Autostrade, Adiconsum chiede un incontro urgente: "Aumenti superiori al tasso d'inflazione"


“Una raffica di aumenti che non hanno nessuna motivazione, ne’ inflazionistica, ne’ dettata da investimenti strutturali su un sistema autostradale fermo agli anni ’60″. Cosi’ Pietro Giordano, segretario nazionale di Adiconsum, commenta gli aumenti dei pedaggi autostradali in vigore dal primo gennaio.
La media dei rincari, chiarisce l’associazione, saranno pari al 2,40%; ma su alcune tratte l’aumento raggiunge una percentuale pari al 4,78%, come sulla Roma-L’Aquila, imponendo di fatto una “gabella di transito” pari a 6 euro per tutti i pendolari del quadrante est dell’hinterland capitolino.
“Il governo non puo’ continuare ad affermare che il peso fiscale a carico dei cittadini non aumenta”, sottolinea Adiconsum, “se poi continua a varare provvedimenti che aumentano le tariffe del sistema trasporti: da 1 a 3 euro per le tariffe aeree; 2,40% per quelle autostradali; oltre il 15% per quelle del trasporto ferroviario”.

L’associazione chiede quindi al governo il varo di un piano infrastrutturale che investa parte dei proventi derivanti dallo scudo fiscale e preveda al contempo investimenti certi ed esigibili da parte delle societa’ concessionarie, invertendo cosi’ la logica della privatizzazione degli utili e della socializzazione degli investimenti.
Adiconsum invita inoltre Autostrade per l’Italia a un urgente tavolo negoziale con le Associazioni dei consumatori, per la realizzazione di una Carta dei servizi e di una Carta dei diritti degli automobilisti.
Chiede, infine, che attraverso il sistema satellitare che aggiorna i tabelloni autostradali sui costi dei carburanti, si realizzi una informazione diretta attraverso i tom-tom su tutte le notizie necessarie all’automobilista, come ad esempio su tratte interrotte, incidenti, code autostradali, e costi dei carburanti nella tratta di percorrenza, per un reale ed incisivo servizio ai consumatori.

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