Dalla riunione tenutasi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, lo scorso 15 febbraio, è emerso che ad oggi non esiste alcun piano industriale volto al rilancio della ITTIERRE.
I commissari, nell’occasione, hanno ribadito quanto già anticipato da indiscrezioni giornalistiche e in parte da dichiarazione precedentemente resi dagli stessi:
il piano industriale vero e proprio lo faranno gli acquirenti (sempre che c’è ne saranno). Il compito dei commissari è solo quello di “confezionare il pacchetto”;
si procederà con la vendita del gruppo in tre blocchi: quanto prima verrà predisposto il bando di vendita della società MALO, successivamente sarà la volta di FERRE, ed infine si procederà alla cessione di ITTIERRE.
Da diversi mesi i Commissari hanno dato il via alla procedura di presentazione delle manifestazioni d’interesse rispetto all’acquisizione delle società del gruppo. Ad eccezione delle indiscrezioni di stampa, nessuna informazione è stata mai fornita ufficialmente in proposito, ne ovviamente vi è stato modo di discutere e valutare in merito alle diverse ricadute in termini occupazionale e di risvolto sull’economia dei territori, delle diverse opzioni in campo.
Non è dato sapere quali siano oggi i criteri di valutazione delle diverse offerte manifestatesi, mentre appare sin troppo evidente che il confronto nel merito, sarà limitato alla sola possibilità di ratifica della scelta, solo quando evidentemente questa, sarà già stata compiuta.
In questo contesto appare sconcertante il ruolo di spettatore passivo esercitato dalle Istituzioni, in particolare da parte del Governo nazionale.
Non sarebbe forse opportuno che la Presidenza del Consiglio, o per essa il Ministero dello Sviluppo Economico, prendesse parte direttamente nella trattativa?
È offensivo ricordare al Presidente del Consiglio dei Ministri che siede in parlamento grazie ai voti espressi dalla cittadinanza molisana?
Certamente assumerebbe grande valore, ai fini di una positiva risoluzione della vicenda, un confronto tra governo e potenziali acquirenti di ITTIERRE, magari ricercandone di ulteriori rispetto a coloro che si sono fin’ora dichiarati interessati, sopratutto se venissero messe in campo misure concrete a sostegno del rilancio aziendale in termini di risorse economiche, attraverso l’incentivazione a processi d’innovazione, sotto forma di realizzazioni infrastrutturali o quant’altro possibile.
Non è accettabile che le istituzioni restino inerti ad osservare il lento evolversi della crisi, sotto l’inerzia dettata dalla procedura di amministrazione straordinaria.
L’intera economia regionale rischia di uscire ulteriormente e drammaticamente depressa da questa difficile vertenza, questa è una condizione che il nostro territorio non può assolutamente permettersi: è tutta una comunità a trovarsi a rischio di fallimento.
Non è immaginabile che un fenomeno di queste proporzioni, che la lotta per la sopravvivenza della ITTIERRE, possa essere portata avanti unicamente dai lavoratori interessati, serve una mobilitazione di tutta la società civile molisana.
Per questa ragione invitiamo tutti i cittadini molisani e dei territori limitrofi, ad aderire al presente appello tramite il gruppo costituitosi su facebook: DIFENDIAMO L’ITTIERRE, ma soprattutto sottoscrivere l’appello che riportiamo in seguito ed inoltrarlo alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dello Sviluppo Economico attraverso le seguenti modalità:
a mezzo email al seguente indirizzo: Segreteria.ministro@sviluppoeconomico.gov.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
oppure per fax al numero: 06 47887964

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Silvio Berlusconi
Al Ministro per lo sviluppo economico
On. Claudio Scaiola.

Oggetto: Appello a sostegno della vertenza ITTIERRE S.PA. in amministrazione straordinaria.

Onorevole Presidente del Consiglio, Onorevole Ministro, in occasione del recente incontro tenutosi presso la sede dello Sviluppo Economico il 15 febbraio u.s. in merito crisi riguardante il gruppo tessile IT HOLDING, è emerso che allo stato attuale ancora non esiste un piano di rilancio industriale delle società del gruppo. I commissari, nominati dal Ministero dello Sviluppo Economico, hanno infatti riferito che il ruolo impostogli dalla procedura in cui versa il gruppo, gli impone di garantire la continuità delle attività produttive e di predisporre le azioni tese alla cessione verso terzi della proprietà, solo gli acquirenti saranno pienamente titolari alla predisposizione di un piano industriale delle società acquisite. Nella stessa sede è stato formalizzato quanto già anticipato dagli organi di stampa; la cessione delle società del gruppo avverrà in tre blocchi: da subito la società MALO s.p.a., successivamente sarà la volta di FERRE e per ultimo si procederà alla cessione di ITTIERRE.
Riteniamo preoccupante che il destino della più importante azienda molisana (il gruppo produce oltre il 10% del PIL regionale), si compia mentre il ruolo esercitato dal governo e dal Ministero nella vicenda, si limiti a quello di semplice osservatore neutrale e statico.
Facciamo quindi appello affinché il governo nazionale (il cui Presidente del Consiglio è stato eletto nel collegio molisano presso la Camera dei Deputati), anche con il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori, si faccia parte attiva attraverso il Ministro dello Sviluppo Economico, nei confronti dei soggetti imprenditoriali che si sono manifestati interessati all’acquisizione della società ITTIERRE, ricercandone di ulteriori nel caso la ipotesi in campo non garantiscano un sbocco positivo della vertenza e metta in campo ogni possibile sostegno in termini di incentivi economici, sostegno ai processi innovativi, realizzazione di supporti infrastrutturali e quant’altro possibile affinché si possa addivenire alla realizzazione di un forte, concreto e stabile piano industriale di rilancio della società molisana che salvaguardi occupazione e sviluppo economico dell’intero territorio regionale.

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