Consumatori contestano studio Confcommercio: è carovita la priorità degli italiani
Codacons contesta lo studio condotto dalla Confcommercio sulle priorità indicate dagli italiani per i primi cento giorni di governo. Secondo tale sondaggio, ricorda il Codacons, al primo posto ci sarebbero le problematiche connesse al lavoro (87,4 per cento), poi la sicurezza (79 per cento), al terzo posto lo sviluppo economico del paese (78,7 per cento), al quarto la giustizia (72,5 per cento) e “solo al quinto posto il sostegno alla famiglia (70,4 per cento), nella quale sarebbero comprese la lotta all’inflazione e l’aumento delle pensioni più basse“. L’associazione contesta il metodo con il quale è stato condotto lo studio. “Le domande, a nostro avviso, appaiono mal poste” si legge nel comunicato. “Non si è voluto infatti mettere in evidenza la lotta al carovita, nascondendo tale voce in un generico e indistinto ’sostegno alla famiglia’”. Sarebbe “inevitabile” secondo l’associazione “che l’opzione non sia stata scelta dai consumatori come prioritaria e siano state preferite non solo le opzioni del lavoro e della sicurezza, ma persino la giustizia”.
In sostanza il Codacons si chiede: “quali sarebbero stati i risultati dello studio se tra le voci iniziali ci fossero state la lotta al carovita e gli aumenti di pensioni e salari?”.
Il Codacons invita il nuovo Governo “a ritenere davvero prioritario il fatto che sempre più famiglie non riescono ad arrivare alla terza settimana del mese“.
Dello stesso avviso lAdoc, che definisce fantasioso studio lindagine dellassocizione dei commercianti. Confcommercio si legge nel comunicato diffuso dallAdoc- continua a vedere un’Italia diversa da quella reale, e questo ha già provocato tanti danni al Paese”. Secondo l’ Adoc la vera emergenza degli italiani è quella dei prezzi innescata proprio dai rappresentanti della Confcommercio che hanno speculato per mesi e anni sull’introduzione dell’euro commenta Carlo Pileri presidente dellAdoc secondo il quale il 15 per cento dei rincari subiti dai beni alimentari deriva direttamente dai rialzi del prezzo del gasolio, solo in un anno aumentato del 28,9 per cento. Considerando che circa l85 per cento dei prodotti trasportati avviene su gomma e che il 35 per cento di questi è rappresentato dai beni alimentari conclude Pileri- è facile intuire quanto è determinante sul prezzo finale del prodotto il caro gasolio. Rincari che colpiscono non solo i consumatori finali, ma anche gli autotrasportatori, che hanno subito un incremento di spesa, su base annua, pari a circa 19mila euro solo per i carburanti.