caramelle: storia e curiosità
La storia delle caramelle inizia con quella dello zucchero, cioè con la coltivazione e la lavorazione della canna, conosciuta in Asia da tempi immemorabili ma approdata in Europa solo attorno all’XI secolo grazie ai crociati di ritorno dalla Terra Santa. E proprio dal Vicino Oriente giunsero le prime “caramelle”, cioè delle barrette di zucchero di canna il cui nome deriva dalla storpiatura spagnola di canna mellis. In epoca tardo-medievale con lo zucchero si realizzavano anche dei dolcetti insaporiti con spezie o frutta secca. Dato il costo elevato della materia prima era un piacere riservato ai nobili e ai ricchi.
Nella metà dell’ottocento le industrie cominciarono a soppiantare i laboratori artigianali ma solamente nel 1900 e più precisamente nel secondo dopoguerra assistiamo al boom quando il packaging fece di questi dolcetti qualcosa da tenere in tasca o sulla scrivania.
In Italia oggi si producono circa 90.000 tonnellate di caramelle per un giro di affari di 800 milioni in Euro.
Circa il 53% della popolazione consuma caramelle. A differenza di altri alimenti non esistono zone in cui si concentra il consumo che risulta invece essere per lo più omogeneo.
A variare invece è il consumatore tipo in funzione della diversa offerta: i bambini infatti prediligono caramelle ai gusti frutta mentre il consumatore più adulto preferisce i gusti menta e liquirizia.
Esistono diversi formati dal monopezzo allo stick all’astuccio alla busta. Tra questi quelli che hanno maggiore penetrazione sul mercato sono gli stick (53%) e le buste (47%).
Marginali sono invece i volumi delle grandi confezioni adatte a ricorrenze specifiche..
In passato la caramella era tipicamente con zucchero. Gli sviluppi tecnologici negli ultimi anni hanno permesso l’utilizzo di ingredienti alternativi allo zucchero come polialconi ed edulcoranti intensivi capaci di offrire lo stresso potere dolcificante ma con un apporto calorico mediamente inferiore del 40%.
E’ bene sottolineare come l’impiego di tali sostanze non modifica il gusto.
I polialcoli (xilitolo, mannitolo, sorbitolo, isomalto) oltre alle predette caratteristiche sono agenti non cariogeni ovvero sostanze di cui i microrganismi che albergano nel cavo orale non riescono a nutrirsi.
Tra questi lo xilitolo è dotato di attività antibatterica verso lo Streptococco Mutans principale responsabile della carie dentale.
Gli edulcoranti intensivi (acesulfame, sucralosio) vengono aggiunti per aumentare il potere edulcorante e assicurare un gusto che duri a lungo.
Gli sviluppi tecnologici hanno permesso inoltre l’utilizzo nelle caramelle di sostanze ad attività funzionale che hanno ampliato la gamma di prodotti a disposizione di un consumatore molto attento al benessere e alla salute.
Se da un lato infatti i consumatore richiede sempre come primo requisito il gusto dall’altra è molto attento ad una corretta alimentazione che impone di non trascurare l’apporto calorico e laddove necessario l’utilizzo di prodotti che svolgano una funzione.
Da qui la presenza di:
Caramelle ipocaloriche : caramelle con edulcoranti artificiali (a basso contenuto calorico)
Caramelle per l’igiene orale: caramelle con la presenza di polialcoli che non favoriscono l’insorgenza della carie dentale
Caramelle con aggiunta di vitamine e minerali:sono integratori alimentari o alimenti arricchiti destinati a coloro che necessitano di ottimizzare gli apporti nutrizionali qualora necessari.
Sono caramelle che favoriscono lo stato di benessere ma che non possono e non devono in alcun modo essere visti come dei sostituti di una dieta variata.
A tale scopo è bene ricordare che questa tipologia di prodotti è regolamentata da norme specifiche che definiscono l’impiego delle sostanze con limiti quali quantitativi.
Caramelle balsamiche: prevedono l’utilizzo di sostanze quali mentolo ed eucalipto capaci di un effetto calmante e rinfrescante delle prime vie respiratorie