Istat, cresce l'inflazione a ottobre: pesano energia e prodotti alimentari
Sale l’inflazione nel mese di ottobre. L’Istat ha comunicato che il tasso d’ inflazione nel mese trascorso ha registrato una variazione pari a +2,1 per cento annuale. Il tasso di variazione mensile corrisponde, invece, a +0,4 per cento.
Le stime provvisorie dell’Istat indicano quindi il tasso di crescita tendenziale più alto dal settembre 2006 e congiunturale più alto dal luglio 2005. Il netto balzo in avanti dell’inflazione, spiegano i tecnici dell’Istat, è dovuto in misura significativa alla ripresa dei prezzi energetici e all’accelerazione del costo dei prodotti alimentari: il +0,4 per cento fatto segnare dall’inflazione ad ottobre (il dato era pari a +1,7 per cento a settembre) è infatti legato per oltre 2 decimi di punto ai beni energetici e per oltre un decimo a quelli alimentari. Il comparto dell’energia ha infatti fatto segnare un +1,1 per cento congiunturale e un +2,9 per cento tendenziale, mentre il comparto degli alimentari ha registrato un +3,4 per cento contro il +2,9 per cento tendenziale di settembre. Al netto dell’energia e degli alimentari non lavorati il tasso di inflazione a ottobre è pari a +1,9 per cento. Scendendo nel dettaglio i prezzi dell’energia non regolamentata sono aumentati dello 0,9 per cento su mese e del 5,9 per cento sull’anno. Mentre la componente non regolamentata è salita dell’1,4 per cento su mese, e scesa dell’1,4 per cento sull’anno. Balzo in avanti notevole per la benzina (+6,9 per cento sull’anno) e il gasolio per autotrazione (+7,2 per cento), ma rialzi anche per le tariffe elettriche (+2,1 per cento su mese e +1,6 per cento sull’anno), e per i combustibili liquidi per la casa (+5,3 per cento sull’anno). Nel comparto alimentare i rialzi maggiori arrivano dal settore dei pani e cereali (+6 per cento) con il prezzo del pane in crescita del 10 per cento e quello della pasta del 6.5 per cento. Su base tendenziale l’unica variazione negativa arriva dalle comunicazioni con un -9,9 per cento legato al calo del 15,5 per cento delle tariffe di telefonia mobile ed a quello del 17,5 per cento degli apparecchi telefonici. Su base congiunturale i cali arrivano, oltre che dalle comunicazioni, anche dai servizi sanitari i cui prezzi sono in discesa dello 0,2 per cento grazie soprattutto al -0,6 per cento fatto segnare dai medicinali.