Consumatori: è emergenza prezzi, maxi-stangata da 1.500 euro
Una stangata dai 1300 ai 2000 euro: questa la stima delle associazioni dei consumatori per la corsa dei prezzi. Del resto la stessa Istat ha documentato un record del livello di inflazione. “Gli aumenti record dei prezzi dimostrano chiaramente come l’Italia si trovi oramai in una situazione di vera e propria emergenza nazionale”: così il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, in una nota, a commento dei dati sull’inflazione. L’associazione prevede “ripercussioni pesantissime sulle tasche delle famiglie: i rincari registrati da inizio anno di questo passo determineranno a fine anno una maxi-stangata pari a circa 1.500 euro a famiglia“. “Il Governo - afferma Rienzi – deve intervenire con urgenza adottando provvedimenti tesi a contenere i prezzi, specie nel settore dei carburanti e in quello alimentare, bloccando inoltre le tariffe energetiche per evitare a migliaia di famiglie la bancarotta”.
Allarme anche da Adusbef e Federconsumatori che stimano per le famiglie aumento di spesa che “nel 2008 sfiorerà i 2.000 euro”. Il tasso d’inflazione “reale”, cioè quello percepito “nelle spese di ogni giorno” arriverà “al 6,68 per cento”. Le previsioni Istat, quindi, sono solo immagini “di ottimismo”. “Secondo i nostri primi calcoli – sostengono i consumatori – il settore alimentare e quello dei carburanti hanno inciso in maniera molto più rilevante rispetto a quanto stimato dal tasso di inflazione ufficiale”. “Solo per il settore alimentare - spiegano le associazioni – le previsioni di aumento del 2008 sono pari a 490 euro e, per quanto riguarda il settore energetico (luce, gas, riscaldamento, carburanti), l’aumento della spesa raggiungerà ben 1.188 euro, per un rincaro totale, in questi due comparti, di 1.678 euro”. A quella alimentare ed energetica, però bisogna aggiungere altre “numerose voci di spesa: dai servizi assicurativi, ai trasporti, ai servizi bancari”. Dunque, il complessivo aumento in tutte le voci di spesa, secondo le stime di Adusbef e Federconsumatori, ammonterà nel 2008 “a 1.973 euro, facendo attestare il tasso di inflazione reale, quello percepito dalle famiglie italiane nelle spese di ogni giorno, al 6,68 per cento”. Per porre un freno a questo andamento “ormai insostenibile”, “ci troviamo a chiedere, ancora una volta – concludono i consumatori – un’accelerazione dei processi di modernizzazione del Paese e di liberalizzazione”.
Anche l’Adoc chiede al nuovo Governo interventi a sostegno della lotta al carovita. Il rischio è una stangata di 1300 euro l’anno per le famiglie. “Chiediamo a Berlusconi di mettere come priorità la lotta al carovita, altrimenti le famiglie rischiano di subire una stangata di almeno 1300 euro annue -dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc- con i rincari delle bollette di luce e gas (250 euro), del riscaldamento (150 euro), di carburanti (450 euro) e alimentari (450) un’intera mensilità dello stipendio è destinata a sostenere l’aumento di spesa. Che nell’ultimo anno è stato di circa 380 euro solo per i carburanti”. Per l’Adoc, “occorre salvaguardare i redditi fissi, attraverso una riduzione della pressione fiscale e il calmieramento dei prezzi dei beni di prima necessità , a partire dai carburanti. Anche attraverso un taglio delle accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, per un totale di 30 centesimi di euro sul prezzo al consumo. Così si risparmierebbero in media 270 euro di spesa per i carburanti. E i prezzi dei prodotti trasportati potrebbero subire un ribasso fino al 20 per cento”. L’Associazione giudica, quindi, “grave e preoccupante” che a spingere l’inflazione verso l’alto siano sempre alimentari e carburanti”. La spirale inflazionistica a cui stiamo assistendo sta erodendo pesantemente i redditi delle famiglie e le loro possibilità di risparmio -continua Pileri- è gravissimo che tra i prodotti più soggetti ai rincari ci siano sempre gli alimentari e i carburanti, due beni irrinunciabili e a maggior diffusione d’acquisto. Stiamo assistendo ad un progressivo impoverimento delle famiglie italiane, circa il 25 per cento si trova in gravi difficoltà finanziarie. L’impoverimento delle famiglie comporta il conseguente impoverimento del Paese con la crisi industriale e del commercio che è sotto gli occhi di tutti”.