioni (collegamenti stradali, servizi, ecc.), le quali ultime, essendo già a carico del soggetto attuatore del Nuovo Centro, farebbero risparmiare la stessa Società interessata all’edificazione nell’area del Corallo.

3. Prevedere nel Piano attuativo la costruzione di alloggi a canone agevolato.

2. Far compartecipare con i risparmi ottenuti la Società proponente l’edificazione alle spese per la demolizione del cavalcaferrovia (in accordo con Ferrovie e Comune), essendo stati a suo tempo stornati per Porta a Mare i 18 Miliardi previsti dai Patti Territoriali per il sottopasso di piazza Dante. Ritenendo che tali operazioni non possono scomparire dato che sono una previsione strategica del piano strutturale per la nascita di Porta a Terra e per il recupero delle Terme.

3. Le aree ex-Coca Cola non più edificate dovrebbero essere
usate come parcheggi e servizi turistico-ricettivi, funzioni indispensabili alla valorizzazione del complesso monumentale delle Terme, che invece la nuova edificazione residenziale affosserebbe ulteriormente, visto che la stessa Sovrintendenza ai Beni Culturali la descrive come “disturbo tipologico” al complesso termale.

4. Mettere in sicurezza tutta l’area e impostare con immediatezza il progetto e i relativi finanziamenti (regionali, statali, europei, privati) per il restauro/recupero del complesso termale, scegliendone la destinazione tra una o più attività alternative
o integrative: centro di ricerca scientifica, universitaria, tecnologica, industriale; centro congressuale o polo-espositivo e di rappresentanza; centro sperimentale artistico; centro per il benessere; ecc. (secondo le previsioni del Regolamento Edilizio).

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