La città si ferma in difesa della Chimica
TERNI, 5 MARZO 2010 ORE 10
Parte tra qualche minuto, da piazza Donegani, il grande corteo dei lavoratori della chimica per la manifestazione nazionale in difesa della Basell e del polo chimico ternano. La manifestazione si conclude in piazza della Repubblica con l’intervento dei segretari nazionali dei chimici Cgil-Cisl e Uil.
Come avvenuto qualche anno fa per la vertenza alla ThyssenKrupp, la città si ferma per difendere centinaia di posti di lavoro e la sopravvivenza di un sito industriale dove Giulio Natta, nel 1954, inventò la plastica moderna, il polipropilene.
TANTISSIME LE ADESIONI E GLI ATTESTATI DI VICINANZA E SOLIDARIETA’
A nome di tutti i lavoratori della sanità provinciale, i direttori generali dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria” di Terni e dell’Asl 4 Gianni Giovannini e Vincenzo Panella, esprimono solidarietà e vicinanza ai dipendenti della Basell e del polo chimico ternano che oggi scendono in piazza per la difesa del posto di lavoro e contro la chiusura di stabilimenti che rappresentano non solo la storia, ma anche il futuro della presenza della chimica nel Paese.
L’auspicio è che, come avvenuto qualche anno fa con la vertenza alle acciaierie di viale Brin, l’impegno unitario delle forze politiche, delle organizzazioni sindacali e di tutte le istituzioni, dal parlamento europeo alle amministrazioni locali, insieme alla mobilitazione della città e dei lavoratori chimici di tutto il Paese, possano portare alla riapertura di un confronto costruttivo con la multinazionale e a soluzioni che non penalizzino ulteriormente un territorio già provato dalla crisi produttiva ed occupazionale.
Una rappresentanza di lavoratori della sanità e i direttori generali delle due aziende sanitarie saranno oggi in piazza della Repubblica al fianco dei dipendenti Basell per la salvaguardia delle produzioni e per la difesa dell’occupazione del polo chimico ternano.
SCAJOLA FACCIA TUTTO IL POSSIBILE.
Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, deve fare tutto il possibile per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Terni della LyondellBasell, come annunciato dalla stessa multinazionale lo scorso 25 febbraio. La fine della produzione in quello stabilimento rappresenterebbe un duro colpo all’occupazione e all’industria chimica”.
Lo afferma il deputato del Pd Carlo Trappolino, membro della commissione Ambiente della Camera che, insieme ai colleghi Marina Sereni, Walter Verini, Sandro Gozi e Gianpiero Bocci, ha presentato un’interrogazione al minitro su questa vicenda.
“La chiusura dello stabilimento ternano – prosegue il parlamentare – rientrerebbe in una serie di interventi di razionalizzazione relativi agli impianti produttivi di polipropilene e polietilene di proprieta’ della LyondellBasell. Questa scelta viene motivata dalla persistenza della crisi economica che ha prodotto una contrazione nella domanda di polipropilene. Ma nell’anno scorso lo stabilimento in questione ha prodotto 205mila tonnellate di polipropilene, a fronte di una capacita’ massima di 250mila, facendo registrare un utile pari a 10 milioni di euro. Da dieci anni, poi, l’impianto di Terni, l’unico che nel 2009 in Italia ha registrato un utile, risulta essere il piu’ produttivo d’Europa sia sotto l’aspetto economico sia della qualita’ delle lavorazioni”. Il polo chimico di Terni – spiega ancora l’On. Trappolino – occupa, tra indiretti e indiretti, oltre mille lavoratori. In particolare, la LyondellBasell rappresenta l’architrave dell’intero polo chimico ternano in quanto fornisce polipropilene, la materia prima, ad altre realta’ produttive. La cessazione della produzione innescherebbe quindi un effetto domino, investendo in modo diretto e immediato altre due importanti aziende: la Treofan, che ha 180 dipendenti, e la Meraklon con 280 lavoratori. A perdere di competitivita’ sarebbe dunque tutto il settore della chimica in Italia. Il governo intervenga per evitarlo”.