Bankitalia, rallenta il mercato del credito in Italia



Il mercato italiano del credito ha il freno tirato. Per imprese e famiglie è più difficile ottenere prestiti e mutui, ma è anche la domanda per l’acquisto di abitazioni attesa in rallentamento. Sono i dati che emergono dall’indagine sul credito bancario effettuata da Bankitalia, che in parte confermano le analisi della Bce. Alla ricerca di via Nazionale hanno partecipato le capogruppo di nove gruppi creditizi. Dalle risposte alle diciassette domande formulate agli intervistati, emerge nel primo trimestre 2008 un’ulteriore restrizione dei criteri applicati dalle banche per l’erogazione dei prestiti alle imprese. Allo stesso tempo, dopo un biennio di assestamento, emerge per la prima volta un deciso irrigidimento delle politiche di offerta di mutui alle famiglie. Per il secondo trimestre, ci si attende un ulteriore lieve irrigidimento dei criteri per l’approvazione di prestiti alle imprese, mentre dovrebbero rimanere sostanzialmente invariati quelli per i prestiti alle famiglie.
L’ultimo irrigidimento dei criteri applicati per l’ok da parte delle banche alla richiesta di mutui si è verificato, si legge nelle tabelle allegate all’indagine, nel secondo trimestre del 2006, quando comunque la restrizione delle politiche di offerta era avvenuta in modo meno sensibile.
Per quanto riguarda la domanda di credito, l’indagine di Bankitalia segnala un andamento crescente e invariato della domanda da parte delle imprese; diverso il discorso per i finanziamenti richiesti dalle famiglie che intendono acquistare casa, che hanno subito un rallentamento nel corso del primo trimestre. Per il secondo periodo dell’anno, invece, Bankitalia stima una frenata su tutti e due i fronti di domanda, sia delle imprese che delle famiglie. È la crisi dei mercati il motivo principale alla base della decisione delle banche di aumentare i controlli e irrigidire i criteri per l’erogazione del credito. Rispondendo a domande specifiche, infatti, gli intermediari hanno spiegato che le difficoltà dal lato del passivo sono proseguite nei primi mesi dell’anno, intensificandosi rispetto ai tre mesi precedenti soprattutto nel campo delle cartolarizzazioni. Dalle risposte fornite dagli intervistati, emerge che tali difficoltà potrebbero persistere anche nel secondo trimestre dell’anno in corso.
La prudenza delle banche si spiega col fatto che, fra tutti i criteri adottati in sede di valutazione delle richieste di mutuo, le banche sembrano dare al momento importanza alla percezione del rischio, cioè le attese sull’attività economica generale e sulle prospettive del mercato immobiliare. Meno attenzione viene prestata dagli intermediari alla pressione concorrenziale, garantita dalle altre banche e dalle istituzioni non bancarie.

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