Giornata mondiale del risparmio/1. Gli interventi di Draghi, Catricalà, Napolitano e Padoa-Schioppa
La tenuta di un conto corrente bancario costa in media 130 euro l’anno, ma può arrivare, se il deposito è molto movimentato, anche a 218 euro. È quanto emerge dall’indagine condotta dalla Banca d’Italia su 4.500 conti tenuti presso più di 130 istituti di credito. A dare i risultati è il governatore della Banca dItalia, Mario Draghi nel corso del suo intervento in occasione dell’83^ Giornata mondiale del risparmio.
“La spesa, pur ridotta in media rispetto ad una indagine simile del 2005, è molto variabile anche a causa delle diverse caratteristiche di operatività: il 25 per cento dei conti con il minor numero di operazioni annue costa in media 70 euro, contro i 218 del 25 per cento con il maggior numero di operazioni”. Draghi ha quindi invitato le banche a “continuare a migliorare l’informazione fornita alla clientela. Trasparenza delle condizioni, concorrenza tra banche, attenzione per la clientela, consapevolezza di quest’ultima contribuiscono alla riduzione dei costi, possono e devono stimolare ulteriori progressi”.
“Un calo di 40 euro” del costo dei conti correnti in un anno - ha detto il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, commentando i dati diffusi dal governatore della Banca d’Italia sui costi dei conti correnti -, “anche a seguito della nostra indagine, è insufficiente ma incoraggiante”. Catricalà ha comunque sottolineato di non conoscere i parametri con cui è stata condotta l’indagine di Bankitalia e quindi di non sapere se i risultati delle due indagini (quella dell’Antitrust e quella di Bankitalia) siano confrontabili. Se i risultati fossero comparabili si evidenzierebbe una flessione dei costi di 40 euro.
In un messaggio inviato ai partecipanti della Giornata mondiale del risparmio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, osserva come “per mantenere effettiva la promozione e tutela del risparmio che è prescritta dall’articolo 47 della Costituzione non sono più sufficienti gli interventi, comunque necessari, di livello nazionale”. Napolitano sottolinea infatti che “i risultati già raggiunti dal processo di unificazione europea in questo settore, a partire da quello di eccezionale rilievo dell’unificazione monetaria, ne dimostrano le concrete potenzialità in termini sia di aumento delle possibilità di scelta sui mercati più competitivi e ampi, sia di miglioramento della tutela del risparmio attraverso il coordinamento delle diverse istituzioni preposte”.
Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa ha sottolineato che “la politica di unificazione del sistema finanziario deve ritrovare l’energia e lo spirito che hanno permesso in passato di compiere scelte coraggiose in nome di un interesse comune”. Secondo Padoa-Schioppa, è necessario individuare misure che rafforzino le forme di cooperazione tra autorità poichè il quadro europeo di vigilanza e coordinamento “deve saper rispondere con prontezza alle sfide che si pongono nel medio e lungo termine, soprattutto in caso di crisi con effetti sistemici transfrontalieri. Di questa esigenza occorre una maggiore consapevolezza”.