Farmaci di fascia C fuori dalle farmacie, si dimette il direttivo di Federfarma
Si è dimesso il direttivo nazionale di Federfarma, la federazione che rappresenta le 16mila farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale. Il gesto di protesta arriva all’indomani del via libera della Camera all’emendamento che estende la vendita, nei supermercati e in altri esercizi commerciali, dei farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione medica come anabolizzanti, stupefacenti, pillola del giorno dopo.
Favorevoli alla legge i consumatori. Per il Codacons questa norma non mette in discussione la salute dei cittadini, in quanto le necessarie garanzie nella vendita di questi medicinali sono assicurate dalla presenza dei farmacisti nei corner della grande distribuzione. “Cambia - spiega Carlo Rienzi, presidente dell’associazione - è solo il luogo in cui avviene l’acquisto dei medicinali, il che significa una maggiore scelta per i cittadini e un aumento della concorrenza”.
“Le farmacie - spiega nella nota Federfarma - sono pronte ad attuare pesanti iniziative di protesta fino ad arrivare all’assistenza farmaceutica indiretta. In questo modo le Asl dovrebbero rimborsare direttamente i cittadini che hanno anticipato di tasca propria il costo del medicinale con ritardi che arrivano fino a 13 mesi”.