City car per respirare meglio
Per la realizzazione della city car, a cui si sta lavorando presso i laboratori del Centro ENEA Casaccia, l’obiettivo è lo sviluppo di una tecnologia denominata “Ibrido Triplo”, vale a dire un sistema di trazione basato su un generatore, un gruppo di batterie e un gruppo di supercondensatori, per la motorizzazione di un veicolo per uso urbano.
Tale prototipo dovrebbe essere in grado di competere con veicoli alimentati con batterie molto costose e in realtà ancora non presenti sul mercato, come quelle al litio e a idruri metallici. Il risultato sarà un veicolo con consumi e emissioni allo scarico molto ridotti, e contemporaneamente con prestazioni e guidabilità all’altezza delle aspettative.
Le applicazioni della tecnologia “Ibrido Triplo” possono essere estese a veicoli fuoristrada, a veicoli per consegna merci, agli autobus urbani, dimostrandosi vantaggiosa sia allo stato attuale della tecnica motoristica che per le future applicazioni delle celle a combustibile alimentate ad idrogeno.
Le batterie al piombo, tradizionalmente adoperate per l’accumulo elettrico, rimangono le più diffuse ed economiche, ma presentano problemi di durata e affidabilità in questo genere di veicoli. Per ovviare a questo e ad altri difetti delle batterie vengono impiegati, nel sistema “Ibrido Triplo”, i supercondensatori, componenti molto innovativi e robusti, che migliorano sia i rendimenti energetici (miglior recupero in frenata grazie alla resistenza interna più bassa e potenze di picco più elevate) che la vita delle batterie.
La tecnologia su cui sono impegnati i ricercatori dell’ENEA punta quindi su un sistema di accumulo “misto”, il cui lavoro di ottimizzazione risiede nella scelta della tecnologia, nel dimensionamento delle parti, nel sistema di gestione e nella logica con cui viene controllato.
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