CRISI ECONOMICA. FATUZZO (PARTITO PENSIONATI), LA FORTE DIMINUZIONE DEL PIL DEVE SPINGERE IL GOVERNO AD UNA POLITICA PIÙ CORAGGIOSA IN MATERIA FISCALE.


Il crollo del PIL (Prodotto Interno Lordo) di oltre il 5%, riferito al 2009, è il peggiore degli ultimi decenni e questo deve preoccupare seriamente. – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Uno spiraglio di ottimismo può essere considerato la ripresa della produzione industriale di gennaio e questo potrebbe rappresentare l’inizio di una difficilissima ripresa.
Certo, recuperare una perdita così massiccia del nostro PIL sarà tutt’altro che facile e l’uscita dal tunnel della crisi, appare evidente, è tutt’altro che cosa semplice.
La politica dell’ottimismo non basta – ha sottolineato il leader del Partito Pensionati – non si può far finta che tutto va bene mentre i continui licenziamenti, la chiusura di attività industriali, commerciali, artigianali e agricole, sono la fotografia di un Paese che segna il passo. Certo, la crisi è mondiale ma l’Italia sembra mancare di coraggio, forse anche di fantasia.
La diminuzione dei consumi e le spese generali delle famiglie, sono la diretta conseguenza, secondo il Partito Pensionati, di un momento di pesantissima crisi che porta tanti e guardare il futuro con crescente preoccupazione.
A giudizio del Partito Pensionati la strada della ripresa passa necessariamente attraverso l’abbassamento della pressione fiscale. I nostri prodotti non possono competere con quelli di altri Paesi, europei o extraeuropei, proprio perché, al di là del costo del lavoro, in Italia vi è una tassazione che, molte volte, è il doppio di altri Paesi e questo provoca l’espulsione dal mercato dei nostri prodotti che devono, necessariamente, avere un prezzo che non è concorrenziale con prodotti similari di altri Paesi.
Al venir meno della cassaintegrazione, allo scadere della disoccupazione, vi è il rischio di avere tantissimi padri di famiglia, soprattutto ultraquarantenni, nella più nera disperazione. È un problema sociale enorme – ha concluso FATUZZO – e l’immediato futuro sembra non riservarci nulla di buono.

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