Al via il vertice Fao: Napolitano, il mercato non basta



Con un appello del capo dello Stato Giorgio Napolitano ai grandi del mondo si è aperto a Roma il Vertice della Fao sulla sicurezza alimentare. “Emerge l’imperiosa necessità di politiche coordinate a livello mondiale” per “fronteggiare l’allarmante emergenza”, ha detto Napolitano, rivolgendosi alle centinaia di delegazioni presenti e a una cinquantina tra capi di Stato e di Governo. Ma la soluzione per superare la crisi alimentare non passa, ha sottolineato il presidente della Repubblica, per le “virtù riequilibratici del mercato”. “Si deve riconoscere la necessità di politiche e di interventi che abbiano il loro quadro di riferimento nel sistema delle Nazioni Unite”. D’accordo si è detto il premier Silvio Berlusconi che ha affermato di riconoscersi “pienamente nelle parole” di Napolitano e ha evocato un “grande impegno di tutti” per “una situazione difficilissima”. Il presidente del Consiglio, che presiede i lavori, ha chiesto di passare dalle parole ai fatto spiegando che è giunta l’ora dell’ “azione”. In un messaggio inviato al vertice e letto dal segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, il Papa ha definito “inaccettabile”, la fame e la malnutrizione in un mondo che dispone di risorse e conoscenze”. La grande sfida di oggi - ha sottolineato il Pontefice - è quella di globalizzare non solo gli interessi economici e commerciali, ma anche le attese della solidarietà”. E se per il direttore generale della Fao Jacques Diouf “non è più il momento delle parole ma è arrivato il momento dei fatti”, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon è stato lapidario: “il mondo ha bisogno di produrre più derrate alimentari:occorre aumentarle del 50 per cento entro il 2030”.

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