A Comacchio niente cani in spiaggia

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Comacchio (FE), 3 agosto 2017 – Riviera, terra di libertà? Si ma di quella negata.  “Sono stato minacciato di multa se non avessi abbandonato la spiaggia col mio cane!“, denuncia adirato Antonio Balzani in una lettera pubblica inviata ai media.

Ma andiamo con ordine.

“Tutto è cominciato qualche giorno fa al Lido di Spina, nel “comune di comacchio”. Lo scrivo in minuscolo il nome perché è il massimo che gli posso concedere. Qui la spiaggia è enorme, le concessioni arrivano a non più di 35 -50 metri dal mare e il resto è spiaggia libera e battigia” scrive Balzani.

“In campeggio i cani sono graditi: pagano e sono educati come i padroni. Nelle concessioni altrettanto, i cani sono ospiti graditi. Nei locali pubblici i cani sono sempre ospiti graditi. Nei bar, prima ti offrono una ciotola di acqua poi ti chiedono cosa vuoi.

I cani ci sono, e sono tanti eppure non si sente abbaiare e non ci sono cacche in giro.  E se ci sono tanti cani ci sono pure tanti padroni. In questo periodo dell’anno non tira aria di festa da quelle parti: pienone del fine settimana ma si arranca per il resto.

Restano dunque la spiaggia libera e la battigia che naturalmente sono aree demaniali. Cioè dello Stato, e quindi di ogni cittadino, anche se affidate ai Comuni.

Ebbene qualche giorno verso le 8:30 mi sono recato a fare una passeggiata a mare con la mia cagnolina al guinzaglio.

Mi è venuta voglia di fare il bagno e lei è entrata in acqua con me, felicissima e al guinzaglio.

Presenti in spiaggia due turiste straniere che guardavano sorridendo, un signore che leggeva il giornale,  il bar della spiaggia che si apprestava ad aprire e una decina di extracomunitari con i sacchi chiusi della loro mercanzia, seduti a terra in attesa di aprirli con l’arrivo della gente.

E naturalmente 2 vigili in moto, con una divisa molto balneare: maglietta bianca con scritta vigili urbani e calzoncini blu tipo animazione, uno dei quali mi ha richiamato dall’acqua intimandomi di uscire quindi, in modo per altro gentile, mi ha informato che per effetto di una non meglio specificata delibera balneare basata su una fantomatica legge regionale altrettanto ignota, i cani non sono ammessi in spiaggia sulla battigia e tantomeno in acqua.

Dopodiché sarei stato soggetto a contravvenzione per 206 € ma per questa sola volta si limitavano ad informarmi, sempre che mi allontanassi dall’acqua, dalla battigia e dalla spiaggia” denuncia ancora Balzani.

“Naturalmente la delibera esiste ma è tutt’altro che facile prenderne atto. O non è visibile o affissa tra i foglietti propagandistici. Per chilometri l’ordinanza e neppure il divieto non sono facili da trovare. Non vorremmo che le migliaia di turisti coi cani se ne accorgessero no?

Ho dovuto cercare su internet perché non ne trovavo traccia.

Un cartello di divieto in effetti c’è, a fianco del porto canale, all’entrata principale dell’area demaniale di Comacchio (un cartello) al confine con Lido degli Estensi. Unico, nell’ unica zona evidentemente pubblica e degradata, con scheletri di bici ammassate sul lato incolto del largo stradone sabbioso e svariati residui in attesa del servizio, pur sollecito ed efficiente dappertutto altrove.

Si tratta di un cartello di generico divieto di ingresso ai cani di cui all’ordinanza “nessun numero” delibera “nessun numero e data”.

Ho rintracciato l’ordinanza che vieta la balneazione dei cani e l’uso della battigia, ed ho pure identificato dalla parte di Lido degli Estensi una delle meravigliosamente decantate aree di sgambamento realizzate dal Comune: un perimetro di sabbia rovente, delimitato con alcuni paletti e un cordone giallo di forse 4-500 mt quadri, completamente aperto, con obbligo di guinzaglio senza ombra, senza acqua, ma con all’ingresso un bellissimo cartello verde indicante l’area attrezzata per i cani con l’estratto della famosa ordinanza.

Ormai lo spirito della vacanza è rovinato e rifletto che probabilmente ci sono molti padroni di cani stupidi ma certamente molti più stupidi anche senza cane di cui alcuni certamente molto arroganti” continua la lettera di Antonio Balzani.

Quando tornerò mi riservo di valutare se denunciare il Sindaco di Comacchio per abuso di potere e per avermi impedito sulla base di una dichiarata ordinanza balneare, di esercitare i miei pieni diritti costituzionali: infatti non al mio cane ma a me è stato impedito di passeggiare sulla battigia pubblica, di fare il bagno nel pubblico mare e di godere del pubblico panorama. IO sono stato minacciato di multa se non avessi abbandonato la spiaggia. E tutto ciò perché la mia compagna era di razza non umana.

Ma siamo in un Paese di cui quest’area rappresenta anche la parte migliore, che fra 20 anni avrei il piacere di vedere archiviata e mai certamente essere presa in considerazione”.

“Quanto al sindaco e ai suoi accoliti preferisco non dire cosa ne penso come politici e amministratori. Peccato per la gente del posto, un paese vivace e che vive di turismo dove sanno bene che se non vogliono il mio cane non vogliono neppure me“.

Antonio Balzani

 

La cagnolina di Antonio Balzani

 

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Nato a Bardi (Parma - Italia) nel 1952; igienista, chimico industriale e geologo è stato Insegnante, di laboratorio chimico e scienze integrate. Imprenditore e Libero professionista, per 27 anni è stato titolare di Interstudio Tecnica e Ambiente, una srl del settore, occupandosi di ambiente e in particolare di inquinamento industriale ed ambientale, politica e cultura e analisi dell'informazione: ecologia sociale. Membro di associazioni nazionali ed europee come UNI - CEI e AIAS, ACGIH, AIA- EAA ed altre, è uno specialista in attività di prevenzione e protezione ambientale e lavorativa. Si occupa e purtroppo si è occupato, di protezione civile e volontariato.

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