Adoc: bene pubblicità dei redditi, ma serve tracciabilità di chi li consulta
L’Adoc ha presentato una denuncia alla Polizia postale per violazione della privacy in relazione alla vicenda della pubblicazione online delle denunce dei redditi. Secondo lassociazione i dati copiati dal sito dell’Agenzia delle Entrate prima dello stop del Garante sono tuttora consultabili sul web. Con questa denuncia anche la Polizia postale potrà avviare le indagini per accertare eventuali violazioni della privacy si legge in un comunicato- e le responsabilità di chi sta continuando a diffondere i redditi sul web, dichiara il presidente, Carlo Pileri. Qualora venissero accertate responsabilità, aggiunge, riteniamo che possa essere risarcito il solo danno non patrimoniale, con particolare riferimento a quello morale soggettivo, per lesione della privacy, in fattispecie del D.Lgs. 196/2003. Secondo l’associazione, la pubblicità dei redditi, in base alla legge del 1973, è corretta e va mantenuta, anche in un’ottica di lotta all’evasione fiscale - continua Pileri - che l’Adoc sostiene fermamente. Ma le operazioni effettuate devono poter essere identificate e rintracciate, a tutela della privacy e come prevenzione per eventuali episodi di criminalità legati alla consultazione dei redditi. Quanto al riferimento a paesi come Finlandia e Irlanda come esempi di trasparenza lassociazione ricorda che nei due paesi la privacy è tutelata ai massimi livelli. In particolare in Irlanda sono pubblicati esclusivamente i redditi degli evasori fiscali, in Finlandia tutte le consultazioni effettuate sono registrate e tracciate, anche se fatte da un telefonino. Di fronte a quanto accaduto, per l’Adoc, le strade da percorrere sono due: la costituzione di parte civile nel processo penale contro il trasgressore o l’azione civile autonoma.