Indagine del Codacons sui consumi: nel 2007 ridotte le spese per la casa e uscite al ristorante
Il Codacons tasta il polso alle famiglie italiane per capire come si sono modificati i consumi degli nel corso del 2007 e in quali settori hanno deciso di stringere la cinghia per far fronte al fenomeno del caro-vita.
Il dato che emerge con imponenza - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - è quello che vede l’80 per cento delle famiglie affermare di aver modificato la propria propensione all’acquisto; di queste l’85 per cento registra un peggioramento delle proprie condizioni di vita. Abbiamo inoltre chiesto di indicare i settori per i quali nel 2007 si sono ridotti i consumi, e una stima percentuale di tale riduzione. Spese per la casa, cene al ristorante, calzature e viaggi all’estero sono i beni che nell’anno che sta per chiudersi hanno subito le maggiori contrazioni - prosegue Rienzi - a dimostrazione di come i consumatori siano sempre più costretti a limitare le spese per i beni secondari, destinando quasi esclusivamente i propri bilanci a beni di prima necessità, bollette, mutui e affitti.
L’indagine è stata effettuata a campione presso circa 500 famiglie iscritte all’associazione ed è puramente indicativa, non ha alcun valore statistico. Alla domanda Rispetto agli anni precedenti, di quanto ha ridotto le sue spese nel corso del 2007 per l’acquisto dei seguenti beni e servizi? le famiglie intervistate hanno risposto di aver ridotto del 25 per cento i viaggi allestero, del 19 per cento i viaggi in Italia, del 5 per cento lacquisto di gioielli, del 10 per cento lacquisto dei libri, del 30 per cento lacquisto di calzature e del 23 per cento quello dei capi di abbigliamento. Sono scettiche le previsioni per uneventuale riduzione dei prezzi nel 2008: il 72 per cento degli intervistati non è convinto che il carovita si abbasserà. Piuttosto si pensa che se aumenteranno i prezzi i settori in cui le famiglie sono disposte a fare ulteriore risparmio saranno le spese per la casa (13 per cento), i viaggi (27 per cento), ristoranti e alberghi (30 per cento), abbigliamento e calzature (20 per cento, divertimento e svago (10 per cento).