Bce: tassi congelati, l'inflazione ora è in discesa



La lotta all’inflazione resta la “massima priorità” della Banca centrale europea (Bce). Che congela il costo del denaro fino alla fine dell’anno spiegando, nel bollettino di maggio, che i tassi fermi al 4 per cento dallo scorso giugno hanno contribuito “al raggiungimento di tale obiettivo”. È quanto si legge nel documento mensile preparato dagli esperti dell’Eurotower, alla cui fermezza nel mantenere i tassi invariati da quasi un anno, presa di mira da imprenditori e politici europei che chiedono a gran voce un taglio per aiutare la crescita, oggi hanno “reso giustizia” le stime di Eurostat, che parlano di un’espansione economica superiore al previsto. I prezzi - si legge nel bollettino di questo mese - continueranno a correre a livelli “notevolmente superiori” al 2 per cento nei prossimi mesi, per rallentare gradualmente nel corso del 2008. E i rischi nel medio periodo sono “chiaramente al rialzo”, con l’inflazione condizionata com’è dai prezzi petroliferi e alimentari. Certo, prosegue la Bce, “l’inflazione dovrebbe aver raggiunto il valore massimo in marzo”, quando ha toccato il record del 3,6 per cento. Ma “il calo stimato di aprile (oggi confermato al 3,3 per cento) deve essere valutato con cautela”.
Lo scenario disegnato dagli economisti di Francoforte è che, nel corso del 2008, l’inflazione allenti gradualmente la sua morsa su Eurolandia, grazie a “una parziale inversione di tendenza dei prezzi delle materie prime rispetto ai recenti rincari”.
Per il costo del denaro, tutto ciò si traduce in tassi fermi ancora per diversi mesi: stando ai futures e alle previsioni di diversi economisti, di tagli non se ne parla fino agli inizi del prossimo anno. Anche perchè proprio oggi il prodotto interno di Eurolandia nel primo trimestre si è attestato in crescita dello 0,7 per cento, più dello 0,5 per cento previsto, con la Germania cresciuta al ritmo più forte degli ultimi 12 anni (+1,5 per cento).
“È stata resa giustizia alla nostra analisi che vedeva una tenuta molto significativa dell’economia nel primo trimestre”, ha detto Trichet a Vienna. Le cose, però, potrebbero cambiare presto, ed è lo stesso Trichet a mettere in guardia: “il secondo trimestre sarà meno lusinghiero, e il secondo semestre, in confronto al primo, mostrerà anch’esso un qualche rallentamento”.

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