Class action, il 2 luglio il primo tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo economico
Si svolgerà il 2 luglio al ministero dello Sviluppo economico, la prima riunione del tavolo istituito tra il dicastero e le associazioni dei consumatori sulla class action. La riunione si terrà nel pomeriggio e servirà per cominciare ad affrontare alcune modifiche alla norma sulle azioni collettive di risarcimento, la cui entrata in vigore è stata rinviata dal governo di sei mesi, al primo gennaio 2009. La decisione di aprire un tavolo di confronto è stata assunta dopo l’incontro tra associazione del CNCU e il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
Le associazioni dei consumatori manifestano, pur con sfumature diverse, alcune perplessità, e in alcuni casi contrarietà sul rinvio della legge sulla class action, ma accolgono positivamente l’iniziativa di aprire un tavolo di confronto al ministero. Questo in sintesi quanto emerge dopo la riunione al ministero.
Si è detta favorevole al rinvio Assoutenti. “Avevamo già chiesto al ministro - ha spiegato Furio Truzzi, vicepresidente dell’associazione, di convocare un gruppo di lavoro per modificare la legge. La nostra richiesta è stata accolta e il ministro ha assicurato che il tavolo lavorerà entro tempi adeguati. Non si tratta di uno slittamento della class action ma di una proroga”.
Del tutto contrario al rinvio si è detto invece il Codacons: “Questa legge era stata finalmente approvata dopo tre legislature - ha dichiarato il rappresentante dell’organizzazione - e il rinvio è un grave danno per il consumatore”. Il Codacons parteciperà comunque al tavolo di confronto sulla class action”.
“Restiamo ipercritici e valutiamo negativamente in rinvio”, ha detto Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori uscendo dalla riunione e parlando anche a nome dell’Adusbef e dell’Adoc. “Non siamo per la perfezione - ha aggiunto - ci riserviamo di rivedere il dispositivo tecnico-legislativo. Ma il ministro ci ha offerto garanzie sul tipo di slittamento ed ha detto che il provvedimento non sarà nuovamente votato in Parlamento. Il governo avrà una delega per apportare alcune modifiche che saranno esaminate nelle commissioni parlamentari per un parere consultivo”.
Secondo Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione nazionale consumatori, la class action è il frutto di una istanza sociale che proviene dai cittadini, non sarà il rinvio a fermare unaspirazione così diffusa.
Diamo fiducia al Ministro - prosegue Dona- ma è bene che il Governo sappia che su questa partita lUnione Consumatori non farà sconti.
Per il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi, il confronto è stato positivo, allinsegna della concretezza, dellassunzione di impegni precisi e della volontà di un rapporto costruttivo con le associazioni consumatori, impegni sui quali intendiamo lavorare perché siano rispettati. “Se limpegno sarà rispettato, quindi, potremmo contare ha aggiunto Landi - su una normativa più efficace. Adiconsum non ha mai nascosto che lattuale normativa è macchinosa, lunga e sostanzialmente inefficace”.