Inflazione al 3,3 per cento, Consumatori: aumenti per le famiglie tra i 1.000 e i 1.700 euro l'anno
Il balzo dell’inflazione comporterà quest’anno per le famiglie italiane una stangata tra i 1.000 e i 1.700 euro: sono queste le stime avanzate oggi dalle associazioni di difesa dei consumatori.
Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, “i dati forniti dall’Istat sono assolutamente allarmanti, di questo passo, con un’inflazione al 3,3 per cento e con gli incrementi registrati nei settori trasporti e alimentazione da gennaio in poi si rischia una maxi-stangata su base annua pari a 1.200-1.300 euro a famiglia”. E considerata la tendenza dell’Istat “a sottostimare i rincari – aggiunge – un’inflazione così elevata può voler dire solamente che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza nazionale”.
Dai calcoli dell’Adoc la stangata si profila sui 1000 euro annui a famiglia: “La spirale inflazionistica a cui stiamo assistendo sta erodendo pesantemente i redditi delle famiglie e le loro possibilità di risparmio, è gravissimo che tra i prodotti più soggetti ai rincari ci siano sempre gli alimentari e i carburanti, due beni irrinunciabili e a maggior diffusione dÂ’acquisto”.
A prendere posizione è anche l’Adusbef che calcola come dal 2002 al 2007 le famiglie dei lavoratori dipendenti abbiano subito rincari per quasi 7.700 euro. Il carovita ai massimi dal 1996, si legge in una nota, “conferma 7 anni di denunce che a cavallo del concambio lira-euro, aveva segnalato una odiosa speculazione su alcuni prodotti e servizi di largo consumo che hanno subito una variazione del 30 per cento, con un rincaro di 7.635 euro a nucleo famigliare a reddito fisso, per un controvalore di 137 miliardi di euro”. E per il 2008 sono previsti nuovi rincari di 1.700 euro. Adusbef chiede quindi al Governo, tramite un provvedimento urgente ed una più urgente convocazione straordinaria del Consiglio dei Ministri, di varare un pacchetto di sgravi e restituire alla famiglie di lavoratori e pensionati a reddito fisso e sotto i 20.000 euro l’anno, un bonus utilizzando il surplus fiscale di 12 miliardi di euro.
Secondo Adiconsum l’inflazione sarebbe salita “per colpa anche delle rilevanti speculazioni di un mercato che Mr. Prezzi non è in grado di contrastare”. Emblematico al riguardo, secondo l’Adiconsum, è l’aumento del costo del denaro, nonostante la Bce abbia mantenuto inalterato i tassi da marzo 2007: «ogni variazione internazionale – spiega Paolo Landi, presidente dell’associazione – finisce per essere alibi di aumenti speculativi al consumo. Il monitoraggio e gli inviti alla concorrenza di per sé non sono sufficienti”. Adiconsum sostiene che i poteri di Mr.Prezzi vadano rafforzati perchè – citando il caso del settore energetico dove a fronte di un aumento dei carburanti del 15 per cento, gli aumenti dell’energia elettrica sono stati del 10 per cento – “solo dove esiste un controllo, gli aumenti sono stati più contenuti”.
“L’indice provvisorio dei prezzi al consumo a marzo è un dato fortemente sottostimato”, sostiene la Federconsumatori che, sulla base dei propri calcoli, registra un tasso medio d’inflazione del 5,8 per cento, mentre quello relativo ai prodotti di largo consumo si attesta all’8,9 per cento.
“Solo per la spesa alimentare si sono registrati aumenti pari a 445 euro annui – afferma Federconsumatori in una nota – mentre per i costi energetici una famiglia italiana dovrà far fronte a rincari di 580 euro l’anno”. “Bisogna assolutamente porre un freno a questa allarmante situazione”, conclude Federconsumatori. E, inoltre, auspica misure come “l’estensione su tutto il territorio nazionale di accordi per bloccare i prezzi di alcuni prodotti, simili a quello stipulato nelle Marche” e l’adozione di “«strumenti d’informazione diretta e gratuita per i cittadini sui prezzi dell’intera filiera, come il progetto sms consumatori”.