Ctcu: in Alto Adige si ricava energia dall'olio di palma
“L’Alto Adige è un precursore in materia di fonti energetiche ma anche misure volte al risparmio energetico contribuiscono nuovamente alla distruzione dell’ambiente e l’esempio più recente è quello della !produzione di energia in gruppi cogeneratori tramite l’olio di palma”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta l’Oew, l’organizzazione per un mondo solidale, il Centro tutela consumatori e utenti (Ctcu) e| la Federazione per la natura e la protezione dell’ambiente. Le tre organizzazioni fanno riferimento a misure che hanno sì un esito eco-compatibile ma che in termini di produzione, di trasporto “fino ad arrivare all’uso finale sono eco-distruttivi”.
Produttori di energia in Alto Adige stanno prendendo in considerazione l’utilizzo dei cosiddetti oli biologici. Nel comune di Naz-Sciaves, per esempio - dice la dichiarazione - , è prevista la costruzione di un cogeneratore che produce energia utilizzando olio di palma. Inoltre, i suddetti oli biologici offrono un’integrazione alternativa ideale per centrali di teleriscaldamento a legna nei mesi estivi dove la produzione energetica è minore. Infatti, in questo periodo viene prodotta energia elettrica e il calore del motore viene emesso nella rete di teleriscaldamento.
“I produttori di energia in questo modo hanno un vantaggio economico a breve termine. I costi derivanti a lungo termine, ovvero i danni immensi all’ambiente, invece, non sono calcolabili”, affermano l’Oew, il Ctcu e la Federazione per la natura e la protezione dell’ambiente. L’olio di palma proviene quasi esclusivamente dalle piantagioni di palme delle foreste tropicali e la coltivazione della palma è “causa primaria” della distruzione della foresta tropicale e dell’impoverimento di intere fasce territoriali. Tramite il dissodamento vengono emesse notevoli quantità di biossido di carbonio. Durante la creazione di tali piantagioni, inoltre, “spesso vengono calpestati i diritti dei piccoli contadini e delle comunità indigene. La coltivazione a lungo termine avviene in modo poco ecologico. Migliaia di ettari di enormi monoculture sono veri deserti biologici, e non rispondono più a funzioni sociali, biologiche e climatiche”.